Malaclemys terrapin
(Schoepff, 1793)
INDICE
Denominazione
Anglosassone
Classificazione
Caratteristiche anatomo fisiologiche
Dimorfismo sessuale
Distribuzione geografica
Habitat e comportamento
Mantenimento in cattività
Alimentazione
Legislazione
DENOMINAZIONE
ANGLOSASSONE
Diamondback
terrapin
CLASSIFICAZIONE
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Sottordine |
Cryptodira |
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Superfamiglia |
Testudinoidea |
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Famiglia |
Emydidae |
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Sottofamiglia |
Deirochelyinae |
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Genere |
Malaclemys |
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Specie |
Malaclemys terrapin |
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Sottospecie |
M. t. centrata |
Tartaruga dal dorso di diamante della Carolina |
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M.t.littoralis |
Tartaruga dal dorso di diamante del Texas |
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M. t. macrospilota |
Tartaruga dal dorso di diamante ornata |
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M. t. pileata |
Tartaruga dal dorso di diamante del Mississippi |
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M. t. tequesta |
Tartaruga dal dorso di diamante della costa orientale della
Florida |
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M. t. terrapin |
Tartaruga dal dorso di diamante settentrionale |
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M. t. rhizophorarum |
Tartaruga dal dorso di diamante delle mangrovie |
CARATTERISTICHE
ANATOMO FISIOLOGICHE
Le femmine
raggiungono una lunghezza di 23 cm, i maschi di 14 cm. La taglia
varia secondo l’area geografica. Il carapace è appiattito e oblungo
e presenta una carena mediana da appena accennata a molto
prominente. Ogni scuto del carapace presenta una serie di solchi e
creste concentrici. Il carapace può essere nero, grigio o marrone
chiaro. In quest’ultimo caso presenta dei disegni ad anelli
concentrici. Il piastrone ha una colorazione gialla o giallo verde
con macchiette scure. La cute della testa e del colo è grigia o
nera con macchie più scure. La ranfoteca è chiara. Dorsalmente la
testa è di colore uniforme. Gli arti e la coda sono neri o grigi,
la colorazione è più vivace nei giovani, e può cambiare con
l’accrescimento. Le varie sottospecie presentano un’ampia
variabilità di colori e disegni.
Crescono molto
rapidamente il primo anno di vita (possono raggiungere i 10 cm), poi
il tasso di crescita rallenta notevolmente.

Dimorfismo
sessuale
I maschi
raggiungono una dimensione minore (10-14 cm) rispetto alle femmine
(15-23 cm). La femmina presenta una testa più larga e massiccia.
La coda del maschio è più lunga e l’apertura cloacale è più distale
e supera il bordo del carapace a differenza della femmina.
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Vive negli Stati
Uniti lungo le coste atlantiche e del Golfo del Messico da Cape Cod
(Massachusetts) al Texas, e nelle isole della Florida.
HABITAT e
COMPORTAMENTO
Vive nelle acque
salmastre di paludi costiere, lagune ed estuari. I giovani passano i
primi anni di vita sotto i detriti e le piante galleggianti.
Comportamento alimentare
In natura sono
onnivore con prevalenza carnivora, si nutrono sia d’animali vivi sia
di carogne e saltuariamente di piante. Le femmine, hanno la testa
più massiccia e la ranfoteca adatta a rompere gusci duri, si nutrono
di molluschi tipo littorine e altre lumache d’acqua salmastra,
bivalvi, cirripedi, e granchi. Altri alimenti consumati anche dai
maschi comprendono animali morti, pesci, anellini marini, piante
acquatiche. In linea di massima i maschi mangiano prede più piccole
e meno coriacee. Apprezzano particolarmente i granchi.
Comportamento
riproduttivo
La taglia e
l’età in cui raggiungono la maturità sessuale in natura varia
secondo l’area geografica. I maschi di solito maturano quando
raggiungono circa i 9 cm generalmente alla fine del terzo anno di
vita, le femmine a circa 13-17 cm e circa sei anni d’età (in
cattività 4-5 anni).
Il
corteggiamento e l’accoppiamento solitamente avvengono da fine Marzo
a Maggio nelle ore diurne. La femmina galleggia sulla superficie, il
maschio approccia posteriormente e stimola con il muso l’area
cloacale. Se la femmina rimane ferma, le monta sul dorso e la copula
avviene sulla superficie dell’acqua. Se la femmina scappa in genere
il maschio continua ad inseguirla.
La deposizione
avviene da Aprile a Luglio secondo la latitudine.
Lo scavo del
nido avviene durante le ore diurne, durante l’alta marea. Non
depongono se il tempo è particolarmente piovoso. I nidi sono
localizzati sopra la linea di marea, in modo che non siano
sommersi. Sono nidi a fiasco profondi circa 20 cm con la camera
d’incubazione di circa 10 cm di diametro.
La femmina
produce da due a cinque covate l’anno. Ogni covata può essere
costituita da 4 a 22 uova. Vi è variabilità geografica nel numero e
dimensione delle uova, le femmine più meridionali depongono meno
uova ma più grandi di quelle settentrionali. Le uova sono da
oblunghe a ellittiche, di dimensioni 26-42X15-27 mm, bianco rosate,
almeno poco dopo la deposizione, con guscio sottile, la loro
superficie è coperta da minuscole protuberanze calcaree sparse. In
condizioni naturali in genere l’incubazione richiede 61-104 giorni,
con durata minore per le covate più precoci. I cuccioli delle
ultime covate possono nascere fino a metà Ottobre e secondo la
latitudine uscire o rimanere nel nido fino alla primavera
successiva. I piccoli lunghi alla nascita 24-34 mm, hanno un
disegno simile agli adulti ma più evidente.


MANTENIMENTO IN
CATTIVITA’
Alloggiamento in
acquaterrario con zona emersa riscaldata da lampada riscaldante, che
fornisca un punto caldo a circa 32°C e dotato di lampada a emissione
di raggi UVB. La parte acquatica deve essere fornita di un buon
sistema di filtraggio, importante soprattutto per i neonati,
infatti, se l’acqua non è mantenuta molto pulita possono facilmente
sviluppare problemi cutanei. La presenza di nascondigli come ad
esempio piante acquatiche è importante in particolar modo per i
giovani.
I giovani possono essere mantenuti in acquari da 30-40 litri
riempiti fin quasi al bordo e muniti di piattaforma emersa.
I maschi adulti possono essere allevati in acquari da 200-250 litri,
mentre le femmine di un minimo di 300-350 litri.
In linea di massima non sono tartarughe aggressive, ma in condizioni
di sovraffollamento, soprattutto i giovani possono mordersi e
ferirsi.
Può essere usato substrato madreporico grossolano, che fornisce
anche una fonte supplementare di calcio.
Ci sono pareri
ed evidenze contrastanti sulla necessità di mantenere queste
tartarughe in acqua salata o dolce. Sembra non esserci una regola
comune, ma l’opportunità di utilizzare acqua salata è legata alla
storia del singolo animale e a eventuali problemi legati al
mantenimento in acqua dolce.
Solitamente
l’utilizzo d’acqua salata è indicato per adulti di cattura, il
mantenimento di questi soggetti in acqua dolce può portare a seri
problemi alla corazza e cute e al galleggiamento.
Gli adulti di
cattura, dovrebbero essere allevati per i primi sei mesi, in acqua
salata con peso specifico di 1.018, poi si può passare a
1.014-1.016. In acqua dolce la maggior parte degli animali di
cattura sviluppa erosioni del carapace ed alterazioni del
galleggiamento. Se mantenute in acqua salata, vanno poste in acqua
dolce almeno una volta a settimana per bere, oppure si fornisce una
raccolta d’acqua dolce sempre pulita. Il loro organismo può
eliminare i sali in eccesso assunti bevendo acqua salata solo fino a
un certo livello, dopodiché cessa l’assunzione d’acqua e quindi
possono morire di sete anche se vivono in acqua.
Gli animali nati
in cattività e mantenuti fin dall’inizio in acqua dolce sembra non
necessitino del mantenimento in acqua salata. Se sviluppano
alterazioni erosive del carapace sarà opportuno allevarle in acqua
salata.
Una soluzione
adottata è quella di predisporre la sistemazione con due vasche, una
con acqua salata e una dolce, con la parte emersa comunicante con
entrambe, in modo che sia la tartaruga a scegliere secondo la
necessità.
Caratteristiche
fisico chimiche dell’acqua salata
-
Salinità: ¼
di tazza di sale ogni 75 litri d’acqua. Se la salinità è
eccessiva, gli animali possono diminuire l’assunzione di cibo.
-
Peso
specifico 1.014-1.016
-
PH 7,5-8,25
-
Temperatura
24-28°C
ALIMENTAZIONE
Possono essere
nutriti con pesciolini, crostacei, molluschi, insetti e mangimi
pellettati per tartarughe acquatiche. Le dimensioni dell’alimento
dovranno essere ovviamente adeguate alla taglia dell’animale. Non
sono dei grandi cacciatori quindi i pesci vivi sono catturati con
difficoltà. Occasionalmente mangiano anche piante acquatiche.
Sembra che la somministrazione d’alimenti duri come molluschi e
crostacei con guscio sia importante, soprattutto nelle femmine per
la salute della ranfoteca.
Gli adulti di
cattura di solito hanno difficoltà ad abituarsi agli alimenti
commerciali, quindi devono, almeno inizialmente essere alimentati
con animali marini.
Quando sono
alimentate con prodotti congelati, bisogna considerare che il
congelamento distrugge la vitamina E, la cui carenza può portare a
serie conseguenze, quindi se l’alimentazione non prevede alimenti
freschi, la dieta va supplementata con vitamina E.
LEGISLAZIONE
Non è in CITES.
Il Libro Rosso IUCN la classifica a basso rischio.
Alessandro
Bellese Dr. Med.Vet © 13/06/10
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