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Le lesioni traumatiche della corazza delle
tartarughe
Marta Avanzi, Med. Vet.
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Attenzione: alcune immagini illustrano lesioni gravi e possono risultare sgradevoli
Le lesioni traumatiche della corazza sono purtroppo incidenti frequenti nelle tartarughe.
Tra le cause più comuni citiamo le cadute dallalto (balconi e terrazze, ma anche la
caduta dal terrario), lo schiacciamento da parte di cancelli elettrici o automobili
(frequenti anche nel giardino di casa), le aggressione da parte dei cani. Proprio per
evitare molte cause di traumi è indispensabile che le tartarughe non siano libere di
girare nel giardino, ma restino confinate in un loro spazio, più ampio possibile, tramite
una recinzione a prova di fuga. Inoltre è imperativo impedire ai cani laccesso a
questi rettili: troppo spesso si verificano gravi incidenti causati dal cane di casa che
per mesi o anni aveva ignorato la tartaruga e un giorno di punto in bianco decide di
rosicchiarla come un osso succulento.
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Lesione da morso di cane: parte della corazza, a
livello del ponte, è stata staccata, con esposizione della membrana celomatica (la
membrana che avvolge gli organi interni). |
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Stessa tartaruga dellimmagine precedente: il
cane ha asportato il margine anteriore del carapace. Questo tipo di lesione è tipica nel
caso di aggressioni da parte di cani. |
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Questa tartaruga è stata trascinata da
unautomobile per una rampa di cemento e ha riportato labrasione del piastrone
e una piccola frattura (in basso nellimmagine). |
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Frattura del piastrone causato da unautomobile. |
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Frattura della corazza per schiacciamento da parte di
un'automobile |
Nel caso delle tartarughe di terra, e soprattutto di Testudo
hermanni, lesioni del carapace sono spesso causate dalle attenzioni eccessive dei
maschi nei confronti delle femmine. I ripetuti tentativi di accoppiamento o le lotte tra
maschi creano lesioni talvolta molto gravi, con infezione e necrosi estesa. Il corretto
rapporto tra maschi e femmine è di un maschio ogni 5-6 femmine, in caso contrario è
necessario separare i soggetti di diverso sesso dopo laccoppiamento, ed
eventualmente tenere separati tra loro i maschi.
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Lesione sulla parte posteriore della corazza causata
dallaccoppiamento. La lesione è recente, e in apparenza non è particolarmente
grave. |
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In realtà, al di sotto degli scuti si trova del
tessuto infetto, contaminato da uova di mosca, con frammenti di osso devitalizzato. |
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Questo tipo di lesione richiede lasportazione di
tutto il tessuto infetto e devitalizzato, fino a raggiungere il tessuto sano, come si vede
in questa immagine. |
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La lesione viene protetta con lapplicazione di
garze e cerotti, che vengono rinnovati periodicamente, in modo da controllare e medicare
la ferita. |
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La lesione a distanza di pochi giorni, in fase di
cicatrizzazione: non è presente infezione. |
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Con le cure opportune, dopo alcuni mesi la ferita è
completamente guarita. Si è riformato il tessuto osseo e il rivestimento degli scuti.
Laspetto della parte colpita tuttavia non torna più lo stesso di prima. |
Le lesioni della corazza possono essere di gravità
molto variabile, dalla semplice abrasione superficiale con asportazione del rivestimento
esterno degli scuti e denudamento dellosso della corazza, a gravi fratture con
esposizione e/o lesione degli organi interni (lacerazione del fegato, emorragia
polmonare
.), alla perdita di interi pezzi della corazza, e possono essere
accompagnate da mutilazione degli arti, fratture del cranio o della mandibola, danni
neurologici. Se la lesione interessa la parte superiore del carapace (sulla linea
mediana), sotto cui si trova la colonna vertebrale, è possibile un coinvolgimento del
midollo osseo e conseguente paralisi.
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Lesione del carapace causato da un tagliaerba. La
lesione ha causato un danno al midollo spinale e lesposizione dei polmoni. A causa
della gravità delle condizioni, alla tartaruga è stata praticata leutanasia. |
Ricordiamo che la corazza è un tessuto vivo,
riccamente irrorato da vasi sanguigni, innervato e molto sensibile. Le lesioni della
corazza sono quindi dolorose, possono causare forti emorragie e sono predisposte a
sviluppare infezioni se non sono trattate adeguatamente. Durante la stagione calda è
particolarmente temibile linfestazione da parte di larve di mosca, che si sviluppano
nelle ferite con una rapidità sorprendente.
Nel caso di lesioni superficiali quali le abrasioni, in cui si verifica la perdita di uno
strato superficiale, è sufficiente disinfettare la parte, dopo averla eventualmente
lavata delicatamente sotto il getto dellacqua per asportare la sporcizia.
Leventuale perdita di sangue può essere controllata con una compressione continua
di 10-15 minuti con una garza pulita. In seguito la parte ferita può essere ricoperta di
crema antibiotica e protetta con garze e cerotti, proprio come nel caso di una ferita
superficiale in un altro genere di animale.
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Fasi del trattamento di una ferita da morso di cane
nella parte anteriore della corazza. |
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Dopo che alla tartaruga sono stati somministrati
analgesici, tutta la corazza viene lavata con cura con un sapone antisettico. |
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Le ferite vengono abbondantemente risciacquate con
soluzione antisettica per asportare tutta la sporcizia. |
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Ora la ferita è pulita e può essere fasciata. |
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Le lesioni vengono tenute fasciate fino a guarigione,
per impedire linfezione e la contaminazione con larve di mosca. |
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Ecco come appare la zona colpita dopo la guarigione, a
distanza di alcuni mesi. |
Le lesioni in cui la corazza presenta fratture, o una
perdita di sostanza che crea un foro, o un sanguinamento di una certa gravità, richiedono
sempre le attenzioni di un veterinario esperto in rettili. Anche una fessurazione
apparentemente non grave può portare a danni agli organi interni o alla contaminazione
della cavità interna, causando la morte del rettile in un tempo estremamente variabile,
da pochi giorni a molti mesi.
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Tartaruga schiacciata da unautomobile, con
frattura della parte laterale della corazza (ponte). Parte dei frammenti ossei si sono
staccati. E anche presente una lesione dei tessuti molli sottostanti che crea un
foro che mette in comunicazione la cavità interna del rettile (cavità celomatica) con
lesterno, predisponendo a gravi infezioni interne in caso di contaminazione della
ferita.
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La perdita di tessuto è stata chiusa con
lapplicazione di sostanze cicatrizzanti che hanno sigillato lapertura presente
nella corazza. |
La tartaruga va fatta visitare prima possibile: più
tempo passa maggiori sono le possibilità che si instauri uninfezione o che le
condizioni generali del rettile peggiorino. Durante il trasporto dal veterinario la
corazza ferita può essere fasciata per evitare che si contamini. Non disponendo di garze
e cerotti può essere sufficiente un panno pulito avvolto strettamente intorno alla
corazza. Non si deve applicare sulle ferite prodotti in pomata o polveri cicatrizzanti,
che ostacolano la cicatrizzazione.
Prima di procedere a curare la lesione della corazza il veterinario valuta le condizioni
generali del paziente, la presenza di lesioni interne o di danni neurologici o altre
possibili complicazioni. Secondo le necessità, provvede a somministrare analgesici,
antibiotici e liquidi per la reidratazione, stabilizzando e proteggendo temporaneamente le
lesioni con una fasciatura.
La cura delle lesioni, che avviene di solito sotto sedativo o in anestesia generale,
prevede dapprima un accurato e prolungato lavaggio con soluzioni disinfettanti per
togliere tutta la sporcizia e leventuale asportazione di tessuti morti. La ferita
viene poi ricoperta con sostanze ad azione antibatterica e cicatrizzante o emostatica. Le
fratture vengono stabilizzate con varie tecniche che possono prevedere ad esempio
lapplicazione di cerchiaggi con filo dacciaio.
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Grave frattura della parte anteriore della corazza. |
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Questo tipo di frattura può essere stabilizzata con
cerchiaggi metallici, applicati in anestesia generale. |
La tartaruga viene quindi ricoverata in un terrario
riscaldato e medicata tutti i giorni, per controllare lo stato della ferita ed eventuali
infezioni. Se tutto procede bene, la ferita si ricopre pian piano di tessuto di
cicatrizzazione e la frequenza delle medicazioni viene ridotta. Con il passare dei mesi si
forma del nuovo tessuto osseo che rimargina la lesione della corazza, ricoperto da nuova
cheratina. Il tessuto riformato presenta un aspetto diverso da quello iniziale, con
unalterazione permanente dellaspetto della corazza, ma è ugualmente
funzionale. Di norma la guarigione completa richiede da alcuni mesi a due anni.
Durante il periodo di guarigione è importante evitare che le mosche possano depositare le
loro uova sulle lesioni, il che non dovrebbe succedere se si applica una fasciatura
adeguata.
Quando la tartaruga mostra di essere in buone condizioni generali e riprende ad
alimentarsi è possibile rimetterla allaperto, con laccortezza di verificare
tutti i giorni la buona tenuta della fasciatura. Tuttavia non deve essere lasciata andare
in letargo fino a che la lesione non è ben guarita: durante il letargo non avvengono
processi di cicatrizzazione.
Fino a tempi recenti si riteneva di dover ricoprire immediatamente una lesione della
corazza con perdita di sostanza applicandovi sopra materiali rigidi, ad esempio fibra di
vetro. Oggi si reputa un trattamento più razionale proteggere la ferita con medicazioni
che possono essere rinnovate periodicamente, in modo da poter valutare il progresso della
guarigione e poter intervenire sulla ferita se si sviluppa uninfezione, cosa resa
impossibile dalla tecnica precedente. Lapplicazione di un rivestimento rigido sopra
un foro della corazza non favorisce infatti la sua cicatrizzazione, che avviene comunque,
ma solo a proteggerlo, cosa che si può fare anche con una fasciatura ben fatta. In ogni
caso è un errore sigillare una ferita che ha più di sei ore, perché è già da
considerarsi contaminata da batteri.
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Lapplicazione di un rivestimento rigido e
inamovibile (ad esempio in fibra di vetro, come nellimmagine) negli ultimi anni
viene sconsigliato, in quanto non permette di valutare landamento della
cicatrizzazione e non permette di eseguire medicazioni e disinfezioni. Questo tipo di
materiali, in ogni caso, va applicato solo quando si è sicuri che la ferita sia libera da
infezione e tessuto necrotico. |
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Ecco un esempio di come può essere gestita una grave
lesione della corazza, senza lapplicazione di rivestimenti rigidi. Questa tartaruga
presenta una grave lesione con perdita di tessuto osseo ed esposizione del tessuto
polmonare, contaminata con erba e terriccio, causata da un tagliaerba. |
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Dopo la pulizia della lesione con abbondanti lavaggi
antisettici, per asportare tutto il materiale contaminante, la ferita viene trattata con
creme antisettiche e cicatrizzanti e protetta con garze e cerotti. |
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Il bendaggio permette di esaminare e medicare
regolarmente la ferita. A distanza di diversi giorni si osserva lo sviluppo di tessuto
sano di cicatrizzazione. |
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La ferita, a distanza di alcune settimane, è
ricoperta di tessuto cicatriziale che ha sigillato la corazza. Nei mesi successivi di
formerà nuovo tessuto osseo. |
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Ecco un altro esempio di perdita di tessuto osseo
trattata senza applicazione di rivestimenti rigidi. Questa lesione, causata dai maschi a
causa di accoppiamenti ripetuti, è stata protetta con garze e cerotti rinnovati
periodicamente.
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A distanza di alcuni mesi, il tessuto della corazza si
è riformato, anche se l'aspetto non è più quello normale. |
Nel caso delle tartarughe semiacquatiche, che si
alimentano solo in acqua, si pongono problemi particolari nella gestione delle ferite
della corazza. Piccole lesioni o fratture composte possono essere ricoperte di fibra di
vetro, permettendo un immediato ritorno dellanimale nellacqua.
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Nel caso delle tartarughe acquatiche,
proteggere le fratture con un rivestimento in vetroresina permette di rendere la lesione
impermeabile allacqua e quindi di rimettere il rettile in acqua prima possibile. In
queste immagini, una frattura del piastrone dopo la sua fissazione, è stata protetta da
un'applicazone di vetroresina. |
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Ferite più gravi sono meglio gestite ricoverando
lanimale in un terrario fuori dallacqua, trattando la ferita come per le
tartarughe terrestri. Infatti rivestendo una ferita con materiale rigido il risultato a
lungo termine è alquanto incerto, dal momento che è impossibile riconoscere e trattare
eventuali infezioni che possono portare ad un esito fatale anche a distanza di un anno o
più dal trattamento. Nel frattempo il rettile viene sottoposto ad alimentazione
assistita, cosa che viene facilitata applicandogli un tubo che, fissato sul lato del
collo, arriva nello stomaco.
Come sempre il miglior trattamento è la prevenzione,
prendendo ogni accorgimento per evitare questi spiacevoli ma purtroppo frequenti
incidenti.
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