Lalimentazione del coniglio da
compagnia
Marta Avanzi, Med. Vet.
Indice:
- Introduzione
- Le
conseguenze degli errori alimentari
- In
conclusione
.. cosa deve mangiare il coniglio di casa?
- Alimenti
dannosi
- Occorre
prudenza nel cambio di alimentazione
-
Introduzione: pregiudizi, nozioni errate e tutta la verità
sullalimentazione del coniglio
Cosa deve mangiare il coniglio tenuto in casa come pet?
E presto detto: erba, o in mancanza di questa, del buon fieno e tante verdure. Il
discorso potrebbe chiudersi qui, senza bisogno di aggiungere altro. In realtà le cose da
dire sono purtroppo tantissime, perché i conigli sono quasi sempre alimentati in modo del
tutto inadeguato ed irrazionale: pane secco, miscele di semi, fioccati, carrube, mais,
frutta secca e pellet di cereali. Questo tipo di alimentazione, nonostante sia molto
diffusa, è del tutto sbagliata e causa purtroppo problemi frequenti, gravi e spesso
irreversibili. Come ben sanno i veterinari che si occupano con competenza dei conigli
"pet", la stragrande maggioranza dei problemi di salute di questi animali sono
causati, direttamente o indirettamente, da unalimentazione inappropriata e sarebbero
quindi totalmente prevenibili somministrando una dieta corretta.
Gli errori alimentari iniziano subito, appena il
coniglietto arriva al negozio che lo venderà, dove al povero animale vengono
somministrati alimenti confezionati a base di semi e fioccati; proseguono poi nella nuova
casa in cui lanimale andrà a stare, dove per anni continua ad essere alimentato in
modo totalmente insensato, fino ad arrivare infine dal veterinario con la bocca ormai
devastata.
Se lalimentazione "tradizionale", basata su
miscele di semi, fioccati, pane secco, è così deleteria per la salute dei conigli,
perché continua ad essere inflitta a tutti i conigli da compagnia che entrano ed escono
dai negozi di pet? I motivi sono diversi.
A volte per pura "ignoranza", nel senso di
"non conoscenza": vecchi concetti, ormai dimostrati completamente sbagliati e
superati, continuano a perpetuarsi, perché mancano le informazioni corrette. Le
conoscenze scientifiche sullalimentazione del coniglio da affezione hanno fatto
passi da gigante, ma non arrivano dove dovrebbero, e le nozioni errate rimangono ben
radicate.
Sicuramente un motivo è la convenienza: per il
proprietario è più semplice comprare una scatola di semi e versarne un po in una
ciotola, che preparare tutti i giorni una bella insalata mista, pulita e fresca, o dover
andare a raccogliere erba non inquinata. Le ditte che producono mangimi hanno più
convenienza a venderli, che a dire che sono inutili o dannosi! Il negoziante ha più
convenienza a vendere scatole di mangimi, che spedire il proprietario dal fruttivendolo.
Lunico a non avere alcuna convenienza è il povero coniglio.
Un ultimo motivo è il fatto che i danni più gravi causati
dagli errori alimentari non si vedono che dopo mesi o anni, e quindi manca la percezione
di un rapporto causa effetto, tra la somministrazione di alimenti sbagliati e la
perdita di salute del coniglio. "E da anni che mangia queste cose, e non ha mai
avuto problemi" è la frequente obiezione dei proprietari quando si spiega loro che
il grosso ascesso mandibolare che è spuntato al coniglio dipende dalla dieta sbagliata.
Il concetto, naturale ed elementare, che il coniglio può,
e anzi deve, mangiare erba e verdure fresche, è per taluni talmente sbalorditivo e
azzardato ("Ma come, mi hanno detto che se mangia insalata muore!!!"), che vale
la pena di esaminare in dettaglio la fisiologia alimentare del coniglio, per spazzare via
ogni ombra di dubbio, e capire come stanno in realtà le cose.
Il coniglio, come tutte le specie viventi, si è evoluto
per adattarsi al suo ambiente naturale, ed è osservando i conigli selvatici e il loro
stile di vita che possiamo apprezzare questo stretto adattamento. I conigli domestici,
seppur leggermente diversi nellaspetto, conservano intatte le caratteristiche
fisiologiche dei loro fratelli selvatici che corrono ancora nei prati.
Lambiente naturale del coniglio è costituito da
spazi erbosi ai margini dei boschi; vive in profonde gallerie che scava con le zampe, dove
trova rifugio dal freddo e dai predatori. Esce al crepuscolo e allalba per cibarsi,
e si alimenta di erba e altre piante. Lerba, che molti considerano un pericolo
mortale per questo animale, in realtà è il suo alimento naturale, quello che il suo
organismo è perfettamente adattato ad utilizzare e di cui ha necessità. I conigli
selvatici vivono di erba, gemme, foglie. In inverno, quando il cibo è scarso, possono
sopravvivere con la corteccia degli alberi, lerba secca, le foglie morte. Non si
rimpinzano di pane secco e semi di girasole, non brucano mais e bastoncini di semi e
melassa. Il coniglio è un erbivoro stretto, non un granivoro!
Molti mi chiedono perché allora è permesso vendere
mangimi che non vanno bene, perché non sono proibiti se sono così dannosi. Semplice: la
loro formulazione è fatta sulla base dei mangimi per conigli da allevamento, quindi a
norma di legge. I conigli da allevamento, però, sono macellati prima di raggiungere i
tre mesi di vita: non fanno in tempo a sviluppare certe patologie. Dai conigli da
compagnia ci aspettiamo una vita lunga (almeno otto anni) e sana, il che non può accadere
se mangiano come un coniglio da carne.
Le conseguenze degli errori
alimentari sulla salute del coniglio
Vediamo ora come tutta la fisiologia del coniglio sia
adattata alla sua alimentazione naturale, e quali sono le devastanti conseguenze di una
dieta sbagliata.
Iniziamo dai denti. Tutti sanno che il coniglio ha
dei lunghi incisivi adattati a rodere, e molti sanno che questi denti crescono sempre, in
modo continuo, per tutta la vita (come le unghie), ma che restano sempre della stessa
lunghezza perché si consumano con la masticazione. Quello che pochi sanno è che il
coniglio ha anche dei denti interni, che per semplificare chiameremo denti molari, e che
anche questi denti molari crescono in modo continuo tutta la vita (salvo alterazioni gravi
che ne bloccano laccrescimento). Questo tipo di dentatura rappresenta un perfetto
adattamento allalimentazione naturale, un modo per compensare il consumo dovuto alla
masticazione prolungata di alimenti abrasivi. Può sembrare un concetto strano che
lerba sia una sostanza abrasiva. Lerba contiene allinterno delle sue
cellule dei microscopici cristalli di silice, che vengono esposti quando la masticazione
rompe le cellule. Questi cristalli agiscono sulla superficie del dente come una raspa,
consumandolo. Aggiungiamo il fatto che lerba è un alimento relativamente povero, e
che quindi il coniglio deve ingerirne molta, per nutrirsi. Ciò significa che deve
masticare molto: il coniglio selvatico mastica per molte ore al giorno. Il coniglio
domestico ha una dentatura perfettamente identica, ma se viene alimentato con pane, semi,
fioccati, pellet, riceve una alimentazione molto ricca, energetica, e gli basta poco per
saziarsi. Dunque, mastica molto meno, e lo fa con alimenti molto meno abrasivi: quindi
consuma poco i denti, che però continuano a crescere lo stesso. Lidea che il pane
secco fa bene ai conigli perché tiene "regolata" la lunghezza dei denti è una
stupidaggine: non solo il pane è un alimento del tutto innaturale e può causare gravi
disturbi digestivi (come vedremo più avanti), ma non regola proprio niente. Il pane
sbriciolato dagli incisivi che arriva in bocca, impastato di saliva, ha la stessa azione
abrasiva sui denti molari di un cucchiaio di purè.
Torniamo dunque ai nostri denti molari, che continuano a
crescere anche se non sono più consumati. Quando le superfici di masticazione dei denti
superiori e di quelli inferiori si toccano, come fanno a crescere, a continuare ad
allungarsi? Se non possono più allungarsi nella direzione di crescita, si allungano dove
possono: dalla parte opposta, dove cè la radice. Ecco allora che le radici dei
denti molari, diventate troppo lunghe, si infilano nellorbita, dove si trova il
globo oculare, o escono dalla mandibola. Le conseguenze sul coniglio sono drammatiche.
A tutto ciò aggiungiamo unaggravante: semi, fioccati
e pane secco sono molto poveri di calcio, al contrario dellerba e di molti vegetali,
e di vitamina D, che serve ad assorbire il calcio. Il calcio serve a rendere forti le
ossa, in carenza di calcio le ossa sono più deboli; in particolare le ossa del cranio, in
cui sono inseriti i denti, non riescono più a sostenerli in modo adeguato. I denti non
sono più saldi nel loro alveolo, e con la masticazione iniziano a spostarsi, con due
gravi conseguenze. La prima è i denti perdono il loro allineamento e le superfici di
masticazione dei denti superiori e inferiori non sono più perfettamente a contatto, e non
si consumano più in modo uniforme. Si formano sulla superficie dei denti dei margini
taglienti, delle punte che crescono sempre più, fino a lacerare come una lama la lingua e
le guance. Si è creata una malocclusione dentale, una dolorosa condizione che impedisce
al coniglio di mangiare. Senza trattamento la povera bestia muore di fame. Periodicamente
(ogni 2-6 mesi) deve essere messo in anestesia per limare le punte dentali, in modo da
permettergli di riprendere a masticare. La malocclusione, una volta instaurata, è
permanente, e richiede trattamenti di limatura dei denti per tutta la vita. I denti,
infatti, una volta divenuti storti non possono più essere raddrizzati.
Queste immagini illustrano la
situazione normale (fila in alto) e quella di soggetti con malocclusione secondaria a
errori alimentari (fila in basso). In questo modo è possibile fare un raffronto tra le
due situazioni per apprezzare le alterazioni visibili nelle immagini della seconda fila.
Cliccate sulle immagini per vederle ingrandite.
 cranio
normale di coniglio |
 radiografia
normale del cranio |
 molari
superiori normali |
 cranio
di coniglio con malocclusione e allungamento delle radici |
 radiografia
di coniglio con malocclusione dei molari |
 molari
superiori con malocclusione
|
La seconda conseguenza della decalcificazione
dellosso e del minore sostegno ai denti, è che si creano degli spazi, delle specie
di tasche, tra il dente e losso, dentro cui si infila materiale estraneo e batteri.
Si crea uninfezione che raggiunge la radice dei denti (può accadere sia con quelli
inferiori che con quelli superiori) e che poi causa la formazione di un ascesso. Gli
ascessi dentali sono problemi gravi, che richiedono interventi chirurgici di asportazione
o drenaggio, e spesso di estrazione dei denti. Non di rado gli ascessi si riformano, e
richiedono anche due o tre interventi chirurgici, per essere risolti. Talvolta non è
neppure possibile risolvere in modo definitivo il problema.
Di frequente gli ascessi coinvolgono nellinfezione
anche losso: si crea unosteomielite, uninfezione del tessuto osseo, una
condizione molto difficile da eliminare, che richiede mesi di terapia antibiotica. Gli
ascessi dei molari superiori possono coinvolgere locchio, devastandolo; talvolta
lunico modo per intervenire è lasportazione dellocchio, che però non
sempre è sufficiente a risolvere il problema. In molti casi può essere preferibile
praticare leutanasia.
Dunque, lalimentazione a base di semi e fioccati
causa allungamento delle radici dei molari, malocclusione e ascessi della testa. Questi
problemi compaiono tipicamente a due anni e mezzo tre di età. Quando il coniglio
è portato alla visita per questi problemi, spesso sono presenti danni irreversibili, che
richiedono terapie per tutta la vita. Lalimentazione errata può provocare
lesioni a distanza di anni, anche se nel frattempo è stata corretta. Per questo è
importante iniziare ad alimentare correttamente il coniglio fin dalle prime settimane di
vita.
Quindi, alimenti ricchi di calorie (che devono essere
masticati poco) e poveri di calcio (che indeboliscono losso e fanno vacillare i
denti) devastano negli anni la bocca del coniglio. Ma i danni sono anche di altro tipo:
vediamo ora cosa causano allapparato digerente alimenti inadatti.
Non solo i denti, ma anche, come è logico, il resto
dellapparato digerente del coniglio si è specializzato su
unalimentazione essenzialmente erbivora. Mentre lo stomaco e lintestino tenue
non presentano differenze rilevanti rispetto a noi, il cieco e il colon (la parte
terminale dellintestino) sono profondamente modificate. Il cieco, che per noi è
ridotto a uninutile appendice, nel coniglio è un organo molto sviluppato, il più
sviluppato di tutto lintestino. Lalimento naturale del coniglio, che come
abbiamo ormai capito è lerba, è di per sé relativamente povero di sostanze
nutritive, mentre è ricco di fibra, che non è digeribile. Il coniglio però sa sfruttare
questa fibra per ricavarne nutrimento, servendosi di microrganismi che vivono nel suo
intestino cieco. Questi batteri "digeriscono" la fibra al posto del coniglio,
ricavandone vitamine, proteine e acidi grassi, che il coniglio assimila in parte
direttamente dal colon, in parte ingerendole sotto forma di feci (un tipo particolare di
feci, il ciecotrofo, che viene assunto direttamente dallano).
Se le particelle di fibra sono troppo grosse (dai 5
millimetri in su) non possono però essere attaccate e digerite dai batteri intestinali, e
vengono espulse, formando le tipiche palline di feci che osserviamo nella gabbia. Il
ciecotrofo, invece, di solito non lo vediamo, perché viene mangiato.
Dunque le particelle di fibra troppo grosse sono inutili,
perché non sono digerite? Al contrario: sono indispensabili per la vita del coniglio.
Esse hanno ruolo molto importante: stimolano la funzionalità dellintestino,
permettendogli di muoversi. Senza di esse il transito del materiale alimentare dentro lo
stomaco e lintestino rallenterebbe progressivamente, fino a fermarsi del tutto. Il
coniglio, bloccato, non defeca e non mangia più: si crea una cosiddetta stasi
gastrointestinale, che se non viene corretta (a volte spontaneamente, più spesso con la
terapia), porta a morte il coniglio.
Dunque il coniglio ha bisogno di fibra grossolana, per
vivere, e la trova in abbondanza nel fieno, nellerba, nelle verdure. Non la trova
invece nei semi, nei fioccati, nei chicchi di mais, nel pane secco, ecc. ecc. Uno dei
motivi più frequenti per cui il coniglio viene portato dal veterinario, insieme ai
problemi dentali e agli ascessi della testa, è il rifiuto del cibo. Il coniglio sta
apparentemente bene, è vivace, ma non è interessato al cibo e non defeca. Il suo
apparato digerente è completamente bloccato, ripieno di alimento che non si muove. Con il
passare dei giorni il coniglio inizia a stare male, è meno vivace, si disidrata e, se la
condizione persiste, muore. La terapia, se iniziata in tempo, riesce quasi sempre a
risolvere il problema. Se il coniglio mangia fieno, erba e verdure, ricche di fibra,
difficilmente andrà incontro ad una stasi gastrointestinale.
Ricordate: se un coniglio non mangia per più di 24 ore di
fila, occorre immediatamente una visita veterinaria! Lapparato digerente del
coniglio è fatto per ingerire cibo in continuazione: deve essere sempre in movimento, e
il carburante che lo fa muovere è la fibra grossolana.
Il fieno masticato ha le dimensioni di 5 mm, esattamente la
misura giusta per far funzionare bene lintestino del coniglio. E stato
dimostrato scientificamente da diversi esperimenti che minori sono le dimensioni delle
particelle alimentari ingerite, più il transito intestinale rallenta, fino a bloccarsi.
Sicuramente semi, fiocchi di cereali e pane non sono in grado di fornire fibra di
dimensioni sufficienti!
Fino a pochi anni fa si credeva che la stasi
gastrointestinale fosse causata dal pelo ingerito dal coniglio durante la pulizia, e
veniva trattata dando dei lassativi come la vaselina. È ormai dimostrato al di là di
ogni dubbio che questo non è vero: è la carenza di fibra grossolana che rallenta la
motilità di stomaco e intestino, mentre è normale trovare nello stomaco del coniglio del
pelo. Il pelo verrebbe eliminato con le feci senza difficoltà, in presenza di
unalimentazione corretta. Limitarsi a dare della vaselina, in caso di stasi
gastrointestinale, non serve a niente.
Vediamo ora un altro pericolo che minaccia il coniglio a
causa di errori alimentari: lenterite, cioè linfezione dellintestino.
Abbiamo visto che il coniglio convive con una ricca popolazione intestinale di batteri
benefici, che trasformando la fibra producono sostanze utili. Se però forniamo al
coniglio un alimento diverso da quello fisiologico, anche i batteri del suo intestino
cambiano, e si sviluppano quelli più adatti al tipo di alimento disponibile.
Semi, fioccati, cereali, pane, grissini, biscotti ed
alimenti simili sono ricchi di carboidrati. Cosa succede nellintestino del coniglio
in presenza di troppi carboidrati? Si sviluppano altri tipi di batteri (clostridi ad
esempio) che sono dannosi, e causano enterite (e quindi diarrea) e a volte producono anche
tossine, così potenti da poter uccidere il coniglio in poche ore. Si spiega così la
morte improvvisa del coniglietto che trova il sacchetto del pane vecchio e ne fa una
scorpacciata. Clostridi e altri batteri pericolosi non si sviluppano invece se la dieta è
ricca di fibra e povera di carboidrati.
Ecco un altro buon motivo per evitare di dare al coniglio
alimenti "non naturali", non adatti alla sua fisiologia. La diarrea è un
sintomo importante nel coniglio, da non trascurare mai, ed è quasi sempre causata da
errori alimentari.
In conclusione
.. cosa deve mangiare
il coniglio di casa?
Erba e altre piante di campo (trifoglio, tarassaco, ecc),
fieno di buona qualità
- Sono gli alimenti migliori, i più adatti alla sua
fisiologia. Gli forniscono tutto ciò di cui ha bisogno:
- Contengono sali minerali, compreso il calcio, per rafforzare
le ossa
- Sono ricchi di fibra, che fa funzionare bene
lintestino e nutre i batteri benefici, ostacolando quelli dannosi
- Richiedono una masticazione prolungata, per cui permettono
un consumo ottimale dei denti, e tengono impegnato a lungo il coniglio, impedendogli di
annoiarsi e di sviluppare problemi di comportamento
- Sono poveri di grassi, e prevengono lobesità
- Sono poveri di carboidrati, per cui ostacolano lo sviluppo
di batteri pericolosi
Il fieno non deve mai mancare: deve essere sempre a
disposizione, fresco e pulito, in quantità illimitata. Un buon fieno si riconosce perché
ha steli sottili, di colore verde, e non è polveroso o ammuffito. Può essere comprato
nei negozi per animali, confezionato in pratici panetti.
Lerba e le altre piante di campo possono essere
raccolte nei prati o nei giardini, purchè ci sia la certezza che non sono state trattate
con sostanze nocive e non ci sia nelle vicinanze passaggio di automobili. Vanno lasciate a
disposizione fresche o seccate, ma non si deve lasciare che fermentino o possono risultare
dannose. Possono anche essere consumate direttamente sul posto dal coniglio, lasciandolo
brucare.
Se sono bagnate, poco importa: quando i conigli selvatici
brucano lerba allalba, bagnata di rugiada, non ne hanno certo danno!
Se è difficile reperire erbe di campo, si possono
validamente utilizzare le verdure. Qualunque tipo di verdura cruda, se adatta al
consumo umano, può essere somministrata al coniglio, purché pulita, a temperatura
ambiente, e senza parti guaste. Limportante è variare, lasciando a disposizione
ogni giorno diversi tipi di vegetali, e non fissarsi su un solo tipo. Ecco un esempio di
cosa si può utilizzare:
- basilico
- broccoli
- carote e foglie di carota
- cavoletti di Bruxelles
- cavolo
- cicoria
- erba di campo
- erba medica
- indivia
- insalata
- menta
- peperoni
- prezzemolo
- radicchio
- scarola
- sedano
- spinaci
- tarassaco (fiori e foglie)
- trifoglio
- verza
- zucchini
La frutta deve essere data in piccole quantità:
essendo ricca di zuccheri può favorire lobesità. Se il coniglio è troppo grasso
deve essere eliminata.
Un altro alimento consentito è il pellet, purché
abbia le caratteristiche adeguate. Deve essere fatto solo con erbe, fieno e vegetali, non
deve contenere farine di cereali, o peggio di origine animale, o farmaci
(coccidiostatici). Il contenuto in fibra è molto importante: deve essere almeno del 18%.
Il pellet non deve essere dato a volontà, ma razionato: un paio di cucchiai al giorno
possono essere sufficienti. Se ci sono problemi di obesità può essere ridotto o
eliminato.
Al coniglio, per restare sano e vivere a lungo, non serve
altro. Qualunque altra cosa è superflua o dannosa. Non ha neppure bisogno di vitamine ed
integratori.
Alimenti dannosi
Sono da evitare in modo completo i carboidrati (biscotti,
pane, fette biscottate, cracker, grissini, fiocchi di cereali, riso soffiato, pasta,
patate, dolci, focacce, merendine), la cioccolata (che è tossica), e comunque in generale
i dolciumi di qualunque tipo. Anche le leccornie per conigli e roditori, in vendita nei
negozi, non vanno mai acquistate.
Da evitare in modo assoluto anche i semi ed i chicchi in
generale: semi di girasole, mais, orzo, frumento, riso e così via. Tutti gli alimenti
confezionati che ne contengono vanno eliminati. Ricordate: sono la causa principale dei
problemi di salute del coniglio.
Per finire: anche carrube, frutta disidratata, frutta secca
sono nella lista degli alimenti proibiti.
Non importa quanto il coniglio vi implori o vi molesti per
avere qualche bocconcino che gli fa male: siate responsabili e pensate alla sua salute.
Occorre prudenza nel
cambio di alimentazione
Attenzione: per quanto la dieta sia scorretta, il cambio di
alimentazione deve essere fatto con molta gradualità. Si deve lasciare il tempo ai
batteri intestinali di adattarsi ai nuovi alimenti, altrimenti la conseguenza sarà una
diarrea più o meno grave, anche potenzialmente letale. Possono essere necessarie diverse
settimane per effettuare una modificazione radicale della dieta, passando dalle miscele di
semi, fioccati e pane secco a fieno, erba e verdure. Mentre il fieno può essere offerto
subito senza particolari precauzioni, i vegetali freschi devono essere introdotti con
maggiore gradualità e prudenza, poco per volta, controllando sempre laspetto delle
feci. Anche il pellet deve essere sostituito gradualmente.
Il cambio di dieta può essere più o meno difficile da
accettare per il coniglio, secondo i casi. Alcuni conigli non aspettano altro che di poter
finalmente gustare un po di erba fresca e di verdure, mentre altri non ne vogliono
sapere di rinunciare ai semi. La cosa importante è procedere con determinazione e
costanza, perché le conseguenze di una dieta sbagliata sono molto dolorose.
Questo articolo può essere liberamente riprodotto citando
autore e fonte (http://www.aaeweb.net)
Relazione tenuta in occasione dellincontro
"Dalla padella allabbraccio" tenuta a Ferrara il 12/1/02