Pesci
Classificazione, anatomia e fisiologia
Marta Avanzi, Med Vet

Indice
Introduzione
Classificazione
Agnati
Condroitti
Osteitti
ANATOMIA E FISIOLOGIA
Le pinne
Il nuoto
Pelle
Scheletro
Respirazione
Circolazione del sangue
Escrezione
Apparato riproduttivo e
riproduzione
Organi di senso
Apparato digerente
Termoregolazione
Introduzione
Possiamo definire i pesci come animali acquatici a sangue freddo
dotati di colonna vertebrale, branchie e pinne.
I
pesci sono comparsi 450 milioni di anni fa e sono adattati a vivere
nell’ambiente acquatico. Le specie conosciute sono quasi 28.000,
circa la metà di tutte le specie di vertebrati.
La struttura dei pesci varia notevolmente; la maggior parte ha una
struttura fusiforme, che permette di muoversi agevolmente
nell’acqua, ma alcune specie sono appiattite (come le sogliole),
rotonde, o di forma bizzarra come i cavallucci marini. Le dimensioni
variano da 10 mm del Paedocypris progenetica (che è anche il
più piccolo vertebrato conosciuto) ai 18 metri dello squalo balena (Rhincodon
typus).
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Paedocypris progenetica |
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Squalo balena (Rhincodon typus) (foto Zac Wolf) |
Classificazione
I
pesci sono classificati in tre Classi:
-
Agnatha
(Agnati), pesci privi di mascelle, come missine e lamprede;
-
Chrondrichthyes (Condroitti) o pesci cartilaginei, il cui
scheletro è fatto di cartilagine, come squali, razze e chimere;
-
Osteichthyes (Osteitti), o pesci ossei, dotati di scheletro
osseo che si forma per ossificazione dello scheletro
cartilagineo embrionale. Rappresentano la stragrande maggioranza
delle specie ittiche.
Gli Agnati attualmente esistenti (circa
50 specie) si dividono in due classi:
Classe Cephalaspidomorphi
Classe Myxini (missine, pesci anguilliformi)
Gli Agnati sono i Vertebrati più antichi, dai quali si sono evoluti
gli Gnatostomi (Condroitti, Osteitti, Anfibi, Rettili, Uccelli e
Mammiferi). Hanno un corpo lungo e slanciato, simile alle anguille.
Sono necrofagi o parassiti di altri pesci.
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Bocca di lampreda
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Lampreda |
Missina |
I
Condroitti comprendono oltre 1100
specie e sono così classificati:
Sottoclasse
Elasmobranchii
Superordine Batoidea
-
Rajiformes
(razze e mante)
-
Pristiformes (pesci sega)
-
Torpediniformes (torpedini)
Superordine Selachimorpha
-
Hexanchiformes
-
Squaliformes (squalo spinoso, pescecani)
-
Pristiophoriformes
-
Squatiniformes (squali angelo)
-
Heterodontiformes (squalo di Port Jackson)
-
Orectolobiformes (squali nutrice, squalo balena)
-
Carcharhiniformes (Squalo tigre, squalo toro)
-
Lamniformes
(megamouth, squalo mako, squalo bianco, Megalodon)
Sottoclasse
Holocephali (chimere)
Gli Osteitti si dividono in due
classi:
-
Actinopterygii (Attinopterigi). Sono caratterizzati dalla
presenza di pinne sostenute da raggi.
-
Sarcopterygii (Sarcopterigi). Hanno pinne carnose, senza raggi.
Sono un gruppo di antichi pesci per la maggior parte estinti,
sebbene siano probabilmente gli antenati dei vertebrati
terrestri.
Gli Attinopterigi comprendono la maggior parte dei pesci
ossei viventi. La classificazione tradizionale è la seguente:
Classe Actinopterygii
I Sarcopterigi sono divisi in due sottoclassi:
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Il celacanto, un sarcopterigio |
ANATOMIA E FISIOLOGIA

Le pinne
I
pesci possiedono 6-7 tipi di pinne che utilizzano per la
locomozione. Ogni pinna ha una specifica funzione e la loro azione
combinata permette al pesce di muoversi nell’acqua con grazia ed
efficienza. La specializzazione ha portato allo sviluppo di una
grandissima varietà di pinne, secondo l’ambiente e la tecnica di
locomozione. Ogni pinna è composta di un’intelaiatura di raggi (duri
o teneri) ossei o cartilaginei, avvolti da una membrana cutanea,
collegata ai muscoli del corpo.
Pinna dorsale
Si trova sul dorso tra la testa e la pinna caudale; fornisce
stabilità laterale per consentire il nuoto in linea retta. Non è
presente in tutti i pesci (ad esempio alcune varietà di pesci
rossi), che hanno quindi difficoltà a muoversi in linea retta. In
alcune specie sono presenti due pinne dorsali. In alcuni pesci la
pinna dorsale presenta spine con funzione di difesa.
Pinna caudale
La pinna caudale è la più importante per la locomozione perché
permette al pesce di eseguire rapidi movimenti in avanti, consente
il nuoto veloce e il cambio di direzione. I pesci che nuotano molto
velocemente di solito hanno pinne caudali biforcate, mentre le
specie più lente hanno pinne arrotondate.
In alcuni pesci (come i pesci rossi e il pesce combattente) sono
state selezionate varietà con pinne molto lunghe, che si muovono
lentamente.
Pinna anale
Si trova sulla parte inferiore del corpo, tra le pinne pelviche e
caudale. Ha la funzione di fornire al pesce stabilità, impedendogli
di ruotare e capovolgersi. In alcune specie la pinna anale è
costituita da una struttura doppia unita alla base.
In alcune specie la pinna anale del maschio ha una forma affusolata
e funge da organo riproduttivo, detto gonopodio. Serve a veicolare
lo sperma nella cloaca della femmina durante la fecondazione. Molte
specie di caracidi, come i tetra, presentano sulla pinna anale dei
piccoli uncini con cui si attaccano al compagno durante
l’accoppiamento.
Pinne pettorali
Sono pinne pari (una per lato) poste nella parte inferiore del
corpo, sotto l’apertura delle branchie. Forniscono stabilità durante
i movimenti nell’acqua e fanno curvare lentamente. Sono pinne in
costante movimento.
Pinne pelviche (o ventrali)
Sono pinne pari poste sull’addome, in posizione variabile secondo la
specie: sotto le pinne pettorali, o a metà del corpo, o di fronte
alle pinne pettorali. Hanno la funzione di frenare, di stabilizzare
il corpo e di cambiare direzione.
Pinna adiposa
È
una pinna piccola e carnosa presente solo in alcune specie (es.
tetra e pesce gatto), posta nel dorso tra la pinna dorsale e
caudale. La sua funzione è sconosciuta.

Il nuoto
Il
pesce è sospeso nell’acqua, un mezzo più denso dell’aria ma che ne
sostiene il corpo in movimento. Questo permette ai pesci di muoversi
nell’acqua con poco sforzo per vincere la forza di gravità. La forma
affusolata, più sottile a livello di testa e coda e più grossa a
metà, aumenta l’efficienza dei movimenti del nuoto.
I
pesci si muovono contraendo alternativamente i muscoli di ciascun
lato della spina dorsale e trasferendo l’energia prodotta alla pinna
caudale, che spinge indietro l’acqua in modo da spostare in avanti
il corpo. Il nuoto avviene senza creare nell’acqua turbolenze che
rallenterebbero il movimento.
Poiché il corpo del pesce è più denso dell’acqua e tenderebbe quindi
ad affondare molti pesci possiedono una vescica natatoria, una
struttura interna piena di gas che facilita il galleggiamento. La
vescica natatoria può espandersi e contrarsi per regolare la
quantità di gas che contiene. Quando si contrae, il pesce affonda, e
viceversa.
Pelle
La maggior parte dei pesci sono ricoperti di scaglie, altre di
scuti. Le scaglie sono formate da lamelle rigidi trasparenti che
originano dalla pelle; sono embricate, vale a dire che si
sovrappongono tra loro come le tegole dei tetti. Servono a
proteggere il corpo del pesce dalle abrasioni meccaniche permettendo
allo stesso tempo elasticità di movimenti. Le scaglie sono rivestite
da uno strato di muco che protegge dall’attacco di batteri e
parassiti.
Le scaglie possono essere di diversi tipi. Le più comuni sono:
-
Scaglie ganoidi: sono a forma romboidale. Si articolano tra loro
tramite una dentellatura che si incastra in una fossetta della
scaglia adiacente. È il più antico tipo di scaglia.
-
Scaglie ctenoidi: hanno il bordo esterno dentellato.
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Scaglie cicloidi: sono lisce e arrotondate.
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Scaglia ganoide |
Scaglie ganoidi |
Scaglia ctenoide |
Scaglia cicloide |
Man mano i pesci con scaglie cicloidi o ganoidi crescono, anche la
scaglia cresce, formando cerchi concentrici che a volte possono
essere usati per determinare l’età del pesce.
Le scaglie sono incolori e la colorazione del pesce dipende dalle
strutture sottostanti, cellule pigmentate dette cromatofori che
producono diversi tipi di colori. Alcuni colori dipendono dalla
presenza di cristalli che per rifrangenza della luce donano
l’aspetto metallico di alcuni tipi di livrea. Il colore può avere
vari scopi: mimetismo, attrazione del partner, avvertimento contro i
predatori. Durante la stagione riproduttiva e la deposizione delle
uova, il colore della maggior parte delle specie è più vivida.
Gli scuti sono un tipo di rivestimento meno comune. Gli scuti
possono essere scaglie modificate o piastre ossee.
Alcune specie sono prive di scaglie e hanno la pelle nuda; sono
detti appunto pesci nudi e la loro cute è protetta da uno spesso
strato di muco.
Scheletro
I
pesci presentano un’amplissima varietà di forme e dimensioni, e
anche lo scheletro varia di conseguenza. I Condroitti o pesci
cartilaginei (squali, razze e chimere) hanno lo scheletro fatto di
cartilagine, mentre i cosiddetti pesci ossei o Osteitti (Classi
Actinopterygii e Sarcopterygii) hanno lo scheletro osseo;
comprendono oltre il 96% delle specie di pesci.
Lo scheletro è costituito fondamentalmente da cranio, colonna
vertebrale e coda. I pesci moderni, rispetto ai loro antenati
fossili, hanno una struttura ossea molto ridotta rispetto alla massa
muscolare, cosa che consente loro manovrabilità e velocità.
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Chelmon rostratus,
pesce farfalla |
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Forcipiger longirostris,
pesce forcipe
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Balistes capriscus,
pesce balestra
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Hippocampus histrix |
Hippocampus erectus |
La colonna vertebrale è la struttura portante e di inserzione dei
muscoli del nuoto e serve anche come protezione del midollo spinale.
Le singole vertebre non si articolano tra loro come quelle dei
mammiferi ma sono semplicemente connesse da una serie di legamenti.
Il centro della vertebra è concavo si anteriormente che
posteriormente e lo spazio tra due corpi vertebrali adiacenti è
riempito da una struttura cartilaginea sferica che li distanzia
leggermente e consente loro di flettersi.
Ai lati delle vertebre si estendono le coste che proteggono gli
organi viscerali. Al di sopra delle vertebre, solitamente non in
contatto diretto, si estendono le spine dorsali, che sostengono la
pinna dorsale. Le pinne pettorali e pelviche (o ventrali) sono
sostenute dal cinto pettorale e dal cinto pelvico (collegati al
cranio), strutture molto semplici costituite da un numero limitato
di segmenti ossei.
I
cavallucci marini hanno lo scheletro molto modificato,
irriconoscibile rispetto alla struttura classica dei pesci ossei, e
che forma una sorta di armatura, molto resistente, che protegge il
corpo.
Respirazione
I
pesci per vivere hanno bisogno di ossigeno, che ricavano dall’acqua
attraverso le branchie, strutture pari poste ai lati della faringe.
Le branchie sono organi riccamente vascolarizzati, molto efficienti
nell’estrarre l’ossigeno dall’acqua. L’acqua entra dalla bocca,
passa nel faringe e viene pompata attraverso le branchie, nei cui
capillari avviene lo scambio gassoso: l’ossigeno viene assorbito
dall’acqua e vi viene rilasciata l’anidride carbonica. Le branchie
sono coperte da un opercolo osseo , flessibile, visibile ai lati
della testa, dalla cui apertura esce l’acqua “espirata”. Le branchie
sono strutture molto delicate e non devono mai essere toccate.
I
pesci con forti consumi energetici hanno anche un’elevata richiesta
di ossigeno e devono muoversi costantemente per ossigenarsi.
Alcuni pesci, gli anabantidi (tra cui i pesci combattenti), che
vivono in acque poco ossigenate sono capaci di respirare aria
atmosferica tramite un organo detto labirinto, posto dentro la
testa, dietro le branchie. Contiene migliaia di sottili vasi
sanguigni che possono assorbire l’aria inalata.
Circolazione del sangue
I
mammiferi hanno una doppia circolazione del sangue:
cuore-polmoni-cuore e cuore-corpo-cuore. I pesci al contrario hanno
un circuito unico: cuore-branchie-corpo-cuore. Il cuore comprende
quattro camere, che però sono in sequenza e non appaiate come nei
mammiferi: seno venoso, atrio, ventricolo, cono arterioso. Il seno
venoso raccoglie il sangue deossigenato che proviene dal corpo
attraverso le vene epatica e cardinale. Il sangue da qui passa
nell’atrio e quindi nel ventricolo, la vera e propria struttura di
propulsione; la muscolatura del ventricolo spinge il sangue nel cono
arterioso e da qui all’aorta ventrale, da dove giunge alle branchie
per essere ossigenato. Il sangue ossigenato lascia le branchie e
passa nell’aorta dorsale da dove viene distribuito in tutto il
corpo.

Escrezione
Il principale prodotto terminale del metabolismo proteico dei pesci
è l’ammoniaca, che per l’80-90% è eliminata nell’acqua attraverso le
branchie. Il resto viene convertito in urea e filtrato dai reni.
I
reni sono organi pari, stretti e allungati. I reni non sono solo
organi escretori; hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento
dell’equilibrio osmotico, vale a dire nel mantenere l’equilibrio tra
sali e acqua all’interno dell’organismo. I pesci d’acqua dolce
vivono in un ambiente che contiene meno sali del loro organismo e
per diffusione l’acqua tende ad entrare nelle cellule. In questi
pesci l’acqua in eccesso nel corpo viene eliminata attraverso i reni
che producono un’urina molto diluita.
Il contrario accade nel caso dei pesci marini, che vivono in un
ambiente in cui la concentrazione di sali è maggiore di quella del
loro corpo; ciò porta a perdere acqua per diffusione dalle cellule
all’acqua marina. Questi pesci quindi bevono costantemente per
rimpiazzare l’acqua persa e producono poca urina.
Apparato riproduttivo e
riproduzione
Le gonadi (rispettivamente le ovaie nella femmina e i testicoli nel
maschio) sono organi pari, di dimensioni simili, che possono essere
parzialmente o completamente fusi. Sono situati tra i reni e
l’intestino. Le loro dimensioni variano notevolmente secondo il
momento riproduttivo: aumentano di volume molte volte prima della
riproduzione e nei periodi quiescenti si riducono.
I
pesci possono avere diverse modalità di riproduzione. Il 97% delle
specie sono ovipare, vale a dire che depongono uova che si
sviluppano al di fuori del corpo materno. Di norma la fecondazione è
esterna, vale a dire che maschi e femmine depongono i gameti
nell’acqua. Alcune specie praticano la fecondazione interna: il
maschio depone lo sperma all’interno del corpo della femmina. La
fecondazione interna è resa possibile dalla modificazione nel
maschio della pinna anale in organo copulatore.
Alcune specie sono ovovivipare: l’uovo viene fecondato e si sviluppa
all’interno del corpo materno, ma senza ricevere alcun nutrimento,
che viene fornito dal tuorlo. Altre specie (rare) sono vivipare:
l’embrione, sempre fecondato internamente, non solo si sviluppa
dentro il corpo della madre ma viene da questa nutrito tramite una
placenta.
Nelle specie ovipare di solito le uova (femminili) e lo sperma
(maschile) vengono rilasciati in acqua dove avviene la fecondazione.
Le uova possono anche essere adese ad un substrato, come ad esempio
le foglie delle piante acquatiche.
La maggior parte delle specie è costituita, com’è intuitivo, da
maschi e femmine, ma vi sono eccezioni. Sono abbastanza comuni le
specie ermafrodite, costituite da soggetti con gonadi sia maschili
che femminili. Queste specie possono essere ermafroditi simultanei o
sequenziali. Nel primo tipo ogni soggetto è sia maschio che femmina
allo stesso tempo, anche se la maturità delle gonadi maschili e
femminili può avvenire in sequenza, per evitare l’autofecondazione.
Nelle specie ermafrodite sequenziali ogni individuo è di un solo
genere alla volta e può cambiare sesso.
Organi di senso
Sistema della linea laterale
Il sistema della linea laterale, che si trova in molti pesci e in
alcuni anfibi acquatici, è un organo di senso sensibile alle
differenze di pressione dell'acqua, dovute ad esempio a cambiamenti
della profondità o da onde causate da oggetti in avvicinamento. La
linea laterale è composta da recettori posti lungo i fianchi del
pesce, detti neuromasti, composti da un gruppo di cellule sensoriali
dotate di strutture ciliari racchiuse in una capsula gelatinosa e da
cellule di sostegno. I neuromasti inviano continui segnali nervosi.
Quando le onde di pressione fanno muovere le capsule gelatinose del
neuromasti, piegando le ciglia che avvolgono, la frequenza degli
impulsi nervosi aumenta o diminuisce, a seconda della direzione in
cui si piegano. Struttura e funzionamento dei neuromasti sono simili
a quelli delle cellule dell’orecchio interno dei vertebrati, che
servono a captare i suoni (onde sonore).
I
neuromasti possono trovarsi singolarmente, in piccoli gruppi o in
file all'interno di solchi o canali e vengono allora definiti come
sistema della linea laterale, una struttura visibile in molti pesci
lungo il corpo.
Quando un pesce nuota provoca nell’acqua un’onda di pressione che è
rilevabile dal sistema della linea laterale degli altri pesci.
Inoltre, crea davanti a sé un'onda la cui pressione è superiore a
quella del flusso delle onde lungo i suoi fianchi. Queste differenze
di pressione vengono registrati dal sistema della linea laterale.
Quando il pesce si avvicina ad un oggetto, come una roccia o la
parete di vetro di un acquario, le onde di pressione attorno al suo
corpo vengono distorte e questi cambiamenti sono rapidamente
identificati dal sistema di linea laterale, che consente al pesce di
sterzare o di adottare altri comportamenti adeguati. Poiché le onde
sonore sono onde di pressione, la linea laterale è inoltre in grado
di rilevare suoni a bassissima frequenza, di 100 Hz o meno.
Vista 
Il senso della vista nei pesci è piuttosto acuto e viene impiegato
nella ricerca del cibo, di rifugi, del partner e per evitare i
predatori.
L’occhio dei pesci ha una struttura molto simile a quello dei
mammiferi, con le differenze che non sono presenti ghiandole
lacrimali né palpebre. L’iride non si contrae: le pupille restano
della stessa dimensione indipendentemente dalla quantità di luce. La
lente è perfettamente sferica e sporge dalla fessura pupillare; non
può modificare la propria forma per mettere a fuoco e
l’accomodamento avviene muovendo la lente avanti o indietro. La
maggior parte dei pesci riesce a distinguere i colori. Alcuni pesci,
tra cui il pesce rosso, sono persino in grado di vedere nello
spettro degli ultravioletti.
I pesci hanno un ampio campo visivo: possono vedere in ogni
direzione tranne direttamente dietro di loro, perché gli occhi sono
localizzati sui lati della testa e ogni occhio opera
indipendentemente dall’altro. La visione è binoculare, con la
percezione della profondità, solo in una piccola zona davanti al suo
muso.
Odorato
In molte specie sono presenti quattro narici, due esterne e due
interne, che hanno la funzione di percepire gli odori ma non hanno
alcun ruolo nella respirazione. L’odorato svolge un ruolo importante
nella ricerca del cibo, nella riproduzione, nel riconoscimento dei
luoghi, e in alcuni pesci anche per comunicare il pericolo tramite
il rilascio nell’acqua di feromoni che si verifica se la pelle viene
danneggiata.
Udito
I
pesci possiedono un organo dell’udito ridotto al solo orecchio
interno (che è molto simile al nostro), mentre sono assenti
l’orecchio esterno (lobo auricolare) e l’orecchio medio (timpano,
catena degli ossicini e tuba uditiva). L’orecchio interno è
responsabile sia del senso dell’udito che dell’equilibrio ed è posto
dietro l’occhio. In alcuni pesci l’orecchio è collegato alla vescica
natatoria, che si presume possa agire come una sorta di timpano per
amplificare i suoni.
Gusto
I
pesci possiedono papille gustative non solo nella bocca ma anche
nella pelle che copre la testa, le pinne e le labbra. È quindi
probabile che i pesci possono gustare l’alimento prima che entri in
bocca.
Apparato digerente
Bocca
La bocca presenta una diversità notevole di forma e funzioni nelle
diverse specie. Le labbra sono in genere assenti e i margini della
bocca sono rigidi. La lingua di solito è molto semplice e poco o per
nulla mobile, rappresentata da uno spesso cuscinetto corneo posto
nella mandibola, spesso dotato di piccoli denti. I denti nella
maggior parte dei pesci hanno uno strato esterno di smalto e uno
interno di dentina. Oltre che lungo i bordi della bocca, i denti
possono essere presenti nella faringe e sulla lingua.
Nei pesci c'è una varietà di tipi di dentatura che va dal pesce
spatola (Polyodon spathula) in cui i denti sono inseriti
nelle gengive, e non collegati alle ossa della mascella, ad alcune
specie come il luccio (Esox lucius) in cui i denti sono
lassamente collegati alle mascelle per mezzo di legamenti fibrosi,
alla maggior parte dei pesci che hanno i denti anchilosati, vale a
dire strettamente fissati da tessuto fibroso alle ossa della bocca.
In alcune specie di Characidae i denti sono impiantati in alveoli
delle ossa delle mascelle.
La maggior parte delle specie di pesci, come pure squali e razze,
hanno denti polifiodonti, che sono continuamente sostituiti quando
si usurano o vanno persi. Negli Elasmobranchi (squali e razze) i
denti sono disposti in file parallele situati dietro il set
funzionale. Quelli in attesa di sostituire i denti perduti o
danneggiati restano appiatti contro la gengiva e sono rivolti
posteriormente, dove possono intervenire nel trattenere il cibo, ma
non prendere parte al morso. Quando uno o più denti devono essere
sostituiti la gengiva si sposta in avanti tirando i nuovi denti in
avanti e raddrizzandoli. Alcune specie non hanno denti che possono
essere rimpiazzati, ma possiedono una dentatura a crescita continua,
per bilanciare il consumo del tessuto dentale.
La cavità buccale secerne muco per aiutare nella deglutizione del
cibo, che ha esclusivamente funzione lubrificante e non contiene
enzimi digestivi. Non sono presenti ghiandole salivari.
Faringe
La bocca si continua nella faringe, in cui si trovano le fessure
branchiali, attraverso cui l'acqua esce dal tubo digerente e passa
nelle branchie. È corta e conduce l'esofago.
Esofago
L’esofago è un tubo muscolare che conduce allo stomaco; è tappezzato
da cellule secernenti muco che lubrificato il cibo aiutando a farlo
progredire fino allo stomaco.
Ventriglio
È
una struttura muscolare che rappresenta una modificazione della
prima parte dello stomaco. Il suo scopo principale è quello di
frantumare i pezzi di cibo più grossi in pezzi più piccoli
facilitando così la successiva digestione. La digestione inizia nel
ventriglio perché quest’organo può anche secernere enzimi
digestivi.
Stomaco
Lo stomaco ha una struttura poco definita; è costituito da una
struttura muscolare dal contenuto molto acido (pH 2-4) grazie alla
secrezione di acido cloridrico. Lo stomaco secerne anche diversi
enzimi digestivi, il principale dei quali è la pepsina. È separato
dall’intestino tramite la valvola pilorica. In alcune specie lo
stomaco è assente.
Cechi pilorici
Sono sacchi a fondo cieco posti tra lo stomaco e l’intestino,
presenti in alcune specie. Il loro numero è variabile secondo la
specie e va da 1 a 200. La loro funzione è poco chiara e sembra
legata alla secrezione di enzimi digestivi quali la tripsina. È
possibile che abbiano funzioni diverse nelle diverse specie.
Intestino
È
costituito da un lungo tubo muscolare deputato alla digestione del
cibo e all’assorbimento dei principi nutritivi. La lunghezza varia
con il regime alimentare: come regola generale i pesci carnivori
hanno l’intestino più corto e quelli vegetariani più lungo. Nei
pesci che assumono alimenti vegetali parte della digestione è
effettuata da batteri e funghi che si alimentano della cellulosa
producendo sostanze utili che vengono assorbite dall’intestino dei
pesci.
Retto
È
la parte terminale dell’apparato digerente e raccoglie le feci prima
di eliminarle nell’acqua. Nella maggior parte dei pesci si apre
all’esterno attraverso l’ano, un’apertura situata anteriormente a
quelle riproduttiva e urinaria.
Fegato
È
un organo voluminoso che svolge diversi ruoli: è la sede in cui
viene immagazzinato il glicogeno, produce una varietà di sostanze,
tra cui gli enzimi che aiutano la digestione e vari ormoni e altre
importanti sostanze. La forma del fegato varia secondo la specie; ha
di solito due lobi distinti, ma può avere un solo o anche tre. In
genere è presente la cistifellea, che secerne sostanze che
digeriscono i grassi. Il fegato ha sempre almeno uno e talvolta fino
a otto dotti che sboccano nella prima parte dell'intestino; spesso
il pancreas condivide uno di questi dotti.
Pancreas
Il pancreas è ben sviluppato nei pesci polmonati (dipnoi), in squali
e razze e nei pesci giovani, ma in molti teleostei è di dimensioni
piuttosto ridotte e ha una struttura diffusa negli adulti. In squali
e razze è del tutto distinto dal fegato, ma nei teleostei in cui è
presente è spesso parzialmente inglobato nel fegato. Il pancreas
secerne nell'intestino enzimi digestivi come tripsina (che digerisce
le proteine), amilasi (per la digestione dei carboidrati) e lipasi
(che attacca i grassi), che giungono nel lume intestinale attraverso
la condivisione di uno dei dotti epatici o tramite un proprio dotto
pancreatico.
Termoregolazione
Quasi tutti i pesci possono essere considerati animali “a sangue
freddo” e più precisamente ectotermici, vale a dire che la loro
temperatura corporea è uguale a quella dell’acqua in cui si trovano
e non sono in grado variarla con il metabolismo. Vi sono tuttavia
delle eccezioni, come il tonno, che può mantenere una temperatura
corporea di diversi gradi superiore a quella ambientale.
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