Prevenzione e controllo delle malattie
negli allevamenti
"Prevenire è meglio che curare"
Quarantena
A causa dellelevato numero di soggetti presenti in allevamento,
della difficoltà di trattare singolarmente i soggetti e di eliminare una malattia una
volta che è stata introdotta nel gruppo, è di estrema importanza rispettare le misure di
quarantena prima dellintroduzione di nuovi soggetti, che dovrebbero anche essere
esaminati ed eventualmente trattati per i parassiti esterni ed esterni. I canarini appena
acquistati devono essere tenuti separati dal gruppo, idealmente in un diverso edificio, ma
al limite in una stanza separata. Devono essere accuditi per ultimi, dopo gli altri
animali. I recipienti del cibo e gli abbeveratoi delle loro gabbie non devono essere
lavati insieme con quelli del gruppo. Anche i contenitori del cibo per gli animali in
quarantena devono essere separati, in modo che non vi siano possibili contaminazioni.
Il periodo di quarantena dovrebbe durare 30-45 giorni; se al termine i
nuovi animali non mostrano segni di malattie, possono essere messi insieme agli altri
canarini.
Le stesse precauzioni si applicano agli animali ammalati, che devono
essere immediatamente isolati da quelli sani e alloggiati in un diverso ambiente. Vanno
inoltre applicate agli animali che sono stati a mostre, fiere ed esibizioni, rispettando
un periodo di quarantena di almeno due settimane.
Isolamento da fonti esterne di contaminazione
Unaltra importante misura di profilassi consiste
nellimpedire agli uccelli selvatici, a topi e ratti di avere accesso
allallevamento; questi animali possono essere responsabili dellintroduzione di
un gran numero di patogeni (virus, batteri, parassiti interni ed esterni).
Impedire agli insetti di accedere ai locali dove sono alloggiati gli
uccelli è di estrema importanza, soprattutto come profilassi contro il vaiolo. Ciò si
ottiene con luso di zanzariere e di prodotti antiparassitari sui pavimenti e sulle
pareti. Durante il periodo riproduttivo si deve impedire di avere accesso
allallevamento agli estranei, in particolare persone coinvolte nellallevamento
dei canarini, appassionati, negozianti. Analogamente, il proprietario
dellallevamento deve prendere ogni precauzione per non fungere esso stesso da
veicolo visitando altri allevamenti o negozi.
Igiene
Limportanza delligiene non può essere sottolineata a
sufficienza. Maggiore è ligiene dellallevamento o della gabbia singola,
minore è la carica batterica e parassitaria presente. Per raggiungere un buon livello di
igiene non è sufficiente utilizzare un disinfettante, ma bisogna prima asportare con cura
la sporcizia e le incrostazioni. Infatti i germi risultano protetti da questo materiale,
dove il disinfettante non arriva ad agire. Come disinfettanti si possono utilizzare il
lisoformio o la varechina diluita; la clorexidina è un ottimo disinfettante, ma più
costosa. Dopo alcuni minuti di contatto i disinfettanti devono essere risciacquati con
cura.
Isolamento dei soggetti ammalati e disinfezione
Un soggetto ammalato deve essere prontamente isolato, posto in una
gabbia singola in un locale diverso da quello dove viene tenuto il resto dei soggetti. La
voliera in cui si trovava deve essere accuratamente pulita e disinfettata, insieme a tutti
gli accessori. Oggetti di legno o di materiale non facilmente disinfettabile devono essere
eliminati.
Ricambio daria e qualità dellaria
Nel locale in cui sono alloggiati gli uccelli è essenziale assicurare
un ricambio costante daria, perché sia sempre fresca e pulita, evitando tuttavia
sbalzi di temperatura e correnti daria. Anche durante linverno il ricambio
daria deve essere garantito. Nei locali in cui si tengono le gabbie è di grande
utilità luso di un depolverizzatore, che abbatte la carica delle polveri presenti.
Esami necroscopici
Idealmente, quando si verificano dei decessi in allevamento, tranne
forse che per casi sporadici o incidenti, ha un valore grandissimo lesecuzione di
una necroscopia e di esami collaterali sugli uccelli morti. In particolare, nel caso di
malattie batteriche lesecuzione di esami colturali e antibiogrammi permette di
identificare esattamente leventuale agente patogeno coinvolto e di instaurare una
terapia antibiotica mirata. Luso indiscriminato di antibiotici in allevamento porta
spesso allo sviluppo di forme di resistenza. La necroscopia è utile anche per
diagnosticare problemi dovuti a parassiti interni ed esterni.
I soggetti morti devono essere consegnati al laboratorio prima
possibile; fino alla consegna possono essere conservati in frigorifero, ma non devono
essere congelati.
MALATTIE
Vaiolo
Il vaiolo è una malattia virale causata da un poxvirus. Il virus che
colpisce il canarino è in grado di causare la malattia anche nelle specie di uccelli che
si ibridano col canarino quali ad esempio gli uccelli del genere Carduelis e
Carpodacus..
Lincidenza maggiore di casi di vaiolo si osserva in tarda estate
ed autunno, per il fatto che questo virus viene trasmesso principalmente da insetti quali
le zanzare, ma probabilmente anche altri insetti pungitori o da acari. Il virus del vaiolo
non è in grado di attraversare la pelle integra, e deve essere inoculato tramite un
insetto, oppure deve venire a contatto con le mucose. Il virus può penetrare
nellorganismo anche tramite abrasioni della pelle o delle mucose.
La forma clinica varia secondo la virulenza del ceppo, la modalità di
trasmissione e la suscettibilità dellospite. Si può osservare una forma cutanea,
una setticemica e una difteroide. La mortalità può arrivare anche al 100% nella forma
setticemica, mentre è bassa in quella cutanea. I sintomi nella forma acuta comprendono
letargia, penne arruffate, respirazione a becco aperto e morte in 2-3 giorni. Se il
decorso è meno acuto si può osservare congiuntivite, blefarite e lacrimazione, seguite
dalla comparsa di lesioni proliferative intorno agli occhi e alla bocca; se tali lesioni
ostruiscono il faringe si ha la morte del canarino. Le lesioni cutanee proliferative
devono essere differenziate dagli ascessi da puntura di zanzara, che causano un nodulo
ripieno di pus caseoso (foto di lesioni cutanee da vaiolo su
una zampa).
Diagnosi
La diagnosi si basa sui sintomi clinici, sulla stagione (anche se a
volte compare in inverno o in primavera), sul fatto che i soggetti colpiti non sono
vaccinati, e sul tipo di lesioni che si riscontrano allautopsia. I soggetti morti di
vaiolo mostrano, infatti, lesioni polmonari e ingrossamento della milza. Anche le lesioni
cutanee sono abbastanza indicative.
Trattamento e prevenzione
Non esistono trattamenti specifici; utile per prevenire o combattere le
infezioni secondarie può essere una terapia antibiotica, ma in genere il canarino muore
prima. Nella forma cutanea si può applicare sulle lesioni un disinfettante astringente
quale mercurocromo o alcool.
Le misure più importanti sono quelle profilattiche. Il virus viene
veicolato da insetti quali zanzare e acari, o per il contatto attraverso le superficie
epiteliali danneggiate. La stanza dove sono alloggiati i canarini deve essere equipaggiata
con zanzariere. I soggetti ammalati devono essere isolati da quelli sani finché non sono
guariti, tenendo presente che possono restare eliminatori del virus, anche se la loro
immunità è in genere permanente. Una volta che il virus è penetrato in un allevamento,
questo è infettato in modo permanente, perché il virus ha una forte resistenza.
E anche possibile vaccinare i canarini con un vaccino vivo
modificato, che però non è reperibile in Italia. La malattia si diffonde lentamente
nellallevamento, pertanto quando si manifestano i primi casi è possibile salvare i
soggetti ancora sani isolandoli da quelli ammalati e vaccinandoli subito. Il vaccino può
essere eseguito a partire dai 60 giorni di età e si ripete tutti gli anni. Si inocula
tramite puntura nel patagio; dopo una settimana si verifica che nella sede di iniezione
sia comparsa una pustola, segno che il vaccino è stato efficace.
Infezione da Paramyxovirus (Malattia di
Newcastle)
Questa malattia, conosciuta soprattutto nei galliformi, viene anche
detta pseudopeste aviare. Nei canarini si può manifestare con diarrea e difficoltà
respiratoria. La diagnosi richiede esami di laboratorio che permettano
lidentificazione del virus. Allautopsia si possono osservare enterite
catarrale e modico aumento di volume dei reni, ma spesso non si osservano lesioni. Non
esistono terapie specifiche.
Clamidiosi
I passeriformi sono meno suscettibili alla clamidiosi rispetto ai
pappagalli. La malattia può essere sospettata in caso di malattie respiratorie
ricorrenti. Si possono osservare sintomi aspecifici: dimagramento, diarrea, difficoltà
respiratoria, abbatttimento. La mortalità in allevamento in genere è moderata.
La diagnosi richiede lesecuzione di esami diagnostici (esami
istologici, sierologici, colturali). La terapia si effettua con la somministrazione di
antibiotici appropriati nellacqua e nel cibo, ma non garantisce leliminazione
dellagente infettivo.
Infezioni batteriche
Colisetticemia. E relativamente comune negli allevamenti.
E uninfezione causata da Escherichia coli ed altri enterobatteri; per
manifestarsi in genere devono essere presenti dei fattori favorenti, che abbassano le
difese immunitarie, ad esempio altre malattie, alimentazione scorretta, errori di
gestione.I sintomi negli adulti possono essere: abbattimento, dimagramento, diarrea,
congiuntivite e rinite. I casi di morte sono sporadici. Durante la cova si osserva
mortalità embrionale. I nidiacei mostrano enterite (diarrea), e gli allevatori usano il
termine di "pulcini bagnati" perché a causa della diarrea le penne si
imbrattano; i piccoli muoiono in 1-3 giorni. La terapia si effettua con la
somministrazione di antibiotici direttamente nel becco; è molto importante far eseguire
dal laboratorio un antibiogramma per selezionare un antibiotico efficace. Si possono
somministrare anche astringenti intestinali.
Campilobatteriosi. E causata da Campylobacter jejuni.
Fattori predisponenti sono rappresentati da errori di gestione ed alimentazione. Sintomi:
abbattimento dei soggetti adulti, diarrea, feci voluminose, morte dei piccoli nel nido.
Allautopsia si osserva enterite. La terapia consiste nella somministrazione di
antibiotici appropriati e in una rigorosa igiene.
Yersiniosi e salmonellosi. Sono trasmesse dalle feci di topo e
si osservano più spesso in inverno e nelle voliere esterne. Non si osservano segni
particolari, ma nel corso del tempo muoiono diversi soggetti. Allautopsia si osserva
aumento di volume e colorazione più scura del fegato, necrosi del fegato e della milza.
In questo caso oltre alla somministrazione di antibiotici si deve effettuare la lotta ai
roditori.
Enterococcosi. I sintomi sono correlati ad una tracheite
cronica: rumori respiratori, cambio di voce, difficoltà respiratoria. Allautopsia
si osserva tracheite, polmonite, aerosacculite. I batteri responsabili presentano spesso
una resistenza ai comuni antibiotici, pertanto prima di procedere alla terapia è
opportuno eseguire un antibiogramma. In diagnosi differenziale si deve considerare
linfestazione da acari della trachea.
Aspergillosi
E uninfezione causata da un fungo che provoca perdita di
peso, difficoltà respiratoria, vomito, diarrea. Una importante causa predisponente è
rappresentata da una forma di immunosoppressione. Un ruolo importante è svolto anche
dalla contaminazione ambientale: presenza di sostanze organiche in decomposizione,
ambienti sporchi e umidi, semi vecchi e mal conservati (tutto ciò che favorisce lo
sviluppo di muffe). Non è necessario osservare delle muffe macroscopiche per stabilire
che lambiente è contaminato. Linfezione avviene per inalazione delle spore.
La terapia si può tentare con la somministrazione di farmaci antifungini per via orale e
tramite nebulizzazione.
Parassiti esterni
Acaro rosso (Dermanyssus gallinae)
E un parassita ematofago (che succhia il sangue), e attacca gli
uccelli di notte, mentre dormono. Durante il giorno non resta sugli animali ma si nasconde
nelle fessure, sotto le gabbie, dentro i posatoi cavi. Uninfestazione grave può
dare anemia negli adulti e addirittura causare la morte nei nidacei. Inoltre questo
parassita agisce da veicolo per le malattie trasferendo con la puntura virus e batteri da
un uccello allaltro.
Dopo il pasto di sangue la femmina depone centinaia di uova nelle
fessure. I parassiti diventano adulti in una settimana circa, ricominciando il ciclo. In
poche settimane il numero di parassiti che infesta lallevamento può diventare
enorme.
La presenza dellacaro rosso può essere identificata ponendo un
foglio di carta ripiegato tra due gabbie. Dopo un giorno o due si apre il foglio, e se
sono presenti, si osserveranno gli acari che corrono a nascondersi. Può essere utile
anche controllare gli uccelli di notte, cercando tra il piumaggio e nella gabbia con una
pila.
Lacaro rosso può sopravvivere anche cinque mesi senza
alimentarsi, pertanto lo si può veicolare in allevamento attraverso gabbie e attrezzi di
seconda mano. Se si decide di comprare attrezzature usate, queste vanno disinfestate con
cura. Dopo un meticoloso lavaggio vanno trattate con un disinfestante quale ad esempio il
malathion, e poi riverniciate. Anche le misure di quarantena nei confronti dei nuovi
acquisti sono fondamentali per prevenire questo problema.
Acaro del pollo (Ornithonyssus sylviarum)
E un parassita non meno pericoloso. Al contrario del precedente,
vive permanentemente sugli uccelli e non li lascia mai. Si trova più spesso intorno alla
cloaca e alla base della coda, ma è molto piccolo e si osserva meglio con laiuto di
una lente dingrandimento.
Acaro della rogna (Knemidokoptes pilae)
Vive nello spessore della cute delle zampe, dove scava gallerie.
Provoca un ispessimento della pelle che assume un aspetto crostoso.
Pidocchi
Parecchie specie di pidocchi possono infestare i canarini. I sintomi
della loro presenza comprendono irrequietezza e beccate, eccessiva attività di pulizia
del piumaggio e penne danneggiate.
Trattamenti insetticidi e acaricidi
Nel trattamento dei parassiti dei canarini si devono considerare due
aspetti: il trattamento sullanimale e quello sullambiente. Non è sufficiente
limitarsi ad applicare dei prodotti sugli uccelli, se il ciclo vitale del parassita si
svolge anche nellambiente.
Esistono due categorie di prodotti: quelli che possono essere
utilizzati sullanimale, meno tossici ma con minore attività residua, e quelli da
applicare nellambiente, più potenti, con maggiore attività residua, e a cui gli
animali non devono essere esposti direttamente. Premettiamo come regola generale che
qualunque prodotto, topico o ambientale, deve essere usato rigorosamente secondo le
indicazioni riportate, per quanto riguarda dosaggio, diluizione, intervallo di
trattamento, precauzioni, ecc. Inoltre va rispettato il tempo di scadenza, perché con il
tempo i principi attivi perdono di efficacia anche se conservati correttamente.
Piretro e derivati
Il piretro è linsetticida più comune e più sicuro. E una
sostanza vegetale estratta dal Chrysanthemus cinerariaefolium. Derivati sintetici
del piretro sono piretrine e piretroidi. Tutte queste sostanze vengono rapidamente
degradate dalla luce e perdono quindi di efficacia in poco tempo. Lazione, ma anche
la tossicità, viene potenziata dallaggiunta di sostanze sinergiche quali il
piperonil butossido, che ritarda il metabolismo e aumenta la tossicità delle piretrine
negli insetti. In genere i prodotti in commercio sono al 1-2% di sostanza attiva.
I piretroidi (tra i vari composti abbiamo: alletrina, furetrina,
resmetrina, tetrametrina, cycletrina) sono dei derivati sintetici delle piretrine più
stabili ed efficaci.
I prodotti da applicare negli animali hanno una stabilità abbastanza
ridotta, e quindi perdono di efficacia in poche ore o pochi giorni, pertanto
lapplicazione va ripetuta. Gli spray sono più pratici da usare negli uccelli, ma
hanno una scarsa penetrazione sotto le penne, e probabilmente le polveri, se frizionate
con le dita sotto il piumaggio, risultano più efficaci.
Carbammati e organofosfati
Queste classi di insetticidi sono molto più potenti, e si utilizzano
di solito nei trattamenti ambientali. La loro attività residua è prolungata, settimane o
anche mesi. Vanno anche applicati con precauzione, utilizzando guanti di gomma e
mascherina. La confezione va sempre conservata, perché in caso di incidente è di enorme
importanza conoscere il principio attivo utilizzato.
Vanno applicati dopo aver rimosso tutti gli animali dallambiente.
Prima della loro reintroduzione linsetticida deve essere ben asciutto e
lambiente adeguatamente arieggiato.
Ivermectina
Livermectina è un farmaco insetticida e acaricida; negli uccelli
si utilizza nel trattamento dellinfestazione da acari e pidocchi. La forma
commerciale è estremamente concentrata, e va utilizzata opportunamente diluita. Una
goccia di prodotto è sufficiente per un uccello di un chilo, e se sovradosato il prodotto
è tossico e può anche causare la morte. Non è solubile in acqua, per cui il trattamento
nellacqua da bere non è attuabile. Si diluisce il prodotto 1:20 con glicole
propilenico e si applica sulla cute, a livello di giugulare, o si somministra direttamente
in bocca. In genere occorre effettuare diversi trattamenti ad intervalli di 10-14 giorni.
Dosaggi elevati sono tossici nei cardellini.
Parassiti interni
Acari respiratori (Sternostoma tracheacolum)
Questi parassiti infestano la trachea e i bronchi di canarini e altri
piccoli fringillidi, in particolare i diamanti di Gould. Lacaro vive e si riproduce
nel sistema respiratorio, dove compie il suo ciclo vitale in 2-3 settimane. Gli uccelli
colpiti aprono il becco, manifestano difficoltà respiratoria (movimenti della coda), e
talvolta emettono un tipico "click". Altri sintomi sono: la perdita del canto,
tosse, emissione di muco dalle narici, debolezza e perdita di peso. Nei casi più gravi
lostruzione delle vie respiratorie causate dal muco porta a morte lanimale.
Vermi tondi (nematodi)
Parassitano lintestino, e in numero ridotto possono passare
inosservati. In caso di infestazione massiva si può osservare perdita di peso, diarrea,
scadimento delle condizioni generali e morte. I tipi principali di nematodi che
parassitano i canarini sono gli ascardi e le capillarie. Queste ultime sono più diffuse e
più difficili da trattare. Le misure di profilassi e igiene sono essenziali per la
prevenzione. Sono parassiti a ciclo diretto (si trasmettono direttamente da un canarino
allaltro), e le uova sono molto resistenti nellambiente, anche allazione
degli antiparassitari.
Coccidi
I coccidi sono parassiti unicellulari (costituiti da una sola cellula).
Si trasmettono in modo diretto attraverso cibo o acqua contaminati dalle feci di animali
infestati. Possono essere asintomatici o causare diarrea (talvolta con sangue),
dimagramento, malessere e morte. Nei canarini esistono due forme di infestazione da
coccidi. La prima è meno grave e completa il suo ciclo nellintestino. La seconda si
diffonde attraverso il sangue ad altri organi, compreso fegato, milza e polmoni. Gli
uccelli infetti hanno il fegato ingrossato e scuro che diventa visibile attraverso la
pelle. Gli adulti possono essere portatori asintomatici, mentre i giovani tra i 2 e i 9
mesi di età possono presentare una elevata mortalità.
Mentre la prima forma è trattabile con i farmaci antiparassitari,
laltra non è curabile.
Ligiene permette di ridurre lesposizione degli uccelli ai
coccidi, ma una volta che questi sono entrati in allevamento è molto difficile
eradicarli. Sono anche resistenti alla maggior parte dei disinfettanti.
Le cisti delle penne
Le cisti delle penne, dette anche lumps (termine inglese che significa
nodulo, piccola massa), rappresentano un difetto di crescita di alcune penne che crescono
verso linterno della pelle anziché allesterno. Si formano pertanto dei
noduli, appunto, il cui interno è costituito dalla stessa sostanza che compone le penne,
cioè cheratina. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri ad oltre un centimetro
(foto). Si possono formare in qualunque parte del corpo
(in cui ovviamente siano presenti penne); i disturbi che creano sono dovuti solo al
fastidio che la massa può creare alluccellino, in particolare se sono localizzati
in prossimità della cloaca e delladdome, dove è più facile che si imbrattino con
le feci o che si lacerino urtando contro i posatoi.
La causa delle cisti delle penne nei canarini è quasi sempre di
carattere genetico: è un difetto ereditario legato ad alcune razze, in particolare la
Gloster e le varietà di colore lipocromiche. E ovvio che in questo caso per
eliminare il difetto dai propri animali lallevatore deve evitare di riprodurre i
soggetti colpiti.
Cause più rare di cisti delle penne, soprattutto in specie di uccelli
diversi dal canarino, sono i traumi e le infezioni che colpiscono il follicolo della
penna, alterandone la direzione di sviluppo.
Se la cisti è piccola e non disturba lanimale può anche essere
lasciata stare. In caso contrario la terapia consiste nellasportazione chirurgica in
blocco della cisti, in modo che non si riformi, oppure nello svuotamento periodico del suo
contenuto, per ridurne il volume, seguito dalla disinfezione della cavità che ne segue.
Lasportazione, soprattutto per le cisti di grandi dimensioni, è un intervento
abbastanza delicato, soprattutto per il pericolo di emorragie durante loperazione.