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Il cincillà

Marta Avanzi. Med Vet
Il cincillà (Chinchilla laniger) è
un roditore originario delle montagne delle Ande (Perù, Cile
e Argentina), in zone comprese tra i 3000 e i 5000 metri; è
quindi adattato ad un clima freddo e asciutto. Nelle zone
d’origine è ormai molto raro a causa della caccia spietata,
e all’inizio del secolo ha rischiato l’estinzione.
Caratteristiche anatomiche e fisiologiche
Rispetto alla media dei roditori il
cincillà è piuttosto longevo: la vita media è di 15 anni, ma
può arrivare a 20. Allo stato naturale i cincillà sono
notturni, ma hanno dei periodi di attività diurna. Sono
agili saltatori: possono compiere salti fino a 1,5 metri.
Sono molto socievoli e intelligenti; possono stabilire uno
stretto rapporto con le persone, con cui amano giocare e
interagire. Hanno un carattere docile e sono privi di odore,
il che ne fa degli eccellenti animali da compagnia, anche se
sono piuttosto timidi e non sono adatti per i bambini
piccoli. Non vanno in letargo.
Il peso si aggira sui 400-500 g; la femmina è leggermente
più grande. Il corpo è ricoperto da una pelliccia molto
morbida folta; generalmente il colore è grigio, ma esistono
molte varietà, tra cui nero e bianco. Il cincillà possiede
lunghe vibrisse e grandi orecchie. La coda è lunga circa la
metà del corpo e ricoperta di lunghi peli. Come tutti i
roditori possiede incisivi a crescita continua, ma anche i
denti interni crescono in modo continuo; tutti i denti
vengono mantenuti della giusta lunghezza dalla masticazione
dei vegetali.
La distinzione dei sessi non è semplice, poiché gli organi
genitali esterni nei due sessi si assomigliano. La distanza
tra l’ano e gli organi genitali è leggermente maggiore nel
maschio rispetto alla femmina.
Alloggio
I cincillà sono animali molto agili e
attivi, in grado di spiccare grandi salti, quindi richiedono
gabbie molto spaziose, sviluppate in senso verticale: le
dimensioni ideali sono di 2 m x 2 m x 1 m. A varie altezze
si applicano dei ripiani su cui gli animali possano saltare.
La gabbia deve essere di metallo, perché i cincillà amano
rosicchiare. Il pavimento della gabbia può essere costituito
da rete metallica o essere solido, ricoperto da giornali,
trucioli, pellet di carta riciclata.
Se sono tenuti in gabbie più piccole l’ideale è di lasciarli
liberi in una stanza di tanto in tanto per permettere loro
di fare esercizio, se sono abbastanza addomesticati da
lasciarsi afferrare senza problema. Non si possono
addestrare a sporcare nella cassettina, come i conigli,
sebbene tendano ad urinare in un angolo della gabbia, ma le
loro feci sono dure e si raccolgono facilmente. Quando sono
lasciati liberi i cincillà vanno sorvegliati con attenzione
per evitare che si mettano in situazioni di pericolo (ad
esempio rodendo fili elettrici od oggetti di plastica) o
rovinando il mobilio con i denti.
Tra gli accessori è indispensabile una
ruota di dimensioni adeguate (almeno 38 cm di diametro), per
permettere all’animale di fare esercizio. I contenitori del
cibo devono essere sospesi, per evitare che i cincillà vi
urinino dentro. Nella gabbia va posta una casetta-nido di
legno delle dimensioni di 30 x 25 x 20 cm, foderata di
paglia o altro materiale.
Si deve evitare di porre nella gabbia oggetti di plastica
perché potrebbero venire rosicchiati ed ingeriti, il che può
essere pericoloso per la salute.
Poiché sono animali socievoli, è preferibile tenerli in
coppia. Soggetti dello stesso sesso possono litigare, ma
dipende molto dal carattere individuale. Un maschio può
essere alloggiato con una o più femmine. Se si vuole evitare
la riproduzione si possono tenere insieme due maschi o due
femmine, oppure si tiene una coppia sterilizzando il
maschio.
La temperatura ideale è nel range di 10-20°C, e addirittura
sopportano temperature vicine a 0°C in assenza di umidità e
di correnti d’aria. Le alte temperature invece sono da
evitare; a causa della folta pelliccia, sopra i 25°C possono
verificarsi colpi di calore. L’umidità ideale è del 50%.
Allo stato naturale per mantenere la pelliccia in condizioni
ideali i cincillà eseguono quotidianamente dei bagni di
polvere; in commercio si trovano delle polveri specifiche,
che vanno lasciate a disposizione circa mezz’ora al giorno,
in un recipiente abbastanza ampio da permettere al roditore
di rotolarvisi dentro. Dopo il bagno il recipiente con la
polvere va tolto altrimenti può essere utilizzato come
toilette.
Alimentazione
I cincillà sono erbivori; richiedono
elevati livelli di fibra e bassi livelli di grassi.
L’alimentazione di base è costituita da fieno (sempre di
ottima qualità e freschissimo) e pellet specifico per
cincillà. Se in commercio non si trova il pellet specifico
si può utilizzare quello per conigli o per cavie. Al
contrario che per cavia e coniglio, le verdure fresche e la
frutta vanno somministrate in quantità ridottissima, perché
possono indurre disturbi digestivi. Come premio occasionale
(ma in quantità molto limitata e saltuaria) si possono
offrire pezzetti di frutta disidratata (uvetta, mela,
banana).
Come il coniglio e la cavia, il loro sistema digestivo è
molto delicato e sopporta male i cambi bruschi di
alimentazione o gli alimenti inadatti (soprattutto grassi).
Qualunque cambio di alimentazione deve essere molto
graduale.
Per favorire il consumo degli incisivi è opportuno lasciare
a disposizione dei rametti da rosicchiare. Deve essere
disponibile acqua fresca e pulita, fornita con un
abbeveratoio a goccia.
Gli alimenti controindicati, che non vanno offerti mai,
neppure in piccola quantità, sono:
- miscele di semi, cereali, carrube, fiocchi di cereali,
mais,
- frutta secca (arachidi, nocciole, mandorle ecc.),
- carboidrati (pane, grissini, biscotti, ecc.), dolciumi,
cioccolata,
- patate, parti verdi di patate, pomodori e melanzane,
- pannocchie,
- avocado,
- pellet per conigli a basso contenuto di fibra,
- snack commerciali (barrette di cereali, caramelline allo
yogurt, "pizza" o "popcorn" per roditori),
- prodotti contenenti latte.
Riproduzione
La femmina raggiunge la maturità sessuale
a 3-5 mesi (talvolta prima), ma non è consigliabile
riprodurla prima di 8 mesi. E’ poliestrale (ha diversi
calori), e nei climi temperati il periodo riproduttivo va da
novembre a maggio. Il ciclo estrale dura 30-50 giorni.
Durante il calore la vulva, che normalmente è chiusa, si
apre e lascia uscire del muco.
Il maschio può essere lasciato con la femmina, perché di
solito non disturba i piccoli, a meno che non si voglia
evitare che la femmina si ingravidi nuovamente subito dopo
il parto. Infatti si verifica un estro 24 ore dopo il parto.
L’uccisione dei piccoli da parte del padre o della madre è
molto rara.
La gestazione dura 110-120 giorni (la media è di 111
giorni). Il numero medio di piccoli è di 2, e il range varia
da 1 a 5. I piccoli, come nel caso delle cavie, sono
precoci: nascono come copie in miniatura degli adulti,
ricoperti di pelliccia e con gli occhi aperti, in grado di
camminare. I maschi andrebbero tolti dalla gabbia della
madre quando hanno 8 settimane, in quanto già a 10 settimane
possono ingravidarla. Le femmine, a loro volta, vanno
separate dai maschi alla stessa età per evitare che restino
gravide troppo precocemente.
Se la madre non ha latte o se i piccoli sono orfani è
abbastanza facile farli adottare da un’altra femmina, o
addirittura da una cavia che sta allattando. Si può anche
impiegare l’allattamento artificiale con latte in polvere
del tipo per cuccioli. Lo svezzamento avviene a 6-8
settimane.
La consanguineità è da evitare perché può portare a difetti
genetici. Alcune varietà di colore trasmettono dei fattori
letali, quindi non vanno incrociati i bianchi tra loro e i "black
velvet" tra loro.
Come maneggiare il cincillà
I cincillà sono animali molto docili e
raramente mordono; possono dare problemi di contenzione
perché si spaventano facilmente. Vanno afferrati per la base
della coda, sostenendo il corpo con una mano. Funziona
meglio un approccio delicato, carezzandoli delicatamente.
Occorre fare molta attenzione a non tirare o afferrare il
pelo, perché si depila con estrema facilità lasciando delle
chiazze di pelle nuda. Il pelo impiega diversi mesi a
ricrescere, e possono rimanere delle differenze di
colorazione. Anche le orecchie sono delicate, e non devono
essere tirate.
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