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Gestire i pappagalli in cattività
Risponde il dr. Pierluca COSTA, etologo e zoologo
Cambio alimentazione: se non riusciamo come
facciamo?
Il cambio dell’alimentazione è
obbligatorio quando non si è in possesso di un animale abituato fin
dallo svezzamento a nutrirsi di essenze alimentari diversificate.
Purtroppo, questo è uno dei tragitti
più difficili che si incontrano durante l’allevamento dei
pappagalli, poiché spesso questi intelligenti animali si rifiutano
categoricamente di accettare alimenti diversi dal solito misto di
semi secchi.
Per quanto doloroso può essere,
occorre necessariamente sfruttare il digiuno forzato: questa tecnica
consente di ottenere risultati soddisfacenti nella maggior parte dei
casi.
Pur essendo una metodica poco
“diplomatica” è comunque molto meglio che dover assistere alla morte
del proprio pappagallo per patologie a carico del fegato legate a
squilibri alimentari.
Il digiuno forzato va
obbligatoriamente effettuato soltanto dopo aver provato
ripetutamente ad offrire cibo diverso agli uccelli e solo se questi
rifiutano categoricamente ogni nostro sforzo. E’ una tecnica
delicata ed è da effettuare possibilmente sotto l’occhio vigile di
un Medico Veterinario, o comunque tenendo gli animali sotto stretta
osservazione.
Si inizierà per un paio di giorni
alla settimana alternati ad eliminare dalla gabbia tutti i
contenitori contenenti i semi secchi, sostituendoli con altri colmi
di cibo fresco come mais cotto, riso cotto, legumi cotti, frutta,
verdura ed anche omogeneizzati vegetali per neonati.
Questa operazione è da svolgere al
mattino presto, in modo tale che il pappagallo abbia già
sufficientemente fame e verrà prolungata per tutto l’arco della
giornata. Alla sera, si verificherà se il nostro piumato amico ha
consumato almeno un poco dell’alimento da noi fornito e, dopo questa
constatazione, si tornerà a fornire il misto di semi secchi.
Nel caso in cui il pappagallo
dimostri di aver mangiato una considerevole quantità di alimenti
freschi è utile non fornire il misto di semi ma proseguire con la
somministrazione dei nuovi alimenti anche per il giorno successivo.
E’ particolarmente importante riporre
attenzione alle dimensioni dell’animale: più il pappagallo
appartiene a specie di piccole dimensioni più dovremmo controllarlo
durante il giorno: questi animali si nutrono ad intervalli di tempo
molto brevi e anche una giornata di digiuno può comportare seri
problemi.
Al contrario, pappagalli di grandi
dimensioni sopportano meglio la condizione di privazione di semi.
Una volta conosciuto l’alimento ed
associato che alla somministrazione di questo corrisponde una
asportazione dei semi secchi, generalmente i pappagalli accettano di
nutrirsi delle nuove essenze alimentari.
Con questa tecnica, riesco nel mio
allevamento a compiere cicli di circa 7 giorni consecutivi solo a
base di alimenti freschi.
Attenzione ai granivori! Calopsitte,
Cocorite, Roselle, Neophema e altri piccoli parrocchetti si nutrono
in natura prevalentemente di semi a diversi stadi di maturazione e
in cattività dimostrano di abituarsi a stento a nutrirsi di frutta e
verdura. Per questi uccelli sono ottimi misti di legumi, mais e riso
bolliti perché hanno le caratteristiche morfologiche dei semi.
Ara, Amazzoni, Cenerini, Conuri etc..
sono considerati invece pappagalli frugivori, cioè abituati a
nutrirsi di frutti e parti vegetali. Per loro convincerli a mangiare
alimenti di origine vegetale fresca sarà meno impegnativo.

Calopsitte, Nimphicus hollandicus
Come riconoscere il sesso e il carattere dal
comportamento (canto,richiesta di accoppiamento ecc..)
Teniamo presente che circa l’80% dei
pappagalli si presenta come specie monomorfica, ciò significa
che ad una semplice analisi morfologica (cioè le caratteristiche
fisiche) non è possibile distinguere i due sessi perché il colore
della livrea è identico e le dimensioni non suggeriscono differenze.
Generalmente per questi animali
occorre affidarsi alle numerose tecniche di sessaggio che i Medici
Veterinari sono in grado di proporci. Io consiglio quella
molecolare, cioè effettuata sulla base dell’analisi di particolari
marcatori a livello di DNA, perché assolutamente affidabile e non
invasiva.
Tuttavia, nei pappagalli
addomesticati, è possibile una valutazione delle manifestazioni
comportamentali per riconoscerne il sesso. Quando si è in possesso
di un pappagallo domestico è possibile affermare con una certa
sicurezza che esso sceglie di vivere prevalentemente con l’essere
umano di sesso opposto al proprio. Anche se questa tecnica
sembrerebbe oltremodo empirica, ne ho personalmente verificato
l’attendibilità e fin ora non ho mai commesso errori.
Per quanto concerne il profilo
caratteriale dei singoli individui oggi non abbiamo ancora le
conoscenze e gli strumenti per poter asserire con sicurezza che sia
possibile evidenziare temperamenti diversi.
Anche se è abbastanza ovvio che ogni
individuo presenti un profilo caratteriale unico, dovuto allo
sviluppo di apprendimenti soggettivi e determinato inoltre da
preferenze e dall’ambiente in cui vive, è utile per il momento non
avventarsi in considerazioni che avrebbero un’impronta
esclusivamente personale.
Come sapere se vanno d'accordo due soggetti
Due pappagalli della stessa specie e
di sesso opposto vanno sempre d’accordo. Tuttavia, l’allevamento
artificiale può modificare la personalità del soggetto al punto di
spostarla unicamente verso la sfera umana. In questa condizione è
opportuno un periodo di ri-adattamento alla specie d’appartenenza.
Come sapere se preferirebbero un compagno/a o la sola
convivenza con noi
Se siamo in possesso di un animale
addomesticato dovremmo conoscerlo abbastanza bene da riuscire a
comprendere se il tempo che gli dedichiamo è sufficiente, oppure se
presenta lacune tali da causare stati di sofferenza psicologica. In
questo caso, dovremmo valutare con attenzione la possibilità di
decidere di ri-adattare il pappagallo alla convivenza con un proprio
conspecifico, al fine di garantire tutte le stimolazioni necessarie
per una vita accettabile dal punto di vista psico-fisico.

Un lori
rosso, Eos bornea
In caso contrario, se il tempo che
abbiamo a disposizione è tanto e il pappagallo vive prevalentemente
libero e in nostra presenza non dovrebbe manifestare particolari
sofferenze.
Sono molti i segnali che un
pappagallo depresso evidenzia: apatia, depressione, comportamenti
stereotipati, tensione, aggressività fino a giungere a
psicopatologie come la Nevrosi Autolesiva.
Convivenza con altri animali (gatti,cani ecc.)
La convivenza con altri animali è
senz’altro possibile, occorre però prestare la massima attenzione
sia nella fase iniziale di conoscenza reciproca dei due animali, sia
per tutti gli incontri futuri.
Non soltanto i cani e i gatti possono
dimostrarsi pericolosi per i pappagalli, ma sono gli stessi
pappagalli che possono ferire gravemente il proprio coinquilino.
Pertanto, la pacifica convivenza tra individui di specie diversa,
come ad esempio cani e pappagalli, è concessa solo su attenta
vigilanza del proprietario.
Si può insegnare loro a parlare? Se si, come?
Generalmente i pappagalli adottano la
tecnica dell’imitazione del linguaggio umano perchè spinti dalla
necessità di dover comunicare con il proprio proprietario, quindi
non ci sono particolari nozioni per l’insegnamento della parola
poiché sono essi stessi a manifestare presto questa potenzialità.
Tuttavia, nel caso in cui si desideri insegnare loro particolari
parole o suoni, è possibile ripetere spesso la stessa parola o lo
stesso suono: il pappagallo non mancherà di imitare quanto appreso
nel giro di pochi mesi.
C'è un linguaggio del corpo che possa essere letto e
interpretato?
Certo. In etologia si usa il termine
etogramma per identificare tutti il repertorio
comportamentale di una determinata specie animale. Ogni
atteggiamento, ogni abitudine e, ancora, ogni predisposizione viene
nominata con termini esplicativi e riconosciuta solo nella specie
oggetto dello studio.
Pertanto, ogni specie di pappagallo
ha i propri comportamenti che è importante imparare a conoscere e ad
interpretare.
Ci sono comportamenti tuttavia che è
possibile definire comuni a tutte le specie.
Ad esempio, quando un pappagallo si
pone impettito sul posatoio davanti al proprietario ed emettendo
suoni allarga leggermente le ali dondolando, significa che sta
salutando. Questa manifestazione comportamentale è spesso utilizzata
da diverse specie di pappagalli per iniziare l’approccio con altri
soggetti e potrebbe essere definita cerimonia di saluto.
Al contrario, una posizione insaccata
sul posatoio, dondolante, con becco semi aperto, testa bassa e
piumaggio arruffato significa che il pappagallo è in una fase
comportamentale aggressiva, pronto all’attacco; meglio quindi
allontanarsi soprattutto se l’animale è di grosse dimensioni.
Un altro comportamento interessante è
quello del dono di cibo al proprietario. Questo comportamento è su
base sessuale e significa che l’animale è talmente affiatato nei
nostri confronti da ritenerci suoi partner. Identificandoci tali
attua tutte le manifestazioni comportamentali tipiche della specie
d’appartenenza finalizzate al consolidamento del rapporto di coppia.
Una di queste è appunto il dono di cibo in bocca. Anche se può
essere considerato un vizio, è preferibile consentire lo sfogo di
questa pulsione comportamentale, al fine di evitare l’insorgenza di
psicopatologie dovute a stasi comportamentale.
Suggerisco per tanto di informarsi su
quali sono i comportamenti tipici della specie di pappagallo
posseduta e osservare quotidianamente l’animale, magari
registrandone i comportamenti su di un taccuino e ragionare dopo su
quale significato possa assumere la manifestazione osservata.
Purtroppo non esistono ancora
etogrammi completi per tutte le specie di pappagallo, pertanto
occorre affidarsi esclusivamente all’esperienza di chi ha già avuto
modo di conoscere la specie di nostro interesse.

Pierluca Costa e Romeo (Ara ararauna): si noti il
comportamento di saluto dalla posizione inclinata del soggetto e dal
discostamento delle ali dal corpo
E’ vero che i pappagalli non vanno posti sulla
spalla e non vanno abituati a pulire le piume per non forzare il
loro legame col proprietario ?
No, i pappagalli possono essere
trasportati sulla spalla in ogni nostra faccenda, in modo che
possano avere sempre un contatto con noi; è il modo più semplice per
potersi dedicare ad altre attività senza necessariamente
allontanarsi dal nostro piumato amico. Tuttavia è consigliabile per
le specie di più grosse dimensioni quali Ara o Cacatua non abituarli
a stare sulla spalla per questioni di sicurezza: spesso,
improvvisamente, questi animali sferrano morsi i quali non sono da
interpretare necessariamente come manifestazioni di aggressività
fine a se stessa, ma come abitudini comportamentali specie
specifiche che essi adottano per consolidare il rapporto di coppia.
I battibecchi tra individui della stessa specie non comportano mai
ferimenti, ma nei confronti dell’uomo possono causare serie ferite.
Bisogna poi considerare che, per
quanto i pappagalli riescano nella loro vita ad interpretare
correttamente ogni nostro comportamento, alcuni nostri atteggiamenti
potrebbero causare un’improvvisa reazione aggressiva.
Il tempo che i pappagalli dedicano
alla cura del piumaggio è insito geneticamente in tutte le specie,
anzi in tutti gli uccelli. Reprimere questo comportamento è
profondamente sbagliato anzi, è necessario alimentarlo bagnando
quotidianamente gli animali con un nebulizzatore o fornendo loro la
possibilità di bagnarsi in grosse ciotole colme d’acqua.
La cura del piumaggio è importante
quanto l’alimentazione stessa, ovvero è di vitale importanza e
collabora anch’essa nell’evitare l’insorgenza della Nevrosi
Autolesiva (si veda oltre).
Cosa significa quando "bussano" sulle pareti della voliera?
Ogni comportamento finalizzato a
creare rumore è da interpretare come richiesta di attenzioni.
Spesso, il protrarsi di queste richieste se non soddisfatte si
tramutano in stereotipie comportamentali, ovvero comportamenti
ripetuti continuamente che rivestono il significato di una ricerca
di stimolazioni; questa è la conseguenza della stasi
comportamentale.
Cosa significa quando fanno il nido sul divano accanto a
noi?
Significa che hanno instaurato un
profondo rapporto di coppia con noi e cercano di finalizzare il
rapporto alla riproduzione. I pappagalli si legano sempre in modo
“sessuale” nei confronti del proprietario, diversamente da quanto
accade nei cani ed altri animali che instaurano piuttosto un
rapporto di reciproca fiducia.
Come abituare un pappagallo abbandonato a non avere paura di
noi?
E’ molto difficile ripristinare il
rapporto uomo-pappagallo quando questo viene meno per traumi,
solitudine o quant’altro. Ci vogliono mesi, spesso anni. Forse,
sarebbe auspicabile in casi come questo optare per un
reinserimento comportamentale nella propria specie
d’appartenenza, provvedendo a fornire un individuo di sesso opposto
al soggetto.
E’ vero che le immagini della televisione non gli fanno
compagnia bensì danneggiano la loro visuale e disturbano la
tranquillità?
Non mi risulta che ci siano prove
scientifiche che dimostrino un danneggiamento alla vista a seguito
di permanenza davanti alla televisione. Credo che in nostra assenza
possa essere invece un’ ottima fonte di stimolazione, che consente
al pappagallo di vivere in un ambiente ricco di stimolazioni sonore.
Nei pappagalli domestici ho
personalmente appurato, inoltre, che la musica può rivelarsi un
ottimo strumento per diminuire la tensione in questi animali. In
particolare ritengo che la musico-terapia possa essere utilizzata
con successo come contributo nella risoluzione della Nevrosi
Autolesiva, più comunemente conosciuta come Sindrome da
Autodeplumazione, ma per questo sto ancora effettuando prove,
ricerche e approfondimenti in merito (per approfondire si veda
l’articolo “La Sindrome da Autodeplumazione in pappagalli ed altri
uccelli. Identificazione – cause – Classificazione dei sintomi”,
P.COSTA, pubblicato da Alcedo Ed. s.r.l., sulla rivista “ALCEDO
Ornitologia e Natura”, anno X – Numero 1).
E’ vero che se "passeggiano nervosamente" sul posatoio
andando a destra e a sinistra è la "danza della guerra" ? Mentre se
lo fanno fissandoci vorrebbero salire sulla mano?
La danza della guerra è per me un
termine nuovo, che ritengo privo di qualsiasi fondamento etologico.
I pappagalli sono animali sociali e
non mi risulta che dimostrino in natura comportamenti finalizzati
all’attacco volontario di altri pappagalli o di altri animali, se
non per difesa individuale.
Per quanto ne so la danza della
guerra non esiste, esistono piuttosto le stereotipie comportamentali
derivanti da una mancanza di stimolazioni sufficienti a soddisfare
tutto il repertorio comportamentale. Il passeggiare avanti e
indietro sul posatoio viene piuttosto comunemente definito “danza
dell’orso”, per richiamare quell’inquietudine tipica degli animali
rinchiusi in gabbie di esigue dimensioni; anche questa va
necessariamente interpretata come insoddisfazione comportamentale.
Il dondolio, le acrobazie a testa in
giù, il movimento sussultorio della testa e, quindi, il passeggiare
avanti e indietro sul posatoio sono tutte manifestazioni
comportamentali di desiderio di contatto.
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