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Il furetto - di Marta Avanzi, Med. Vet.

Riproduzione

Introduzione
Fisiologia riproduttiva
L’accoppiamento
La gravidanza
Il parto, l’allattamento e lo svezzamento


Introduzione

Per essere un buon animale da compagnia il furetto deve necessariamente essere sterilizzato. Il maschio intero ha un odore particolarmente intenso e tenace che lo rende poco adatto alla vita domestica (a meno di voler rinunciare completamente ai contatti sociali) e manifesta spesso una certa aggressività (soprattutto verso altri maschi interi). La femmina intera se non viene accoppiata va incontro a gravi problemi di salute in seguito al calore (vedi Iperestrogenismo), per cui dovrebbe essere riprodotta tutti gli anni, indipendentemente dalla possibilità di dare via i piccoli quando sono svezzati.

Volendo invece allevare e riprodurre furetti è opportuno fare alcune serie considerazioni. Se tutto va a buon fine la cucciolata può anche essere particolarmente numerosa, e ogni singolo cucciolo deve poi trovare una sistemazione adatta presso una famiglia (risulta decisamente impensabile tenere sistematicamente tutti i cuccioli nati). Se vengono ceduti ad un negozio non vi è alcuna possibilità di verificare che vengano affidati a persone responsabili. E’ quindi opportuno valutare in anticipo quali sono le effettive possibilità di collocare adeguatamente numerosi cuccioli, e considerare anche l’eventualità di dover tenere, accudire, vaccinare e sterilizzare eventuali furetti che non si è riusciti a sistemare. I furetti abbandonati sono sempre numerosi e non è il caso di incrementarne il numero.


Fisiologia riproduttiva

La fisiologia riproduttiva del furetto si differenzia molto da quella dei carnivori domestici più tradizionali come il cane ed il gatto, ed è utile conoscerla perché ha importanti conseguenze pratiche sulla salute. Il ciclo riproduttivo del furetto è fortemente influenzato dalle stagioni, e più specificatamente dal fotoperiodo (la durata delle ore di luce della giornata). I furetti, sia maschi che femmine, raggiungono la maturità sessuale la primavera dell’anno successivo alla loro nascita (tra i 5 e i 9 mesi di età); la pubertà dipende quindi dalla stagione, e non dall’età. Analogamente, nei furetti già sessualmente maturi la ripresa dell’attività sessuale, dopo la sospensione invernale, avviene in primavera. Nei furetti che vivono in condizioni di luce artificiale, come avviene in casa d’inverno, il fotoperiodo prolungato può alterare il periodo di comparsa della pubertà che può essere quindi anticipato.

Nel maschio intero in primavera si osserva un forte aumento del volume dei testicoli e modificazioni comportamentali indotte dagli ormoni che riguardano l’accoppiamento e un aumento dell’aggressività, oltre all’intensificarsi dell’odore corporeo.

La femmina in primavera va in calore, diventa cioè fertile, mostrando un forte aumento di volume della vulva (foto sotto); con il termine del calore, secondariamente all’accoppiamento o all’avvicinarsi della stagione fredda, si osserva la diminuzione di volume della vulva.

vulva di furetta in calore

Nella furetta il calore persiste finché non avviene l’accoppiamento, oppure finché non diminuisce il fotoperiodo al sopraggiungere dell’autunno; purtroppo il persistere del calore per più mesi può causare gravi problemi di salute. La presenza di elevati livelli di estrogeni per periodi prolungati danneggia infatti il midollo osseo, che è il tessuto deputato alla produzione delle cellule del sangue. Ne conseguono gravi disturbi che vanno sotto il nome di Iperestrogenismo.

In autunno le giornate si accorciano e quindi si riduce il fotoperiodo, il che fa terminare l’attività sessuale del furetto. La femmina esce dal calore e contemporaneamente la sua vulva si riduce di volume; nel maschio si osserva una diminuzione di volume dei testicoli; il periodo fertile riprenderà l’anno successivo, in primavera. Altre variazioni fisiologiche stagionali sono rappresentate dal cambio del mantello, in primavera e in autunno, e da un aumento dell’assunzione di cibo e del peso corporeo nel periodo freddo. I furetti sono in grado di riprodursi per 3-4 anni.


L’accoppiamento

Nei furetti l’accoppiamento è particolarmente rude, addirittura violento; il maschio infatti afferra la femmina per la nuca e la trascina, mentre questa resta passiva. I due animali si accoppiano più volte ad intervalli ravvicinati. Maschio e femmina non devono essere lasciati insieme per più di due giorni durante il calore.
La data dell’accoppiamento va annotata per poter poi calcolare con precisione il momento del parto.


La gravidanza

La gravidanza ha una durata media di 42 giorni (con un range di 38-44). Dopo l’accoppiamento la vulva inizia a diminuire di volume entro un paio di giorni; può essere presente uno scolo mucoso vaginale. Il veterinario è in grado di fare diagnosi di gravidanza, palpando con delicatezza l’addome della femmina, a partire dalla terza settimana di gravidanza.
La femmina gravida aumenta il consumo di alimento, che deve essere lasciato sempre a disposizione (ovviamente di elevata qualità). La furetta durante la gravidanza manifesta la tendenza a dormire di più; occorre quindi rispettare i suoi periodi di riposo. Va manipolata con delicatezza, soprattutto nelle fasi finali della gravidanza quando l’addome diventa molto voluminoso.

La furetta deve trascorrere in gabbia le ultime due settimane di gravidanza per abituarsi a restare rinchiusa. In questo modo il parto avverrà sicuramente dentro la gabbia, evitando il rischio che i piccoli nascano in giro per casa, esposti ad innumerevoli pericoli. Ovviamente è necessario fornire alla furetta un ambiente tranquillo, collocando la gabbia in una zona adeguata. La madre deve stare nella gabbia da sola perché altri furetti adulti potrebbero uccidere i piccoli.
Nella gabbia va posto un nido che può essere costituito da una scatola imbottita di stracci. In prossimità del parto si nota una spiccata perdita di pelo della madre e un aumento di volume dei capezzoli. Il giorno prima del parto può essere normale che la madre mostri disinteresse per il cibo.


Il parto, l’allattamento e lo svezzamento

Il numero di cuccioli è in media di otto (al primo parto di dieci), ma il numero effettivo può essere molto variabile, da uno ad addirittura diciotto. Se la cucciolata è particolarmente numerosa è difficile che tutti i piccoli riescano a sopravvivere.

I piccoli alla nascita pesano mediamente 8-10 grammi e sono immaturi: ciechi, sordi e privi di pelo. A causa delle ridotte dimensioni dei cuccioli è raro che le furette vadano incontro a problemi di parto. Di norma la furetta non ha alcun bisogno di assistenza e tutto il parto si svolge in un paio d’ore, con un intervallo di pochi minuti tra un piccolo e l’altro.

Man mano che i piccoli nascono la madre istintivamente inizia a leccarli, liberandoli dagli invogli fetali e lacerando il cordone ombelicale, in modo da separarli dalla placenta. In genere gli invogli e le placente vengono mangiati, ma non tutte le madri lo fanno; costituiscono una fonte di nutrimento per la furetta, ma non influiscono sulla produzione di latte.

Furetti neonati durante l'allattamento

E’ importante evitare di disturbare la madre durante il parto; i controlli per verificare che tutto proceda bene vanno effettuati con molta discrezione. Secondo il tipo di rapporto instaurato con il proprietario, la furetta può accettare la presenza del proprietario e le sue carezze, oppure cercare di aggredirlo se questi tenta di avvicinarsi ai piccoli. I cuccioli che sono stati toccati dall’uomo non vengono rifiutati o attaccati dalla madre, ma per la loro delicatezza vanno manipolati solo se necessario e con molta prudenza.

La crescita dei piccoli è molto rapida; già a tre settimane di età è opportuno mettere a loro disposizione del cibo tenero che iniziano a mangiare, anche se non si è ancora verificata l’apertura degli occhi (che avviene a 3-4 settimane di età). Il primo alimento può essere rappresentato da omogeneizzati di carne, cibo in scatola per gattini o furetti di ottima marca, pellet inumidito, il tutto mischiato a latte in polvere per gattini. Il latte vaccino non è adatto perché è poco nutriente per questi animali.

Dalle tre settimane di età va curata con particolare attenzione l’igiene del nido per evitare che i piccoli mangino cibo avariato. Sempre a partire da quest’età si deve iniziare a prendere in mano di frequente i cuccioli in modo che si abituino al contatto con l’uomo e diventino docili.

I piccoli possono essere separati dalla madre dopo le sei settimane di età; per permettere una riduzione graduale della produzione di latte è opportuno sottrarre alla furetta un cucciolo al giorno, a partire da quello più grosso. I piccoli svezzati vanno alimentati con una miscela di cibo tenero e di crocchette; la percentuale di cibo umido va ridotta progressivamente a favore delle crocchette, che nel giro di poche settimane devono diventare l’unico alimento a disposizione.

Terminato lo svezzamento la femmina ritorna in calore, a meno che non sia autunno, stagione che segna il termine dell’attività riproduttiva. Il calore successivo si ripresenterà la primavera seguente.

 


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