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I parassiti esterni del coniglio

Marta Avanzi, Med. Vet.
 

Pulci

Le pulci sono parassiti molto frequenti nei cani e nei gatti, e possono trasmettersi facilmente anche al coniglio di casa che convive con questi animali. Molto spesso questi parassiti passano del tutto inosservati al proprietario, ma un veterinario attento non fatica ad individuarne la presenza. Le pulci infatti tendono a nascondersi tra il pelo e scappare quando sono disturbate, ma lasciano una traccia inconfondibile della loro presenza: le loro feci. Queste appaiono come una sabbiolina granulosa nerastra presente sulla pelle, che si nota facilmente se si scosta il pelo della parte posteriore del dorso (la zona del corpo in cui le pulci amano maggiormente sostare). Le feci di pulci possono essere scambiate per terriccio che ha imbrattato la pelle dell’animale, ma se mettiamo questo materiale su un pezzo di carta da cucina inumidito, vediamo che in pochi secondi rilascia un alone bruno: infatti le feci di pulce sono fatte di sangue digerito, e si sciolgono a contatto con l’acqua.

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Feci di pulci sul pelo di un coniglio (clicca per ingrandire)

La lotta alle pulci di cani e gatti negli ultimi anni è diventata molto più facile ed efficace grazie alla comparsa sul mercato di nuove molecole antiparassitarie, sicure ed efficaci. Tuttavia non sempre i prodotti impiegati nei carnivori possono essere usati con sicurezza anche nel coniglio; in caso di dubbio occorre sempre consultare un veterinario esperto in conigli: un prodotto che si può usare con tranquillità nel cane può risultare mortale per altre specie.

I nuovi prodotti hanno il pregio di rimanere efficaci a lungo sul corpo dell’animale a cui si applicano, in modo da interrompere il ciclo riproduttivo della pulce; il grande vantaggio di questa azione prolungata è di rendere superfluo il trattamento di tutta la casa, che una volta era indispensabile per contenere il numero di pulci presenti. E’ infatti nell’ambiente (sotto i mobili, nei tappeti, nelle fessure) che le uova di pulce si schiudono, originando larve che si trasformeranno in nuove pulci pronte a salire sul primo animale a sangue caldo che passa nelle vicinanze.

Non riusciremo però a debellare le pulci dai nostri animali se non rispetteremo però un principio fondamentale, vale a dire di trattare contemporaneamente tutti gli animali infestati (cani, gatti e conigli), ognuno con il prodotto più indicato.

Le pulci non creano al coniglio grossi danni, se sono in piccola quantità, ma in caso di infestazione massiva possono causare anemia anche grave. Non dimentichiamo inoltre che le pulci possono veicolare le malattie virali del coniglio.

Contro le pulci nel coniglio sono risultati sicuri ed efficaci (anche se non registrati specificatamente per questa specie) questi prodotti:

  • Stronghold (selamectina): si applica dietro il collo, tra le scapole, scostando il pelo per far giungere il prodotto a contatto diretto della pelle. In seguito il punto trattato non va toccato per circa mezz’ora, per permettere al farmaco di essere assorbito. Il dosaggio è uguale a quello del gatto, e una volta applicato il prodotto rimane efficace per un mese. Oltre alle pulci combatte gli altri parassiti esterni (acari), risultando quindi molto utile in caso di infestazioni multiple.

  • Program (lufenuron). Il lufenuron ha un interessante meccanismo d’azione: inibisce la sintesi della chitina, la materia di cui è fatto l’esoscheletro degli insetti, che i mammiferi non possiedono. Per questo motivo la sua sicurezza di impiego è molto elevata. Il lufenuron non uccide gli insetti adulti, ma impedisce loro di replicarsi colpendo le uova e le larve. Per questo si può impiegare in caso di infestazioni lievi, ma se c’è la necessità di agire rapidamente per eliminare una grande quantità di parassiti è meglio associarlo a un prodotto adulticida (che uccide le pulci adulte) ad azione immediata, come ad esempio una polvere a base di piretrine o piretroidi.
    Il Program si somministra per bocca una volta al mese.

  • Advantage (imidacloprid). Anche questo prodotto si applica localmente nella cute delle scapole, come lo Stronghold, e agisce per un mese contro le pulci.

  • Polveri a base di piretrine o piretroidi. Ne esistono molte marche, l’importante è utilizzare un prodotto che sia indicato per il gatto, perché in questo caso è improbabile che il coniglio si possa intossicare. Il prodotto va applicato su tutto il corpo, frizionando per farlo penetrare sotto il pelo, che va poi spazzolato per asportare la polvere in eccesso. Questi prodotti hanno un’ottima azione immediata, ma si inattivano rapidamente e richiedono quindi applicazioni ripetute, circa una volta alla settimana. Risultano quindi meno efficaci e meno pratici delle nuove molecole in commercio.
     

Questi prodotti non devono mai essere usati nei conigli:

  • Frontline (fipronil): efficace e sicuro in cani e gatti (e furetti), il suo impiego nel coniglio non è sicuro. Sono stati riportati diversi casi di avvelenamenti, conclusi spesso con la morte, in conigli ai quali è stato applicato questo prodotto.

  • Ogni tipo di prodotto contenente organofosfati: queste molecole sono molto tossiche, specialmente nel coniglio.

  • Bagni e spugnature: possono essere pericolosi sia per lo stress causato al coniglio, sia per la pericolosità della molecola impiegata. Ci sono modi più efficaci e sicuri di eliminare le pulci dai conigli.

  • Ogni altro prodotto che non sia stato adeguatamente provato sul coniglio, anche se in modo non ufficiale. In particolare i nuovi prodotti che il mercato continua a sfornare non vanno provati sul coniglio per vedere che effetto fanno!!!


Acari delle orecchie

Nei conigli da allevamento è molto comune la presenza di un parassita che causa una grave otite, lo Psoroptes cuniculi. Questo parassita è molto più raro nei conigli in vendita nei negozi per animali. Inizialmente causa la formazione di croste giallastre nel condotto uditivo, che con il tempo aumentano di spessore ed estensione. Il parassita causa un intenso prurito con forte disagio del coniglio, aggravato dall’infiammazione del condotto uditivo. E’ una parassitosi molto facile da diagnosticare, sia per la presentazione clinica che è tipica, sia perché è facile osservare ed identificare il parassita al microscopio.

ectoparass2.jpg (49425 byte) Un caso avanzato di rogna auricolare: la parte interna del padiglione dell'orecchio è ricoperto di spesse croste (clicca per ingrandire)

Questa fastidiosa condizione è facile da trattare, pure nelle forme più avanzate. Non si deve cercare di rimuovere le croste, anche se sembra la cosa più logica da fare, perché con questa operazione si causerebbe al coniglio un forte disagio. La somministrazione di ivermectina, una sostanza antiparassitaria, mediante iniezione, è sufficiente: morti i parassiti, l’infiammazione dell’orecchio si riduce e le croste si staccano spontaneamente. Sarà eventualmente il veterinario a decidere se somministrare localmente un prodotto antibiotico, se ritiene sia presente un’infezione batterica secondaria. In seguito la somministrazione di ivermectina si ripete due volte a distanza di due settimane.


Acari del pelo

Tra il pelo del coniglio possono nascondersi due diverse specie di acari, Cheyletiella spp. e Leporacarus (Listrophorus) gibbus.

Cheyletiella, di cui esistono diverse specie, si localizza soprattutto tra le scapole, dietro la nuca. E’ detta anche "forfora che cammina" dagli autori di lingua inglese, infatti a occhio nudo può apparire come una minuscola scaglia di forfora che si muove da sola. Molto spesso i conigli infestati da questo parassita, che è piuttosto comune, hanno pochissimi sintomi, per cui la condizione resta a lungo non diagnosticata. I sintomi tipici sono rappresentati dalla presenza di eccessiva forfora, prurito, arrossamento della pelle, pelo di aspetto untuoso, e nei casi più avanzati da perdita del pelo. Quando il veterinario sospetta l’infestazione da Cheyletiella, perché durante la visita osserva un’eccessiva presenza di forfora, può cercare di identificare la sua presenza con l’esecuzione di un semplice test, detto "scotch test". Utilizzando un pezzo di nastro adesivo trasparente, lo preme su più punti nelle zone di cute in è più abbondante la presenza di forfora. In questo modo i parassiti restano attaccati al nastro adesivo, che viene poi osservato al microscopio.

ectoparass3.jpg (63233 byte) Aspetto clinico dell'infestazione da Cheyletiella: scostando il pelo si osservano grosse scaglie di forfora (clicca per ingrandire)
ectoparass4.jpg (37033 byte) Il parassita visto al microscopio (clicca per ingrandire)

Questo parassita non è solo capace di infestare i conigli, ma si può trasmettere alle persone, in cui causa delle papule pruriginose sulla pelle. Tuttavia, quando il coniglio viene curato le lesioni cutanee spariscono anche dalle persone a contatto.
La cura si effettua eseguendo alcune iniezioni di ivermectina.

Leporacarus gibbus è un parassita, invisibile ad occhi nudo, che infesta il coniglio quasi sempre senza dare alcun sintomo, tanto che molti autori non lo considerano patogeno. Spesso viene scoperto per caso, quando si esegue uno scotch test per la ricerca della Cheyletiella. Tuttavia in alcuni conigli può causare fastidio, e se viene identificato lo si tratta con gli stessi prodotti efficaci per le pulci.

ectoparass5.jpg (27879 byte) Leporacarus gibbus visto al microscopio: a sinistra la femmina, a destra il maschio (clicca per ingrandire)
ectoparass6.jpg (17458 byte) Un uovo del parassita adeso al pelo (clicca per ingrandire)


Rogna

Nel coniglio la rogna è causata da un microscopico acaro parassita che si chiama Sarcoptes scabiei, capace di colpire molte specie diverse, compresi cane e uomo, e molto contagioso. Questo parassita scava delle gallerie nello spessore della pelle, causando un inteso prurito e la comparsa di croste di spessore notevolissimo, al di sotto delle quali la pelle è molto infiammata e facilmente sanguinante, se si prova a rimuovere le croste. La malattia inizia a livello delle dita, sui margini delle orecchie e intorno agli occhi, e rapidamente si diffonde a tutto il corpo, causando al coniglio tanto disagio da portarlo a morte, se non viene curato. Le lesioni sono così caratteristiche da permettere di diagnosticare la rogna solo in base al loro aspetto. L’identificazione degli acari invece non è sempre agevole. La terapia è molto facile ed efficace, e si basa sulla somministrazione di ivermectina. Già entro pochi giorni dopo la prima iniezione le lesioni iniziano a migliorare, e la guarigione è completa con un ciclo di 3-4 iniezioni a intervallo di 10-14 giorni.

ectoparass7.jpg (47304 byte) Lesioni crostose sul mento di un coniglio colpito da rogna sarcoptica (clicca per ingrandire)
ectoparass8.jpg (39054 byte) Il parassita della rogna visto al microscopio (clicca per ingrandire)


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