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La sterilizzazione

Nei furetti da compagnia la sterilizzazione – sia nel maschio che nella femmina - è indispensabile sia per motivi medici che per ragioni comportamentali. Nel maschio permette di ridurre (di circa il 90%) l’odore emesso da questi animali, particolarmente intenso durante il periodo del calore, che renderebbe impossibile tenere l’animale in casa o in appartamento. Ha anche l’effetto di ridurre l’aggressività, soprattutto nei confronti di altri furetti. Se si desidera tenere più furetti insieme è indispensabile che siano tutti sterilizzati.

L’intervento di sterilizzazione nella femmina ha un’importanza anche maggiore che per il maschio. Non serve solo a ridurre l’odore sgradevole dell’animale, ma ha soprattutto la funzione di prevenire una grave malattia indotta dal calore che si verifica quando la furetta non si accoppia, detta iperestrogenismo o anemia da estrogeni. Il 50% circa delle furette che vanno in calore e non si accoppiano rischiano di sviluppare una grave anemia che ne causa la morte.

Per sterilizzazione si intende di norma un intervento chirurgico che consiste nell’asportare le ovaie nella femmina e i testicoli nel maschio, ma negli ultimi tempi si sta riconsiderando questa procedura. Si è infatti appurato che la sterilizzazione chirurgica determina in un’elevatissima percentuale di furetti la comparsa di una grave patologia, la malattia surrenalica, che consiste in una eccessiva produzione di ormoni sessuali da parte delle ghiandole surrenali. Si stanno quindi valutando procedure alternative, e una molto promettente consiste nella sterilizzazione chimica.
 

Sterilizzazione chirurgica

Maschio

L’intervento consiste nell’asportazione chirurgica dei testicoli attraverso una piccola incisione praticata nella pelle (direttamente sullo scroto o poco più avanti, secondo la tecnica). L’operazione si effettuata in anestesia generale (preferibilmente in anestesia gassosa); il furetto sopporta molto bene questo tipo di chirurgia e in genere riprende a mangiare subito dopo il risveglio. L’utilizzo di analgesici per un breve periodo serve a ridurre ulteriormente il disagio dell’animale.

Il periodo migliore per eseguire l’intervento è la primavera successiva alla nascita, anche se tecnicamente può essere eseguita in qualunque momento.

 
F
emmina
 
Come nel maschio, anche in questo caso si tratta di un intervento chirurgico eseguito in anestesia generale. L’intervento consiste nell’asportare, in anestesia generale, gli organi riproduttivi interni (ovaie e utero) attraverso una piccola incisione praticata nell’addome, sotto l’ombelico. Tecnicamente l’intervento è molto simile a quello che si esegue in cagne e gatte. Anche se si tratta di un’operazione più invasiva che nel maschio, la ripresa in genere è molto rapida. Anche in questo caso si somministrano analgesici per qualche giorno.
L’intervento va eseguito di preferenza alla fine dell’inverno, per prevenire l’insorgenza dell’anemia da estrogeni che potrebbe manifestarsi dopo il calore (le furette vanno in calore in primavera). Non ci sono controindicazioni ad eseguire l’intervento se la furetta è già in calore, purché sia effettuato entro un mese dall’inizio dell’estro. Se la furetta è in calore da più di un mese è necessario verificare con un esame del sangue, l’emocromo, che non si siano già manifestate le conseguenze della malattia da estrogeni. L’emocromo permette di valutare la quantità di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.


Sterilizzazione chimica

La sterilizzazione chimica consiste nella somministrazione di un prodotto, la deslorelina, che ha gli stessi effetti (anche se reversibili) della sterilizzazione chirurgica, ma non gli effetti collaterali negativi, vale a dire che non induce la malattia surrenalica. Al contrario, se somministrata ai furetti già sterilizzati chirurgicamente, ne previene l’insorgenza, e viene utilizzata anche come terapia medica nei furetti che presentano la malattia surrenalica.

Il farmaco viene somministrato sottoforma di una piccola capsula, detto impianto, che si inocula per via sottocutanea con una grossa siringa. Per facilitare l’inserzione dell’impianto e minimizzare il disagio del furetto, visto il diametro dell’ago della siringa, lo si può brevemente sedare con l’anestesia gassosa. La deslorelina è efficace e sicura, priva di effetti collaterali.

Inserzione sottocutanea dell'impianto di deslorelina in un furetto sedato

Il suo effetto ha una durata variabile, da 8 a circa 20 mesi. Quando ricompaiono i segni di calore si ripete la somministrazione. Se l’impianto si esegue su una femmina che non è in calore si osserva un transitorio aumento di volume della vulva che scompare in pochi giorni.

Uno studio pubblicato nel 2008 ha dimostrato che la castrazione chimica con la deslorelina nei maschi ha un maggior effetto sulla riduzione dell’aggressione rispetto alla castrazione chirurgica e che i maschi sterilizzati con la deslorelina presentano una maggiore incidenza di comportamenti di gioco rispetto ai maschi intatti. Pertanto, lo studio ha concluso che la castrazione chimica con la deslorelina è una valida alternativa alla castrazione chirurgica, e può anche essere preferibile alla procedura chirurgica a causa dei gravi problemi medici (comparsa della malattia surrenalica) che questa causa nei furetti.

 



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