G. p. babcocki
G. p. pardalis
È assolutamente sconsigliato comprare esemplari
di cattura, sia per motivi etici, che per ragioni più pratiche. Le
tartarughe di cattura subiscono condizioni di stress terribili in
seguito alla cattura, al viaggio e al ricovero in condizioni
inadeguate. Sono spesso pesantemente infestate da parassiti e
debilitate, hanno difficoltà ad ambientarsi e presentano un tasso di
mortalità elevato. I piccoli nati in cattività si adattano molto
meglio e sono in genere robusti.
G. pardalis non è una tartaruga adatta a
tutti perché, a causa delle dimensioni, richiede molto spazio. Se
tenuta all’aperto occorre allestire ampi recinti particolarmente
robusti, che altrimenti potrebbero essere facilmente divelti. Anche
i soggetti giovani devono essere preferibilmente allevati
all'aperto, anziché in terrario, quando la stagione è favorevole. In
questo caso il recinto deve impedire che i piccoli possano scappare
o essere aggrediti da un cane, ad esempio. Nel recinto deve essere
sempre presente una zona d’ombra, in cui gli animali possano
rifugiarsi dal caldo eccessivo. Appena le condizioni climatiche
peggiorano, le tartarughe vanno subito ricoverate all’interno al
caldo.
Per vivere bene questi rettili necessitano di
molta luce diretta e calore costante, pertanto durante i periodi
freddi è indispensabile fornire un ambiente protetto dalle
intemperie e riscaldato. Non tollerano il freddo è l'umidità, e non
vanno in letargo d’inverno. Durante l’inverno e durante i periodi di
tempo brutto i piccoli possono essere sistemati in terrario
riscaldato, in cui devono essere presenti diverse lampade UVB e
lampadine riscaldanti; si deve creare un gradiente di temperatura
che vada da 22°C nella zona più fresca ad un punto caldo di 31°C. Di
notte la temperatura può scendere di alcuni gradi, ma non al di
sotto di 16°C.
Il classico terrario di tipo chiuso non è adatto,
perché non garantisce un’adeguata ventilazione e la presenza di un
microclima adeguato, predisponendo all’insorgere di infezioni
respiratorie. È preferibile che un lato sia aperto in alto, o che
non sia presente il coperchio. Sul fondo si può collocare del
terriccio misto a sabbia, mentre il pellet di mais e la segatura
sono controindicati perché se ingeriti causano ostruzione
intestinale.
La sistemazione per i soggetti adulti è analoga,
ma ovviamente lo spazio deve essere molto maggiore; per un paio di
adulti le dimensioni minime dovrebbero essere di 6 m x 4 m. se. Più
che un terrario, conviene allestire un piccolo recinto in una stanza
appositamente dedicata, fornito di lampade riscaldanti e UVB come
per i giovani. Confinate in uno spazio angusto, questa tartaruga va
incontro ad atrofia muscolare per mancanza di esercizio.
Deve essere sempre garantita la disponibilità di
acqua per bere; il recipiente deve essere basso e ampio, in modo che
le tartarughe possano entrarvi facilmente con tutto il corpo e
immergervi. Il livello dell’acqua deve arrivare a coprire il
piastrone (la parte inferiore della corazza). Poiché le tartarughe
solitamente defecano in acqua, occorre tenere il recipiente
dell’acqua scrupolosamente pulito.
Alimentazione
Geochelone pardalis è strettamente erbivora,
e richiede una dieta ad elevato contenuto di fibra. La maggior parte
della dieta deve essere costituita da erbe e fieno, e per il
restante da piante di campo (in particolare tarassaco, piantaggine,
trifoglio); anche le foglie dei fichi d'india, che consuma
avidamente, sono adatti alla sua alimentazione in quanto sono ricchi
di calcio. Altri alimenti adatti sono le foglie di rovo, fiori e
foglie di ibisco, le fogli di Aloe vera.
Le verdure coltivate come radicchio, insalata,
indivia, coste, zucchini, possono essere offerti occasionalmente, ma
il loro valore nutritivo è limitato rispetto alle piante di campo.
La frutta causa disturbi digestivi anche gravi e
non fa parte della dieta di questo rettile. La somministrazione di
proteine animali, anche in quantità modesta è dannosa: causa una
crescita deforme del carapace e danni renali. Nei soggetti in
accrescimento e nelle femmine gravide la richiesta di calcio è
particolarmente alta. L’integrazione di calcio si può effettuare
lasciando a disposizione dell’osso di seppia da sgranocchiare e
cospargendo leggermente il cibo con carbonato di calcio, che si
trova in vendita in farmacia.
Riproduzione
Il numero di uova per covata è di circa 8-10, ma
esistono ampie variazioni (anche da 5 a 30); vengono prodotte più
covate per anno, fino a 6. I piccoli alla nascita misurano ai 3,8 ai
4,8 cm.
In incubatrice la temperatura deve essere mantenuta tra 28 e 30°C,
con un’umidità dell’80% e un substrato leggermente umido. Il tempo
di schiusa varia da 130 a 180 giorni.