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Le malattie della cavia - 4

MALATTIE UROGENITALI

Marta Avanzi, Med Vet

Distocia (difficoltà a partorire)

I problemi di parto si osservano comunemente nelle cavie accoppiate per la prima volta dopo i 7 mesi, età oltre la quale si verifica l’ossificazione del canale del parto, che quindi non può più allargarsi per far passare i piccoli. In tal caso è necessario ricorrere al taglio cesareo per salvare la vita alla madre e ai piccoli. Altre cause di distocia sono: l’eccessiva dimensione dei feti (che si verifica soprattutto se sono pochi), l’obesità della madre, l’errata presentazione del feto, chetosi, inerzia uterina.
Si è in presenza di una distocia se la cavia non è in grado di partorire dopo 20 minuti di contrazioni continue o due ore di contrazioni intermittenti. In tal caso, occorre far visitare la cavia senza ulteriori indugi, perché ogni ritardo compromette sempre più le possibilità di intervenire con successo.
Il veterinario è in grado di valutare se l’allargamento del canale del parto è adeguato, dopo di che esegue una radiografia per accertare che non siano presenti feti troppo grossi, malformati o malposizionati. In seguito, decide se si può tentare di stimolare le contrazioni uterine con un apposito farmaco o se è necessario procedere subito al taglio cesareo.
Anche se le condizioni della madre appaiono molto gravi, si può comunque tentare l’intervento per salvare i piccoli, che essendo molto precoci hanno buone probabilità di sopravvivere.


Tossiemia gravidica

E’ una grave malattia che può colpire le cavie in gravidanza. Le sue cause non sono ben definite: vengono chiamati in causa stress, digiuno o dieta inadeguata, eccessiva temperatura ambientale, squilibri endocrini e metabolici, insufficiente circolo sanguigno nell’utero, mancanza di esercizio, obesità, feti molto grandi o numerosi, fattori ereditari. Questa malattia colpisce più di frequente durante la prima o la seconda gravidanza.
La tossiemia gravidica si verifica di solito durante le ultime due settimane di gravidanza o la prima settimana dopo il parto; può colpire in modo improvviso, causando la morte della madre senza alcun sintomo precedente, o causare chetoacidosi, una condizione che si manifesta con depressione, anoressia, respiro difficile, aborto, convulsioni, coma e morte nell’arco di 4-6 giorni. Le cavie colpite hanno un’urina chiara, anziché torbida come è normale in questa specie.
Il trattamento è in genere senza successo. Se la cavia sopravvive si devono evitare nuove gravidanze.
La prevenzione si attua minimizzando gli stress (ad esempio spostamenti senza necessità), evitando l’obesità e i fattori che possono causare anoressia (quali cambi improvvisi di alimentazione o eccessiva temperatura ambientale), somministrando un’alimentazione nutriente e permettendo alla madre di fare del movimento (che stimola la circolazione del sangue a livello dell’utero).


Cisti ovariche

La formazione di cisti a livello delle ovaie è molto comune nelle cavie con l’avanzare dell’età; si pensa che sopra i 5-6 anni di età sia colpito il 100% delle femmine. Le cisti possono formarsi in una o entrambe le ovaie e avere dimensioni variabili da pochi millimetri ad alcuni centimetri.
Le cisti non causano alcun sintomo se restano di dimensioni ridotte e non producono ormoni. Se sono di dimensioni rilevanti possono comprimere degli organi addominali e dare disagio all’animale. In alcuni casi queste cisti producono ormoni che causano una perdita di pelo simmetrica, senza prurito, che inizia sui fianchi e si estende progressivamente alla metà posteriore del corpo.
Le cisti piccole, che non danno sintomi, non richiedono trattamento. Le cisti di grandi dimensioni, o che producono ormoni e causano perdita di pelo, possono essere trattate con dei farmaci iniettabili o asportandole chirurgicamente.

alopecia da cisti ovariche

Perdita di pelo della parte posteriore del corpo secondaria a cisti ovariche


Tumori mammari

I tumori mammari si possono osservare tanto nelle femmine che nei maschi (anche se questi ultimi possiedono ghiandole rudimentali). I tumori sono benigni (fibroadenomi) nella maggior parte dei casi, ma sono possibili anche forme maligne, ad esempio adenocarcinomi, che però raramente danno metastasi.
I tumori mammari devono sempre essere asportati chirurgicamente prima possibile e sottoposti ad esame istologico. Se si attende troppo, continuano a ingrandirsi e diventa sempre più difficile toglierli.


Cistite e calcoli urinari

Sono problemi abbastanza comuni nella cavia. I segni clinici sono rappresentati da presenza di sangue nell’urina (ematuria), dolore ad urinare, anoressia, dolore addominale. I calcoli urinari possono essere localizzati a livello di reni, ureteri, vescica e uretra.
Per la diagnosi di cistite e di calcoli urinari sono utili l’esame dell’urina e le radiografie dell’addome.
In caso di cistite la terapia consiste nella somministrazione di antibiotici, preferibilmente dopo aver inviato al laboratorio un campione di urine per stabile il tipo di antibiotico più adatto. Se sono presenti calcoli, devono essere rimossi chirurgicamente, anche se dopo la rimozione possono formarsi nuovi calcoli.
I fattori che predispongono una cavia alla formazione di calcoli non sono ben chiari. Si ritiene che siano rappresentati da infezioni urinarie, un’insufficiente assunzione di acqua, squilibri alimentari e forse una predisposizione genetica. A volte il cambio di alimentazione previene la formazione di nuovi calcoli, ma non vi è garanzia che ciò si verifichi.

calcolo

Radiografia di un calcolo (visibile nel riquadro dopo l'asportazione)

Ultima revisione: 11/06/07

 

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