Il ratto

Marta Avanzi, Med
Vet
Il ratto (Rattus norvegicus)
è un roditore originario delle regioni temperate
dell’Asia centrale e da qui si è diffuso in tutto il
mondo. E’ un animale socievole (vive in colonie) e
scavatore, prevalentemente notturno. La vita media è
di tre anni o più. Il maschio pesa mediamente
450-520 g, la femmina di 250-300 g. Rispetto al
maschio la femmina ha un pelo più liscio, non ha
odore e raramente marca il territorio. La
distinzione dei sessi è semplice: il maschio è
riconoscibile per la presenza dei testicoli, che
scendono a 20 giorni di età. Come in tutti i
roditori, gli incisivi sono a crescita continua e
vengono mantenuti di lunghezza costante con l’uso.
I ratti albini hanno una vista molto scarsa, ma
possono condurre una vita perfettamente normale
perché si aiutano con l’olfatto e le vibrisse (i
baffi). Dietro il globo oculare si trova una
ghiandola lacrimale, detta ghiandola di Harder, che
produce un secreto rossastro. In condizioni di
stress o malattie la ghiandola di Harder può
produrre un eccesso di secreto che macchia di rosso
il pelo della faccia, dando la falsa impressione che
l’animale sanguini dagli occhi.
Il ratto come animale da compagnia
I ratti, se maneggiati spesso e
con gentilezza, costituiscono degli ottimi animali
da compagnia, docili, intelligenti e puliti;
riconoscono il proprietario e gli si affezionano. I
ratti sono animali sociali, e hanno bisogno anche
della presenza dei loro simili. Necessitano di più
attenzioni di quanto in genere richiedano i piccoli
roditori, ed è opportuno che il proprietario
interagisca con loro almeno un’ora al giorno,
permettendo anche l’uscita dalla gabbia. Raramente
questi roditori mordono, a meno che non siano
maneggiati in modo rude.
Allevamento
I ratti possono essere tenuti in
gruppo con più maschi e femmine, se lo spazio a
disposizione è sufficiente; i piccoli sono accuditi
da più madri insieme. Se non si vogliono riprodurre,
è possibile tenere insieme ratti dello stesso sesso,
oppure si sterilizza il maschio. E’ anche possibile
mettere insieme due soggetti adulti, con qualche
precauzione e molta gradualità.
I ratti devono essere alloggiati in gabbie
relativamente spaziose, rispetto agli altri piccoli
roditori. Sono adatte sia le gabbie di metallo (con
le sbarre), che quelle in plastica o plexiglas, del
tipo per conigli. Oltre allo spazio, è importante
che la gabbia fornisca una buona areazione, che sia
facile da pulire e a prova di fuga. Come fondo si
possono usare trucioli, pellet di carta riciclata o
di segatura, o simili materiali, assorbenti e non
tossici. Il ghiaino per gatti è sconsigliato.
Il fondo della gabbia deve essere pieno perché la
rete può causare lesioni ai piedi. Nella gabbia va
posto un nido, costituito ad esempio da una scatola,
e si lascia a disposizione della carta morbida (del
tipo da cucina) per imbottirlo. Per arricchire
l’ambiente si mettono nella gabbia tubi, scatoloni,
vasi, ecc. Una ruota di dimensioni adeguate, con il
fondo pieno, è molto utile per permettere
all’animale di fare attività.
I ratti non sopportano bene temperature ambientali
elevate; la calura eccessiva causa malessere e
disidratazione. La temperatura ottimale è di 22°C (range:
18-27°C) e l’umidità relativa del 30-70%.
L’igiene della gabbia va curata con molta
attenzione. Il materiale del fondo va completamente
sostituito almeno una volta alla settimana perché
l’ammoniaca presente nell’urina irrita le vie
respiratorie e predispone alle infezioni
respiratorie.
I ratti sono animali molto puliti, ma in caso di
necessità è possibile lavarli utilizzando uno
shampoo per cani o gatti. Vanno poi asciugati con
cura, facendo attenzione che non prendano freddo.
Quando sono lasciati liberi, i ratti devono essere
sorvegliati a vista. L’ambiente deve essere a prova
di fuga, e non contenere oggetti pericolosi (fili
elettrici, sigarette, sostanze o piante tossiche,
ecc.). I ratti possono marcare il territorio con
goccioline di urina, inoltre possono rodere vari
oggetti come libri e mobilio, causando danni
all’arredamento.
Spesso un ratto fuggito ritorna alla sua gabbia, ma
lasciato libero incustodito andrebbe incontro a
moltissimi pericoli.
Riproduzione
I ratti da compagnia non
dovrebbero essere riprodotti, perché è difficile
assicurare a ciascun piccolo una sistemazione
adeguata dopo lo svezzamento, e molti degli animali
consegnati ai negozi finiscono come pasto per i
serpenti.
I ratti raggiungono la maturità sessuale a 65-110
giorni e sono molto prolifici. La femmina va in
estro ogni 4-5 giorni, la gravidanza dura 21-23
giorni e il numero medio di piccoli è di 6-12. I
piccoli aprono gli occhi a 7 giorni, iniziano a
mangiare e a bere a due settimane, e sono svezzati a
tre settimane, quando pesano 40-50 g. Ai piccoli si
può lasciare a disposizione del pellet inumidito
oppure, in mancanza di questo, cibo morbido come
riso cotto, cereali inumiditi, verdure cotte, uova
sode. Occorre fare attenzione che riescano a
raggiungere senza difficoltà il beccuccio del
beverino.
Dopo il parto si verifica un calore, che può essere
fertile. Se la femmina non è rimasta gravida con il
calore post partum, torna in calore 2-4 giorni dopo
lo svezzamento. Se la femmina sta allattando ed è
contemporaneamente gravida, la durata della
gravidanza si allunga di alcuni giorni.
In condizioni di allevamento, un maschio viene
tenuto insieme a 2-7 femmine, e le femmine gravide
vengono poste in una gabbia da sole prima del parto,
per evitare che vengano disturbate e abbandonino o
cannibalizzino i piccoli. Dopo lo svezzamento la
femmina viene rimessa nel gruppo. I ratti sono in
grado di riprodursi tutto l’anno, anche se la
fertilità cala in inverno. Nel caso dei ratti tenuti
come pet, non è consigliabile lasciare insieme
maschio e femmina, perchè la femmina risulterebbe
costantemente gravida, a scapito delle sue
condizioni fisiche. Tra una gravidanza e l’altra è
opportuno lasciare passare almeno un mese.
Alimentazione
Allo stato naturale i ratti sono
onnivori, e mangiano qualunque cosa. Sono in grado
di ingerire in un giorno il terzo del loro peso in
cibo. In cattività il problema principale consiste
nell’evitare l’obesità, che è molto frequente,
evitando gli alimenti grassi e ricchi di zuccheri.
L’alimento ideale è un pellet specifico per ratti,
che contenga il 20-27% di proteine. Se questo non è
reperibile si possono offrire cereali integrali,
anche in fiocchi (ad esempio muesli non zuccherato
per la colazione), riso integrale, altri alimenti
integrali quali pasta, pane o fette biscottate,
vegetali (tra cui patate, fagioli e piselli cotti) e
frutta, proteine (carne magra cotta, yogurt,
formaggio, soia).
I ratti sono "neofobi", ossia tendono a evitare
alimenti sconosciuti, a cui non sono mai stati
abituati, pertanto si devono offrire una varietà di
alimenti fin da quando sono piccoli.
L’acqua va sempre lasciata a disposizione,
preferibilmente con un beverino a goccia.
Alimenti controindicati
-
Miscele di semi (troppo
grassi e carenti di proteine)
-
Frutta secca
-
Cibi zuccherati (dolci,
biscotti, creme, dolciumi in generale)
-
Cibi ricchi di grassi
(fritti, panna, burro, merendine)
-
Insaccati
-
Vegetali avariati, o non
adatti al consumo umano
-
Le parti verdi e le foglie di
patata, pomodoro e melanzana
-
Il latte e gli alimenti
contenti latte
-
I cosiddetti "snack per
roditori", come caramelline, bastoncini di semi
e melassa, ecc.
Come si maneggiano
I ratti vanno afferrati con una
presa sicura ma delicata, circondando con una mano
il torace mentre l’altra sostiene le zampe
posteriori. Questi roditori raramente mordono, e
vanno abituati ad essere manipolati regolarmente,
con gentilezza, offrendo un bocconcino perché
associno le mani umane ad un’esperienza piacevole. I
ratti amano essere coccolati e spesso restano a
lungo in grembo al proprietario.
Cure
I ratti non devono essere
vaccinati, ma è bene far fare una visita subito dopo
l’acquisto e delle visite di controllo periodiche
2-3 volte l’anno. I maschi vanno preferibilmente
sterilizzati. Ovviamente, il ratto va fatto visitare
subito se presenta segni di malessere come ad
esempio anoressia, respiro difficoltoso,
abbattimento.

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