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Le malattie dei criceti
Marta Avanzi, Med Vet
Diarrea/infezioni intestinali
Parassiti intestinali
Tossicità da antibiotici
Patologie delle
tasche guanciali
Malattie cutanee
Ascessi, infezioni cutanee e ferite
Infezioni respiratorie
Lesioni traumatiche agli
arti
Coriomeningite
linfocitaria
Problemi negli animali
anziani
Diarrea/infezioni intestinali
Le infezioni
intestinali (enteriti) sono un problema comune nei criceti. I
responsabili sono diversi tipi di batteri. Le infezioni intestinali
causano spesso una diarrea acquosa che imbratta il pelo, per cui vengono
generalmente indicate con il termine di “wet tail” (coda bagnata), che
però è generico e non indica una malattia causata da un batterio
specifico. Fattori che predispongono all’insorgenza di infezioni
intestinali sono scarsa igiene, errori alimentari, stress e
sovraffollamento.
I segni clinici
comprendono diarrea acquosa, mancanza di appetito, posizione incurvata
causata dal dolore addominale, letargia e, secondo la causa, anche
morte. Nei casi a decorso più prolungato si possono verificare
complicanze gravi come peritonite, invaginamento o prolasso rettale. La
diagnosi è principalmente clinica.
Gli animali colpiti si
possono trattare con antibiotici e con reidratazione per via
sottocutanea per prevenire la disidratazione. La prognosi è spesso molto
riservata, soprattutto nei soggetti molto giovani.
Parassiti intestinali
I criceti possono
ospitare diversi tipi di parassiti intestinali, anche se i problemi da
questi causati che si riscontrano nella pratica sono rari.
I criceti possono
essere infestati dalla tenia Hymenolepis nana. In genere questa
infestazione è asintomatica, ossia non causa alcun problema all’animale,
ma in caso di infestazioni di grave entità si possono osservare
enterite, costipazione od ostruzione intestinale. Poiché questo
parassita può trasmettersi anche alle persone (in via teorica) occorre
insegnare ai bambini a lavarsi le mani dopo aver toccato i criceti o
aver accudito la gabbia. La diagnosi si effettua con un esame delle
feci. Il trattamento si effettua con uno specifico antiparassitario.
Il criceto può anche
ospitare piccoli parassiti, gli ossiuri, che non sono causa di malattia
e non si trasmettono alle persone.
Tossicità da
antibiotici
Come il coniglio e come
molti roditori, anche il criceto è estremamente sensibile agli
antibiotici, molti dei quali possono causare enteriti mortali perché
favoriscono la proliferazione di batteri in grado di produrre tossine
letali. Gli antibiotici che danno più problemi sono le penicilline, le
cefalosporine, tilosina, lincomicina ed eritromicina, clindamicina, ma
anche antibiotici considerati “sicuri” possono dare reazioni mortali.
Occorre somministrare antibiotici solo se prescritti dal veterinario,
anche per la difficoltà di dosarli con precisione in animali così
piccoli.
Patologie delle tasche
guanciali
Costipazione
Talvolta il contenuto
delle tasche guanciali ristagna e aderisce alle tasche stesse, e il
criceto non riesce più a svuotarle, andando incontro a putrefazione. Si
può notare in tal caso che il criceto ha sempre una o entrambe le tasche
guanciali ripiene di materiale e che non le svuota mai. In tal caso va
portato dal veterinario, che in genere riesce a svuotarle senza
sedazione, utilizzando delle pinzette oppure instillando nella tasca
dell’acqua tiepida. Se il materiale alimentare è ristagnato a lungo può
aver causato delle infezioni batteriche o fungine, per cui si eseguono
dei lavaggi con disinfettanti diluiti e nei casi più gravi si
somministrano antibiotici.
Prolasso
Talvolta accade che la
tasca guanciale si rovescia all’infuori, pendendo da un lato della
bocca, perché si rompe il legamento che la tiene in posizione. La tasca
prolassata assume l’aspetto di una masserella carnosa che fuoriesce
dalla bocca, che con il tempo va incontro a ulcerazioni e necrosi.
Questo evento può colpire una sola tasca o entrambe, e si osserva più
spesso nelle femmine di criceto russo.
Le cause di questa patologia non sono ben chiare; alcuni ipotizzano che
sia principalmente un problema comportamentale, dovuto al continuo
immagazzinamento del cibo lasciato a disposizione in abbondanza. Se si
osserva tale prolasso il criceto va fatto visitare prima possibile,
perché spesso è possibile riposizionare la tasca nella corretta sede e
fissarla con un punto di sutura. Se invece la tasca è troppo
danneggiata, va asportata chirurgicamente. Entrambi i tipi di intervento
vanno condotti in anestesia generale. Anche in seguito all’asportazione
di entrambe le tasche il criceto conduce una vita normale.
Prolasso della tasca
guanciale
Ascessi
L’introduzione nelle
tasche guanciali di oggetti appuntiti o taglienti può causare delle
piccole ferite che portano allo sviluppo di ascessi. Il loro trattamento
consiste nel drenaggio e somministrazione di antibiotici.
Malattie cutanee
Nel criceto è
abbastanza comune la demodicosi, una malattia parassitaria sostenuta da
un parassita microscopico, un acaro del genere Demodex. Questo
parassita, in quantità molto piccola, è un normale residente della cute
del criceto; in certe condizioni (animali malnutriti, anziani e/o
immunodepressi) il parassita si moltiplica in modo eccessivo, invade
tutta la pelle e causa la forma clinica. I sintomi sono rappresentati da
perdita di pelo (alopecia), arrossamento, formazione abbondante di
scaglie e croste; in genere non c’è prurito.
Il veterinario può effettuare la diagnosi raschiando del materiale dalla
pelle del criceto (cosa non sempre molto facile per mancanza di
collaborazione del paziente) e osservandolo al microscopio. In tal modo
può osservare la presenza dei parassiti. Purtroppo quando si diagnostica
la demodicosi in un criceto, spesso significa che questi ha qualche
altra malattia meno evidente ma più grave, ad esempio un tumore, e che
quindi il trattamento della malattia della pelle ha un’importanza
relativa.
Criceto dorato con demodicosi
Aspetto microscopico di Demodex
Raramente si possono riscontrare
infestazioni da parassiti del condotto uditivo, che causano un’otite con
formazione di croste giallastre e talvolta perdita di pelo a livello
delle orecchie, del muso, delle zampe, della coda e della zona genitale.
In questo caso si ha un grave prurito. La diagnosi viene confermata
mediante l’esame al microscopio del materiale presente nell’orecchio e
di raschiati cutanei; il trattamento si esegue con la somministrazione
di ivermectina, un efficace antiparassitario.
I criceti russi sono
particolarmente soggetti a sviluppare tumori cutanei, che appaiono come
masse a livello della pelle che tendono a crescere e a diventare sempre
più grandi. Si possono localizzare in qualunque parte del corpo: testa,
arti, addome. Questi tumori spesso possono essere asportati
chirurgicamente, se si interviene prima che diventino troppo grossi,
pertanto è necessario far visitare subito il criceto. Un tipo molto
comune di tumore del criceto russo, il cheratoacatoma, si localizza a
livello del mento. Purtroppo è un tumore maligno e spesso al momento in
cui il criceto viene portato alla visita è ormai inoperabile.
Piccolo tumore cutaneo sulla mano di un criceto russo
Tumore cutaneo sull'arto anteriore
Lo
stesso criceto dopo l'asportazione del tumore
Voluminoso cheratoacantoma (tumore maligno)
Un altro tipo di tumore
cutaneo è il linfoma, che si manifesta con perdita di pelo generalizzata
e spesso con un aumento di spessore della pelle. Non esistono
trattamenti validi.
Linfoma cutaneo in un criceto dorato
Ascessi,
infezioni cutanee e ferite
Gli ascessi sottocutanei sono relativamente comuni, e si trattano con
l’incisione e il drenaggio (in anestesia generale) e la somministrazione
di antibiotici.
Nei criceti dorati, e occasionalmente negli altri, tenuti insieme dopo
la pubertà, si possono osservare ferite da morso (lesioni crostose
infette) a volte anche così gravi da portare a morte. Ovviamente è
necessario separare immediatamente i contendenti non appena si notano
zuffe, senza attendere che queste portino a ferite gravi. Lievi ferite
guariscono da sole, ma se il criceto ferito appare abbattuto, non
mangia, si muove con difficoltà deve essere fatto visitare ed
eventualmente va sottoposto a terapia antibiotica e ad eventuali cure di
sostegno.
A volte nei maschi di criceto russo si verifica l’infezione della
ghiandola ombelicale, che appare arrossata, ricoperta di una spessa
crosta e con presenza di essudato purulento. La terapia consiste
nell’asportare delicatamente la crosta e disinfettare periodicamente la
ghiandola con un disinfettante indolore.
Nei criceti russi particolarmente grassi si può osservare una forma di
infiammazione cutanea, con perdita di pelo e ispessimento della cute in
corrispondenza della gola e delle ascelle. Si tratta di una patologia
causata dalla frizione della cute secondaria all’obesità. La condizione
può essere alleviata applicando sulla cute un disinfettante, ma è solo
ottenendo una riduzione di peso del criceto, e quindi la scomparsa delle
pieghe, che si può risolvere in modo definitivo il problema.
Infezioni respiratorie
Le infezioni
respiratorie non sono molto comuni nei criceti da compagnia. Il criceto
è sensibile al virus del raffreddore, e se colpito manifesta starnuti,
scolo nasale e a volte polmonite. In genere si ha una guarigione
spontanea entro una settimana. Se sopravviene un’infezione batterica
secondaria sia ha un aggravamento dei sintomi, con abbondante scolo
nasale, respiro affannoso, anoressia e abbattimento. Solo in questi casi
è indicato somministrare antibiotici, vista la loro potenziale
pericolosità.
Un’altra forma virale è
la polmonite da virus Sendai. E’ di solito asintomatico negli adulti, ma
può dare un’infezione mortale nei piccoli.
Vari tipi di batteri
possono causare polmonite, che di solito si manifesta in forma acuta con
difficoltà respiratoria, scolo oculo-nasale e anoressia. I batteri
possono diffondersi e causare ascessi negli organi interni.
Nelle infezioni
respiratorie si attua una terapia di sostegno, fornendo calore e
somministrando liquidi per via sottocutanea e antibiotici. Gli individui
ammalati vanno subito isolati da quelli sani.
Lesioni traumatiche
agli arti
Le lesioni agli arti,
in particolare fratture, sono relativamente frequenti nei criceti. Sono
causate soprattutto da cadute, quando il criceto viene lasciato cadere a
terra, in genere dai bambini, o quando cade arrampicandosi sulle sbarre
della gabbia. A volte l’arto resta impigliato sulle sbarre, sulla
scaletta o sulle sbarre della ruota. Una causa di lesioni agli arti è
anche il materiale sintetico venduto come materiale per il nido, che si
impiglia strangolando la circolazione.
Frattura esposta della zampa posteriore, risolta con l'amputazione
dell'arto
Le fratture nei criceti
non si prestano a interventi di osteosintesi o a fasciature, sia per la
taglia ridotta del roditore che per la sua intolleranza a elementi
estranei applicati al corpo. In caso di frattura è consigliabile
alloggiare il criceto in una gabbia a pareti lisce, senza elementi per
arrampicarsi e senza ruota. Se si rende necessaria, l’amputazione è
tollerata molto bene. In caso di perdita di un arto anteriore, si può
riscontrare la difficoltà a svuotare la tasca guanciale del lato
corrispondente e quindi problemi di costipazione della tasca.
Coriomeningite
linfocitaria
Questa malattia è
causata da un virus che può colpire diversi organi tra cui cervello,
meningi, fegato, milza e pancreas. Il serbatoio naturale del virus è il
topo selvatico. Tra i roditori da compagnia, il topo ed il criceto sono
le sole specie in grado di trasmettere questa malattia. Gli altri
roditori, il coniglio e i primati (uomo compreso) possono talvolta
infettarsi, ma non sono in grado di trasmettere il virus contagiando
altri soggetti.
Si tratta di una
zoonosi (una malattia trasmissibile alle persone) che può anche essere
grave. I sintomi si limitano in genere ad una sindrome influenzale, ma è
possibile l’evoluzione verso una meningite. La trasmissione all’uomo
sembra avvenire tramite morsi o graffi.
I sintomi nel criceto
variano secondo il ceppo virale e l’età dei soggetti. I soggetti molto
giovani sviluppano in genere una forma acuta che si manifesta con
infiammazione delle palpebre, pelo arruffato, edema della faccia e
convulsioni. Una parte degli animali colpiti muore, una parte guarisce
spontaneamente e un’altra parte sviluppa una malattia cronica che causa
lesioni renali e che si estende progressivamente agli altri organi. La
forma cronica evolve in genere verso la morte, dopo che l’animale ha
disseminato il virus per tutta la durata della vita tramite la saliva,
l’urina e il latte.
I criceti adulti
colpiti di solito guariscono spontaneamente in circa quattro settimane.
Durante questo periodo presentano sintomi vaghi e poco specifici.
Non esistono
trattamenti. Nei criceti di casa la malattia è estremamente improbabile,
e per prevenirla è sufficiente evitare che i nostri piccoli roditori
entrino in contatto con i topi, domestici o selvatici.
Problemi negli animali
anziani
Il 90% dei criceti
dorati anziani sviluppa una malattia detta amiloidosi generalizzata, una
forma degenerativa che consiste nel deposito a livello degli organi
interni, soprattutto i reni, di una proteina detta sostanza amiloide. La
malattia progredisce più rapidamente nelle femmine. L’amiloidosi renale
causa insufficienza renale che si manifesta con aumento della sete e
della produzione di urina, edema (accumulo di liquidi a livello
cutaneo), ascite (accumulo di liquidi nell’addome), proteinuria (perdita
di proteine con le urine) e dimagramento.
I criceti dorati
anziani sono soggetti a trombosi cardiaca (formazione di un coagulo nel
cuore). Questo può causare malessere improvviso con grave difficoltà
respiratoria o addirittura morte improvvisa. La diagnosi in genere si
può effettuare solo con la necroscopia.
L’incidenza di tumori
spontanei nei criceti russi anziani è altissima (fino al 100%). I tumori
possono essere benigni o maligni e interessare qualunque organo interno
o la cute. Purtroppo, mentre i tumori della pelle possono essere
osservati in tempo per essere asportati, quelli interni sono quasi
impossibili da diagnosticare in tempo utile.
Voluminoso tumore a carico di un arto
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