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Le patologie respiratorie del coniglio
Marta Avanzi, Med Vet
Le patologie respiratorie del coniglio sono frequenti, spesso gravi
e non sempre di facile risoluzione. Tra queste, si osservano più di
frequente le infezioni batteriche, ma possiamo anche riscontrare
patologie secondarie a malattie cardiovascolari, patologie tumorali
e forme allergiche.
Le patologie dentali possono causare sintomi simili alle infezioni
delle prime vie aeree (scolo nasale e oculare) se le radici dentali
dei denti molariformi superiori o degli incisivi superiori si
allungano troppo e occludono il dotto naso-lacrimale. In caso di
paura o di temperatura ambientale elevata il coniglio presenta un
evidente aumento della frequenza respiratoria, che non va confusa
con un sintomo di patologia respiratoria.
Il coniglio presenta un’importante particolarità anatomica, che
rende particolarmente gravi le infezioni delle prime vie
respiratorie. Questa specie infatti non è in grado di respirare
dalla bocca, ma lo può fare solo attraverso le narici. Quindi
patologie delle prime vie aeree che ostruiscono le narici, che
costituirebbero una patologia relativamente benigna in altre specie,
nel coniglio possono risultare molto gravi. La respirazione a bocca
aperta è sempre un sintomo molto serio nel coniglio e spesso prelude
alla morte.
Patologie delle vie aeree superiori
Le infezioni delle prime vie aeree sono frequenti nei conigli da
compagnia; possono rappresentare sia forme acute sia croniche. I
sintomi possono comprendere: scolo nasale sieroso, mucoso o
purulento e starnuti, talvolta accompagnanti da lacrimazione, con
condizioni generali solitamente normali, ed eventuale respiro
difficoltoso. I conigli amano tenersi scrupolosamente puliti perciò
a volte le narici sono pulite, ma la parte interna degli arti
anteriori appare imbrattata, segno che è presente uno scolo nasale.
L’infezione delle prime vie aeree si può accompagnare a
congiuntivite e quindi a scolo oculare (sieroso o purulento) e
secondariamente a irritazione della cute della faccia causata dalle
lacrime. Il dotto nasolacrimale (il dotto che drena le lacrime
dall’occhio all’interno del naso) si può ostruire e causare
lacrimazione cronica.
E’ importante tenere presente che sono frequenti cause di scolo
nasale ed lacrimazione anche le patologie dentali. Nel coniglio se i
denti sono alterati le radici degli incisivi o dei molariformi
superiori si possono allungare in modo eccessivo causando
l’ostruzione del dotto nasolacrimale.
Le infezioni croniche delle cavità nasali possono aggravarsi fino a
causare la formazione di ascessi, con erosione e talvolta grave
deformazione delle cavità stesse. Questi casi sono molto difficili,
se non impossibili, da curare.
Una complicanza dell’infezione delle prime vie respiratorie può
essere rappresentata dall’otite media, con coinvolgimento delle
bolle timpaniche. In questo caso si può osservare scuotimento della
testa, torcicollo, materiale purulento a livello di condotto
uditivo. Radiologicamente, la bolla timpanica coinvolta può apparire
alterata, ma un esame negativo non permette di escludere la presenza
di otite media.
Sostanze irritanti, come polveri causate da fieno di scarsa qualità,
lettiera scadente, ammoniaca derivante dall’urina, fumo, sono un
fattore che può predisporre o aggravare le infezioni nasali. Le
riniti allergiche nel coniglio sono considerate rare e comunque
difficili da identificare.
Sono possibili tumori dei tessuti interni delle cavità nasali, che
vanno differenziati dalle infezioni.
Patologie delle vie aeree profonde
Le forme infettive rappresentano di gran lunga le patologie più
frequenti delle vie aeree profonde del coniglio. Il batterio
coinvolto più spesso è considerato Pastereulla multocida, ma
in realtà possono essere implicate moltissime specie di batteri. Le
infezioni virali, invece, nel coniglio hanno un ruolo molto
marginale.
Esistono diversi ceppi di P. multocida, con diversa capacità
di indurre malattia.
Molti conigli sono portatori asintomatici o cronicamente infetti. La
trasmissione avviene per contatto diretto (tra compagni di gabbia,
al momento del parto dalla madre ai piccoli, o durante
l’accoppiamento) o indiretto, ad esempio tramite gli abbeveratoi, o
per aerosol ma solo a breve distanza. La trasmissione è più
probabile da parte di un soggetto con forma acuta che un portatore
cronico. Ogni coniglio, anche se clinicamente sano, può essere
considerato un possibile portatore.
Dopo aver raggiunto le cavità nasali, P. multocida si può
diffondere ad altri tessuti e organi come i dotti lacrimali, la
congiuntiva oculare, l’orecchio medio, la trachea, i bronchi e i
polmoni. La diffusione può anche avvenire agli organi interni
attraverso il circolo sanguigno.
In seguito al contatto con P. multocida, secondo la
resistenza individuale e il ceppo coinvolto, un coniglio può:
• risultare naturalmente resistente all’infezione;
• eliminare spontaneamente l’infezione (sebbene raramente);
• diventare portatore cronico;
• sviluppare la malattia in forma acuta;
• sviluppare la malattia in forma cronica.
Il periodo di incubazione è difficile da stabilire perché spesso si
verificano infezioni subcliniche, ossia senza sintomi evidenti.
La gravità ed il tipo dei sintomi in corso di pasteurellosi sono
assai variabili. In pratica ogni organo o apparato può essere
colpito; le sedi più frequenti sono le cavità nasali e il faringe. I
sintomi possono comprendere: scolo nasale e oculare, congiuntivite,
torcicollo, ascessi, dispnea, perdita di peso, morte improvvisa.
I tumori che si sviluppano all’interno del torace sono un’importante
diagnosi differenziale nelle forme respiratorie del coniglio. Nelle
coniglie anziane non sterilizzate si possono osservare metastasi
polmonari di adenocarcinomi uterini. I tumori polmonari primari sono
rari, ma sono possibili timomi e linfomi.
I sintomi clinici dei tumori del torace sono correlati alla presenza
di una massa all’interno della cavità toracica: respiro
difficoltoso, dispnea, intolleranza all’esercizio, respirazione a
bocca aperta. Un sintomo peculiare è rappresentato dal l’esoftalmo
(la protrusione dei globi oculari), provocato dall’ostacolo del
ritorno venoso dei vasi sanguigni della testa. Spesso, quando si
osservano i sintomi la massa è già di dimensioni rilevanti.
In diagnosi differenziale delle patologie delle vie aeree profonde
vanno considerate le patologie a carico del cuore.
La polmonite nel coniglio talvolta dà scarsi segni clinici. Nelle
forme croniche si osserva respirazione difficoltosa, dimagramento,
anoressia. Gli animali giovani possono morire improvvisamente.
L’auscultazione dei polmoni difficilmente permette di stabilire
l’estensione e la gravità del problema, mentre le radiografie del
torace possono essere molto utili nella diagnosi, sebbene a volte
sia difficile differenziare tra lesioni tumorali e infezioni.
Gli esami del sangue sono utili come check-up generale ma poco
specifici per le forme respiratorie.
Terapia delle patologie respiratorie
Poiché la maggior parte delle patologie respiratorie nel coniglio
hanno una causa batterica, in particolare P. multocida, gli
antibiotici rappresentano i farmaci di prima linea. Idealmente
l’antibiotico andrebbe scelto in base ai risultati dell’esame
colturale. In mancanza di un antibiogramma, o in attesa del suo
risultato, si somministra una terapia antibiotica che sia efficace
anche nei confronti di Pasteurella. Nella scelta degli
antibiotici va sempre tenuta presente la potenziale tossicità degli
antibiotici nei confronti della flora intestinale del coniglio.
La terapia antibiotica delle infezioni respiratorie del coniglio non
deve essere troppo breve (la durata minima è di 2 settimane); spesso
è consigliabile un trattamento di 2-3 mesi e talvolta va protratta
per tutta la vita. In molti casi si può solo cercare di tenere
l’infezione sotto controllo, senza riuscire a debellarla
completamente.
Può essere utile l’aerosol terapia, utilizzando soluzione
fisiologica eventualmente addizionata con antibiotici. A volte è di
utilità l’applicazione direttamente nelle narici di colliri
contenenti antibiotici.
I cortisonici vanno evitati perché facilmente inducono
immunodepressione e possono esacerbare una forma batterica.
In caso di congiuntivite si possono impiegare colliri antibiotici
E’ importante che l’ambiente in cui vive il coniglio sia pulito,
privo di polverosità e ben arieggiato. Va evitata l’esposizione a
sostanze irritanti quali ammoniaca e fumo.
Se si sospetta una forma allergica si può tentare la
somministrazione di antistaminici.
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