La malattia surrenalica
La malattia surrenalica è una comune malattia tipica dei furetti, causata da
un’eccessiva produzione di ormoni steroidi sessuali da parte delle ghiandole
surrenali. Le ghiandole surrenali sono due, destra e sinistra, e sono
localizzate davanti a ciascun rene.
La malattia surrenalica del furetto consiste in una
crescita anomala delle cellule delle ghiandole surrenali deputate alla
produzione di ormoni sessuali. Questa anomalia può essere classificata
microscopicamente come iperplasia (un semplice aumento del numero di
cellule), adenoma (un tumore benigno delle cellule) o adenocarcinoma (un
tumore maligno delle cellule). In tutti i casi, il tessuto anormale secerne
una quantità eccessiva di ormoni sessuali, ed è questo eccesso di ormoni
responsabile dei sintomi manifestati dal furetto. Possono essere interessati
dalla malattia furetti di entrambi i sessi in egual misura. L’età media di
insorgenza della malattia è di circa 4 anni di età, anche se possono essere
colpiti furetti da 1 a 11 anni di età.
La malattia surrenalica dei furetti talvolta viene
definita morbo di Cushing o sindrome di Cushing, ma queste definizioni non
sono corrette nel furetto perché riguardano una malattia in cui le ghiandole
surrenali producono un eccesso di cortisolo e non di ormoni sessuali, al
contrario di quanto avviene nel furetto.
Cause
È stata ormai stabilita una correlazione certa tra la
sterilizzazione e l’insorgenza della malattia: a differenza di altre specie,
come cani e gatti, nel furetto l’asportazione delle gonadi (testicoli nel
maschio e ovaie nelle femmine) in un’elevata percentuale di casi induce a
distanza di pochi anni l’insorgenza della malattia surrenalica. Posticipare
l’intervento di sterilizzazione ritarda la comparsa della malattia
surrenalica, ma non la previene. Inizialmente si riteneva che fosse la
sterilizzazione precoce, eseguita a poche settimane di vita, a determinare
la comparsa della malattia, ma eseguire l’intervento dopo l’insorgenza della
maturità sessuale non previene la malattia, si limita a posticiparla.
La malattia surrenalica può colpire anche i furetti non
sterilizzati, ma con estrema rarità.
Sintomi
L’alopecia (la perdita del pelo) è il segno clinico più
comune; la perdita di pelo inizia in genere da coda e groppa, e gradualmente
si estende a fianchi e petto. Alcuni furetti iniziano a perdere il pelo a
fine inverno, per rifarlo spontaneamente in primavera. Questa alopecia
temporanea può ripresentarsi nuovamente l'anno successivo. Solitamente
questo accade per due o più anni di seguito, ma alla fine il pelo non
ricrescere più, e l’alopecia si estende gradualmente a tutto il corpo.
Alcuni furetti maschi stagionalmente perdono il pelo sulla coda, su cui in
seguito ricresce; in molti casi si tratta di un fenomeno normale e non un
segno di malattia surrenalica.Nelle forme avanzate il furetto si mostra
completamente privo di pelo e con una muscolatura atrofica.

Perdita di pelo sulla groppa in un furetto con
malattia surrenalica

Alopecia diffusa a tutto il tronco
Il prurito è presente in più di un terzo dei furetti con
malattia surrenalica. Il prurito si verifica in genere insieme alla perdita
di pelo, anche se in molti casi è presente un intenso prurito senza
alopecia. Il prurito grave può essere l'unico segno di malattia surrenalica.
Se un furetto ha molto prurito, si deve per prima cosa escludere che sia
infestato dalle pulci. È normale che di tanto in tanto i furetti si grattino
e si mordicchino la pelle.
La malattia surrenalica nelle femmine si presenta in
oltre il 70% dei casi con l’aumento di volume della vulva (iperplasia
vulvare), talvolta accompagnata da uno scolo vulvare, come si osserva nelle
furette in calore. Nelle furette sterilizzate l’iperplasia della vulva è
altamente indicativo della presenza di malattia surrenalica.
I maschi possono sviluppare un ingrossamento della
prostata (iperplasia prostatica), infezioni o cisti prostatiche. I furetti
maschi che presentano difficoltà a urinare devono essere valutati per la
presenza di malattia surrenalica. Nel furetto maschio con malattia
surrenalica l’aumento eccessivo della prostata può causare un’ostruzione
urinaria, una grave emergenza ché mette l’animale in pericolo di vita se non
viene risolta rapidamente.
Nei maschi sterilizzati talvolta si osserva un ritorno
del comportamento sessuale (aggressività, comportamento di corteggiamento
con le femmine). Sia nei maschi che nelle femmine sterilizzati si può notare
un ispessimento della pelle e un aumento dell’odore muschiato tipico dei
furetti interi.
Nei casi cronici o gravi è comune la presenza di
letargia, molto raramente di iperattività. La debolezza degli arti
posteriori è un segno comune e non specifico, presente in molte malattie del
furetto (es. tumori, insulinoma, linfoma, malattie cardiache).
I furetti con la malattia surrenalica di solito hanno
anche altri problemi. Mentre di norma malattia di per sé non causa malessere
generale, tranne che nelle forme avanzate, è possibile che il furetto con
malattia surrenalica manifesti sintomi relativi ad altre condizioni.
Letargia, debolezza degli arti posteriori, ipersalivazione e sfregamento del
muso sono segni che si osservano comunemente in caso di insulinoma, un
tumore del pancreas. Difficoltà di respirazione, tosse, letargia o
dilatazione dell’addome possono essere presenti in caso di malattie
cardiache. Vomito o malessere cronico e perdita di peso possono essere
associati a infezioni virali, malattie infiammatorie intestinali, infezioni
croniche dello stomaco, tricobezoari (formazione di accumuli di pelo nello
stomaco) o linfoma (un tipo di tumore maligno). La perdita di peso può
essere presente nelle forme molto avanzate di malattia surrenalica, ma se si
osserva in un furetto che ha appena iniziato a mostrare perdita di pelo o
prurito, si deve sospettare la presenza di altre patologie concomitanti.
Diagnosi
Il sospetto clinico di malattia surrenalica è spesso
piuttosto semplice. Probabilmente, oltre il 90% dei furetti con perdita di
pelo ha una malattia surrenalica. Pochissime malattie causano prurito nei
furetti: il prurito, in assenza di pulci, è un’indicazione molto probabile
di malattia surrenalica.
Il gonfiore (iperplasia) della vulva nelle femmine
sterilizzate indica con elevata probabilità la presenza di malattia
surrenalica. L’unico dubbio si può avere nelle furette molto giovani (di
meno di un anno e mezzo di età) nelle quali è necessario escludere la
presenza di un residuo dell'ovaio rimasto in seguito ad una sterilizzazione
eseguita in modo imperfetto (sindrome del residuo ovarico). Ciò si effettua
somministrando alla furetta due iniezioni di gonadotropina umana (HCG) a
7-10 giorni di distanza. Le femmine con un apparato genitale intatto o con
un residuo del tessuto ovarico rispondono all’HCG con la riduzione delle
dimensioni della vulva, cosa che non si verifica in caso di malattia
surrenalica.
I maschi che presentano difficoltà a urinare e che in
radiografia non mostrano calcoli urinari hanno in genere una malattia
surrenalica.
Esami collaterali
Mentre il sospetto di malattia surrenalica può essere
emesso sulla base della visita e dei sintomi, per la conferma diagnostica
sono necessari esami collaterali.
L’emocromo (la conta delle cellule del sangue) non
consente la diagnosi ma è indicato in ogni furetto con sospetta malattia
surrenalica. In rari casi, alla malattia surrenalica è associata un’anemia
(basso numero di globuli rossi); se è molto pronunciata, la prognosi è
infausta. Il conteggio dei globuli bianchi è di solito normale, tranne nei
rari casi di soppressione del midollo osseo (il tessuto che produce le
cellule del sangue).
L’esame chimico clinico (che valuta i parametri del
siero) è spesso normale, ma è comunque utile per determinare se sono
presenti altre patologie, come ad esempio l’insulinoma.
Le radiografie non sono utili nella diagnosi di malattia
surrenalica ma possono fornire altre importanti indicazioni. Le radiografie
addominali possono mostrare un aumento di volume della milza, che però è
comune a molte patologie del furetto, e in molti casi non è neppure
associata a condizioni di malattia. È importante esaminare con le
radiografie il torace per escludere la presenza di una malattia cardiaca
(cardiomiopatia). Qualunque alterazione delle dimensioni del cuore deve
essere ulteriormente valutata con un'ecografia (ecocardiogramma). I tumori
maligni delle surrenali metastatizzano raramente, ma nei rari casi in cui si
sono diffusi ai polmoni, una radiografia del torace può mostrare la presenza
noduli polmonari.
Nel cane per la diagnosi delle malattie delle surrenali
si impiegano dei test, il test di stimolazione con ACTH e il test di
soppressione con desametasone. Questi test sono invece del tutto inutili nel
furetto, perché nel furetto si verifica una produzione eccessiva di ormoni
sessuali, e non di cortisolo come nel cane.
L’ecografia del torace e dell'addome sono eccellenti test
accessori. Come detto prima, in tutti i casi in cui si sospetta una malattia
cardiaca è necessario eseguire un’ecografia per valutare le condizioni del
cuore. Se si intende considerare la terapia chirurgica è necessario
escludere la presenza di malattie cardiache. La maggior parte dei casi di
mortalità peri-operatoria nella malattia surrenalica sono associate a
malattie cardiache e allo scompenso cardiaco.
L’ecografia addominale è di grandissima utilità per
valutare ciascuna ghiandola surrenale, la sua dimensione e l'architettura
interna. Questa conoscenza è necessaria per pianificare la terapia
chirurgica e nel monitoraggio della terapia medica. Per l’intervento
chirurgico è necessario sapere quale ghiandola surrenale è ingrandita o se
lo sono entrambe.

Ecografia dell'addome in un furetto sedato con
anestesia gassosa
Cause della malattia surrenale
Le cause che provocano la malattia surrenalica sono state
a lungo motivo di speculazione e sono state proposte numerose diverse
spiegazioni. Studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che la
malattia dipende dalla sterilizzazione chirurgica (indipendentemente dal
fatto che sia eseguita precocemente, a poche settimane di vita come negli
allevamenti intensivi, o più tardivamente dopo la pubertà). Tanto prima
viene eseguito l’intervento di sterilizzazione, più precocemente è possibile
che compaia la malattia.
Secondo uno studio del 2003 i furetti da compagnia (che
sono tutti sterilizzati) colpiti da malattia surrenalica negli USA sono
stati il 70%, una percentuale eccezionalmente elevata. Per questo motivo si
sta considerando un’alternativa più sicura alla sterilizzazione chirurgica,
come l’impianto di un prodotto, la deslorelina, che ottiene gli stessi
effetti della chirurgia senza gli effetti collaterali della malattia
surrenalica. Per chi invece possiede un furetto comprato già sterilizzato,
la somministrazione regolare di deslorelina potrebbe significare la
prevenzione della comparsa della malattia.
Trattamenti
Ci sono due possibili opzioni terapeutiche della malattia
surrenalica, la terapia chirurgica e la terapia medica. La scelta della
terapia deve essere personalizzata per ogni furetto. La terapia chirurgica
può essere curativa, ma comporta dei rischi correlati sia alla procedura
chirurgica che all’anestesia. La terapia medica non comporta rischi, ma non
è risolutiva e in alcuni casi si limita a sopprimere i sintomi ma non la
progressione del tumore. Entrambi i tipi di terapia comportano costi
elevati.
Se il furetto viene portato alla visita con una forma
avanzata della malattia surrenalica, può presentare gravi complicazioni come
depressione del midollo osseo, forte anemia e l'ostruzione delle vie
urinarie. In questi casi, l'eutanasia è un'opzione da prendere in
considerazione.
La scelta del tipo di terapia dipende da diversi fattori,
tra cui:
-
Età
-
Presenza o assenza di
altre malattie e condizioni generali di salute
-
Quale ghiandola è colpita
(la sinistra è più facile da asportare), o se sono interessate entrambe
-
La disponibilità ad
accettare i potenziali rischi connessi con l’intervento chirurgico
-
Il numero e il tipo di
precedenti interventi chirurgici addominali
-
La disponibilità
finanziaria del proprietario
Il trattamento medico
Il trattamento medico della malattia surrenalica blocca i
sintomi, ma è possibile che non fermi la progressione del tumore; ha il
grande vantaggio di non comportare rischi apprezzabili. Un prodotto entrato
in uso negli ultimi anni, la deslorelina, utilizzato per la terapia medica,
in alcuni casi sembra bloccare la crescita della ghiandola, anche se i dati
sono ancora preliminari.
La deslorelina è un prodotto che viene somministrato con
un’iniezione sottocutanea e ha un effetto di durata variabile, da 8 a 20
mesi; alla ricomparsa dei sintomi va ripetuto. Il prodotto ha l’aspetto di
un piccolo impianto (di pochi millimetri) che viene inoculato con una grossa
siringa (come il microchip). Per minimizzare il disagio del furetto,
l’impianto può essere iniettato dopo aver brevemente sedato l’animale con
l’anestesia gassosa. L’intera procedura dura pochissimi minuti. La
deslorelina non produce alcun effetto collaterale negativo ed è efficace e
sicura.
Un prodotto che ha un’azione analoga è la leuprorelina,
che va però somministrata una volta al mese. In questo caso si tratta di una
normale iniezione che non richiede sedazione.
Una seconda opzione terapeutica consiste nell’utilizzare
l’ormone melatonina; il suo impiego non presenta vantaggi particolari
rispetto ai precedenti, anche riguardo al costo. Anche la melatonina si
somministra tramite un impianto sottocutaneo (simile ad un microchip) la cui
azione dura per tre mesi. Non è disponibile al momento in Italia.
Se la terapia medica è efficace si osserva entro 2-4
settimane la ricrescita del pelo.
La terapia chirurgica
Il primo passo nel trattamento chirurgico della malattia
surrenalica è una completa valutazione diagnostica pre-operatoria per
valutare se esistono altre patologie. I test necessari sono un emocromo
completo (il conteggio completo delle cellule del sangue) l’esame chimico
clinico (tra cui la valutazione della glicemia, cioè il livello di zucchero
nel sangue) e una radiografia del torace. L’ecografia dell’addome è
indispensabile per valutare qual è la ghiandola colpita (o se lo sono
entrambe) e se la sua asportazione può essere complicata dalla vicinanza o
dall’invasione degli organi vicini.
In base ai risultati, si può stabilire se il furetto può
o meno affrontare con relativa tranquillità la chirurgia, e se altre
eventuali condizioni patologiche, come l’insulinoma, possono essere
affrontate nello stesso intervento.
L’intervento chirurgico consiste nell’asportazione della
ghiandola malata, ed è diverso per la ghiandola sinistra e la destra. La
ghiandola sinistra è relativamente facile da rimuovere. Ha una
vascolarizzazione semplice e la sua esposizione è semplificata dalla
posizione distante dalle strutture più importanti, come il fegato, il rene,
i grossi vasi. La rimozione della ghiandola surrenale sinistra è complicata
solo quando è notevolmente aumentata di volume, soprattutto se ha invaso i
grossi vasi sanguigni o il rene.
La ghiandola surrenale destra è posta sotto il fegato e
di solito è intimamente collegata alla grande vena dell'addome chiamata vena
cava caudale. I tumori della ghiandola surrenale destra possono invadere il
fegato o la vena cava. A causa della relazione intima tra la ghiandola e la
vena cava, la rimozione della ghiandola surrenale destra è una procedura
complessa che richiede un chirurgo esperto con strumentazione adeguata. Se
il tumore della ghiandola destra ha invaso il fegato o la vena cava, è
necessario eseguire la rimozione di una parte del fegato o della vena. Per
questo motivo le complicazioni intra-operatorie e post-operatorie sono molto
più comuni nella chirurgia della ghiandola destra rispetto alla sinistra.
Nei casi in cui entrambe le ghiandole sono anormali, se
si vuole intervenire chirurgicamente si devono asportare entrambe. Nel caso
di asportazione completa delle due surrenali alcuni furetti possono
sviluppare una patologia causata dalla mancanza di cortisolo, detta
ipoadrenocorticismo, che può richiedere una terapia sostitutiva per tutta la
vita.
Dopo la chirurgia, se l’intervento ha permesso di
asportare tutto il tessuto patologico della surrenale, i segni clinici si
risolvono entro 2 - 6 settimane. In meno di 10% dei furetti, l’alopecia
peggiora 2 - 3 settimane dopo l'intervento chirurgico, ma successivamente il
pelo ricresce completamente.
Se la malattia coinvolge una sola ghiandola, dopo la sua
asportazione il tumore può comparire sull’altra ghiandola, richiedendo un
secondo intervento chirurgico. Questo può essere prevenuto con l’impianto
regolare di deslorelina.
I furetti anziani (che hanno più di 7 - 8 anni), quelli
con linfomi e quelli con malattia cardiaca grave non sono buoni candidati
chirurgici. In quasi tutti gli altri furetti in genere si può considerare la
terapia chirurgica, tuttavia, la decisione se scegliere la terapia medica o
quella chirurgica alla fine spetta al proprietario, dopo aver ricevuto tutte
le informazioni dal veterinario sulle condizioni del furetto e sui pro e
contro delle varie opzioni terapeutiche.