Home
Informazioni
Schede
Articoli
Adozioni
Annunci
Galleria
Iscrizioni
Contattaci
Link

AAE Conigli
AAE Cavie
AAE Piccoli Roditori
AAE Furetti
AAE Uccelli
AAE Tartarughe


Avete un animale esotico che non potete più tenere? Non abbandonatelo, contattaci per farlo adottare!!

 


La verità sulla muffa

Di Cristina Forbes, Ph.D. e Craig Mattocks, Ph.D.
(c) RABBITS USA 2006, tradotto e pubblicato qui con il permesso



Mantenete il cibo e l’ambiente del vostro coniglio liberi dalla muffa

Potrebbe esserci un pericolo nascosto in agguato nell’ambiente del vostro coniglio che, infatti, potrebbe ingerire muffa direttamente dalla ciotola del cibo o dal contenitore del fieno. La muffa e le tossine prodotte dalla muffa (micotossine) possono essere nocive, perfino mortali, per i conigli.
La muffa può causare ai conigli una varietà di problemi respiratori, oculari e cutanei tramite infiammazione, irritazione, allergia o infezione. Gli alimenti ammuffiti inoltre sono meno appetibili e possono causare riduzione dell’assunzione di cibo, determinando una perdita di peso del coniglio.
Le muffe non sono solo pericolose di per sé, ma quando vengono esposte ad uno stress termico a causa di un’improvvisa variazione di temperatura (ondate di freddo o di caldo/siccità) producono pericolose sostanze tossiche dette micotossine. Le micotossine sono veleni invisibili, altamente corrosivi e letali. Persistono nell’alimento (pellet e fieno) anche quando le muffe che le hanno prodotte non sono più presenti. Le micotossine possono avere un effetto pervasivo, anche se subclinico, sulla salute degli animali, che può facilmente passare inosservato. Nel momento in cui si osservano i sintomi dell’intossicazione da micotossine, può essersi già verificato un danno significativo.


I sintomi dell’intossicazione da micotossine (micotossicosi)

I sintomi sono molto vari e comuni a problemi di salute più noti. Secondo la dose e il tipo di micotossine ingerite, il coniglio può soffrire di forme acute (morte improvvisa) o croniche (i sintomi appaiono solo quando si è verificato un danno grave agli organi interni). Il danno è cumulativo, pertanto piccole dosi assunte per periodi di tempo prolungati possono essere altrettanto devastanti di una singola dose elevata. Più conigli nella stessa casa possono ammalarsi contemporaneamente e i test per le micotossine condotti sul mangime possono risultare positivi.
La micotossicosi può essere difficile da diagnosticare perché i suoi sintomi possono mimare altre malattie, come la stasi gastrointestinale. Quindi, l’esame del cibo può essere il miglior mezzo diagnostico, ma può essere difficile pensarci quando un amato coniglio si ammala o muore. (Il costo dei test condotti sull’alimento, tuttavia, sono compensati dal risparmio economico per future parcelle veterinarie e dalla sofferenza evitata al vostro coniglio.)

I segni clinici di micotossicosi

Le micotossine possono indurre una serie di eventi a cascata. L’evento terminale diagnosticato nel corso della necroscopia (l’autopsia eseguita su un animale per identificare la causa della morte) potrebbe non essere la causa originaria della malattia (tossine corrosive). Ci sono molti tipi di danni agli organi, con variazioni per ogni diversa tossina. I veterinari devono chiedere al patologo di ricercare la presenza di micotossine nei tessuti e nei liquidi corporei del coniglio, in quanto questa procedura non viene eseguita di routine. Se il mangime risulta positivo, il patologo può ricontrollare i tessuti per la presenza di lesioni associate ad una particolare micotossina.

   - Problemi gastrointestinali: ritardato svuotamento gastrico, stasi/colica, emorragie, necrosi del tratto gastrointestinale, costipazione, rifiuto ad alimentarsi, aumento del consumo di acqua, enterite.
   - Grave dolore addominale: insorgenza improvvisa, fianchi sporgenti, pancia premuta contro il pavimento, il coniglio potrebbe essere letargico e nascondersi in un angolo.
   - L’esame radiologico potrebbe mostrare una stasi dell’intestino ma senza ostruzione fisica, un grave meteorismo (accumulo di gas).
   - Sanguinamento o ecchimosi interne (spesso lievi). Un esame endoscopico può mostrare ulcerazioni del tratto gastrointestinale.
   - Il trattamento standard per la stasi gastrointestinale non funziona, i farmaci che stimolano la motilità non funzionano perché i tessuti degli organi interni sono necrotici o danneggiati o le micotossine inibiscono lo svuotamento gastrico.
   - Presenza di muco nelle feci.
   - Ipotermia, shock.
   - Alterazione degli esami del sangue: elevati livelli di BUN e creatinina, squilibrio calcio-fosforo (urine gessose, calcificazione degli organi), livelli anormali di enzimi epatici associati ad insufficienza renale e/o epatica; diminuzione della coagulazione del sangue, diminuzione dell’ematocrito (diminuzione dei globuli rossi), leucopenia (basso numero di globuli bianchi).
   - Azione caustica sulle mucose, ulcere gastriche, piaghe in bocca (strani movimenti della bocca e della lingua, difficoltà a deglutire).
   - Mantello in disordine, arrossamenti cutanei, ulcere, lesioni, sensazione di bruciore, desquamazione.
   - Problemi al sistema nervoso centrale: paralisi o spasmi degli arti posteriori, ondeggiamenti, convulsioni, attacchi, spasmi, tremori, incoordinazione, depressione.
   - Danni renali: nefrotossicità, degenerazione dei tubuli renali. Alla necroscopia, i reni possono apparire aumentati di volume, di colore da pallido a rosso scuro.
   - Danni epatici: lipidosi, lesioni epatiche/fibrosi/tumefazione, alterazioni degenerative, distrofia. Alla necroscopia il fegato può apparire marrone chiaro, giallo o arancio.
   - Immunosoppressione: aumentata suscettibilità alle malattie batteriche e virali.
   - Tumori.
   - Problemi oftalmici: scolo oculare, ulcere corneali, cheratiti.
   - Problemi polmonari: polmonite, lesioni polmonari, fibrosi polmonare, emorragie, difficoltà respiratoria.
   - Aumento dei linfonodi.
   - Disordini riproduttivi: diminuita funzionalità ovarica, cisti ovariche, forme degenerative, prolasso della vagina.
   - Problemi cardiaci: tachicardia, danni al muscolo cardiaco, lesioni cardiache, calcificazione del pericardio.
   - Lesioni al midollo osseo e alla milza.
   - Danni vascolari.
   - Edema della cistifellea.
   - Prolasso rettale.


Le micotossine nei mangimi per animali

I segni della presenza di muffa nei mangimi sono dati da pulverulenza, formazione di agglomerati, odore di muffa e alterazione del colore, spesso accompagnati dal rifiuto del coniglio a consumare il mangime. Le micotossine sono invisibili e inodori. I tipi di muffe che si trovano più spesso negli alimenti per conigli sono Fusarium (di colore bianco o bianco-rosato), che si trova nel fieno, nei foraggi (come l’erba medica), nella soia e nei semi di cereali; Aspergillus (di colore giallo o giallo-verde), che si trova nel mais, nei foraggi, nei semi di cotone e nei bacelli di soia; Rhizoctonia (di colore marrone o nero), che si trova nel trifoglio; Claviceps (di colore marrone o nero) che è più comune nelle graminacee come grano, segale e orzo; e Penicillium (di colore verde o verde-bluastro), che si trova in mais e altri piccoli cereali.
Alcuni tipi di fieno, come il fleolo, l’erba mazzolina (Dactylis glomerata) e l’avena, sono più difficilmente contaminati da micotossine. Possono, tuttavia, contenere lo stesso muffe dannose. I fieni e i pellet di erba medica, segale, orzo, trifoglio, d’altro canto, è più probabile che contengano micotossine.
Fino ad ora, le micotossine trovate negli alimenti per conigli sono DON (un “marker” per altre micotossine), T-2 e zearalenone (vedi “Identificare la causa”).
Fieno e pellet sono risultati positivi per le muffe Penicillium e Aspergillus, mentre alcuni fieni sono risultati positivi per la muffa Stachybotrys. Sono necessari ulteriori campionature, test ed analisi per studiare gli effetti delle micotossine negli animali domestici.


I segni di contaminazione

Se ritenete che il vostro coniglio possa soffrire per gli effetti di un avvelenamento da muffe, fate testare tutto il fieno e il pellet per le muffe e le micotossine presso un istituto universitario o un laboratorio veterinario. Non mandate campioni al venditore.
E’ essenziale un’adeguata preparazione del campione. Mescolate bene l’alimento prima di raccogliere un campione. Le micotossine hanno una distribuzione a macchie, come le zone di muffa su una pagnotta. Secondo il punto in cui si trovano le aree di tossine a forte concentrazione, potreste ricevere un risultato positivo o falsamente negativo. Mescolando con cura il cibo aumentano le probabilità di rinvenire le micotossine.
Preparate tre campioni di alimento (chiedete al laboratorio per la quantità minima richiesta) e metteteli in una busta di plastica a tenuta ermetica. Inviate uno dei campioni, ma tenete gli altri due, potreste volere dei test più approfonditi eseguiti da diversi laboratori per confermare i risultati degli esami. (Alcuni laboratori impiegano degli avvocati per proteggere i clienti da cause legali).
Inviate anche una nota che indichi quali micotossine volete testare e una lista dei sintomi del coniglio (vedi “Identificare la causa”). Molti laboratori impiegano veterinari che lavorano con dei tossicologi e questa informazione può aiutarli a eseguire esami più precisi.

Qualunque quantità di micotossine deve essere considerata problematica perché anche piccole dosi possono avere un impatto negativo sulla salute dell’animale. I conigli sono tra gli animali più sensibili a queste tossine. I livelli di contaminazione sono derivati dai valori più bassi che possono danneggiare i conigli, altri animali e i bambini.
La maggior parte dei laboratori rileva elevati livelli – 500/1000 parti per miliardo (ppb) – perché trattano di solito bovini da allevamento (ruminanti forniti di quattro stomaci), che possono sopportare livelli di micotossine molto più alti rispetto a cavalli e conigli, in cui la fermentazione dell’alimento si svolge nel grosso intestino. Queste due specie possiedono come principale organo deputato all’assorbimento del cibo l’intestino e sono più suscettibili alle micotossine rispetto ai ruminanti in quanto l’assorbimento dei nutrienti si verifica prima della digestione fermentativa. La maggior parte dei laboratori riportano risultati inferiori a 500 ppb o anche 1000 ppb come “negativo”, “non rilevabile” o “tracce” sebbene valori anche di molto inferiori possano essere nocivi per i conigli.


Scegliere un fieno di elevata qualità

Il colore di un fieno di buona qualità è verde di intensità leggera o media (fieno di erbe), verde scuro (fieno di erba medica) o verde brillante (fieno di erba medica trattato con acido propionico, un conservante). Gli steli devono essere corti e sottili, facili da piegare, non rigidi o friabili. La balla di fieno deve essere leggera e facile da sollevare.
Il colore di un cattivo fieno è marrone chiaro o di media intensità (probabilmente conteneva troppa umidità quando è stato raccolto e immagazzinato), marrone scuro o nero (è stato esposto alla pioggia o alla rugiada e ha perso la maggior parte delle sostanze nutritive), giallo chiaro dorato (scolorito da un’eccessiva esposizione al sole, invecchiato, con perdita di sostanze nutritive di valore). Un cattivo fieno è rigido e friabile, gli steli si spezzano facilmente quando vengono piegati. La balla può essere pesante o presentare il fieno agglomerato. Gli steli possono essere difficili da separare, presentarsi grigi, produrre polvere quando vengono separati o emettere un odore di muffa.
Prima di comprarlo o di somministrarlo, esaminate il fieno con attenzione per rilevare la presenza di muffa, umidità, sporcizia, erbacce, animali morti e insetti, e valutate colore e consistenza. Individuate nella vostra zona un fornitore affidabile che può procurare fieno tutto l’anno dagli stessi campi. Ciò diminuisce la probabilità di provocare alterazioni gastrointestinali causate dal cambiamento del tipo e della qualità di fieno.
Le stalle di cavalli sono solitamente molto selettive riguardo il fieno. Se un fieno è considerato adatto per i cavalli, sarà adatto anche per i conigli, perché i conigli fisiologicamente sono come piccoli cavalli.


Trattamento

Gli animali che soffrono di micotossicosi di solito vengono trattati con una terapia di sostegno e farmaci adeguati. Il sucralfato, ad esempio, è un agente cosiddetto citoprotettivo che si lega alle aree ulcerate e forma una barriera protettiva facilitando la guarigione. Ciò impedisce ai batteri di attraversare il tessuto danneggiato del rivestimento interno del tratto gastrointestinale entrando nel circolo ematico, il che provocherebbe una setticemia (moltiplicazione dei batteri nel sangue). Si possono somministrare antibiotici quali la penicillina iniettabile per prevenire infezioni batteriche, setticemia e tossiemia.
Nei casi gravi si possono usare liquidi reidratanti per via sottocutanea o endovenosa, per aiutare ad eliminare le tossine e trattare l’insufficienza renale insieme alla terapia di sostegno. Se si verifica un grave meteorismo (sviluppo di gas) può essere necessario svuotare lo stomaco con un sondino per evitare che si rompa. Consultate il vostro veterinario riguardo il trattamento e i farmaci indicati per il vostro coniglio. La guarigione è solitamente graduale. I conigli hanno un apparato digerente molto delicato, pertanto si possono verificare episodi intermittenti per mesi dopo l’ingestione di alimento contaminato.
Se il vostro coniglio è stato colpito da micotossicosi comprate del nuovo alimento di marca diversa. Non dategli fieno o pellet vecchi. Le verdure fresche potrebbero essere le uniche cose che un coniglio è in grado di tollerare per parecchie settimane a causa del danno al tratto gastrointestinale (le fibre del fieno potrebbero essere troppo abrasive). Fornite una varietà di vegetali freschi (cavoli, tarassaco, lattuga romana, foglie di carota, aneto, finocchio, menta) più volte al giorno.
Lasciate sempre a disposizione fieno e acqua fresca. Il fieno di avena potrebbe essere il primo alimento grossolano che il coniglio convalescente accetta. Somministrate crusca di grano bagnata con acqua calda (con aggiunta di germe di grano e di avena per insaporire), scolata e raffreddata, una volta al giorno. Questo fornisce proteine che aiutano a riparare il tratto gastrointestinale danneggiato.
Gli effetti possono essere parzialmente contrastati da un antiossidante quale la vitamina E. Possono esser di beneficio la vitamina A, zinco e selenio, la tiamina e altre vitamine del gruppo B. Il cardo mariano (Silybum marianum) può essere utile per trattare il danno epatico. Si può somministrare vitamina K1 per fermare le emorragie interne. Poiché gli animali potrebbero non praticare la ciecotrofia quando sono ammalati, può essere necessario integrare la dieta del coniglio con vitamina del gruppo B e vitamina K. (Prima consultatevi sempre con un veterinario esperto in conigli per cambiamenti della dieta e integrazioni – NdE.)


Prevenzione

Ci vuole del tempo perché la muffa si sviluppi e produca micotossine, quindi comprate il cibo di frequente in modo che sia sempre fresco. Gli alimenti andrebbero consumati entro 10 giorni dalla consegna. Il National Institutes of Health and Good Laboratory Practices raccomanda di impiegare il mangime per animali entro tre mesi dalla data di fabbricazione. Tenete presente, tuttavia, che a volte il cibo è già contaminato dalla muffa o da micotossine al momento dell’acquisto o della consegna, per cui verificate sempre la presenza di segni di contaminazione.
Il rischio di sviluppo di muffe e di formazione di micotossine viene tenuto sotto controllo anche tramite appropriate condizioni di immagazzinamento. Controllate regolarmente il cibo per l’umidità e la presenza di crescita fungina (per l’aspetto e l’odore). Utilizzate contenitori per il cibo che non siano ermetici ma tengano alla larga i parassiti, come ad esempio sacchetti di carta, scatole di latta o di cartone. Non conservate il fieno in sacchetti di plastica sigillati: il fieno ha bisogno di “respirare”. Mantenete sempre i contenitori puliti. Seguite sempre il principio di utilizzare per primi gli alimenti più vecchi. Non congelate il pellet. Anche se il congelamento impedisce la crescita di muffa, può in realtà causare la produzione di micotossine.
Una considerazione importante riguarda anche la zona in cui viene conservato il cibo, per prevenire la formazione di condensa e l’ammuffimento.


Il cibo sano inizia da voi

La miglior difesa del vostro coniglio contro la muffa e le micotossine siete voi. Se osservate segni di pulverulenza o muffa nel fieno, non datelo al coniglio. Semplicemente non vale il rischio. Imparate a identificare un fieno di buona qualità. Potete comprare fieno prodotto localmente e pellet di qualità. Controllate la data di produzione sulla confezione. Se in seguito alla somministrazione di un nuovo lotto o una nuova marca il coniglio manifesta problemi di salute, il cibo potrebbe essere contaminato: non somministratelo.
Se il venditore afferma di testare per muffa e micotossine, chiedete risultati scritti (data, lotto, numeri, livelli rilevati). Chiedete ai rivenditori che gli alimenti siano trasportati con automezzi climatizzati e richiedete che nei negozi siano conservati in modo adeguato. Se un coniglio si ammala e il veterinario non è in grado di individuare il problema, fate esaminare l’alimento per la presenza di muffa e micotossine. I test possono essere iniziati mentre il veterinario esamina altre cause di malattia.
Molti conigli sono stati trattati per la micotossicosi, e le loro vite salvate. Ricordate che le micotossine sono invisibili, possono formarsi in ogni marca di alimento e possono restare nel cibo a lungo dopo la morte della muffa. Siate vigili. Proteggete il vostro coniglio.
 

Cosa piace alle muffe

Le muffe comprendono un vasto gruppo di funghi microscopici che vivono sul terreno, sulle piante e sulle sostanze morte o in decomposizione. Le muffe crescono in condizioni specifiche di temperatura e umidità o nel terreno insalubre o saturo d’umidità. Le muffe si riproducono tramite spore che vengono trasportate dall’aria finché non trovano un ambiente favorevole in cui germinare. Ci sono migliaia di specie di muffe, e possono essere di qualunque colore.

Quando le muffe sono esposte ad improvvise fluttuazioni della temperatura – sia calda che fredda – producono pericolosi veleni detti micotossine. Le micotossine sono veleni invisibili, altamente corrosivi, mortali. Persistono nel cibo anche quando le muffe che le hanno prodotte non sono più presenti. Le micotossine sono citotossiche, alterano le strutture cellulari e interferiscono con i processi vitali delle cellule. Distruggono i tessuti organici ossidando le proteine, colpiscono organi specifici e causano immunosoppressione. Alcune causano tossicità acuta, dimostrata da disordini del tratto digerente o insufficienza organica; altre inducono tumori, causando mutazioni genetiche.

Le muffe si possono sviluppare ogni volta che le condizioni di temperatura e umidità sono favorevoli. I livelli di umidità al di sotto del 12-13% prevengono la formazione di muffa. Aspergillus flavus, la muffa che produce l’aflatossina, cresce in ambienti caldi e asciutti duranti i periodi di siccità e stress termico. L’aflatossina è estremamente stabile nella maggior parte delle condizioni di stoccaggio, trattamento e lavorazione. Fusarium, la muffa che produce lo zearalenone e la pericolosa tossina T-2, cresce in ambienti freddi e umidi, senza produrre molte micotossine. Per contro, a temperature vicine allo zero produce grandi quantità di micotossine senza una grande crescita fungina. Perciò, se il pellet contiene muffa, refrigerarlo o congelarlo potrebbe causare la formazione di micotossine.

Le muffe tossigene possono produrre micotossine sui prodotti agricoli durante la fase di crescita delle piante, nell’immagazzinamento dopo la raccolta e/o durante il trasporto. Una raccolta impropria (eseguita con il fieno umido), il confezionamento in buste di plastica sigillate, l’immagazzinamento in condizioni di trascuratezza o un trasporto prolungato aumentano la possibilità di crescita di muffe. Le micotossine che si formano nei cereali prima della mietitura non risentono di lavaggi, pulitura, macinatura e cottura. Anche attrezzature per la mietitura e la produzione del pellet e bidoni sporchi possono contribuire alla contaminazione da micotossine. Gli agricoltori dovrebbero pulire regolarmente l’attrezzatura per la macinatura e i bidoni di immagazzinamento con varechina e testare i raccolti al momento della mietitura per prevenire l’incidenza di muffe e micotossine.

È più probabile che i mangimi in pellet contengano micotossine perché sono fatti con cereali, cruschelli di frumento e/o bacelli di soia. Sebbene la trasformazione in pellet del mangime può ridurre la quota di muffe, le spore che rimangono nel mangime possono crescere se le condizioni diventano favorevoli. Quando l’attività delle muffe prende inizio, procede ad un tasso più elevato che nel mangime non pellettato perché il processo di produzione del pellet che rende l’alimento più digeribile da parte degli animali lo rende anche più attaccabile dalle muffe.

Alcune ditte producono per i laboratori mangimi in pellet certificati privi di micotossine o contaminanti, perché l’effetto delle micotossine sugli animali altera i risultati dei costosi esperimenti scientifici. Questi produttori richiedono ai magazzini in cui sono conservati i mangimi di mantenere stretti standard di temperatura e umidità per il pellet certificato.

 

Identificare la causa: i test per i mangimi per conigli

Ci sono più di 400 tipi di micotossine. Sono stati sviluppati test per circa 20, ma voi ne testerete molte di meno a causa della limitazione imposta dal costo. Richiedete l’effettivo valore numerico misurato in parti per miliardo (ppb). Testate per DON (un marker per altre micotossine: se presente, probabilmente ce ne sono anche altre), T-2, aflatossina, fumonisina, ocratossina, zearalenone (in questo ordine, secondo il denaro disponibile per gli esami). Quando sono presenti più micotossine insieme in un campione, i loro effetti sinergici combinati sono più potenti che quelli di ogni singola micotossina.

I livelli di rilevazione suggeriti delle micotossine per il mangime per conigli e il principale organo colpito sono:
DON: 60-300 ppb (tratto gastrointestinale)
T-2: 50 ppb (tutti gli organi)
Aflatossina: 5-10 ppb (fegato)
Fumonisina: 1000 ppb (cervello)
Ocratossina: 5 ppb (rene)
Zearalenone: 100 ppb (organi riproduttivi – fegato – prolasso rettale)

ppb = parti per miliardo
ppm = parti per milione
1 ppm = 1000 ppb

 



Associazione Animali Esotici ONLUS


Telefono: 346 3197367 - Fax: 02 700429894 C.F.: 90008800261 - P. IVA: 04256080260
e-mail: webm@aaeweb.net 
Webmistress: Marta Avanzi