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Il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri)
Fabrizio Benini, Med. Vet., foto Claudio Peccati, Med. Vet.

Il parrocchetto dal collare è un pappagallo molto diffuso in natura, dallAfrica
centrale e orientale allIndia fino alla Cina, e fra i più allevati, sicuramente il
primo del genere Psittacula. Al bellaspetto elegante unisce altre
caratteristiche come la resistenza, lessere poco esigente e la capacità di
riprodursi in cattività (allo stato libero è ormai presente anche in Europa, ed esistono
colonie in Inghilterra e in Italia, in Liguria, Friuli e Veneto, vicino Verona). E
caratterizzato da una livrea verde, becco arancione-rosso e zampe grigionere; inoltre è
presente il dimorfismo sessuale: nei maschi cè la presenza di una banda colorata
sul collo (generalmente arancione e nera) mentre la femmina e lindividuo giovane ne
sono privi; anche il colore del becco è diverso nei due sessi. Si lascia addomesticare
facilmente e, se seguito con attenzione, è in grado di imparare molte di parole.
Gabbia
La gabbia va sistemata in stanze a temperatura costante, non in quelle più calde (cucina,
bagno, stanza con bruciatore), ma in quelle in cui si cambia laria più raramente.
Non va mai collocata vicino a porte e finestre per evitare pericolosi spifferi. La gabbia
non va mai tenuta al sole, senza un nascondiglio ombreggiato per il pappagallo. In cucina
tenete presente la tossicità dei fumi e dei gas (le padelle non aderenti (teflon)
emettono, scaldate al fuoco, gas letali per gli uccelli, il Fornet è
estremamente tossico
).
Dal momento che questi pappagalli possiedono una buona apertura alare è consigliabile
luso di grandi gabbie o piccole voliere, ricordandosi sempre che più spazio hanno a
disposizione per volare, meglio vivono. E possibile anche luso di voliere
allaperto: questi pappagalli non temono molto il freddo, purchè non sia anche
umido.
Come arredo si consiglia un nido-casetta, posto allesterno della gabbia, con
lapertura allinterno della stessa, con le seguenti dimensioni: 50 cm per
laltezza e 30 cm per larghezza e lunghezza. Così posizionato sarà più facile
riuscire a pulirlo, soprattutto se sarà dotato di un lato apribile (normalmente quello
opposto alla porta). Sarebbe bene che la casetta possedesse anche una porta scorrevole,
normalmente tenuta aperta, ma con la possibilità di chiuderla mentre si pulisce il nido.
Lapertura rotondeggiante e con i bordi smussi garantirà che il parrocchetto non si
danneggi entrando o uscendo.
Dentro la casetta la Psittacula si farà il nido con il materiale che gli metteremo a
disposizione, preferibilmente il fieno o la paglia e la carta da giornale.
Sul fondo io suggerisco di porre i quotidiani, facili da reperire e da asportare quando
sono sporchi, con una buona capacità assorbente. Spesso luso dei giornali è stato
considerato pericoloso per la presenza di piombo nellinchiostro, ma al giorno
doggi i quotidiani non vengono più stampati, ma fotolitografati, perciò il
problema non sussiste più.
La gabbia deve poi possedere posatoi di diverse dimensioni, per far lavorare i muscoli
delle zampe e delle dita, facili da togliere e da pulire. I posatoi possono essere di
plastica, legno o bambù, e questi ultimi vanno cambiati frequentemente.
Fra le cose che non devono mai mancare ci sono i giochi: la gabbia di un pappagallo deve
sempre contenere qualcosa che stimoli i sensi delluccello. Per gioco intendo sia
quelli normalmente in vendita nei negozi, ma anche rametti (i migliori sono quelli che
potete raccogliere voi, soprattutto quercia, castagno, salice, pioppo, eucalipto, il legno
della vite; evitate piante resinose come pini o abeti e piante da frutto come peri,
peschi; lavateli con bicarbonato di sodio, risciacquateli bene e tagliateli in pezzi
lunghi 15-20 cm), tubi in cartone, mollette per appendere i panni, carote, finocchi,
sedano o altro materiale. Tutto ciò finirà distrutto in mille pezzi, ma divertirà
sicuramente il parrocchetto.
I giochi acquistati devono essere di materiale atossico, sicuri e facilmente lavabili.
E consigliabile tenere allinterno della gabbia,
attaccate ad essa, due tazze per il cibo, una per il grit ed una per lacqua. Si deve
porre inoltre sul fondo una vasca con acqua, attaccata alla parete, perchè i parrocchetti
amano fare il bagno. Consiglio anche un blocco di sali minerali, sia per pareggiare il
becco, sia per fornire un supporto alla dieta.
Alimentazione
Il cibo di questi pappagalli in natura è dato da semi, frutta, fiori, bacche e per alcune
sottospecie anche nettare. In cattività la dieta deve comprendere:
- misto di semi per parrocchetti
- frutta (mele di diverse qualità e colore, arance, mandarini, cachi,
uva e uvetta passita (solo ogni tanto), pere, susine, prugne e mango
- verdura fresca: fagioli con buccia, piselli con buccia, broccoli,
finocchi, sedano, carote, zucchine, la parte centrale di ogni tipo di cavolo
- cereali cotti
Tutto ciò che è fresco va lavato con bicarbonato di sodio, va ben sciacquato e dato di
mattina e poi tolto di sera, in modo che non aiuti la crescita di batteri e funghi
nellambiente. Nella preparazione della pappa bisogna avere cura di tagliare la
frutta in pezzettini e di mischiare frutta e verdura di diverse forme e colori, per
rendere il cibo più interessante.
Finalmente da un po di tempo sono in commercio i pellettati specifici per
pappagalli. Questi croccantini raccolgono in sé tutto ciò di cui ha bisogno il nostro
volatile, permettendoci di dargli un cibo completo, che non marcisce e puzza se lasciato
un po più del dovuto, che non permettere di scegliere, al nostro intelligente
amico, ciò che più gli piace, ma che in modo piacevole lo obbliga a seguire una dieta
corretta.
Certi cibi non vanno mai dati, neppure in piccola quantità, perché particolarmente
tossici: avocado, cioccolato, alcool, cibi molto dolci o molto salati, anche se il
pappagallo può essere attirato da questi proprio perché più saporiti.
Riproduzione
Nella parata nuziale il parrocchetto maschio utilizza una lunga serie di messaggi, tra cui
svolazzare e posarsi di continuo allargando le penne della coda, emettere una serie di
grida melodiose (che non a tutti possono sembrare tali), imbeccando la femmina e pulendole
e sistemandole le penne del capo. Dopo laccoppiamento la femmina depone da 3 a 5
uova che cova, da sola, per circa 22 giorni. I giovani sono nutriti da entrambi i genitori
per circa 45 giorni, dopo di che sono in grado di abbandonare il nido, anche se vengono
alimentati per altre due settimane.
Animali con cui dividere la casa
E da escludere la convivenza con altri uccelli, e pappagalli in
particolare. Con quelli più piccoli, infatti, il parrocchetto si dimostrerà
particolarmente aggressivo, mentre se sono più grandi potrebbe essere lui
laggredito. Gatti, furetti ed altri carnivori potrebbero vedere nel vostro amico
pennuto più una pietanza che un compagno di giochi. Con i cani è necessario abituare
entrambi alla convivenza fin da piccoli, mentre i rettili potrebbero essere scambiati per
un gioco fino a quando sono piccoli, poi le parti potrebbero invertirsi.
Pubblicato su Animalia n. 2, marzo 2001
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