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Testudo (Agrionemys) horsfieldii
(Gray, 1844)
Testuggine di Horsfield. Denominazione anglosassone: Horfield’s
tortoise, Russian tortoise
Alessandro Bellese, Med Vet
Classificazione
Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae
Sottospecie e loro distribuzione (la reale
validità di questi taxa è dibattuta.)
(Gray, 1844) Armenia,
Azerbaijan, Kyrgyzistan, Tajikistan, Iran, Afghanistan,
Pakistan, Cina (Xinjiang)
T. h. baluchiorum (Annandale, 1906)
Baluchistan
T. h. kazakhstanica (Chkhikvadze, 1988)
Kazakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan
T. h. rustamovi (Chkhivadze,
Amiranschwili, Atajew, 1990) Turkmenistan
Sostanzialmente non c’è differenza nelle
metodiche di mantenimento per quanto riguarda le diverse
sottospecie, sebbene possano esserci differenze nel successo
riproduttivo e nell’adattamento alla cattività.
Caratteristiche anatomo-fisiologiche
La lunghezza del carapace varia da 17 a 22 cm
circa. La forma generale della corazza ha un perimetro tondeggiante
ed è appiattita dorsoventralmente. E’ presente un unico scuto
sopracaudale. Il colore varia anche secondo l’età da giallo scuro a
marrone chiaro con disegni bruno scuro, ci sono anche soggetti quasi
neri. In linea di massima la parte centrale degli scuti è più scura
mentre tra uno scuto e l’altro la tinta schiarisce anche fino al
giallo. Il piastrone è scuro con i bordi degli scuti marrone, a
volte completamente nero e non ha cerniere.
La pelle ha colorazione giallastra. Sono presenti tubercoli ai lati
della coda, che in genere sono di maggiori dimensioni nei maschi.
L’apice della coda possiede un astuccio corneo.
Hanno quattro dita per arto, fornite di unghie ben sviluppate adatte
allo scavo.
L’aspettativa di vita sembra essere di 50-100 anni.
Dimorfismo sessuale
I maschi adulti hanno dimensioni minori, coda più
lunga e con apertura cloacale più spostata verso l’apice della coda.
Gli scuti anali dei maschi presentano un angolo più ampio.
Distribuzione
L’areale di distribuzione di questa specie è
ampio, dalla costa sud - orientale del Mar Caspio fino ad Iran,
Afganistan e Pakistan, e ad est fino alla Cina occidentale. In
particolare: Russia, Azerbaijan, Kazakhstan, Kyrgyzistan, Tjikistan,
Turkmenistan, Uzbekistan, Iran nordorientale, Afghanistan, Pakistan
settentrionale, Baluchistan nordoccidentale, Cina nordoccidentale (Xinjiang).
Clima, habitat e comportamento
Vive in ambienti aridi dai deserti rocciosi a
steppe di montagna fino a 1.600 di altitudine (sono stati osservati
esemplari fino a 2.400 metri in Afghanistan). Dove presente
frequenta preferibilmente aree con vegetazione più abbondante, con
presenza di acqua.
L’ambiente in cui vive questa specie è
caratterizzato da notevoli variazioni climatiche, per farne fronte
scava gallerie lunghe anche 2 metri, e a volte occupa le tane
scavate da mammiferi. A causa delle caratteristiche climatiche
queste tartarughe sono attive per un periodo piuttosto breve, circa
quattro mesi. In linea di massima sperimentano inverni molto freddi
ed estati molto calde; nella parte più settentrionale dell’areale
T. horsfieldii va in brumazione durante l'inverno, mentre negli
areali meridionali va in estivazione d'estate.
I maschi possono essere molto aggressivi,
dovrebbero essere alloggiati separatamente per prevenire
combattimenti che possono avere esiti anche gravi soprattutto
durante la stagione riproduttiva primaverile.
Mantenimento in cattività
Non è una specie particolarmente difficile da
allevare se vengono adottate alcune importanti misure gestionali.
Come è già stato detto è una tartaruga di climi aridi. La
sistemazione ideale è all’aperto in terreno soleggiato esposto a
sud. I recinti o muri perimetrali devono essere interrati di almeno
30 cm ed essere alti almeno 30 cm per prevenire fughe perché sono
abili scavatrici e discrete arrampicatrici. Il substrato deve essere
ben drenante e non accumulare umidità, i prati erbosi e umidi non
vanno bene per questa specie e possono causare problemi. Dovrebbero
essere presenti cespugli. Bisogna fornire anche un rifugio
strutturato in modo tale da proteggere dalla pioggia e che rimanga
asciutto all’interno.
Come per tutti i cheloni, la sistemazione
permanente in terrario non è consigliabile perché non vi si adattano
bene ed è difficile fornire i parametri ambientali adeguati. In caso
di sistemazione idoor è consigliabile l’allestimento di recinti o
"terrari aperti" (le dimensioni ideali sarebbero di almeno 2 metri
per lato). Le pareti della teca non dovrebbero essere trasparenti
(cristallo, plexiglass) perché la tartaruga si stresserebbe
eccessivamente a cercare continuamente di attraversarli.
Un’economica e pratica soluzione per sistemazioni indoor temporanee,
sono scatole portagiochi o portaoggetti in plastica opaca. Come già
detto, questi animali non tollerano l’umidità, pertanto l’ambiente
deve essere mantenuto asciutto; va comunque fornita una ciotola
bassa con acqua fresca perché possano bere ed eventualmente entrarci
a fare un "bagno". Il substrato deve essere ben drenante (ad esempio
una miscela di terra argillosa, sabbia e ghiaia) e profondo 10-30 cm
a seconda della dimensione dei soggetti per permettere la naturale
attitudine allo scavo. Come substrato possono essere utilizzati
anche pellet in legno o carta riciclata e trucioli di legno.
La luce deve essere fornita da lampade che emettano anche raggi UVB
tra il 5% e l’8%.
Necessitano inoltre di una lampada riscaldante
che fornisca un punto caldo localizzato di almeno 32 °C. La
temperatura ambientale non deve essere costante in tutto il terrario
ma deve essere presente un gradiente decrescente, via via che ci si
allontana dalla lampada riscaldante (intervallo diurno ideale 21-27
°C). Di notte l’intervallo di temperatura dovrebbe essere tra i 18
ed i 24 °C. La lampada a raggi UVB deve essere posta vicina a quella
riscaldante. In commercio vi sono anche lampade (a vapori di
mercurio) che emettono sia calore che raggi UVB. L’umidità
ambientale deve essere relativamente bassa: 65-70%.
Dovrebbero esserci almeno due rifugi di cui uno posizionato
all’estremità "fredda".
Brumazione in cattività
Come per tutte le specie che in natura subiscono
periodi di latenza stagionali, la brumazione negli adulti sani è
importante per il benessere a lungo termine di questi animali e per
la riproduzione. Non conoscendo esattamente la provenienza ed il
loro adattamento al freddo, i soggetti di recente importazione non
dovrebbero essere fatti ibernare per il primo inverno, e dovrebbero
essere mantenuti indoor come detto sopra. Si adatta bene al freddo
ma non all’umidità, pertanto in climi umidi va prestata particolare
attenzione alla gestione della brumazione, in particolare se viene
fatta brumare in modo naturale, il sito di ibernazione deve essere
protetto dalla pioggia ed il terreno non dovrebbe inumidirsi troppo.
Se si decide per un letargo "controllato", devono essere osservate
attentamente a fine della stagione calda perché come già detto sono
delle abili scavatrici, quindi in breve tempo possono entrare nel
terreno a profondità tali da renderle difficilmente rintracciabili.
Alimentazione e acqua
T. horsfieldii è strettamente erbivora. La
dieta in cattività è sovrapponibile a quella consigliata per le
altre specie del genere Testudo, fondamentalmente ricca in
fibra, con un moderato-basso apporto proteico e ricca in calcio. La
razione più fisiologica è composta da piante spontanee, in
particolare quelle di prati e giardini come varie graminacee,
trifogli, tarassaco, piantaggini, borsa del pastore etc. Se questi
animali hanno a disposizione una quantità adeguata ed una buona
varietà di queste piante non sono necessari altri alimenti ed
integrazioni. L’utilizzo di piante coltivate va considerato una
seconda scelta e dovrebbe essere limitato a quando non vi è
disponibilità di vegetali spontanei. Vegetali coltivati che possono
essere somministrati sono ad esempio i radicchi, le cicorie, la
lattuga romana, foglie di cavoli, foglie di carota e di carciofi
etc. La frutta e gli ortaggi devono costituire una percentuale
ridotta della razione (non più del 5-10%) e possono essere
rappresentati da melone, pomodoro, mango, ananas, peperoni dolci,
anguria, zucchine, zucca ecc.
Non vanno somministrate fonti di carboidrati
semplici (pasta, pane, patate), il latte e suoi derivati, fonti di
proteine animali (carne, formaggi, cibi per carnivori domestici,
pellet per tartarughe onnivore, larve d’insetti etc.). Sebbene
assumano buona parte dell’acqua di cui necessitano con il cibo
fresco, deve sempre essere messa a disposizione dell’acqua pulita su
un recipiente basso.
Riproduzione
La riproduzione in cattività può essere
difficile.
Durante il corteggiamento il maschio gira attorno alla femmina più
volte, poi le si pone di fronte ed estendendo il collo scuote la
testa verticalmente. Sebbene meno frequentemente che in altre
specie, il maschio può mordere e ferire la femmina sulla testa,
collo, coda ed arti.
Tra loro i maschi sono in genere particolarmente aggressivi pertanto
vanno tenuti separati, soprattutto a primavera.
Di solito depongono in giugno-luglio e la schiusa
può avvenire a 90-120 giorni (incubazione naturale) in certi casi, a
seconda della lunghezza dell’incubazione e delle condizioni
ambientali i piccoli possono emergere dal nido la primavera
successiva alla deposizione (in genere in aprile).
Sono documentati ibridi con T. graeca ibera e T. hermanni
boettgeri.
L’incubazione artificiale viene condotta a
30-32°C con un’umidità di 60-80%; con questi parametri la schiusa
dovrebbe verificarsi a 60-70 giorni.
I piccoli alla nascita misurano 3-4 centimetri.
La maturità sessuale si ha a una taglia di 10-11 cm nei maschi e 13
cm nelle femmine, dimensioni che dovrebbero raggiungere in circa 10
anni.
Principali problemi sanitari
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Malattia ossea metabolica MOM
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Polmoniti e problemi respiratori
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Insufficienza renale
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Calcoli vescicali
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Infezioni oculari
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Infestazione da Hexamita parva
(parassita renale/tratto urinario)
Legislazione e protezione
CITES appendice II
Regolamento CE 2724/2000 Allegato B.
Libro rosso IUCN: (VU) vulnerabile
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