Pierluca Costa, Etologo
Nella
letteratura gli uccelli sono dai tempi più antichi gli
animali simbolo della libertà, vuoi per la capacità del
volo, vuoi per l’abitudine di essere sempre in
movimento. L’uomo si è sempre interessato agli uccelli,
sin dall’antica Roma, dove ingenti quantità di uccelli
esotici venivano già allora importate per aggradare le
corti delle nobili famiglie.
Ma tra coloro che oggi si interessano di uccelli, tra
coloro che oggi li allevano presso le loro case, in un’
era in cui la conoscenza può ritenersi sufficientemente
avanzata in merito, quanti si preoccupano effettivamente
di garantire un completo appagamento psicofisico di
questi stupendi animali?
Gli uccelli sono animali decisamente
meno espressivi, se confrontati ad esempio ai mammiferi,
ed evidenziare in loro un disagio, una carenza o
qualsiasi altro stato di sofferenza non dovuta a
patologie è estremamente difficile. Parallelamente, la
comune bibliografia in merito non aiuta di certo a far
luce su quali siano le reali esigenze di questi animali
quando detenuti in gabbie e voliere in ambiente
domestico.
Cerchiamo in questo breve articolo di
affrontare, per quanto possibile, la tematica del
benessere dei volatili in cattività, sottolineando le
più importanti caratteristiche che contraddistinguono
questi animali in natura, provando a tenerne conto
quando ci troveremo di fronte all’opportunità di
ospitarli in casa.
La prima considerazione che occorre
fare, per scontata che possa sembrare, è che gli uccelli
(quindi anche gli uccelli esotici, come i pappagalli o i
canarini) sono animali volatori, la cui evoluzione ha
garantito specifici strumenti per librarsi in aria e
percorrere quotidianamente distanze anche notevoli.
Parallelamente a questa evoluzione, il loro organismo ha
sviluppato meccanismi fisiologici specifici per lo
scopo, come ad esempio la particolarità delle ossa di
essere cave, oppure lo spiccato sviluppo dei muscoli
pettorali.
Risulta abbastanza ovvio che per garantire il così detto
benessere in cattività, bisogna tener necessariamente
conto di porre gli animali in condizioni tali da poter
soddisfare tutte queste piccole, grandi evoluzioni che
hanno sviluppato. Infatti, un uccello che non abbia modo
di utilizzare, ad esempio, la muscolatura del volo, ne
risentirà sicuramente in breve tempo, causando al suo
organismo degli scompensi di difficile risoluzione.
Garantire il volo anche in cattività
è il primo obiettivo che un appassionato di uccelli, un
ornitofilo, si deve porre, indipendentemente che esso
voglia allevarne soltanto uno o persino cento.
Le comuni abitudini, le nozioni ed addirittura i
prodotti commerciali distribuiti allo scopo, che la
nostra cultura ornitofila ci rende disponibili, molto
raramente tengono conto di questa necessità. Così che ci
troviamo di fronte a gabbie a sviluppo verticale o a
gabbie di ridotte dimensioni.
Innanzi tutto una gabbia a sviluppo verticale non è mai
idonea per l’allevamento di uccelli, poiché il volo,
com’è facilmente osservabile nelle specie presenti nelle
nostre città, non è quasi mai direzionato verso l’alto,
ma piuttosto verso la distanza orizzontale.
Erroneamente, nell’immaginario
collettivo, l’altezza in cui solitamente gli uccelli
vivono porta a pensare che essa sia anche la direzione
del volo. Gli uccelli volano, nella quasi totalità dei
casi, in senso orizzontale, percorrendo lunghi tragitti
anche per portarsi a poco più di tre o quattro metri di
altezza. In cattività, quindi dovremmo tenere conto di
questa loro peculiarità, garantendo quindi spazi (gabbie
e voliere) a sviluppo decisamente orizzontale, dove
l’altezza sarà generalmente soltanto un terzo della
lunghezza complessiva. Volando, i nostri uccelli avranno
la possibilità di utilizzare tutti quei meccanismi
fisiologici evoluti allo scopo, evitando pericolosi
sviluppi di obesità mantenendo l’organismo tonico e in
salute.
Oltre alla progettazione del
contenitore in cui ospiteremo gli animali, inoltre,
occorrerà posizionare correttamente i posatoi, senza
eccedere nel numero. Tre posatoi sono generalmente
sufficienti per la maggior parte degli uccelli e saranno
posizionati in modo tale da garantire un punto di fuga
dal suolo (quindi un posatoio più basso) e due più alti
ben distanziati per consentire il tanto importante volo
orizzontale.
Riponiamo poi particolare attenzione,
invece, alle gabbie d’allevamento, dove generalmente si
ospitano gli uccelli di piccole dimensioni per la
riproduzione. Anche per questo tipo di gabbie vale
quanto detto sopra sottolineando che saltellare da un
posatoio all’altro non significa volare.

Un lori rosso (Eos bornea) nel prato
della sua enorme voliera (foto V. Ballabio)
Altro importante accorgimento utile
per chi vuole godere della presenza di uccelli sani e
appagati è l’esposizione. Allevare uccelli in locali
chiusi tutto l’anno non è sicuramente consigliabile, per
più ragioni. Innanzi tutto la mancata esposizione ai
raggi solari diretti provoca l’insorgenza di rachitismo,
a causa della mancata metabolizzazione della vitamina D,
che consente all’apparato scheletrico di svilupparsi
correttamente.
In secondo luogo, troviamo poi i
gioviali influssi dell’ambiente aperto, che grazie
all’umidità, alla luce ed ai cambi di temperatura
(quelli ovviamente estivi, meno imponenti) consento agli
animali di percepire correttamente il ciclo
notte/giorno, cosa che in locali chiusi non avviene in
modo corretto a causa spesso dell’illuminazione
artificiale.
Suggerisco per tanto, di permettere
agli uccelli di godere di tutto ciò per tutta la bella
stagione che caratterizza il nostro clima temperato,
vale a dire dal mese di aprile al mese di settembre. Le
gabbie o le voliere non saranno mai esposte direttamente
al sole, ma presenteranno anche zone d’ombra in modo
tale che gli uccelli possano scegliere liberamente se
esporsi al sole o stazionare in luoghi più freschi.
L’ultimo basilare ma importantissimo
concetto di cui bisogna far tesoro in fatto di uccelli è
l’acqua. Questo parametro è troppo spesso sottovalutato
ed è d’obbligo affrontarlo, poiché le sue ripercussioni
sul benessere degli uccelli sono molto imponenti.
Gli uccelli, com’è noto, parallelamente all’evoluzione
del volo hanno sviluppato strutture uniche nel mondo
animale, le penne e le piume. Oltre a rivestire
fondamentali ruoli nel volo e nella comunicazione visiva
(pensiamo ad esempio alle diverse colorazioni per il
riconoscimento sessuale) esse sono indispensabili per la
termoregolazione, cioè quel meccanismo che consente agli
uccelli di mantenere costante la temperatura corporea. I
volatili "conoscono" l’importanza di questi strumenti, e
infatti hanno evoluto specifici comportamenti per una
loro impeccabile manutenzione quotidiana, al fine di
mantenerle sempre pulite, efficienti e composte. Lo
strumento che gli uccelli utilizzano per quest’ultimo
scopo è l’acqua.
Quotidianamente è infatti possibile
osservare i nostri uccelli (ma anche quelli liberi in
natura) durante veri e propri bagni nell’acqua, dove
specifici moduli comportamentali consentono il lavaggio
di tutto il piumaggio, per poi essere seguiti da
altrettanti moduli comportamentali atti alla
risistemazione, che si protraggono per lunghi periodi di
tempo.

Un Diamante mandarino in acqua per il bagno
quotidiano
Non consentire agli uccelli di
lavarsi ogni giorno, privandoli di appositi contenitori
d’acqua posizionati sul fondo della gabbia (generalmente
in natura l’acqua è a livello del suolo), è come se
privassimo uno scrittore della sua penna, oppure un
pilota della sua autovettura.
Quindi, in conclusione, quando
progetteremo il contenitore per i nostri amati animali
volanti terremo sicuramente conto anche di questo
parametro, cercando di garantire punti d’acqua fresca e
pulita tutti i giorni
