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I gechi volanti (Ptychozoon spp.)
Alessandro
Bellese, Med Vet

Nelle foreste del Sudest asiatico alcune specie animali appartenenti
a gruppi molto diversi tra loro hanno sviluppato adattamenti fisici
al loro ambiente tali da permettere di planare da un albero
all’altro per sfuggire ai predatori o semplicemente per spostarsi
nel territorio più velocemente. Ci sono così mammiferi forniti di
patagio come gli scoiattoli volanti, raganelle le cui membrane
interdigitali si sono sviluppate a tal punto da trasformarsi in
piccoli paracadute, serpenti con una piega cutanea laterale che
permette loro letteralmente di strisciare nell’aria per brevi
tratti, piccole lucertole, i draghi volanti, le cui costole
modificate sostengono una membrana con la quale effettuano rapidi
voli planati da albero ad albero e gechi con pieghe cutanee
sviluppate principalmente a scopo mimetico che permette loro di
allungare i loro balzi da ramo in ramo.
La maggior
parte di questi animali non sopporta bene la cattività; alcuni, come
i draghi volanti (Draco spp.), hanno abitudini alimentari
particolari (formiche prevalentemente), perciò non vanno tenuti
prigionieri (d'altronde quale animale è giusto tenere prigioniero?
Ma questo è un altro discorso…). Gli unici che sopportano
discretamente l’allevamento in ambiente artificiale sono i gechi
volanti (Ptychozoon spp. Kuhl, 1822).
Questi sauri di
media taglia (15-16 cm di lunghezza totale) appartengono alla
famiglia Gekkonidae ed alla sottofamiglia Gekkoninae
o veri gechi (senza palpebre).
Il genere
Ptychozoon comprende cinque specie: P. lionotum, P. kuhli, P.
intermedium, P. horfieldii, P. rhacophorus. Sono tutte abitanti
delle foreste pluviali del Sudest asiatico. Sono caratterizzate da
una piega cutanea simile ad un patagio, che circonda tutto il corpo
e che è valsa loro il nome di "gechi volanti". Le condizioni
d’allevamento sono le stesse per tutte le specie del genere, a parte
P. rhacophorus che necessita di temperature più basse. Le
specie più comunemente tenute in cattività sono P. lionotum e
P. kuhli.
Queste due
ultime specie sono molto simili tra loro sia morfologicamente sia
per modalità di allevamento. Il loro areale di distribuzione va dal
Sud del Myanmar verso il sud Tailandia, Vietnam, Cambogia fino a
Sumatra, Borneo e Java. P. lionotum è presente in tutta
quest’area mentre P. kuhli dalla Tailandia meridionale verso
sud. Sono abitanti di foresta (ma possono essere trovati anche in
piantagioni di piante arboree come quelle di caucciù). Di giorno in
genere stanno nascosti sotto le cortecce (ma possono essere trovati
anche sulla superficie dei tronchi); sono eccezionalmente mimetici,
grazie anche alle pieghe cutanee che eliminano le ombre ed
appiattiscono il corpo sul substrato.
Il corpo e la
coda sono piuttosto appiattiti. Le squame sono piccole, tanto da
dare una sensazione di velluto al tatto. La caratteristica più
rilevante di queste gechi (e delle altre specie del genere) è una
piega cutanea che inizia ai lati della testa e circonda tutto il
corpo compresi arti e coda (a livello di quest’ultima è dentellata),
interrotta solamente a livello del collo. Sembra che tale annesso
cutaneo abbia una duplice funzione. La prima, che probabilmente è
quella principale, è di aumentare la capacità di mimetismo
eliminando il più possibile le ombre causate dal corpo appiattendolo
sulla superficie. La seconda è di permettere dei brevi voli planati
di ramo in ramo usandolo come patagio (da qui la denominazione di
geco volante).


La colorazione
è estremamente mimetica, grigio-marrone di base con larghe chiazze
biancastre e piccole chiazze scure. Inoltre sono presenti delle
bande ondulate trasversali sul corpo. In passato le specie P.
lionotum e P. kuhli erano spesso confuse. Possono essere
distinte osservando la coda originale (la coda rigenerata presenta
la piega cutanea continua, non dentellata). In P. lionotum la
cute libera ai lati della coda è dentellata fino alla punta, la
dentellatura è rivolta leggermente all’indietro e la coda diventa
gradualmente più sottile; inoltre il primo dito dell’arto anteriore
è separato dalla piega cutanea che scorre lungo l’avambraccio. In
P. kuhli la punta della coda diviene più larga, la cute non è
dentellata fino alla punta e la dentellatura è rivolta più
orizzontalmente, presenta dei tubercoli cutanei dorsali e presenta
una livrea più marcata. Come molte altre specie di gechi, quando
fanno la muta mangiano l’exuvia, cioè la vecchia pelle.
Vanno allevati
in vivari da foresta pluviale a sviluppo verticale con abbondanza di
piante vive; le piante possono essere tenute in vasi all’interno del
vivario. Tale soluzione può essere vantaggiosa perché questi gechi
amano sostare su superfici cilindriche lisce (in natura i tronchi
lisci di certi alberi) quindi possono utilizzare i vasi a questo
scopo. I vasi verranno posti su sottovasi o contenitori contenenti
argilla espansa. La ventilazione va garantita per evitare pericolosi
ristagni d’umidità, ma non deve essere eccessiva; è sufficiente un
pannello in rete frontale in basso e soffitto in rete. Altri
accessori d’arredo utili sono: almeno una parete in corteccia, vari
rami, e dei grossi tronchi di bambolo che possono servire anche da
rifugio.
Sono
specie discretamente sociali, che andrebbero tenute in piccoli
gruppi. La temperatura diurna dovrebbe essere di circa 28°C, quella
notturna di circa 23°C (comunque con diminuzione notturna di circa
5°C). Il sistema di riscaldamento può essere costituito da una
combinazione di pannello o cavo riscaldante per garantire una
temperatura di base, (personalmente preferisco porre il pannello
riscaldante su un lato del terrario, piuttosto che in basso), e da
una lampada notturna (a luce blu) o in vetroceramica per garantire
una variazione di temperatura in vari punti del vivario. L'umidità
atmosferica dovrebbe essere di 80-100%. In queste condizioni la
riproduzione dovrebbe avvenire tutto l'anno. Le femmine depongono
uova a guscio duro, solitamente a coppie unite che vengono fissate
ad un substrato solido in una zona protetta. L'incubazione dura
65-70 giorni ad una temperatura di 25-30°C con umidità di 80%. I
neonati misurano 52-55 mm e dovrebbero essere allevati
individualmente; raggiungono la maturità sessuale a circa un anno.
Per quel che
riguarda l’alimentazione sono insettivori e quindi possono essere
nutriti con i soliti invertebrati da pasto convenientemente nutriti
e caricati con calcio: T. molitor, G. mellonella,
grilli, locuste (piccole e medie), blatte tropicali (neanidi),
collemboli, drosofile ed altri piccoli insetti per i neonati.
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