Elaphe (Pantherophis), il
serpente dei ratti
Giuseppe Visigalli, Med. Vet.

Quanti di voi apprezzano in un serpente leleganza e
la rapida sinuosità dei movimenti, uniti ad una varietà di comportamenti affascinanti da
vero cacciatore e ad una livrea dalle tinte spesso sgargianti, troveranno negli Elaphe
i pet-snake ideali. Dedicarsi a questi serpenti, infatti, offre
allappassionato erpetofilo di ogni livello numerose soddisfazioni, sebbene non tutte
le specie siano adatte a chi si sia da poco avvicinato alla terrariofilia.
Si tratta di colubridi, quindi di ofidi longilinei, dal corpo affusolato, con testa
generalmente ben distinta dal collo e dai denti sottili, affilati e leggermente uncinati,
anche se aglifi cioè privi delle caratteristiche strutturali e funzionali proprie dei
denti veleniferi. Per intenderci, si tratta di ofidi assolutamente innocui e non velenosi
ma dal morso occasionalmente (e per alcune specie) doloroso. Questi denti come sottili
stiletti, rinnovati più volte nel corso della vita, consentono loro una presa sicura
anche su piccole e agili prede, in particolare topi ed altri piccoli roditori, sia in
natura che in cattività.
Rispetto ai più diffusi Boidi, gli Elaphe hanno un diametro medio corporeo
inferiore e mai raggiungono le dimensioni di 4-5 o più metri, come accade per gli adulti
di alcune specie di boa e di pitoni. Certo, alcuni esemplari di specie quali Elaphe
taeniura o Gonyosoma oxicephala possono raggiungere e superare i
due metri, con il maschio in genere di taglia leggermente inferiore rispetto alla femmina.
Alcune specie in particolare si addicono piuttosto bene al terrariofilo principiante,
quali Elaphe taeniura (serpente dei ratti dalla coda striata), E. obsoleta
(serpente dei ratti grigio americano) ed E. guttata guttata (il famosissimo
serpente del grano o corn-snake nord americano, chiamato anche serpente dei ratti rosso).
Queste specie infatti non sono molto esigenti in termini di allestimenti interni del
vivario, di temperatura e di umidità ottimali da fornire loro, le quali rispecchiano i
climi temperati da cui provengono.
La temperatura massima diurna nella zona più calda dovrà
essere di circa 26-30°C (più alta per gli individui giovani), mentre la più bassa della
giornata (notturna) non dovrà scendere sotto i 23-24°C.
Senza soffermarmi sullanalisi dei sistemi di riscaldamento (faretti termici, spot,
tappetini, cavetti, ecc.) ricordo di proteggere molto bene con gabbia metallica eventuali
faretti (lampadine ad incandescenza) anche se posti in teoria sufficientemente
in alto e apparentemente fuori portata; ciò si rende indispensabile poichè gli elafi
sono abilissimi arrampicatori anche quando si tratta di specie non propriamente arboricole
o del tutto terricole o fossorie, capaci cioè di sfruttare in natura al meglio gallerie e
cunicoli scavati da piccoli roditori.
Una specie splendida ma poco socievole, timorosa e spesso aggressiva è Gonyosoma
oxycephala. Questo splendido serpente, di intenso colore verde smeraldo più o meno
uniforme o grigioverde con testa gialla e regioni inferiori del corpo giallastre, conduce
vita arboricola. Secondo le più recenti classificazioni non viene incluso da tutti gli
autori nel genere Elaphe, per lesistenza di numerose sue peculiarità
morfo-funzionali. Ladattamento filogenetico è quello di avere sviluppato nel corso
dellevoluzione della specie un corpo molto compresso latero-lateralmente per meglio
arrampicarsi con sicurezza ai rami. Gonyosoma oxycephala richiede elevati livelli
igrometrici (umidità ottimale del 80-85%) per vivere a lungo senza problemi,
compatibilmente però con la massima igiene possibile, visto che mal sopporta lo stress,
le infezioni fungine e quelle respiratorie.
Gli elafi in media possono raggiungere letà di 20-25 anni, ma molto dipende
dalladeguatezza dei parametri interni impostati in rapporto alla specie allevata. Di
particolare importanza è infatti, come ho accennato, la scrupolosità nelligiene
del terrario evitando la promiscuità con serpenti di dubbia provenienza o non
quarantenati (cioè tenuti separati per almeno 90 giorni); la corretta alimentazione (non
sempre a base esclusiva di roditori, per lo più topi di circa 25-30 grammi per serpenti
adulti, fino a giovani ratti nel caso di esemplari molto grossi). Le integrazioni
vitaminico-minerali dovranno diversificarsi in relazione alletà ed ai momenti
fisiologici degli animali.
Per allevare a lungo termine questi serpenti occorrerà poi considerare numerosi altri
fattori, primo fra tutti lacquisizione delle conoscenze basilari della specie o
sottospecie cui ci si vuole dedicare. Vi sono infatti, come ho accennato, specie più
timide e schive, per le quali non dovranno mancare adeguati rifugi nelle zone calde e
fredde; tra queste ricordo oltre a Gonyosoma oxycephala, Elaphe carinata,
Elaphe taeniura ridleyi e Elaphe obsoleta. Altre specie seppure spesso
terricole e di abitudini notturne e fossorie in natura, in cattività mostrano un
adattamento sorprendente e per questo sono molto comuni presso gli appassionati e
considerati elafi piuttosto semplici da gestire; sto parlando in particolare di Elaphe
taeniura friesei e di Elaphe helena, tra loro simili anche somaticamente,
distinguendosi lElaphe helena per la caratteristica sottile stria scura che
dalla porzione postero-laterale dellocchio si dirige con un angolo di circa trenta
gradi verso la commessura della bocca.
Per i più esperti, oltre ad Elaphe carinata dal carattere particolarmente
difficile (poiché estremamente aggressiva e mordace), consiglio Elaphe
bairdi e Elaphe mandarina, uno dei serpenti più belli di questo genere e
oserei dire in assoluto, dai caratteristici disegni ricamati
gialloarancio-bianchi su nero. Oltre al costo dacquisto piuttosto elevato, questa
specie originaria degli altopiani e delle zone montane dellestremo oriente, in
cattività è piuttosto sensibile agli stress (da temperatura, umidità, fotoperiodo,
manipolazione). Tuttavia viene anche riprodotta dai più esperti sia in Europa che
oltreoceano.
Il terrario ideale
Non è affatto difficile allestire un buon terrario per questi colubridi. Le dimensioni
medie dovranno essere di 70-90 cm di larghezza, 50-60 cm di altezza ed altrettanto di
profondità. Per le specie più comuni, dalle abitudini terricole non strette, il
substrato ottimale sarà costituito da carta di quotidiano o da pacco o da tappetini
specifici per rettili. Come rifugi vanno benissimo delle tegole capovolte, pezzi di
corteccia o sughero da rinnovarsi periodicamente o altri costituiti da materiali
facilmente lavabili che il pet-market mette a disposizione. Unattenzione
particolare, oltre a riguardare la creazione di un lato caldo e di uno più fresco, va
rivolta alla prevenzione delle evasioni, essendo gli Elaphe dei formidabili fuggiaschi, se
viene loro consentita anche uninfinitesima possibilità. In genere riescono a
fuggire, a volte facendosi male, anche da aperture o fenditure pari ad un quarto del loro
diametro massimo. Lideale è possedere solo il frontale in vetro e collocare
adeguate prese daria su due lati opposti a differenti altezze.
Per le specie particolarmente bisognose di umidità quale Gonyosoma oxicephala,
la ciotola dacqua, complemento indispensabile per tutti i serpenti, dovrà essere
particolarmente ampia ed essere integrata eventualmente da un umidificatore temporizzato
in modo da erogare la massima vaporizzazione nelle prime ore del mattino e al tramonto.
Lalimentazione
Questi colubridi vanno alimentati in media ogni sette giorni, i baby-snake di 25-30 cm
ogni 5 e comunque tollerano digiuni fino a 2-3 mesi se in buone condizioni di nutrizione
ed idratazione prima del periodo di anoressia. Naturalmente queste sono informazioni
generiche poiché è auspicabile che i vostri serpenti si nutrano con regolarità, salvo
ovviamente il periodo della muta (circa ogni 55-80 giorni), e poiché esistono notevoli
variazioni di specie circa la resistenza a digiuno prolungato senza pericolosi
risentimenti generali.
Personalmente consiglio prede morte o appena uccise o surgelate e preriscaldate (ad
esempio sotto un faretto); queste infatti risultano altamente digeribili, non possono
ovviamente mordere il serpente (attenzione comunque a tagliare preventivamente i lunghi
incisivi di topi e ratti, che possono ledere la mucosa esofagea), e consentono di evitarci
lallevamento, che per i meno esperti comporta sempre qualche inconveniente. I baby
ed i giovanissimi elafe saranno alimentati con topini o rattini neonati o di primo pelo
(rispettivamente chiamati pinkies e fuzzy mice o rats) eventualmente muovendoli davanti al
muso del nostro riluttante amico se questo non mostra sufficiente interesse.
Genere: Elaphe o Panterophis
Specie e sottospecie più comunemente allevate : P. guttata guttata, P.guttata
emorphii, P. taeniura freisei
Dimorfismo sessuale evidente per la base della cosa più grossa nel maschio (oltre al
sessaggio mediante sonda)
Alimentazione: roditori (topi e ratti) di taglia adeguata in quasi tutte le specie; alcune
gradiscono altri serpenti, uova di quaglia, piccoli sauri o piccoli volatili; in
cattività si cerca di abituarli tutti a roditori, salvo eccezioni.
Longevità: 20-25 anni
Taglia adulti: da 150 a 240 cm o più secondo le specie
Animalia n. 4/5, luglio/settembre 2003
