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Le malattie dell’apparato digerente delle tartarughe

 

Marta Avanzi, Med Vet

 


Alterazioni del becco 

Le deformazioni del becco, di origine genetica o alimentare (malattia ossea metabolica, consumo insufficiente per una dieta troppo poco abrasiva) possono portare ad una crescita eccessiva della parte superiore del becco o di quella inferiore. La parte cresciuta in eccesso è costituita da cheratina e può essere accorciata con l’uso di una fresa. Le cause sottostanti, se possibile, devono essere corrette.
La parte di cheratina cresciuta in eccesso si può fissurare, causando infezioni secondarie.

Due esempi di alterazioni del becco


Infezioni ed ascessi della cavità orale 

Secondariamente ad un trauma possono determinarsi ascessi ed infezioni della cavità orale. Le infezioni estese e gli ascessi richiedono l’esecuzione di un esame radiografico per valutare se l’infezione si è estesa al tessuto osseo, cosa che rende la guarigione più difficile e la cura più lunga.

Il trattamento si basa sulla somministrazione di antibiotici e sull’applicazione nella cavità orale di antibiotici e antisettici. Eventuali ascessi vanno asportati in anestesia generale.  

Un tipo di stomatite (infezioni del cavo orale), spesso associata a rinite e congiuntivite, può essere di origine virale. La causa principale è un herpesvirus. Questo tipo di infezione, che spesso assume andamento epidemico, si presenta con un quadro clinico generalmente grave: forte infiammazione della cavità orale con formazione di placche giallastre, difficoltà a mangiare e deglutire, salivazione abbondante, scolo nasale e oculare, edema del collo, dispnea, anoressia, disidratazione. Per diagnosticare le infezioni da herpes virus esiste un test di laboratorio specifico.

Cavità orale normale di una Testudo

Grave stomatite in una Testudo

La stomatite è un frequente quadro clinico che si osserva anche nel periodo del risveglio dal letargo.  

La terapia delle stomatiti è diretta sia al sostegno del rettile sia alla cura delle lesioni orali. Occorre somministrare liquidi per la reidratazione e alimento tramite un sondino e fornire condizioni ambientali ottimali; si somministrano antibiotici e analgesici. Le lesioni orali devono essere trattate quotidianamente con soluzioni disinfettanti.

In caso di infezioni da herpesvirus può essere efficace la somministrazione di un farmaco antivirale quale l’aciclovir fino alla remissione dei sintomi. La malattia può assumere un andamento molto grave e facilmente le tartarughe soccombono.


Gastroenterite 

Le gastroenteriti nelle tartarughe possono avere molte cause, spesso difficili da determinare, anche perché i sintomi possono essere gli stessi in tutti i casi. Inoltre i sintomi principali delle malattie gastroenteriche (vomito, diarrea e anoressia) possono anche essere causati da malattie non gastroenteriche (tipico il caso del vomito dovuto a setticemia).

Per risalire alla causa pertanto il veterinario inizia con il raccogliere informazioni approfondite sulla gestione e l’alimentazione. Un frequente errore di gestione è rappresentato dalla temperatura ambientale troppo bassa, che ostacola la corretta digestione.

Gli errori dietetici possono contribuire in vario modo all’insorgenza di problemi intestinali, ad esempio per la somministrazione di alimenti inappropriati che l’intestino delle tartarughe non è in grado di digerire adeguatamente. La frutta può causare diarrea in specie adatte ad una dieta erbivora ricca di fibra, come le Testudo, Geochelone pardalis e G. sulcata, mentre altre specie, come G. carbonaria e G. denticulata, possono ingerire senza problemi grandi quantità di frutta.

Una dieta povera di calcio (tipico l’esempio delle Testudo alimentate ad insalata e pomodoro, se non addirittura pasta e mozzarella) può spingere il rettile ad ingerire sabbia e ghiaia nel tentativo di procurarsi questo minerale, con la comparsa di problemi enterici (dalla diarrea alla costipazione alla completa ostruzione) legati all’eccessiva presenza di materiale estraneo nel tratto digerente. L’ingestione di sassolini o addirittura il consumo di ossa è un comportamento normale in alcune specie di tartarughe, sia per sfruttare l’azione meccanica di triturazione del cibo che per rifornirsi di calcio (questo può spiegare l’inclinazione di alcune tartarughe ad ingoiare piccoli oggetti bianchi come pezzetti di ceramica); in condizioni di cattività questo comportamento può diventare eccessivo e inappropriato, causando problemi.  

La flora intestinale delle tartarughe comprende numerose specie, tra cui alcune pericolose per l’uomo, come per esempio la Salmonella. Nelle forme di enteriti e coliti batteriche i microrganismi responsabili sono spesso normali residenti proliferati in modo eccessivo per problemi di immunosoppressione o malnutrizione.

Oltre alla terapia antibiotica, al miglioramento delle condizioni di allevamento e dell’alimentazione, nelle forme batteriche può essere utile l’utilizzo di probiotici, batteri benefici che colonizzano il tratto digerente ostacolando i batteri patogeni.

Sono segnalate anche infezioni del tratto digerente causate da funghi, probabilmente secondarie a problemi di immunosoppressione o a infezioni batteriche o virali.
 

Parassiti del tratto gastroenterico 

I parassiti (vermi, coccidi, protozoi) sono probabilmente, dopo le cause ambientali ed alimentari, le cause di diarrea più frequenti. Per l’identificazione dei parassiti è importante eseguire esami sia a fresco che per flottazione.  

Vermi intestinali (elminti) 

I parassiti intestinali sono estremamente comuni nei cheloni, in particolare ossiuri e ascaridi. Alcuni tipi di ossiuri sono considerati non patogeni bensì commensali, vale a dire che vivono in equilibrio con l’ospite senza danneggiarlo. Potrebbero avere un effetto benefico nell’aiutare la digestione; sono vermi di pochi millimetri di lunghezza che con i loro movimenti aiutano a mescolare il contenuto intestinale.

Un aumento del loro numero dovuto alle condizioni di cattività potrebbe però risultare pericoloso. Mentre in natura i rettili sopportano bene una moderata carica parassitaria, in cattività la situazione è molto diversa. Per prima cosa lo stato di cattività porta quasi inevitabilmente ad una situazione di stress cronico più o meno grave, che compromette il sistema immunitario; inoltre nello spazio ristretto del terrario o di un recinto la carica parassitaria tende ad aumentare molto creando problemi anche gravissimi, tra cui l’ostruzione intestinale. I sintomi in caso di infestazione massiva comprendono deperimento, anoressia, vomito e più raramente diarrea o costipazione.

Aspetto microscopico di un ossiuro; al suo interno sono presenti molte uova.


Uova di ossiuri come appaiono al microscopio

Gli ascaridi sono vermi lunghi anche parecchi cm e sono sempre da considerare patogeni. La diagnosi di infestazione da elminti si esegue tramite l’esame delle feci, che permette di evidenziare la presenza delle loro uova microscopiche. A volte è possibile vedere direttamente nelle feci la presenza dei piccoli ossiuri.

Ascardi provenienti da diverse tartarughe


Ascaridi rinvenuti nell'intestino di una tartaruga nel corso dell'esame necroscopico

Il trattamento si basa sulla somministrazione di diversi tipi di antiparassitari.

 

Protozoi
 

Flagellati 

Sono parassiti microscopici piuttosto comuni nelle tartarughe. La loro presenza si diagnostica con l’esame delle feci diretto eseguito su campioni molto freschi. L’identificazione di questi parassiti è, infatti, molto semplice nei campioni freschi, perché si riconoscono dai movimenti che compiono. Dopo alcune ore, invece, i parassiti muoiono e risulta più complicato identificarli.

I flagellati possono essere non patogeni, e costituire parte della normale flora intestinale. Se però il loro numero aumenta eccessivamente, soprattutto per errori alimentari o problemi di immunodepressione, possono causare problemi intestinali. I segni clinici comprendono anoressia, perdita di peso ed emissione di feci più tenere o diarrea liquida.

Il trattamento dell’infestazione da flagellati si esegue con la somministrazione del farmaco metronidazolo.


Coccidi

I coccidi sono molto rari e considerati non patogeni nei cheloni terrestri e d’acqua dolce. Possono talvolta dare problemi nei giovani di Geochelone pardalis e G. radiata. Il trattamento si può eseguire con la somministrazione orale di farmaci anticoccidici come il clazuril.

 

Costipazione

Le cause di costipazione nei cheloni possono essere numerose:

  • errori di gestione: temperatura troppo bassa (che causa problemi digestivi), insufficiente umidità ambientale (che causa disidratazione);

  • insufficiente acqua da bere;

  • alimentazione basata solo o prevalentemente di alimenti commerciali secchi;

  • mancanza di esercizio;

  • ingestione di corpi estranei (pezzi di substrato, sabbia, sassi o altri oggetti);

  • presenza di una grande quantità di parassiti intestinali;

  • malattia ossea metabolica (MOMD) per la carenza di calcio, che è indispensabile per l’attività della muscolatura dell’intestino;

  • presenza di calcoli (uroliti) a livello della cloaca.

I sintomi che si possono osservare in caso di costipazione comprendono anoressia, mancata emissione di feci, depressione, rigurgito, paresi degli arti posteriori e talvolta diarrea emorragica.

La costipazione è solo un sintomo, e può dipendere da più malattie; prima di procedere alla terapia occorre cercare di identificare le cause che l’hanno provocata. A tale scopo l’esame radiografico è uno dei più semplici da eseguire.

Radiografia di una Testudo che mostra la presenza di ghiaia nell'intestino

La terapia consiste inizialmente, oltre che nell’eventuale correzione delle cause ambientali, nella reidratazione per via orale e nella somministrazione di olio di vaselina (sia per via orale che, in caso di ostruzione nella parte caudale dell’intestino, per via cloacale). Sono molto utili i bagni in acqua tiepida e i clisteri. Nei casi più ostinati si deve ricorrere all’intervento chirurgico.

Una buona misura preventiva consiste nel permettere al rettile di fare movimento, che ha un effetto positivo sulla defecazione, nel lasciare a disposizione acqua da bere e nel fornire un’umidità ambientale adeguata alla specie. La prevenzione dell’ingestione di corpi estranei si effettua utilizzando del materiale di substrato adeguato, quali fogli di giornale. 



Associazione Animali Esotici ONLUS


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