Classificazione
- Classe: Reptilia
- Sottoclasse: Lepidosauria
- Ordine: Squamata
- Sottordine: Sauria
- Infraordine: Gekkota
- Famiglia: Gekkonidae
- Sottofamiglia: Eublepharinae
- Genere: Eublepharis (4 specie)
- Specie: E. macularius
Il geco leopardo, Eublepharis macularius (Blyth, 1854), è un
sauro appartenente alla famiglia Gekkonidae ed in particolare alla sottofamiglia
Eublepharinae, o gechi forniti di palpebre (secondo altre classificazioni questa
sottofamiglia dovrebbe salire al rango di famiglia Eublepharidae). Questi animali sono
considerati primitivi rispetto agli altri gechi (sottofamiglie Gekkoninae - veri gechi -,
Diplodactylinae, Sphaerodactylinae), a differenza dei quali posseggono palpebre mobili e
mancano di strutture adesive sotto le dita. Hanno invece unghie ben sviluppate che
permettono loro di arrampicarsi sulle rocce.
Sono animali piuttosto robusti, notturni, insettivori generalmente
considerati una buona scelta per erpetofili dilettanti.

Descrizione
Il loro areale dorigine include l'Afghanistan, l'India
nordoccidentale ed il Pakistan. Vivono in habitat da aridi a semiaridi, rocciosi,
desertici ad arbusti spinosi.
Come già detto, a differenza di molti altri gechi possiedono palpebre
mobili. Mancano di lamelle adesive il che li rende incapaci di arrampicarsi su superfici
lisce, sono invece provvisti dunghie su ogni dito, utili al loro modo di vita
terricolo ed eventualmente ad arrampicarsi sulle rocce.
I gechi leopardo hanno una grossa coda, lunga leggermente meno della
metà del corpo. All'interno della coda vi sono depositi adiposi che costituiscono una
fonte metabolica dacqua. Tali riserve adipose permettono ai gechi di resistere al
digiuno in misura maggiore di molte specie di sauri. Sembra anche che tali riserve
avvantaggino l'animale anche in situazioni stressanti e di malattia. Come per molti altri
sauri la coda può andare incontro ad autotomia (distacco volontario) come meccanismo
difensivo quando l'animale è attaccato o quando la coda è afferrata, tirata o
traumatizzata. La coda ricresce ma sarà diversa da quella originale, in generale ha
superficie più liscia, più a bulbo e con un pattern di macchie più confuso. Il processo
rigenerativo richiede da due a sei settimane, variabile secondo lentità della
perdita, dell'età, della dieta e dello stato di salute del geco.
Il disegno della livrea varia significativamente con l'età. I giovani
sono gialli con bande nere o marrone sul corpo e bande nere e bianche sulla coda. A mano a
mano che il geco matura le bande lasciano posto ad un pattern a macchie. La livrea degli
adulti è caratterizzata da un fondo giallo con spot marrone cioccolato. La cute della
parte ventrale del corpo è bianca. La cute è coperta da piccoli tubercoli. Sono state
selezionate diverse colorazioni dagli allevatori.
I piccoli gechi alla nascita sono lunghi circa 8 cm e pesano 2,5 - 3 g.
Raggiungono la grandezza da adulti all'incirca a 9-18 mesi d'età (variabile secondo le
condizioni d'allevamento). Possono pesare da 40 a 100 g e raggiungere una lunghezza totale
di oltre 20 cm. I maschi adulti tendono ad essere più grandi delle femmine.

Contenimento
I gechi leopardo non devono mai essere afferrati o sollevati dalla
coda, poiché può andare incontro ad autotomia. Il corpo dellanimale va sostenuto
tutto dalla mano.

Mantenimento in cattività
L'opportunità o meno di allevare questi gechi in piccoli gruppi o da
soli è controversa. Secondo alcuni andrebbero preferibilmente allevati in terrari
singoli. Non sembrano necessarie interazioni sociali, anzi la competizione per il cibo ed
il territorio può essere stressante. Sicuramente giovani ed adulti vanno ospitati
separatamente altrimenti vi è un elevato rischio di cannibalismo. Se si decide ti tenere
assieme piccoli gruppi, questi devono essere composti di varie femmine ed un solo maschio
(più maschi combatteranno per difendere il territorio e possono uccidersi). E' inoltre
importante fornire vari rifugi, almeno uno per individuo, come ricovero e per rifugiarsi
in caso di conflitto.
La dimensione del terrario dovrà essere almeno 70 litri (es. 60 x 30 x
40 cm) per alloggiare da uno a tre gechi.
La temperatura ambientale dovrebbe garantire una variazione orizzontale
da 21°C a 31°C di giorno ed una leggera diminuzione di notte. La variazione può essere
ottenuta con un sistema riscaldante il substrato da porre esternamente sotto di una
sezione del terrario. Se serve ulteriore calore si può aggiungere una fonte di calore
radiante (lampada ad incandescenza in vetro opaco o vetro ceramica). La temperatura va
monitorata attentamente con l'aiuto di termometri; se la temperatura del terrario supera i
32°C i gechi divengono stressati, iperattivi e di colore scuro, sopra i 38°C muoiono.
Durante il giorno la luce può essere fornita da un neon a luce bianca. La luce troppo
brillante è stressante per questi gechi e può deprimere l'assunzione del cibo, inoltre
li inibisce ad essere attivi di giorno. Sembra che non sia necessaria luce ultravioletta o
a spettro completo essendo una specie notturna. Il fotoperiodo dovrebbe essere di 12 ore
giorno/notte.
Per quanto riguarda il substrato un vivario naturalistico richiederebbe
sabbia di varia granulometria, va però ricordato che non esiste substrato corpuscolato
sicuro dal punto di vista sanitario. Qualsiasi substrato che può essere ingerito può
provocare costipazione intestinale potenzialmente fatale. Anche se meno validi dal punto
di vista estetico è consigliabile dirottare la scelta verso substrati non corpuscolati
come fogli di carta o tappetini in finta erba. Le feci dovrebbero essere regolarmente
rimosse ed il substrato rinnovato quando necessario. Solitamente i gechi leopardo defecano
in un solo punto del terrario, facilitando così le operazioni di pulizia. La disinfezione
periodica del terrario può essere effettuata con ipoclorito di sodio ad uso domestico (ad
esempio varechina) diluito 1:30 con acqua.
Dovranno essere forniti vari rifugi, almeno uno per soggetto ed in vari
punti del gradiente termico. Possono essere fatti sovrapponendo rocce piatte sulla parete
posteriore del terrario, lasciando dei varchi tra le stesse o usando cortecce, pezzi di
legno o vasi per piante o vari contenitori capovolti. Sarà inoltre opportuno creare delle
zone a microclima umido per facilitare la muta, per esempio mettendo all'interno di alcuni
rifugi vermiculite o sfagno umido. Creare queste aree microclimatiche può essere utile
soprattutto nei giovani che mutano anche ogni due settimane, a differenza degli adulti che
mutano ogni 3 - 4 mesi. Attenzione in ogni caso a non aumentare eccessivamente l'umidità
generale del terrario, perché può portare problemi respiratori ed infezioni cutanee.

Alimentazione
In natura mangiano un'ampia varietà dartropodi, compresi
aracnidi pericolosi come gli scorpioni e piccoli sauri comprese specie di gechi più
piccole. In cattività possono essere alimentati con tarme della farina (Tenebrio
molitor), kaimani (larve di Zoophobas morio), camole del miele (larve di Galleria
mellonella), grilli e vari altri artropodi commerciali e di cattura (consci però dei
pericoli da inquinamento, pesticidi ed insetti tossici come alcune specie di lucciole). Il
rapporto Ca:P (calcio:fosforo) nellalimento ideale per prevenire osteodistrofie
nutrizionali sembra essere di 1,25:1. Le prede invertebrate sono piuttosto carenti di
calcio mancando di uno scheletro calcificato (l'esoscheletro chitinoso non contiene
calcio) ed hanno un rapporto Ca:P che va approssimativamente da 0,06:1 a 0,13:1.
Alcuni studi hanno dimostrato che nutrendo grilli con una dieta
contenente almeno 8% di calcio per almeno 48 ore prima di essere usati come cibo, li rende
un cibo con un rapporto Ca:P di 1:1 o superiore. I grilli nutriti in questo modo si sono
dimostrati con un contenuto di Ca tre volte superiore a grilli spolverizzati con Ca ma non
alimentati adeguatamente.
Gechi leopardo alimentati con grilli caricati per più di 48 ore con
diete contenenti almeno 8% di calcio avevano significativamente peso maggiore e più
ceneri e calcio rispetto a quelli alimentati con grilli nutriti con diete contenenti meno
del 2% di calcio.
Esami radiografici ed istologia hanno evidenziato una migliore
integrità ossea nei gechi alimentati con alimenti "caricati". Nessuna
differenza rilevante nel contenuto in ceneri ossee è stata attribuita al contenuto
dietetico di Vitamina D3.
Fatte queste considerazioni, i gechi adulti dovrebbero essere nutriti
con prede caricate almeno due volte a settimana. Ogni specie dinvertebrato da pasto
ha probabilmente il proprio fabbisogno dietetico di calcio. Una dieta per grilli fatta in
casa può essere costituita dall80% di mangime per polli nutrizionalmente bilanciato
o altra miscela alimentare secca più il 20% di calcio carbonato in polvere. Generalmente
ai grilli sono messe a disposizione fette darancia o mela o altri cibi
"umidi" quali fonti idriche; quando sono "caricati" è preferibile che
l'acqua sia messa a disposizione mediante spugne imbevute in contenitori, per evitare che
preferiscano la frutta al cibo addizionato di Ca. L'insetto da pasto dovrebbe lo stesso
anche essere spolverizzato immediatamente prima della somministrazione al geco. Il
rapporto Ca:P dei grilli spolverizzati si è visto diminuire in rapporto al tempo
intercorso tra la spolverizzazione e il consumo, a causa dei movimenti e delle operazioni
di pulizia effettuate dal grillo.
Si raccomanda inoltre la spolverizzazione una volta la settimana con un
multivitaminico La supplementazione con Vit D3 può essere importante, tenendo però conto
del pericolo di mineralizzazione tissutale legato alle sovrasupplementazioni.
Occasionalmente (1-2 volte il mese) possono essere somministrati anche
dei topini neonati, anche se non è una pratica essenziale.
I giovani e le femmine gravide dovrebbero essere nutrite con prede di
dimensioni adeguate ed opportunamente "caricate" almeno a giorni alterni e le
prede dovrebbero essere spolverizzate con calcio ad ogni pasto. Gli adulti non in
riproduzione possono essere nutriti 2-3 volte a settimana. La dimensione della preda non
dovrebbe essere maggiore della lunghezza e della larghezza della testa del geco. La
quantità di cibo dovrebbe essere quella che un geco mangia entro 15 minuti.
Il cibo dovrebbe essere messo a disposizione in basse ciotole, questo
fa sì che le larve non possano infossarsi nel substrato, che sia ridotta la dispersione
di grilli nel terrario, ma soprattutto che si riduca il rischio dingestione
accidentale di substrato.
Giornalmente dovrebbe essere messo a disposizione un basso contenitore
con acqua pulita. Il contenitore deve essere sufficientemente basso per permettere ai
neonati ed ai giovani di raggiungere l'acqua. I contenitori per il cibo e per l'acqua
dovrebbero essere lavati e disinfettati almeno una volta a settimana e tutte le volte che
si sporcano. Le femmine in riproduzione che vedono aumentato il loro fabbisogno di calcio,
spesso prendono direttamente il calcio in polvere messo a disposizione su di una ciotola.
Un'abitudine tipica dei gechi leopardo è il mangiare la propria exuvia
(la pelle vecchia, dopo la muta).

Riproduzione
I gechi leopardo sono sessualmente dimorfici (vi è cioè una
differenza evidente tra i due sessi) e possono essere sessati già da un mese detà
se si usa una lente per osservare la presenza o meno dei pori preanali; a quattro mesi
tale procedura da risultati più sicuri.
I maschi hanno generalmente un corpo più pesante e grande con collo e
testa più grandi. Alla base della coda è evidente lingrossamento causato dalla
presenza degli emipeni (gli organi copulatori maschili). Cranialmente alla cloaca vi è
una fila a forma di V di pori preanali. Nei maschi lapertura della cloaca è circa
20-30% più larga che nelle femmine. Le femmine tendono ad essere più piccole con pori
preanali meno evidenti e base della coda più sottile. Le femmine può raggiungere la
maturità sessuale e produrre uova fertili quando raggiungono i 40-50 g di peso, il che
avviene tra i 9 ed i 18 mesi detà. Sono in grado di produrre uova fertili quando
raggiungono i 40-50 g di peso. Per i maschi, il sopraggiungere della maturità sessuale
sembra essere sia funzione della dimensione sia delletà, ed avviene a circa 18 mesi
e 40-50 g.
Anche se riproduzioni favorevoli possono avvenire più precocemente, è
preferibile che gli animali siano più grandi (almeno 60 g) ed in condizioni ottimali per
garantire un maggior successo riproduttivo. Per garantire una sufficiente assunzione di
calcio necessario per produrre le uova, lalimentazione delle femmine deve prestare
particolare attenzione a questo minerale, inoltre va messo a disposizione del calcio
carbonato in polvere in una ciotola.
La stagione riproduttiva va da gennaio a settembre-ottobre e sono
sufficienti 1-2 accoppiamenti efficaci per produrre uova fertili durante tutta la stagione
riproduttiva. Probabilmente la femmina può mantenere attivi gli spermatozoi
allinterno dellovidotto per più di un anno (amphigonia ritardata). I
gechi leopardo sono tra le specie più facili da riprodurre in cattività e generalmente
si accoppiano senza tanti accorgimenti.
Alcuni allevatori li espongono a periodi di 4-8 settimane di
diminuzione del fotoperiodo e della temperatura prima dellaccoppiamento.
Durante questo periodo il fotoperiodo sarà minore di 12 ore, la
temperatura diurna 22-24°C, la temperatura notturna 18°C.
Il periodo freddo va mantenuto solamente se lanimale è in ottime
condizioni e sia stato sottoposto a digiuno per qualche settimana. Sono stati fatti
esperimenti che hanno mostrato una stessa produzione duova negli animali
precondizionati (con il periodo freddo) ed in quelli non sottoposti a precondizionamento.
Lunica differenza è stata che tutti gli animali si sono dimostrati pronti ad
accoppiarsi non appena la temperatura è stata riportata alla normalità. Gli animali non
precondizionati erano meno sincronizzati e cominciavano a riprodursi entro un periodo di 5
settimane.
Ci sono 2 metodi di riproduzione comunemente usati:
- Un maschio con 3-6 femmine
- Un maschio con una femmina
Nel primo caso un maschio è lasciato nello stesso terrario con 3-6
femmine. Con questo metodo non è facile il monitoraggio degli accoppiamenti e determinare
lefficienza riproduttiva dei singoli animali. Bisogna inoltre prestare particolare
attenzione a segnali che indichino lotte e dominanza ed allontanare le femmine sottomesse.
Nel secondo caso una femmina è introdotta nella gabbia del maschio per
riprodursi. Questo permette di distinguere le potenzialità riproduttive dei singoli
animali e permette alla femmina di stare in una condizione migliore dove non è così
stressata dalla continua presenza di un maschio attratto dagli ormoni. La deposizione
delle uova avviene da 15 giorni ad un mese dallaccoppiamento.
In media una femmina produce da 4 a 5 covate di due uova per stagione
con un mese dintervallo tra le covate. Una femmina sana, ben nutrita, può deporre
da 10 a 14 covate lanno, con un intervallo tra le covate di 17-20 giorni.
La produzione duova decresce a mano a mano che i gechi
invecchiano e la fertilità diminuisce. Una femmina gravida presenterà un celoma (che
corrisponde alladdome) aumentato di volume e due masse biancastre possono essere
visualizzate attraverso la parete celomatica ventrale.
Va tenuto presente che i gechi leopardo posseggono sacchi adiposi
bilaterali che spesso possono essere confusi con uova. Un esame radiografico aiuta a
differenziare le due densità.
A differenza di quanto si verifica nei veri gechi, il guscio delle uova
appena deposte è morbido ed appiccicaticcio. Il guscio delle uova non fertili rimane
sottile e soffice, mentre quelle fertili si solidifica in un guscio calcareo solido.
Una volta deposte è importante non cambiare posizione alle uova
(soprattutto non ruotarle) quando sono trasferite nellincubatrice e durante
lincubazione. Sono fatte incubare su un substrato di vermiculite mescolata ad acqua
in rapporto 1:1 in peso.
Le uova schiuderanno in 6-12 settimane (1,5 3 mesi).
A 27-29°C si ottengono praticamente solo femmine.
A 29,5°C 50% M 50% F
A 32-33°C si ottengono praticamente solo maschi.
I neonati possono vivere delle riserve del sacco vitellino e
generalmente non necessitano di essere nutriti fino alla prima muta, che avviene
allincirca una settimana dopo la nascita. Grilli di 1,3-1,9 cm e larve di T.
molitor standard possono rappresentare una buona misura per i neonati. I grilli e le
larve "caricate" di calcio dovrebbero essere offerte ogni 1-2 giorni e
spolverizzate con calcio carbonato ad ogni pasto. Un supplemento mineral-vitaminico
completo dovrebbe essere somministrato non più di una volta a settimana.
I giovani di solito sono alloggiati separatamente in contenitori di
plastica con un rifugio ed una bassa ciotola dacqua, a temperatura costante di
28°C.
Quelli tenuti assieme manifestano competizione per il cibo, lotte
frequenti e cannibalismo se non nutriti abbastanza frequentemente o se non sono provvisto
di rifugi. Sono piuttosto frequenti le amputazioni delle dita e dellestremità della
coda.

Problemi medici comuni
Come con la maggior parte delle specie di rettili ed anfibi, i problemi
sanitari nei gechi leopardo sono frequentemente associati a gestione alimentare ed
ambientale scorretta.
- Malattia ossea metabolica (MOM)
Può essere evidenziata da accorciamento e rammollimento delle
mandibole ed a volte delle mascelle elastiche. Occasionalmente può essere presente
osteodistrofia fibrosa delle ossa degli arti, che si manifesta con un gonfiore soprattutto
a livello femorale. Altri segni possono essere difficoltà di movimento e di mantenere il
corpo sollevato da terra oltre a vari segni di malessere generale. E causata
principalmente da una carenza di calcio e/o vitamina D3 nella dieta o da una
dieta sbilanciata per quanto riguarda il rapporto Ca:P (calcio:fosforo).
- Impaccamento gastrico ed intestinale
Può anche accompagnarsi a prolasso rettale. Sabbia, guschi
dostrica sminuzzati, ghiaia di piccola granulometria, ed altri substrati che possono
essere facilmente ingeriti possono causare questo problema. I gechi giovani e le femmine
in riproduzione spesso ingeriscono volontariamente il substrato per ottenere una quota
extra di calcio, se l'alimento non è ben supplementato o non ne è messo a disposizione
in una ciotola. Se il materiale viene ingerito in grandi quantità provoca gravi
costipazioni a volte con esito letale. Anche substrati a base di carbonato di calcio
venduti come digeribili, ingeriti in grandi quantità hanno causato impaccamenti letali.
In linea di massima si consiglia di tenere i giovani fino ai 12 cm su substrato non
corpuscolato (es. fogli di carta). Unaltra indispensabile accortezza è mettere a
disposizione il cibo in ciotole, in modo da limitare lassunzione di substrato con la
preda. La palpazione addominale, esami radiografici e la sintomatologia clinica possono
aiutare a determinare la scelta di un approccio medico (es. clisteri con olio minerale) o
chirurgico. Non sono infrequenti casi dimpaccamento da ingestione in quantità
eccessiva dinsetti con esoscheletro particolarmente chitinoso.
- Disecdisi (problemi di muta)
Problemi di muta possono verificarsi se non viene fornito un
"rifugio umido". La disecdisi delle estremità distali è comune e può portare
a necrosi ischemica o infezione delle dita o di parti di esse e della porzione distale
della coda, poiché la muta ritenuta forma degli anelli che costringono il tessuto
sottostante dando problemi di circolazione sanguigna. Prima di tentare di rimuovere la
cute ritenuta è necessario che venga inumidita avvolgendo lanimale con della carta
umida, dopodiché si può tentare di riaverla delicatamente con un bastoncino cotonato.
Quando vengono mantenuti in comunità possono ferirsi. In questi casi
secondo la gravità del trauma potrà essere sufficiente unaccurata pulizia,
lapplicazione di pomate antibiotiche, lutilizzo dantibiotici via
generale o la medicazione chirurgica ed eventualmente la sutura delle ferite.
- Distocia o impossibilità a deporre le uova
A volte la femmina gravida non riesce a deporre le uova. Le cause
possono essere diverse, ma una delle più frequenti è la carenza di calcio. Questo
problema non risponde bene al trattamento medico. Solitamente è un problema che richiede
la chirurgia con salpingotomia (rimozione delle uova incidendo lutero) od
ovariosalpingectomia (asportazione di utero ed ovaie).
Possono albergare ectoparassiti (parassiti esterni) ed endoparassiti
(parassiti interni).Gli endoparassiti vanno valutati mediante lavaggio del colon ed esame
delle feci, sia a fresco sia per flottazione. Si consiglia di effettuare lesame
delle feci una volta lanno.
Tra gli endoparassiti si possono trovare sia i cosiddetti vermi
intestinali sia i coccidi. Questi ultimi sono dei protozoi (parassiti microscopici) che
danneggiano la mucosa intestinale provocando sintomatologia gastroenterica. Sono molto
contagiosi e resistenti nellambiente, richiedono terapie specifiche potenzialmente
pericolose per lanimale se non effettuate sotto controllo veterinario e accompagnate
da adeguata idratazione. I gechi colpiti vanno posti in quarantena stretta ed i terrari
lavati e disinfettati accuratamente e tutto il materiale contenuto distrutto.
Malattia protozoaria piuttosto contagiosa che può portare a perdita
dintere colonie.
Può presentarsi con anoressia, perdita di peso, rigurgito, diarrea
anche con sangue. Può essere causata da infezioni parassitarie o batteriche.
- Perdita della coda o parti di essa
Causata da ferite o problemi di muta
Per stomatite si intende linfiammazione delle strutture
allinterno della cavità orale. Può essere iniziata da ferite ed abrasioni, ma in
realtà è condizionata da fattori predisponesti (errori gestionali ed alimentari) che
determinano una diminuzione delle difese dellorganismo.
Sono spesso causate dal mantenimento di questi animali a basse
temperature. Quando si aggravano ed interessano i polmoni (polmoniti) possono risultare
mortali se non curate. La prima misura da adottare al primo sopraggiungere dei sintomi è
correggere la temperatura. Il veterinario prescriverà poi una terapia antibiotica
appropriata.
- Prolasso rettale o degli emipeni
Sintende la fuoriuscita della mucosa del retto e degli emipeni.
Le cause possono essere diverse. Come primo soccorso è importante tenere inumidita la
parte prolassata nellattesa della visita veterinaria, che sarà indirizzata a
risolvere il prolasso, ma soprattutto ad identificarne la causa.
Nella settimana successiva lacquisto è consigliabile sottoporre
lanimale ad una visita veterinaria. I controlli medici andrebbero effettuati una
volta lanno. Le visite e gli eventuali esami collaterali effettuati serviranno a
rilevare la presenza di parassiti, interni ed esterni, per valutare lo stato di salute
generale e per definire la gestione ambientale ed alimentare. Per evitare che certi
processi patologici si aggravino fino ad un punto di difficile risoluzione, il
proprietario deve prestare attenzione a qualsiasi situazione che esuli dalla norma e non
ritardare il consulto veterinario. Gli animali di recente acquisto devono essere
sottoposti ad un periodo di quarantena di almeno un mese, prima di poter essere messi in
contatto con gli animali già in possesso, per ridurre il rischio di trasmissione di
patologie contagiose.
Situazioni che possono richiedere lintervento di un
veterinario sono:
- Anoressia, mancata produzione di feci accompagnate da abbattimento o per periodi
prolungati (alcuni gechi possono sottostare ad un digiuno volontario per delle settimane,
è importante però che lanimale sia vigile, attivo e con la coda ben piena)
- Difficoltà di muta
- Salivazione eccessiva
- Deformazione della mandibola
- Deformazione degli arti
- Respirazione a bocca aperta o difficoltosa
- Impossibilità ad usare gli arti
- Aumento di volume delladdome
- Gonfiore agli arti
- Presenza di tessuto rosa che protrude dalla cloaca
- Diarrea
- Difficoltà a defecare e/o urinare
- Dita più piccole o decolorate
- Depressione o inattività
- Inscurimento della livrea
- Assottigliamento della coda
- Scolo dal naso, dalla bocca o dagli occhi
- Mancato inizio di ricrescita della coda entro una settimana o essudazione dal moncone

Bibliografia
- Bradley T., Nieves D.: Leopard gecko Eublepharis macularius, captive care and
breeding. Bulletin of the ARAV. Vol 9, n° 3, 1999.
- Kramer H.M.: What every veterinarian needs to know about leopard geckos. Exotic DVM Vol
- 4.1, 2002.
- Henkel W.F, Schmidt W.: Geckoes biology, husbandry, and reproduction. Krieger Publishing
Company, Malaba, Florida 1995
- Mc Gleish T.: Leopard gecko care. http://www.kingsnake.com/gladescs/leogecko/
Ultima revisione: 10/05/02