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L’alimentazione dei pappagalli

 Marta Avanzi, Med. Vet.

La maggior parte dei proprietari e degli allevatori di uccelli ritiene che fornire ai loro animali una miscela di semi, più qualche pezzo di frutta o di verdura, costituisca una dieta sana e bilanciata. Negli ultimi anni sono state condotte numerose ricerche sull’alimentazione degli uccelli da compagnia, ricerche che smentiscono in modo categorico questa errata convinzione. Purtroppo questa idea, come accade spesso alle idee sbagliate quando prendono piede,  è dura a morire, e difficile da rimpiazzare con concetti più moderni e corretti, continuando nel frattempo a produrre i suoi guasti.

Per prima cosa è importante sottolineare come i semi non costituiscano assolutamente un alimento equilibrato: contengono troppi grassi, poche proteine, una quantità insufficiente di calcio, e sono carenti di molte vitamine, in particolare la vitamina A.

Seconda considerazione importante da fare è che in natura gli uccelli (tranne qualche eccezione) si nutrono di un’ampia varietà di alimenti: vegetali, frutti, bacche, insetti, perfino carogne. In quasi tutte le specie, uomo compreso, una dieta costituita principalmente da un solo tipo di alimento porta con sé gravi deficit e danni per la salute, e una miscela di semi non rappresenta una dieta variata, ma un solo tipo di alimento.

Anche gli uccelli hanno bisogno di alimentarsi in modo variato. Che questo sia vero è confermato non solo dalla ricerca scientifica, ma anche dall’esperienza pratica dei veterinari che si occupano di uccelli da compagnia. Essi possono testimoniare come la stragrande maggioranza delle patologie che osservano in questi animali siano correlate, direttamente o indirettamente, ad errori alimentari. Infatti un’alimentazione sbilanciata influenza tutto l’organismo, compreso il sistema immunitario e la sua capacità di resistere alle malattie. Una delle misure terapeutiche più comuni nel campo della medicina aviare consiste nel miglioramento della dieta, qualunque sia la patologia primaria da curare.

Chi afferma che un’alimentazione basata sui semi consente agli uccelli di vivere a lungo e sani, dimentica qual è il potenziale di vita di questi uccelli. Un amazzone che muore a 20 anni con il fegato distrutto dall’accumulo di grassi può dare l’impressione di aver vissuto a lungo, ma solo se ci scordiamo che questi animali potrebbero vivere fino a 80 anni.

Il buon senso suggerirebbe a chiunque che non si alleva un bambino sano nutrendolo esclusivamente di arachidi o di semi di girasole; lo stesso ragionamento deve valere per gli uccelli.

Un’altra obiezione è che, messi di fronte a una varietà di alimenti, gli uccelli preferiscono i semi (soprattutto quelli di girasole, che sono tra quelli più scarsi), e che loro “sanno” di cosa hanno bisogno per istinto: pertanto un’alimentazione siffatta è corretta. Ancora una volta possiamo prendere ad esempio un bambino: lasciamogli scegliere tra un piatto di minestra e un barattolo di crema al cioccolato, e vediamo se l’istinto lo guiderà verso l’alimento più sano.

L’istinto potrà forse valere per un animale nel suo ambiente naturale, non per uno nato e cresciuto in cattività, se non addirittura separato dai suoi progenitori selvatici da parecchie generazioni.

In conclusione, cosa dovremo dare da mangiare ai nostri pappagalli? I fabbisogni nutritivi della maggior parte delle specie non sono stati determinati con esattezza, tuttavia è possibile dare delle indicazioni generali per la composizione di una dieta bilanciata da preparare in casa (fanno eccezione a questa trattazione lori e lorichetti, con la loro dieta prevalentemente nettarivora, che verranno considerati in un altro articolo). E’ anche possibile utilizzare una dieta in pellet di buona marca (Harrison’s, Kaytee, Nutriberrys), in cui tutti gli elementi sono miscelati tra loro, come nelle crocchette per cani e gatti. La dieta in pellet può essere utilizzata come alimento principale, o in alternativa alla dieta casalinga. In fondo, una dieta variata rende la vita più interessante, anche se si vive dentro una gabbia.

 
La dieta casalinga

La base dell’alimentazione dei pappagalli da compagnia deve essere costituita da una varietà di frutta e verdure fresche, da proteine di buona qualità e da una fonte di carboidrati. Ecco un esempio degli alimenti che si possono offrire:

Frutta

Meloni, mandarini, arance, banane, fragole, uva, uva passa, albicocche, prugne, fichi, ciliegie. La mela, nonostante la sua fama, ha uno scarso valore nutritivo.

Verdura (sia cruda che cotta)

Fagiolini, fagioli, piselli, zucca, zucchini, peperoni rossi, radicchio, broccoli, cime di rapa, carote

Vanno privilegiate frutta e verdura di colore giallo, arancio o verde scuro, le più ricche di vitamina A. L’insalata è un alimento molto scarso, capace di apportare ben pochi elementi nutritivi.

Proteine

Carne magra bollita, formaggio tipo cottage, yogurt, tonno al naturale (senz’olio), pesce cotto, tofu, uova sode

Carboidrati

Patate lesse, fette biscottate o pane integrale, pasta cotta scondita e riso bollito (meglio se integrali), fiocchi di cereali non zuccherati


Quasi tutti questi alimenti sono deperibili, e devono essere lasciati a disposizione solo poche ore (specialmente durante la stagione calda). Le verdure possono essere bollite, o preferibilmente cotte al forno a microonde. Frutta e verdura devono essere fresche, senza parti guaste, e lavate con cura. E’ possibile preparare in anticipo una quantità di alimento sufficiente per alcuni giorni, miscelando tra loro frutta e verdura a pezzetti, da conservare in frigo in un contenitore ermetico. In caso di bisogno si possono utilizzare le miscele di vegetali surgelati. Tutti gli alimenti devono essere serviti a temperatura ambiente.

Ogni volta che si rinnova il cibo i contenitori devono essere lavati con cura con acqua calda e sapone. Almeno un paio di volte alla settimana vanno disinfettati con varechina diluita, e risciacquati abbondantemente.

I semi possono essere somministrati occasionalmente, in piccola quantità, ma la maggior parte dei pappagalli da compagnia non utilizzati per la riproduzione può anche farne a meno. Gli ara sono tra i pappagalli che hanno una maggior richiesta di grassi nella dieta, per cui si può fornire una certa quantità di semi e noci. I dolciumi possono essere offerti di tanto in tanto, ma con moderazione, perché tendono a far ingrassare (come per le persone!).

Naturalmente deve essere sempre a disposizione acqua fresca e pulita, o in alternativa succo di frutta.


Gli alimenti da evitare

Cioccolata e avocado (tossici), alimenti salati, alimenti grassi (fritto, merendine, panna, burro).

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E’ chiaro che una dieta del genere richiede molto più impegno che riempire di tanto in tanto la mangiatoia con una manciata di semi, ma rappresenta la differenza tra una vita lunga e sana e una morte precoce.

E se il vostro pappagallo, ormai abituato a una dieta di soli semi, rifiuta di nutrirsi di qualunque altra cosa? Non lasciatelo a digiuno per tentare di piegarlo con la fame: gli potreste provocare dei gravi problemi. Nel prossimo numero della rivista vedremo i trucchi per convertire i pappagalli che mangiano solo semi a una dieta più sana ed equilibrata.

Pubblicato su Animalia n. 1 gennaio 2001

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