Il drago d’acqua
cinese
(Physignathus cocincinus)
Alessandro
Bellese, Med Vet
CLASSIFICAZIONE
Classe:
Reptilia
Sottoclasse:
Lepidosauria
Ordine:
Squamata
Sottordine:
Sauria
Infraordine:
Iguania
Famiglia:
Agamidae
Sottofamiglia:
Agaminae
Genere:
Physignathus
Specie:
P.
cocincinus
(drago d’acqua verde o drago d’acqua cinese)
P. lesueurii
(drago d’acqua australiano)
C'è almeno
un’altra specie del genere, Physignathus temporalis, ma
probabilmente sia P. lesuerii, sia P. temporalis
verranno riclassificati.
L’allevamento di Physignathus lesueurii è apparentemente
simile a quello di P. cocincinus.
DISTRIBUZIONE ED HABITAT
P. cocincinus
vive nell’area geografica denominata Sudest Asiatico (Sud della
Cina, Tailandia sud orientale in particolare nel parco nazionale
Khao Yai, Vietnam e Cambogia). E’ un sauro d’abitudini diurne,
prevalentemente arboricolo anche se può rifugiarsi all’interno di
tane scavate nella sabbia. E’ un abile nuotatore e vive sempre in
vicinanza di raccolte e corsi d’acqua. Per fuggire ai predatori
spesso si lascia cadere in acqua dai rami e può rimanere a lungo
immerso.
MORFOLOGIA
Alla nascita i
fisignati sono lunghi circa 2,5 cm RC (rostro cloaca), e 13-15 cm LT
(lunghezza totale compresa la coda). Sono generalmente di colore
verde bruno sul dorso e verde pallido fino al biancastro sul ventre.
Strie colorate (bianche o beige) percorrono verticalmente i lati del
corpo; la coda è barrata da strie marrone e verdi. I maschi adulti
misurano circa 90-100 cm di lunghezza totale, le femmine 60 cm. La
coda rappresenta circa il 70-75% della lunghezza totale; è
appiattita lateralmente, striata con bande marrone e verdi, e
termina con una punta sottile. E’ usata per bilanciarsi e far leva
quando si arrampicano e come una frusta per difendersi. Gli adulti
sono verdi con tonalità che variano dal verde “foresta” scuro ad un
leggero verde menta. La parte inferiore del corpo degli adulti è
generalmente bianco o giallo molto chiaro. Sui lati del corpo vi
sono delle bande verticali parziali, che possono variare da verde
pallido, verde menta, a turchese o azzurro acqua. La gola degli
individui giovani ma soprattutto degli adulti può essere colorata di
giallo pallido, arancio, rosa pesca e rosa intenso.
La testa ha
forma triangolare, ed i maschi adulti presentano una testa piuttosto
massiccia e larga. Delle scaglie di grosse dimensioni, rotonde e
bianche, corrono giusto sotto alla bocca e finiscono in due scaglie
appuntite dove la testa incontra il collo. La lingua è spessa e
carnosa e termina in una piccola biforcazione. La superficie della
lingua è appiccicaticcia per aiutare nella cattura delle prede. I
denti sono piccoli ed appuntiti, la dentizione è acrodonte. Una
stria scura corre dall’angolo dell’occhio e passa sopra al timpano.
Sulla sommità della testa è presente il terzo occhio od occhio
parietale. I draghi d’acqua posseggono creste nucali ben sviluppate,
che sono più alte e con spine più grandi nei maschi. Questi ultimi
hanno inoltre una prominente cresta sagittale mediana.
Gli arti sono
ben sviluppati, in particolare quelli posteriori e posseggono
ciascuno cinque dita fornite d’unghie. Possono correre in modo
bipede sugli arti posteriori. Hanno una certa capacità di cambiare
colore, ma tale capacità è legata principalmente alle condizioni
ambientali, di salute e d’umore ed è limitata a variazioni di
tonalità dei colori della livrea.

DIMORFISMO
SESSUALE
Con il tempo, i maschi sviluppano una testa più massiccia, mandibole
più sviluppate, ed una cresta nucale più grande; i pori femorali dei
maschi adulti sono leggermente più grandi di quelli delle femmine.
La maturità sessuale di solito è raggiunta quando la lunghezza
totale è circa 60 cm (generalmente a due anni d’età). Di solito sono
considerati maturi quando manifestano i colori da adulti sotto il
mento. E’ quindi difficile distinguere i sessi fino a che non è
raggiunta la maturità sessuale; in linea di massima devono avere una
lunghezza di almeno 40 cm prima che siano evidenti i caratteri
sessuali secondari.
Il
sessaggio può essere effettuato mediante sondaggio della tasca degli
emipeni; tale manualità va eseguita con strumenti sterili
preferibilmente non prima dei 18-24 mesi, età in cui il sesso può
essere evidente dai soli caratteri sessuali secondari.
MANTENIMENTO IN CATTIVITA’
Dimensioni del terrario 
I fisignati alla
nascita misurano 12-15 cm; alla maturità, a 2 - 3 anni d’età,
possono raggiungere un metro compresa la coda. Le dimensioni del
terrario dovranno essere quindi adattate man mano che l’animale
cresce, oppure si partirà direttamente con un terrario di grandi
dimensioni che però può comportare problemi nel controllo dei
giovani esemplari. Quando sono tenuti insieme più animali occorre
fornire abbondante spazio, poiché sono territoriali, in particolare
i maschi. Se possibile, è bene alloggiare un solo maschio con più
femmine. Alcune femmine possono divenire dominanti e non accettare
altre femmine, altre possono coabitare con 3-4 femmine.
I draghi d’acqua
hanno bisogno di terrari ampi sviluppati sia in altezza, essendo
arrampicatori, sia in ampiezza. Vanno provvisti sistemi
d’arrampicamento, piante, aree “solarium” fornite da grossi rami
orizzontali dove possano esporsi al calore ed alla luce delle
lampade, rifugi e possibilmente 1/3 della superficie del fondo come
area acquatica.
Questi sauri
dovrebbero avere a disposizione uno spazio pari almeno al doppio
della propria lunghezza. Il terrario per un animale quindi dovrà
essere di almeno 180 cm di lunghezza x 60-90 cm di profondità x
120-180 cm di altezza.
Substrato
La scelta del
substrato (il discorso vale per molti altri rettili tenuti in
cattività) terrà conto di vari fattori quali la sicurezza dal punto
di vista sanitario, la facilità di pulizia, e l’estetica se
s’intende mantenere il sauro in un vivario naturalistico. I
substrati particolati (sabbia, terriccio etc.) sono sicuramente più
appaganti esteticamente ed hanno il vantaggio di mantenere
maggiormente l’umidità ambientale ma comportano seri rischi per la
salute dell’animale (costipazioni, ostruzioni da corpo estraneo,
stomatiti, cloaciti) mentre quelli non particolati (carta da
giornale, tappetini in finta erba etc.) sono più sicuri ma meno
“naturali”. In ogni caso se s’intende riprodurre questi animali, ma
anche se si alleva una femmina singola, sarà opportuno mettere a
disposizione, perlomeno nella stagione riproduttiva, un’area
profonda almeno 35 cm di substrato sabbioso, che sarà utilizzato per
scavare un nido da deposizione.
Sembra che un
buon compromesso tra sicurezza e mantenimento dell’umidità
ambientale sia del terriccio sterile senza fertilizzanti
eventualmente mescolato a torba.
Arredo
L’arredo del terrario deve
comprendere dei nascondigli e dei rami per arrampicarsi. E’ inoltre
indispensabile un largo recipiente d’acqua, se possibile abbastanza
ampio da permettere all’animale di nuotare, e dal quale possa
facilmente uscire. Questi rettili amano passare molto tempo immersi
in acqua; poiché spesso vi defecano va cambiata frequentemente, e la
bacinella disinfettata.
Illuminazione
I draghi d’acqua, come molti altri
rettili, hanno bisogno per mantenersi in buona salute e per crescere
correttamente, di esporsi alla luce solare. Se e quando non è
possibile fornire luce solare diretta, è consigliabile porre nel
terrario una fonte di luce fluorescente a spettro completo che mimi
lo spettro naturale di luce ultravioletta, ed in particolare emetta
radiazioni UVB (290-320 nanometri). Le lampade fluorescenti in
commercio attualmente emettono radiazioni utili per circa un anno
(dopo circa sei mesi si ha una riduzione del 50%), quindi vanno
sostituite 1-2 volte l’anno. Da poco sono in commercio anche delle
lampade a vapori di mercurio con l’aspetto di un normale faretto ad
incandescenza, che sembra siano promettenti sia per quanto riguarda
la durata sia la quantità d’emissione ed hanno il vantaggio di
fornire anche calore. Sono stati però sollevati dubbi sulla
possibilità d’emissione di raggi UVC che sono dannosi.
Fotoperiodo
In linea di
massima è corretto un fotoperiodo di 12 ore di luce e 12 ore di
buio, che potrebbe essere necessario variare assieme a temperatura
ed umidità se s’intende indurre la riproduzione.
Temperatura
La
temperatura diurna dovrebbe variare dai 25°C ai 28-30°C, fornendo
una fonte di calore localizzata che crei un punto caldo di 35°C,
quella notturna tra i 24 ed i 27°C. La temperatura va controllata
con l’aiuto di almeno due termometri, uno a livello dell’area più
fredda del terrario ed uno su quella calda. Le dimensioni del
terrario devono essere tali da permettere di creare delle zone a
diversa temperatura, da un minimo di 25°C ad un massimo di 35°C, in
modo da dare all’animale la possibilità di termoregolarsi nel modo
migliore.
Fonti di calore
Lampade riscaldanti
Servono
principalmente come fonte di calore secondaria, per fornire un punto
caldo localizzato. Si possono usare delle semplici lampade ad
incandescenza o delle lampade in vetroceramica. Il wattaggio
dipenderà dalla grandezza del terrario e dalla dispersione termica.
È essenziale che il drago non possa entrare in contatto con la
lampada (soprattutto quelle in vetroceramica) per evitare pericolose
ustioni. Le lampade in vetroceramica possono essere collegate ad un
termostato e possono essere utilizzate per fornire calore anche di
notte, settando una diversa temperatura. Un’altra possibilità di
fornire calore la notte sono le lampade notturne, lampade con vetro
colorato che producono calore ma che producono una luce debole che
non stressa gli animali.
Sistemi di riscaldamento del substrato
I sistemi di
riscaldamento del substrato, tappetini, cavi etc., possono essere
utilizzati per fornire la temperatura di base (fonte primaria).
Tappetini e cavi non devono entrare in contatto con gli animali,
quindi andranno posti esternamente sotto il pavimento se il terrario
è in vetro, o sotto un pannello se è di legno.
Acqua e umidità
In
linea di massima i Physignathus amano l’acqua. Bisognerà
quindi fornire loro una raccolta d’acqua abbastanza profonda perché
possano immergere almeno il 50% del corpo, e che copra 1/3 della
superficie del terrario. Dovrà essere facile sia l’ingresso sia
l’uscita dall’acqua. Il contenitore dovrebbe essere facilmente
rimovibile dal terrario per permettere le operazioni di pulizia e di
disinfezione. Se il contenitore è troppo grande e non è possibile
spostarlo riempito d’acqua, dovrà essere fornito di un sistema di
svuotamento e di filtraggio dell’acqua. L’acqua dovrebbe essere
cambiata giornalmente ed anche più volte il giorno se viene sporcata
(molti hanno l’abitudine di defecare in acqua). Il contenitore va
lavato con acqua saponata, sciacquato, disinfettato con una
soluzione al 5-10% di candeggina e poi risciacquato accuratamente.
Il sapone mescolato alla candeggina può produrre vapori tossici,
quindi è indispensabile un accurato risciacquo tra il lavaggio con
sapone e la disinfezione.
Nel loro
ambiente naturale l’umidità relativa è alta
(i draghi d’acqua provengono da aree geografiche a clima tropicale
umido), perciò l’umidità del terrario deve essere mantenuta
elevata (intorno all’80%) spruzzando regolarmente dell’acqua e
ponendo un recipiente d’acqua sotto una fonte di calore.
Un tasso d’umidità così elevato può essere difficile da mantenere
nonostante la presenza di un contenitore d’acqua di grandi
dimensioni, anche perché l’elevato tasso d’umidità deve essere
abbinato ad una buona ventilazione per evitare pericolosi ristagni
d’umidità. Il terrario dovrebbe essere spruzzato varie volte
nell’arco della giornata. La presenza di piante vive in vaso aiuta a
mantenere l’umidità.
Ventilazione
La circolazione
dell’aria nella teca deve essere sufficiente ad impedire ristagni
d’umidità sul fondo del terrario (in linea di massima non dovrebbe
formarsi condensa sulle pareti). Bisognerà quindi creare almeno due
ampie aperture coperte di rete, una in basso all’estremità “fredda”
ed una in alto all’estremità “calda”, cui se ne può aggiungere una
frontale.
Lesioni rostrali da sfregamento
Se il terrario è
costruito con superfici trasparenti e riflettenti (vetro o
plexiglas) all’altezza degli occhi dell’animale, è molto probabile
che il drago si procuri lesioni rostrali nel tentativo di superare
la barriera invisibile o combattendo con la propria immagine
riflessa. Un modo di prevenire tale comportamento è di sistemare
delle piante davanti alle superfici riflettenti o trasparenti o una
loro schermatura con materiale opaco. In linea di massima comunque
più grande è la teca meno si verifica questo problema.
Piante vive nel terrario
Ci
sono molti vantaggi nell’utilizzare piante vive nel terrario. Si
creano rifugi aggiuntivi, l’umidità ambientale è mantenuta più
facilmente (considerando che le piante vanno innaffiate e spruzzate
periodicamente) e da non sottovalutare è il benessere psicologico (e
quindi la diminuzione dello stress) che deriva dal far vivere
l’animale in un ambiente più naturale.
Le piante dovrebbero essere trapiantate in un terriccio sterile non
trattato con fertilizzanti e dovrebbero essere abbondantemente
lavate per eliminare eventuali pesticidi presenti sulle foglie.
Piante che si possono utilizzare sono Scindapus aureus,
Dracaena spp., Hibiscus spp., Ficus spp.,
bromeliacee ed altre epifite.
ALIMENTAZIONE
I
draghi d’acqua si alimentano in modo diverso secondo lo stadio di
maturità. Un neonato o un giovane ha bisogno di nutrirsi
giornalmente mentre un adulto può essere nutrito 2-3 volte la
settimana.
I
neonati devono ricevere piccoli grilli, tarme della farina,
lombrichi ed altre larve ed invertebrati. I giovani possono ricevere
saltuariamente anche topini neonati e pesciolini. Per gli adulti,
l’alimentazione a base d’invertebrati può essere integrata con topi,
pesci, quaglie di un giorno. Secondo la taglia dell’animale, gli
invertebrati utilizzati potranno essere diversi, agli adulti si
possono somministrare anche le grosse larve di Z. morio (kaimani)
e blatte giganti. Le dimensioni della preda devono essere
leggermente inferiori alla testa del rettile.
A
volte accettano vegetali, sotto forma di verdura e frutta finemente
sminuzzate.
Gli
insetti hanno un contenuto elevato in fosforo e basso in calcio
(inadeguato rapporto Ca:P), hanno comunque un buon valore nutritivo
se non somministrati come monoalimentazione. Tutti gli insetti hanno
un esoscheletro chitinoso, che in alcuni è particolarmente
sviluppato e può causare costipazioni intestinali se vengono
somministrati in eccessive quantità.
Le
prede somministrate ai sauri dovranno essere allevate ed alimentate
correttamente, in modo da fornire la più ampia ed adeguata gamma
possibile di principi nutritivi e di contenere una giusta quantità
di calcio e vitamine. Per aumentare il contenuto in nutrienti gli
insetti devono essere nutriti adeguatamente secondo le specie.
Dovrebbero ricevere una supplementazione (non eccessiva) di calcio
ogni due giorni e di vitamine una volta a settimana. Sembra che un
buon metodo per aumentare il contenuto di calcio nelle prede sia
nutrirle per 24-48 ore con una dieta arricchita in calcio prima
della somministrazione.
I
lombrichi contengono una buona percentuale in calcio e sono
abbastanza bilanciati dal punto di vista nutritivo. Sono inoltre
piuttosto teneri ed il rischio d’impaccamento è ridotto.
I
vertebrati costituiscono un alimento con un ottimo contenuto in
calcio e proteine e dovrebbero quindi essere inclusi nella dieta. I
roditori sono preferibili agli uccelli e gli uccelli sono da
preferire ai pesci. Se vengono somministrate prede intere
correttamente nutrite la supplementazione mineral-vitaminica
potrebbe non essere necessaria. Esempi di vertebrati da offrire
sono: pinkie (neonati di topo), fuzzies (giovani di topo cui stanno
appena spuntando i peli), topi adulti, ratti neonati, pulcini,
piccoli pesci.
Alcuni draghi mangiano verdure quando queste vengono loro offerte,
altri non le accettano. Per quanto riguarda i tipi di vegetali da
somministrare, vanno scelti quelli con buon contenuto in calcio e
buon rapporto Ca:P.
Una combinazione
dietetica proposta è:
Se la gestione
ambientale di questi sauri è corretta, compresa l’esposizione di
raggi UVB, e se l’alimentazione è bilanciata, le integrazioni
minerali vitaminiche potrebbero non servire.
Si consiglia
comunque di polverizzare con calcio gli invertebrati subito prima
della somministrazione, ad ogni pasto per i neonati, ed in seguito
2-3 volte a settimana. L’integrazione vitaminica può essere
sufficiente una volta a settimana.
LONGEVITA’
Sembra che possano vivere 10-20 anni.

Tutti i diritti riservati. Non è permessa la riproduzione senza
autorizzazione. |