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Il furetto - Malattie principali

Insulinoma (tumore delle cellule beta del pancreas) - di Alessandro Bellese, Med. Vet.

Gli insulinomi sono tumori del pancreas che determinano una produzione eccessiva d’insulina e rappresentano una delle neoplasie più comuni nei furetti.
Nel furetto, come nell’uomo ed in molti altri animali, il pancreas ha due funzioni, una detta esocrina esplicata attraverso la produzione d’enzimi digestivi, sostanze necessarie alla digestione, ed una detta endocrina che produce un ormone chiamato insulina. L’insulina prodotta dalle cellule beta del pancreas è un ormone che mantiene il corretto livello di glucosio nel sangue. Siamo abituati a sentire parlare dell’insulina riguardo al diabete mellito, una malattia che colpisce l’uomo ed altri animali, caratterizzata da una bassa produzione d’insulina che causa un accumulo di glucosio nel sangue chiamato iperglicemia. In corso d’insulinoma accade l’esatto contrario, si ha un’eccessiva produzione d’insulina che determina una diminuzione di glucosio del sangue chiamata ipoglicemia.

Gli insulinomi occorrono generalmente tra i due e gli otto anni, ma sono diagnosticati più frequentemente tra i quattro ed i cinque anni d’età.

La gravità della malattia dipende dalla sua velocità di sviluppo e da quanto tempo essa è presente.
Alcuni furetti sviluppano una rapida e severa ipoglicemia che si manifesta con uno stato di collasso, durante il quale il furetto appare talmente debole da non rispondere agli stimoli.

In altri casi la presentazione della malattia è più graduale, e si può manifestare con periodi d’inattività, episodi di debolezza che sembrano interessare gli arti posteriori, barcollamenti, depressione, scialorrea (bava dalla bocca) e bocca aperta, segni questi ultimi di nausea.

Se il livello di glucosio scende molto rapidamente, il furetto può presentare segni neurologici, che vanno da tremori a vere e proprie convulsioni fino a coma e morte.

La diagnosi o perlomeno il forte sospetto sono conseguenti a questi segni clinici accompagnati dal riscontro di un basso livello di glucosio nel sangue, prelevato dopo un digiuno di quattro ore.
Altre cause d’ipoglicemia che vanno considerate sono gravi infezioni batteriche, patologie epatiche, digiuno prolungato e malattie che portano ad un forte dimagramento.
Una misurazione del livello d’insulina nel sangue sarebbe d’ulteriore aiuto ma non ci sono ancora dei valori di riferimento attendibili.
Un’ecografia del pancreas, effettuata da un ecografista che abbia esperienza in questi animali, può evidenziare il o i noduli neoplastici o aree di tessuto alterato ed aiutare nella programmazione di un’eventuale chirurgia.

Se il furetto manifesta segni neurologici può essere utile, per risolvere l’emergenza, strofinare sulla mucosa della bocca delle sostanze zuccherine come miele, ma non appena risolta la crisi è essenziale che il furetto sia alimentato con una dieta ad alto contenuto proteico. Quando parleremo della gestione dietetica di questa malattia spiegheremo meglio perché, ma fin d’ora è molto importante fissare in mente che nonostante questa patologia provochi un abbassamento di glucosio nel sangue, è assolutamente controproducente e dannosa la somministrazione di zuccheri alimentari se non in caso d’estrema necessità per risolvere una crisi neurologica ipoglicemica.

La terapia di questa neoplasia consta di tre punti principali che preferibilmente andrebbero associati:
1.    Rimozione chirurgica dei noduli o del tessuto alterato
2.    Somministrazione di farmaci che permettono di controllare il livello di glucosio nel sangue
3.    Gestione dietetica

Non sempre è possibile l’opzione chirurgica a causa di patologie concomitanti o dello stato generale del soggetto. In questi casi si può optare per la sola gestione medica e dietetica e rinunciare o ritardare la terapia chirurgica.

La terapia medica da sola permette di controllare i segni clinici ma non la progressione della neoplasia. Quindi quando possibile la terapia iniziale di scelta è la rimozione del tessuto tumorale.

Quale che sia la scelta bisogna tenere presente che solitamente l’insulinoma non è guaribile, ma le varie opzioni terapeutiche possono permettere di prolungare la vita al furetto di un anno o più.

Spesso i noduli hanno già metastatizzato microscopicamente, hanno cioè disperso cellule tumorali nel pancreas prima dell’insorgenza della sintomatologia clinica, quindi in un discreto numero di casi, nonostante la chirurgia, il tumore può successivamente ripresentarsi. Ci si può quindi chiedere se effettivamente la chirurgia sia un’opzione valida. La risposta è affermativa perché la rimozione delle attuali masse neoplastiche può ridurre fino ad annullare i sintomi clinici presenti, favorisce la gestione medica e dietetica e ritarda la progressione della malattia.

Ovviamente sarà molto importante in corso di terapia e dopo la chirurgia monitorare periodicamente la concentrazione di glucosio nel sangue per valutare l’efficacia del trattamento e per dosare adeguatamente i farmaci. I farmaci utilizzati sono il prednisone il cui dosaggio è aumentato gradatamente secondo l’effetto fino ad un determinato dosaggio, raggiunto il quale si aggiunge un altro farmaco, il diazoxide, anch’esso dosato ad effetto fino ad un determinato dosaggio.

Se dopo la chirurgia ed il raggiungimento della posologia massima dei farmaci i sintomi non sono più controllati si può tentare con una seconda chirurgia, ma generalmente la prognosi è decisamente peggiorata.

La dieta ha un’importanza decisiva per mantenere un adeguato livello di glucosio nel sangue e per evitare pericolosi sbalzi dello stesso. I furetti con insulinoma dovrebbero essere nutriti con piccoli pasti suddivisi nell’arco della giornata o lasciando cibo sempre a disposizione, utilizzando una dieta con proteine d’alta qualità e moderato o alto contenuto in grassi.

Cibi con zuccheri lavorati o contenenti elevate percentuali di carboidrati semplici (come frutta, dolci, cibi umidi per cani e gatti etc.) dovrebbero essere eliminati perché causano un ulteriore rilascio d’insulina esacerbando i segni clinici. Quindi come abbiamo già detto, anche se di primo acchito sapendo che i sintomi della malattia sono causati da una carenza di glucosio nel sangue, verrebbe da somministrare una dieta ricca di zuccheri, questo non deve assolutamente essere fatto.

L’utilizzo di sostanze zuccherine, come il miele, può essere utilizzato in caso di situazione d’emergenza come una crisi convulsiva ipoglicemica, ma non appena il furetto è in grado di deglutire gli va somministrato un alimento con proteine d’alta qualità come un omogeneizzato per bambini alla carne o il cibo abituale ammollato.

 


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