Classificazione
- Ordine: Squamati (Squamata)
- Sottordine: Ofidi (Serpentes)
- Superfamiglia: Boidi (Boidea)
- Famiglia: Boidi (Boidae)
- Sottofamiglia: Pitonini (Pythoninae)
- Genere:
Python
- Specie: Python regius (Duméril & Biberon, 1844)
Descrizione
È il più piccolo dei pitoni africani: appena nato misura dai 25 ai 40
cm, mentre gli adulti possono raggiungere una dimensione che va dai 90 ai 130 cm, con rari
esemplari che raggiungono i 150 cm, per un peso massimo di circa 1,5 kg. I maschi sono
solitamente più piccoli delle femmine che presentano anche un diametro nettamente
maggiore.
Il corpo è corto, tozzo, con la testa ben delimitata dal resto
dellanimale, schiacciata e triangolare. La colorazione dorsale è bruna con macchie
di varia forma di colore nocciola dorato. Il ventre è nocciola o giallognolo, la coda
corta e robusta. I terraristi ricercano soprattutto i soggetti con le colorazioni più
chiare e dalle macchie ben definite, che possono ricordare vagamente un fantasma.
Distribuzione e habitat
Serpente parzialmente arboricolo ma dalle abitudini prevalentemente
terricole, tipico abitante delle foreste umide tropicali dellAfrica centro
occidentale, vive anche in aree rocciose e nelle savane coprendo quindi un vasto areale
che va dal Senegal allAngola fino al Nilo e allAltopiano dei Laghi, zone
quindi che variano molto sia per umidità che per temperatura. Questo può giustificare il
possibile difficile adattamento in cattività dei soggetti di cattura in quanto risulta
complicato, anzi impossibile, risalire alle condizioni bioclimatiche dorigine al
fine di ricreare lambiente ideale per ogni singolo soggetto.
Comportamento in natura e in cattività
È tra i serpenti più timidi e mansueti che si possano incontrare,
difficilmente tenta di mordere, tranne alcuni soggetti di recente cattura e poco
maneggiati, e comunque prima avvisa sempre gonfiandosi e soffiando. Tutti i soggetti,
anche quelli in apparenza intrattabili che rappresentano in assoluto uneccezione,
dopo poco tempo si abituano facilmente a venire maneggiati.
I soggetti nati in cattività (sempre da preferirsi e da ricercarsi
ridispetto a di quelli di cattura per innumerevoli ragioni sia etiche che biologiche) si
lasciano maneggiare senza problemi e al massimo, se infastiditi, assumono la tipica
posizione di difesa che gli hanno valso il nome comune di pitone palla: completamente
raggomitolato con la testa nascosta tra le spira. In questa situazione è possibile, con
molta delicatezza, addirittura far letteralmente rotolare lanimale. Non è mai
consigliabile tentare di sciogliere con la forza lanimale che si trovi in questo
atteggiamento, si rischierebbero inutili traumi, è di gran lunga preferibile attendere
che lanimale si senta a suo agio e ritorni nella posizione normale.
In cattività è un animale molto longevo vivendo mediamente dai 20 ai
30 anni, con il record che appartiene ad un esemplare di cattura morto nel 1992 allo zoo
di Filadelfia dove era vissuto per 47 anni.
Per quanto riguarda le abitudini in natura, anche a causa del suo
carattere timido e della sua predilezione (come la maggior parte degli ofidi) per la vita
notturna, poco si sa con certezza. È molto facile rinvenirlo a terra, spesso nei pressi
di tane di mammiferi scavatori dove ricerca le prede, si rifugia durante la stagione secca
e la femmina depone le uova.
Rapporti con luomo nellambiente
dorigine e stato attuale
Varie popolazioni locali catturano e mangiano regolarmente il pitone
reale utilizzando poi la pelle per ornamento o come prodotto commerciale. Questo, sommato
alla richiesta eccessiva da parte dei terrariofili, sta causando una preoccupante
riduzione di molte popolazioni selvatiche.
Alimentazione
In natura si ciba di piccoli roditori e/o mammiferi di dimensioni
proporzionate alla sua taglia; la ricerca delle prede avviene di solito durante le ore
notturne allinterno delle loro tane. In cattività si offrono topi o ratti, sempre
in relazione alle dimensioni raggiunte dal nostro animale. È da preferirsi sempre la
preda morta e possibilmente congelata, sia per ragioni etiche che per motivi sanitari. Le
prede possono infatti essere fonte di infestazioni parassitarie per il pitone, parassiti
che però vengono del tutto inattivati da un periodo di congelamento ad esempio di 30
giorni. Inoltre non dimentichiamo che una preda viva, soprattutto nel caso in cui si
tratti di un ratto adulto, può trasformarsi in predatore e infliggere gravissime ferite
al serpente fino a causarne la morte, direttamente o come sorgente di pericolose
infezioni.
In molta della bibliografia sul Python regius
si legge che il
problema maggiore nel mantenimento in cattività di questi animali è la loro assoluta
incostanza nellalimentarsi. Spesso i proprietari riferiscono di un periodo di
inappetenza, fino al digiuno completo, soprattutto nel periodo che va allincirca da
novembre a marzo ed in letteratura è riportato il caso di due pitoni che non si sono
alimentati per 22 mesi consecutivi. Se da un lato è vero che 2-3 mesi di digiuno in un
animale in perfette condizioni fisiche, che fino a quel momento si era alimentato
regolarmente, non costituiscono un pericolo per la sua vita e che, avendo molta pazienza e
riproponendo regolarmente il cibo ogni 7-10 giorni, prima o poi, nella maggior parte dei
casi, lanimale riprende spontaneamente ad alimentarsi, è altrettanto vero che
questo tipo di comportamento non è di sicuro naturale e ne vanno ogni volta indagate le
ragioni in modo approfondito. Negli animali nati in cattività questevenienza è
molto più rara che in quelli di cattura ma in entrambi i casi le ragioni sono per la
maggior parte di tipo ambientale come ad esempio la temperatura del terrario non adeguata,
elementi di disturbo o di stress, mancanza di nascondiglio, prede di dimensioni non
adeguate o somministrazioni delle stesse in momenti della giornata non opportuni (ricordo
che sono animali per lo più notturni ed è sempre meglio fornire le prede con luce
soffusa); o di tipo parassitario: una parassitosi allo stadio iniziale se diagnosticata e
trattata adeguatamente difficilmente darà gravi problemi allanimale ma a lungo
andare può predisporre ad infezioni secondarie o debilitare a tal punto lanimale da
renderlo soggetto a molti altri problemi ben più gravi.
Tutte queste valutazioni vanno però sempre lasciate ad un veterinario
preparato a cui è meglio rivolgersi nel caso in cui il digiuno arrivi a 30 giorni circa
per evitare un deperimento eccessivo dellanimale che complicherebbe la sua ripresa.
Riproduzione
Ottenere la riproduzione del pitone reale non è facile come lo può
essere per altre specie. Fino a poco tempo fa molti allevatori effettuavano prima del
periodo riproduttivo un periodo di brumazione di un paio di mesi e cioè abbassavano la
temperatura di circa 10°C rispetto al normale mettendo lanimale al buio e a
digiuno. Oggi quelli che ancora usano questo sistema sono decisamente la minoranza,
giustamente si preferisce evitare questo inutile stress allanimale che oltretutto in
natura mai si troverebbe in una situazione analoga. Quasi tutti quelli che tentano la
difficile impresa di riprodurre questi splendidi animali, cercando di imitare il più
possibile le condizioni naturali, agiscono solo sul fotoperiodo abbassandolo gradualmente
nei mesi precedenti la riproduzione e poi riportandolo, sempre gradualmente, ai valori
normali.
I soggetti scelti devono essere in buona salute ed essersi nutriti
regolarmente durante il periodo precedente alla riproduzione. Inoltre devono avere età e
dimensioni adeguate: per i maschi almeno 75 cm per 650 g con unetà di circa 16-18
mesi; le femmine 90 cm, peso di oltre 1 kg e unetà circa di 27-31 mesi, cioè al
terzo inverno. Le femmine non sono da far riprodurre al secondo inverno in quanto, anche
se fertili, producono di solito al massimo 4 uova e i piccoli sono poco vitali e con tare
genetiche superiori alla media.
Accoppiamento
In cattività gli animali smettono di nutrirsi tra la fine di settembre
e la fine di novembre; per favorire questo fenomeno basta abbassare la temperatura di
qualche grado: non deve superare i 27°C nel punto più caldo di giorno e 22-23°C di
notte; contemporaneamente si aumenta lumidità spruzzando acqua calda una volta al
giorno. Per la fine di novembre il cibo non verrà più somministrato e si procederà allo
stesso tempo a diminuire il fotoperiodo, sia come ore totali di luce sia come intensità,
maneggiando il meno possibile gli animali. Allincirca verso la fine di dicembre,
meglio se subito dopo la muta della femmina, maschi e femmine verranno messi insieme,
preferibilmente nel terrario del maschio, con il consiglio di mettere però a disposizione
una tana rifugio per ciascuno. Gli accoppiamenti avvengono di solito entro breve tempo,
maggiormente nelle ore serali o notturne per tutto il mese di gennaio e febbraio. Il
maschio si porta sul dorso della femmina; slinguettando e massaggiando con gli speroni la
cloaca porta sotto di essa la sua parte caudale. La copula può durare da pochi minuti a
molte ore; durante laccoppiamento il maschio usa un solo emipene.
Da metà gennaio si alzerà gradualmente la temperatura e il
fotoperiodo nellarco di 25-30 giorni, e a fine febbraio separerà la coppia. Da
questo momento la femmina va maneggiata il meno possibile, solo se strettamente
necessario, e mai trasportata. Ricominceremo a presentare il cibo che allinizio
viene spesso rifiutato ma il maschio dovrebbe ricominciare presto a nutrirsi e a
recuperare il peso perduto.
Deposizione
Lovulazione della femmina avviene da 6 a 30 giorni dopo
lultimo accoppiamento; si tratta di un fenomeno ben visibile visto limprovviso
aumento di volume della seconda metà del corpo che dura circa un giorno.
Dopo circa 20 giorni la femmina avrà la cosiddetta "muta della
deposizione", mentre la deposizione vera e propria si verificherà dopo 24-35 giorni
(da maggio a fine giugno). Le prede vanno riproposte ogni 10-15 giorni, dalla prima
settimana di marzo fino alla muta della deposizione; non sempre la femmina riprende ad
alimentarsi ma in questo caso la cosa non deve destare preoccupazione essendo un fenomeno
normale. Dalla muta fino alla deposizione si smetterà in ogni caso di offrire cibo.
Le uova vengono di solito deposte durante la notte e al mattino
seguente si trova la femmina arrotolata su di esse; infatti la femmina di pitone reale
cova in modo attivo le uova innalzando la temperatura ambientale di 4-5°C con contrazioni
muscolari di tutto il corpo e allontanandosi solo per brevissimi istanti, ad esempio per
bere. Una volta nati, i piccoli la madre si disinteressa completamente a loro.
La covata varia da un minimo di un uovo ad un massimo di 11, che
possono essere anche unite a formare una sorta di grappolo.
Per quanto riguarda lincubazione ancora una volta le scuole di
pensiero si dividono in due filoni: chi ritiene sia preferibile lasciarle covare dalla
femmina e chi invece ritiene si debbano togliere e mettere ad incubare artificialmente.
Speratura
La speratura è unoperazione che si può eseguire solo qualche
giorno dopo la deposizione per controllare la fertilità delle uova. Con una piccola
sorgente luminosa il più possibile puntiforme si illumina luovo dal basso. Se
appare rosso e contiene striature più scure allora è fertile; se invece il colore è
giallognolo uniforme luovo non è fertile. Durante questa operazione si deve fare
attenzione a non ruotare mai le uova mentre le si maneggia; a tal proposito risulta molto
utile contrassegnare la loro parte superiore quando sono ancora nel terrario nella
posizione in cui sono state deposte.
Allevamento in cattività
Per quando riguarda le caratteristiche generali del terrario si rimanda
a quanto detto nella scheda apposita; per le dimensioni ridotte
di questo boide e le sue abitudini prevalentemente terricole non necessita di spazi molto
ampi, fermo restando che maggiore è lo spazio che possiamo mettergli a disposizione
maggiore sarà il suo benessere psicofisico. Come principi generali si può affermare che
un terrario delle dimensioni di 100 x 50 x 50 è sufficiente.
I dati sulla temperatura ideale ritrovati in letteratura variano di
molto tra di loro: Mader ad esempio consiglia una temperatura di 26,5°C con un
abbassamento di 4-5°C nelle ore notturne. Io personalmente, come molte altre persone da
me interpellate che allevano questo splendido ofide, mantengo la zona più calda del
terrario compresa in un range tra i 28 e i 30°C usando sia una fonte di calore dal basso
(serpentina riscaldante) sia una lampada ad infrarossi, lasciando laltra metà del
terrario fredda. Così facendo si viene a creare un gradiente di temperatura e
lanimale è libero di termoregolarsi come meglio crede spostandosi in un punto o in
un altro del terrario.
Come substrato da un punto di vista sanitario e monetario il migliore
è sicuramente la carta di giornale; il tappetino sintetico rappresenta un buon
compromesso tra estetica ed igiene. Io personalmente come substrato uso della torba non
trattata né ovviamente arricchita con fertilizzanti di sorta, sterilizzata prima al forno
a 100-120°C per alcuni minuti.
Legislazione
Il Python regius è un serpente inserito nellappendice II
della convenzione di Washington e nellallegato B del Regolamento CE n° 338/97 del
09 dicembre 1996 che regolano il commercio internazionale di specie di flora e fauna
selvatiche minacciate destinzione.
Questo significa che il pitone reale può essere detenuto e venduto ma
solo se accompagnato dalla documentazione appropriata. In particolare se proveniente da
paesi fuori della Comunità Europea devono avere:
- Documento CITES;
- Scontrino o ricevuta fiscale rilasciata dal venditore, da conservare e allegare al
CITES.
Se invece lanimale proviene da un paese facente parte
dellUnione Europea deve possedere:
- Scontrino fiscale nel caso in cui sia stato venduto in negozio;
- Una dichiarazione (con data) di cessione/affidamento con i dati dellallevatore
amatoriale e del terrariofilo affidatario e le firme in calce di entrambi.