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La Pet-Therapy
A cura della Dr.ssa Marina Magazzino,
esperta in scienze delleducazione.
Indice
-
La
Pet-Therapy: che cosa è...
-
Pet-therapy: a
chi giova...
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Animali utilizzati
-
Animali co-terapeuti
-
Il gruppo di lavoro
nella pet-therapy
-
Lesperienza di un
operatore di pet therapy
La
Pet-Therapy: che cosa è...
L'intuizione del valore terapeutico degli
animali, che risale all'antichità e nel corso dei secoli ha assunto sempre più
importanza, trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche
patologie. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12000 anni fa, si è
instaurata, tra l'uomo e l'animale, una forte intesa affettiva ed emotiva.
Bisogna giungere al XVIII secolo per
osservare, presso scuole anglosassoni, l'effetto benefico esercitato dalla presenza di
cani e gatti sull'umore e sulle condizioni di salute dei pazienti; in particolare,
occuparsi di questi animali consentiva a malati di mente di acquistare un certo equilibrio
ed interesse per il mondo esterno. Nella seconda metà del XIX secolo un medico francese
sperimentò l'ippoterapia in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei
risultati soddisfacenti. Durante l'ultima guerra mondiale, animali da compagnia vennero
utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli
eventi bellici.
Per indicare questo tipo di approccio da
parte della medicina si parla di pet-therapy, un neologismo di origine anglosassone
coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson nel 1953 in seguito ad una scoperta
casuale: un bambino con tratti autistici, in cura presso di lui, si dimostrò più
spontaneo e più disponibile all'interazione, dopo aver avuto un contatto da lui stesso
voluto, con il cane (cocker) di proprietà di Levinson. Pet in inglese significa
"animale domestico" o "da compagnia" da accarezzare e coccolare,
azioni che procurano così un piacevole contatto fisico, uno dei principali fattori di
comunicazione interpersonale e interspecifica, e stimolano la creatività, la curiosità e
la capacità d'osservazione (soprattutto nei bambini).
Nel 1961 nasce ufficialmente la
"terapia con gli animali" come tecnica d'intervento terapeutico: l'animale
diventa "co-terapeuta" nel processo di guarigione, rivestendo il ruolo di
"mediatore emozionale" e "catalizzatore" dei processi
socio-relazionali. A partire dagli anni 80 il programma Pet Therapy è stato
suddiviso in fasi distinte tra loro:
-
Animal-Assisted Activities (AAA)
- Attività svolte con
l'ausilio di animali che hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita
di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).
Sono interventi di tipo educativo e/o
ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere
erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o
volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite
da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere. Per
queste attività:
- non sono necessari obiettivi specifici programmati per
ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento;
- é opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite
effettuate;
- le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non
è prestabilita.
- Animal-Assisted Therapy (AAT) -
Terapia effettuata con
l'ausilio di animali finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente
mediante specifici obiettivi.
È una terapia di supporto che integra,
rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia
considerato. Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi
obiettivi:
- cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali,
memoria, pensiero induttivo)
- comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento
corporeo, acquisizioni di regole)
- psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di
interazione)
- psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia
animale, miglioramento dell'autostima).
Sono interventi con obiettivi specifici
predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante
dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive
e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di co-terapie dolci, che
affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non
riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale. La terapia effettuata con gli
animali per risultare efficace deve, innanzitutto, individuare gli obiettivi specifici per
ciascun destinatario dell'intervento, valutare i progressi in itinere, deve essere
finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute e fattore importante essere gestita
da professionisti di sanità umana.
- Human- Animal Support Services (HASS)
.
In Italia, la Pet Therapy, sbarca nel 1987
al Convegno interdisciplinare su "Il ruolo degli animali nella società
odierna", tenutosi a Milano il 6 dicembre al quale hanno partecipato esperti di fama
internazionale. Nel 1990 nasce, sempre in Italia, il C.R.E.I. (Centro di ricerca Etologica
Interdisciplinare per lo Studio del Rapporto uomo-animale da compagnia) che unisce
studiosi di varie discipline inerenti la salute umana ed animale, l'ambiente ed il
comportamento.
Pet-therapy:
a chi giova...
Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in
alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può
aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e
recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
È stato infatti rilevato da studi condotti
già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il
contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti,
è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di
conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri per
mezzo suo. Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di
conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di
comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi
soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici. Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato,
infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della
propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella
riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.
Che si tratti di un coniglio, di un cane,
di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet therapy, la sua
presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua
attenzione, grazie all'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione
privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più
accettabile il disagio di cui è portatore.
Alcune recenti esperienze condotte in
Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di
Attività
Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai
piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti
di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le
terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in
compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in
braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare
e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo
più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella
particolare contingenza.
Altre esperienze di Attività Assistite
dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi
di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore
reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello
stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di
affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.
Nel campo delle Terapie Assistite dagli
Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni
pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet- therapy propone
co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso
protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dellapprendimento,
dellattenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di
Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie
psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da
sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. Lintervento degli animali, scelti tra quelli con
requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è
mirato a stimolare lattenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile,
uninterazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il
rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per
chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori,
ad esempio accarezzando lanimale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione
con conduzione dellanimale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno
noiosi e più stimolanti.
Animali
utilizzati
Secondo la
Delta Society
(organizzazione internazionale che favorisce l'impiego degli animali per il miglioramento
dello stato di salute, l'indipendenza e la qualità della vita dell'uomo), solo gli
animali domestici possono essere inseriti in programmi di attività e terapie assistite
dagli animali, escludendo quindi tutti gli animali selvatici o inselvatichiti ed i
cuccioli. Tutti gli animali impiegati come Pet partners devono superare una valutazione che ne
attesti lo stato sanitario, le capacità e l'attitudine. Il Pet Partner Aptitude Test
(PPAT) della Delta Society valuta se la coppia conduttore/animale ha l'abilità, le
capacità, la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di
terapia. Bisogna tenere presente che l'animale, messo a contatto con persone che possono
manifestare comportamenti iperattivi o stereotipie, può vivere situazioni che gli creano
molto stress e deve essere quindi particolarmente equilibrato per evitare reazioni
indesiderate a stimoli eccessivi, manipolazioni maldestre, ecc.
Gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella
pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli,
pesci, delfini.
- Il cane ha un rapporto privilegiato con
l'uomo sin dalla preistoria e sono frequenti le occasioni in cui possiamo apprezzarne la
collaborazione e, talvolta, l'abnegazione. Per questo viene impiegato di frequente quale
co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani attraverso l'invito al
gioco, l'offerta di compagnia e la richiesta di interazione.
- Anche il gatto è utilizzato nella pet-therapy: per la sua
indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e
che, a causa della patologia o dell'età, non sono agevolate negli spostamenti.
- Criceti e conigli sono diffusi nelle nostre abitazioni:
osservare, accarezzare e prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande
beneficio soprattutto a quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella
loro crescita.
- Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o
ricreative, viene utilizzato per l'ippoterapia, medica, psicologico-educativa,
riabilitativa, che viene praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto
di personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell'ippoterapia sono
soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone con problemi motori e
comportamentali.
- Da alcuni esperimenti effettuati su gruppi di anziani, è
stato rilevato l'effetto benefico derivante dal prendersi cura abitualmente di uccelli, in
particolare pappagalli.
- E' stato constatato che l'osservazione dei pesci di un
acquario può contribuire a ridurre la tachicardia e la tensione muscolare, agendo così
da antistress.
- I delfini occupano un posto privilegiato nelle attività che
prevedono terapie con gli animali. L'amicizia tra uomini e delfini è di vecchia data ed
il loro utilizzo quali co-terapeuti si è rivelato particolarmente efficace per la
depressione ed i disturbi della comunicazione. La delfino-terapia è utile anche per i
pazienti autistici che li aiuta, in molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio
isolamento.
- Asini, capre e mucche, animali con i quali esisteva una
grande familiarità sino a pochi decenni fa, ultimamente vengono anche loro utilizzati per
la pet-therapy.
Animali co-terapeuti
L'animale co-terapeuta agisce come soggetto
attivo e tra lui e la persona trattata avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e
di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti positivi in entrambi. Con persone disturbate gli animali trovano un canale preferenziale, una sorta di accesso
più facile per entrare in contatto riuscendo a volte a sbloccare condizioni patologiche
cronicizzate negli anni. L'animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità rendendo possibile il contatto e
una comunicazione non convenzionale. La comunicazione con l'animale, preferibilmente con il proprio, che avviene nelle forme
più svariate, non potendo ovviamente far ricorso al linguaggio, garantisce un effetto
calmante con conseguente diminuzione della pressione del sangue. Tale dialogo non conosce,
infatti, rigide regole sociali e, soprattutto sentimenti competitivi distruttori. Inoltre,
la soddisfazione del bisogno di affetto e di relazione "interpersonale" crea le
condizioni di un buon equilibrio psico-fisico, specialmente nei bambini, negli anziani,
nei malati. Il prendersi cura dell'animale, favorisce il senso di responsabilità, quanto mai
auspicabili nel caso di bambini e di adulti che hanno perso la fiducia in se stessi,
garantendo un'immagine valida e positiva della propria persona e del proprio valore
individuale. Infatti, dare da mangiare all'animale rappresenta il primo passo per
stabilire un rapporto di fiducia poichè grazie al cibo si creano tutta una serie di
informazioni ed emozioni che legano vicendevolmente uomini ed animali.
Il gruppo di
lavoro nella pet-therapy
Nella pet-therapy, l'attività svolta dal
"terapeuta animale" nei confronti del "paziente uomo" è molto
complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da
diverse discipline.
Per questo motivo, ogni esperienza di
pet-therapy
è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose
figure professionali che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo
ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla
progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e
delle terapie in qualità di operatori.
- Medico
- psicologo
- Terapista della riabilitazione
- Assistente sociale
- Infermiere
- Insegnante
- Pedagogista
- Veterinario
- Etologo
- Addestratore
- Conduttore pet partners
Poiché la terapia si effettua su persone
affette da varie
patologie relative a aspetti fisici e/o mentali, è fondamentale
innanzitutto la presenza del medico e/o dello psicologo. È loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri professionisti,
valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti
presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della
riabilitazione.
Fondamentale è il ruolo del veterinario.
Nel caso della pet therapy, al veterinario che collabora con il gruppo di lavoro,
è richiesta una specifica formazione nel settore. Deve, innanzitutto, selezionare
l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare, poi sorvegliarne in modo costante ed
accurato lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico. Gli animali sono sottoposti a controlli periodici ponendo particolare attenzione a segni
clinici relativi a zoonosi (specie parassitosi e micosi) che, essendo trasmissibili
all'uomo, potrebbero compromettere la pet therapy. Infine, il veterinario deve
verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso. In ogni caso, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere vengono
esclusi dal programma di pet therapy avviato. Il veterinario è affiancato da un
etologo
( o biologo o comunque un professionista con adeguate conoscenze in materia di
comportamento animale). In primo luogo, contribuisce alla scelta dell'animale in base ad una analisi accurata
delle caratteristiche attitudinali e comportamentali. Successivamente, si occupa di
istruire i pazienti (laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in
merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado
di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere. L'etologo,
inoltre, fornisce criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale
"lavoratore".
Nella pet therapy, è cruciale il
peso dell'addestramento del co-terapeuta affidato ad addestratori ed istruttori con
specifica preparazione. Infatti, poiché la pet therapy è finalizzato alla cura e al raggiungimento di
risultati precisi, è importante in via preliminare addestrare adeguatamente l'animale ad
interagire con il paziente e poi curare il rapporto che si viene a creare nella coppia
co-terapeuta e paziente. In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale assista pazienti
con particolari handicap fisici.
La Pet Therapy è definita una terapia
dolce, proprio in virtù degli effetti benefici che possono essere riscontrati, sotto il
profilo sia psichico-emozionale che fisico, nei pazienti ai quali viene praticata.
Il
soddisfacimento del bisogno d'amare, d'affetto e di legami interpersonali è alla base
della Pet Therapy.
Riassumendo i concetti fondamentali per i quali la Pet
Therapy viene considerata dagli studiosi salutare, sono:
- gli animali forniscono compagnia
- sono esseri attivi
- offrono un supporto emozionale
- sono un ottimo stimolo all'esercizio fisico
- fanno sentire accettata la persona
- risvegliano il senso di responsabilità.
Le diverse finalità della Pet Therapy sono:
- finalità psicologica-educative
- finalità psichiatriche
- finalità mediche
- finalità motorie-riabilitative.
Lesperienza
di un operatore di pet therapy
La mia esperienza diretta in questo
particolare settore delle terapie cosiddette dolci risale a qualche anno fa. Sono venuta
in contatto con questa realtà in occasione del mio tirocinio presso lASL/TA1 in
qualità di educatore nel gruppo SISH (servizio di integrazione scolastica handicap)
dellUTR (unitá territoriale di riabilitazione). In questa sede ho approfondito la
cultura della pet therapy che conoscevo solo in via teorica attraverso i canali
accademici. In tale sede in particolare si praticava e si pratica tuttora
lippoterapia, la delfinoterapia e la terapia con animali da fattoria. Per poter
comprendere a pieno questa particolare terapia con gli animali ho imparato che sono
indispensabili alcuni elementi:
- passione e amore per gli animali e per la natura
- rispetto delle esigenze degli animali coinvolti nella pet
therapy
- competenze specifiche per questo tipo di lavoro
- attitudini personali
- convinzione nel credere nellefficacia di questa
terapia.
Solo se il gruppo di lavoro è convinto
nelluso e conseguente efficacia della pet therapy indirizzata a quel particolare
soggetto allora la pet therapy è una terapia coadiuvante per il raggiungimento del
benessere psicofisico dellutente. Si vuole sottolineare come questo tipo di
intervento non puó e non deve mai essere usato da solo (non risulterebbe efficace) ma
deve essere sempre accompagnato da competenze multidisciplinari. In realtà, purtroppo,
spesso capita di lavorare in situazione di precarietà, dove tutto è lasciato in mano a
pochi operatori che grazie alla buona volontá e alle proprie risorse umane e
professionali riescono a realizzare con discreti risultati questo tipo di intervento.
Personalmente nel corso degli anni ho potuto constatare quanto questo genere di terapia
possa essere veramente di aiuto nelle piú svariate situazioni di disagio (da quello
fisico a quello psicologico) e ho potuto sperimentare anche diversi tipi di intervento con
diversi tipi di animali. In particolare ho potuto attuare un tipo di pet therapy con la
scelta di un articolare animale: il coniglio. La scelta è ricaduta su questo tipo di
animale sostanzialmente per due ragioni:
- la mia personale passione per i conigli
- lanalisi di particolari disagi di alcuni bambini.
Le particolari caratteristiche
comportamentali dei conigli mi hanno permesso di attuare un tipo di intervento che
denomino "poco invasivo" nei confronti di alcuni bambini che avevano dei
disturbi psicologici-comportamentali e la fobia per gli animali. Descrivo brevemente
lintervento.
Losservazione e in seguito la
familiarità di alcuni conigli liberi in un grande recinto da parte di questi bambini è
risultata efficace ai fini del superamento del loro disagio. Vedere i salti acrobatici di
questi animali risultava momento di ilarità per questi bambini momento che dimostrava
loro che lanimale non è un pericolo e che poteva dare loro delle gioie. In seguito
la familiarizzazione con questi animali attraverso il momento del dar loro da mangiare e
altri momenti di accudimento degli stessi ha permesso loro di affievolire gli aspetti piú
difficili del loro disagio. Il lavoro è tuttora in corso e si evolve grazie alla raccolta
di dati e nuovi elementi emergenti dalla diverse situazioni. Il coniglio come protagonista
di questo tipo di pet therapy perché è un animale tranquillo, piccolo che non spaventa
per la sua stazza, che non ha un comportamento invadente nei confronti dellumano
(come potrebbe avere un cane o un gattino in cerca di coccole o di cibo), è un animale
che va osservato nella sua quotidianità, che non adora essere stropicciato sono questi
gli elementi della mia scelta: riassumendo la sua discrezione, elemento indispensabile per
chi ha fobie e disturbi legati al mondo animale. La pet therapy e il suo impianto teorico
e metodologico è in fase di crescita e ancora molto è affidato alliniziativa di
chi ci lavora.
Bibliografia essenziale:
- Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica
Veterinaria; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore
di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della
salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della
nutrizione - Ufficio X;
- Attività e terapie con l'ausilio di animali: quadro
internazionale e stato dell'arte in Italia
, ANNALI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA',
Natoli E. 1997;
La Pet Therapy: gli animali e la salute dell'uomo",
Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale",
giugno 1996;
Animals, Health and Quality of Life, Conferenza
Internazionale sulle interazioni uomo-animale, settembre 1995;
Animali e uomini imparano insieme, PET MAGAZINE,
novembre 1997.
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