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Roditori –
classificazione, anatomia e fisiologia
Classificazione

L’ordine
Rodentia (Roditori) è diviso in cinque sottordini:
-
Anomaluromorpha (poche specie limitate all’Africa sub
sahariana)
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Castorimorpha (castori)
-
Hystricomorpha (cavia, cincillà, degu, istrici)
-
Myomorpha (criceti, topi, ratti, gerbilli)
-
Sciuromorpha (scoiattoli, marmotte, ghiri, cani della
prateria)
Sottordine
Anomaluromorpha
- Anomaluromorfi
·
Famiglia Anomaluridae - (3 generi, 7 specie)
·
Famiglia Pedetidae (1 genere, 1 specie)
Sottordine
Castorimorpha
- Castorimorfi
-
Superfamiglia Castoroidea
-
Famiglia Castoridae (1 genere, 2 specie)
-
Superfamiglia Geomyoidea
-
Famiglia Geomyidae (6 generi, 40 specie)
-
Famiglia
Heteromyidae (6 generi, 60 specie)
Sottordine
Hystricomorpha
- Istricomorfi
-
Infraordine
Ctenodactylomorphi
-
Superfamiglia Ctenodactyloidea
-
Famiglia Ctenodactylidae (4 generi, 5 specie)
-
Infraordine
Hystricognathi
-
Famiglia Hystricidae (3 generi, 11 specie)
-
Parvordine
Phiomorpha
-
Famiglia Bathyergidae (5 generi, 16 specie)
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Famiglia Petromuridae (1 genere, 1 specie)
-
Famiglia Thryonomyidae (1 genere, 2 specie)
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Parvordine
Caviomorpha

-
Superfamiglia Cavioidea
-
Famiglia Caviidae (6 generi, 18 specie)
-
Famiglia Cuniculidae (1 genere, 2 specie)
-
Famiglia Dasyproctidae (2 generi, 13 specie)
-
Famiglia Dinomyidae (1 genere, 1 specie)
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Superfamiglia Chinchilloidea
-
Famiglia Abrocomidae (2 generi, 9 specie)
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Famiglia Chinchillidae (3 generi, 6 specie)
-
Superfamiglia Erethizontoidea
-
Famiglia Erethizontidae (5 generi, 16 specie)
-
Superfamiglia Octodontoidea
-
Famiglia Capromyidae (7 generi, 19 specie)
-
Famiglia Ctenomyidae (1 genere, 60 specie)
-
Famiglia Echimyidae (21 generi, 93 specie)
-
Famiglia Myocastoridae (1 genere, 1 specie)
-
Famiglia Octodontidae (8 generi, 13 specie)
-
Incertae sedis
-
Famiglia Diatomyidae (1 genere, 1 specie)
Sottordine
Myomorpha
- Miomorfi

-
Superfamiglia Dipodoidea
-
Famiglia Dipodidae (16 generi, 51 specie)
-
Superfamiglia Muroidea
-
Famiglia Calomyscidae (1 genere, 8 specie)
-
Famiglia Cricetidae (112 generi, 580 specie)
-
Famiglia Muridae (140 generi, 650 specie)
-
Famiglia Nesomyidae (21 generi, 61 specie)
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Famiglia Platacanthomyidae (2 generi, 2 specie)
-
Famiglia Spalacidae (6 generi, 35 specie)
Sottordine
Sciuromorpha
- Sciuromorfi
·
Famiglia Aplodontiidae (1 genere, 1 specie)
·
Famiglia Gliridae (9 generi, 28 specie)
·
Famiglia Sciuridae (51 generi, 278 specie)
I Roditori
comprendono la maggior parte delle specie di mammiferi, sia
esistenti che estinte; il raggruppamento più numeroso è
rappresentato dai miomorfi. Le specie viventi di roditori sono
2.277, per la maggior parte di dimensioni piccole o medie. I
roditori tenuti come pet appartengono a sciuromorfi, miomorfi e
istricomorfi. L’ordine dei roditori è distinto da quello dei
lagomorfi, che comprende il coniglio; i due ordini sono tuttavia
imparentati e raggruppati nei Gliri. I roditori si trovano in tutti
i continenti, a parte l’Antartico.
Il roditore più
piccolo è il topo nano africano
(Mus
minutoides),
che pesa appena 7 grammi, quello più grande è il capibara (Hydrochoerus
hydrochaeris) , che arriva a 65 kg. Il più grande roditore mai
esistito di cui si ha notizia è il Josephoartigasia monesi,
vissuto tra i 2 e i 4 milioni di anni fa, che pesava circa 1.000 kg,
era alto 1,5 m e lungo 3 metri.
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Il topo
nano africano (Mus minutoides), con i suoi 7 grammi
di peso, è non solo il roditore più piccolo, ma anche uno
dei mammiferi più piccoli del mondo. |
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Il
capibara, il roditore più grande. |
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Un
raffronto tra le dimensioni di Josephoartigasia monesi
(il più grande roditore fossile mai rinvenuto), il capibara
e l'uomo. (C) Gustavo Lecuona |
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Confronto tra le dimensioni del cranio fossile di
Josephoartigasia monesi e un piccolo roditore. |
Longevità
In generale i
roditori hanno un ciclo vitale molto breve; in cattività (in assenza
di predatori) il topo (Mus musculus) vive circa due anni.
Altre specie possono essere discretamente longeve, ad esempio il
cincillà può vivere fino a 20 anni. Il record di longevità tra i
roditori è l’eterocefalo glabro (Heterocephalus
glaber), un piccolo roditore africano, che può vivere
fino a 28 anni.

Dentatura e
alimentazione
I roditori sono
caratterizzati dalla presenza di lunghi incisivi (due superiori e
due inferiori). Gli incisivi sono definiti a radice aperta (aradicolati):
significa che crescono dalla base in modo continuo, per tutta la
vita; questi denti restano di lunghezza costante grazie al consumo
continuo.
La superficie
anteriore degli incisivi è costituita da smalto, una sostanza molto
dura, mentre la superficie posteriore interna è costituita da
dentina, più tenera. Grazie a questa struttura diversificata la
parte interna si consuma più rapidamente, dando al dente un profilo
affilato. Oltre a ciò, la capacità di rodere è determinata dalla
forza dei muscoli masticatori, particolarmente sviluppati.
I canini sono
assenti. Tra gli incisivi e i denti interni (molari e premolari,
detti nel loro insieme molariformi) vi è un ampio spazio detto
diastema. Le guancie presentano una piega che può passare nel
diastema, in modo che quando gli incisivi rodono materiali duri,
come il legno, i frammenti non passano all’interno della bocca.
Il numero e la
struttura dei denti molariformi è variabile secondo la specie. I
molari sono tre inferiormente e tre superiormente da ciascun lato in
tutte le specie. I premolari variano da nessuno (come nei miomorfi)
a due superiormente e uno inferiormente, da ciascun lato. Anche i
denti molariformi possono essere a crescita continua (come ad
esempio in cavia e cincillà) oppure a radice fissa, detti
brachidonti, (che cessano di crescere poco dopo la nascita), come in
topo e ratto. I denti molariformi hanno una superficie di
masticazione piatta, adatta alla triturazione del cibo.
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Superficie di masticazione dei denti molariformi di
cincillà; si tratta di denti a crescita continua.
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Cranio
e mandibila di cane della prateria (Cynomys ludovicianus)che
mostrano i molariformi superiori e inferiori . Questi denti
sono brachidonti (a radice fissa). |
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La maggior
parte dei roditori sono erbivori, altri sono onnivori (cibandosi di
erbe, piante, semi, frutta, insetti, uova e alcune specie persino
piccoli vertebrati o pesci e molluschi).
Le specie
erbivore in genere praticano la coprofagia, ossia consumano le
proprie feci per rifornirsi di sostanze nutrienti come vitamine e
aminoacidi prodotti dalla flora intestinale.
Cute
I roditori
presentano una folta pelliccia, dai colori poco appariscenti allo
scopo di mimetizzare l’animale nell’ambiente naturale. Alcune specie
(ad esempio i topi spinosi del genere Acomys e l’istrice)
hanno peli modificati a formare spine e aculei che difendono gli
animali dagli attacchi dei predatori.
L’unico
roditore quasi completamente privo di peli è l’eterocefalo glabro,
che presenta questa caratteristica come adattamento ad una vita
sotterranea.
Possono essere
presenti ghiandole che secernono feromoni, utilizzate per marcare il
territorio e nella riproduzione, come le ghiandole del fianco del
criceto dorato o le ghiandole ombelicali dei criceti del genere
Phodopus e dei gerbilli. Strofinando queste ghiandole su vari
oggetti, l’animale vi deposita sostanze odorose che possono essere
percepite dai cospecifici.
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I
roditori, come questo degu, hanno in genere mantelli poco
appariscenti, a scopo mimetico. |
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I topi
spinosi hanno i peli modificati in spine |
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L'eterocefalo
glabro è un curioso mammifero africano a vita sotterranea
che ha la particolarità di essere quasi completamente privo
di peli. |
Apparato
riproduttivo
Nella maggior
parte delle specie il maschio presenta un osso penieno, detto
baculum. L’anello inguinale è aperto, il che permette ai
testicoli di venire retratti in addome, dove in genere risiedono al
di fuori del periodo riproduttivo. L’utero è bipartito (costituito
da due lunga corna uterine).
Riproduzione
Le varie specie
di roditori hanno due diverse strategie riproduttive. La prima
consiste nel portare a termine numerose gravidanze di brevissima
durata, con la nascita di numerosi piccoli, molto immaturi, che
crescono velocemente e raggiungono in fretta la maturità sessuale.
Ciò porta ad eccezionali tassi riproduttivi che servono a compensare
l’elevato tasso di mortalità dovuto alla predazione. Il caso più
emblematico è quello del criceto dorato (Mesocricetus auratus),
che ha una gravidanza di soli 16 giorni (la durata più breve tra
tutti i mammiferi placentati); può partorire 5-10 piccoli che sono
completamente svezzati a 3 settimane e possono a loro volta
riprodursi a 4-5 settimane di età.
La seconda
strategia riproduttiva consiste nel portare avanti gravidanze di
lunghezza maggiore (ad esempio 68 giorni nella cavia (Cavia
aperea), 110-120 giorni nel cincillà (Chinchilla laniger),
fino a 280 giorni nel pacarana (Dinomys branickii), con la
nascita di 1-3 piccoli precoci per volta.
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Cucciolata di topi neonati. |
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Criceti
russi di un giorno di vita. Nascono completamente inetti,
privi di pelo e con occhi e orecchie chiusi. |
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Criceti
russi di 8 giorni di età. |
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Criceti
russi di 18 giorni di età. |
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Cavia
con i piccoli di pochi giorni di età. Nei caviomorfi i
piccoli sono precoci. |
Apparato
scheletrico
La struttura
tipica della colonna vertebrale è composta da 7 vertebre cervicali,
13 toraciche, 6 lombari e da un numero di vertebre caudali variabile
secondo la specie.
Gli arti
posteriori sono più lunghi di quelli anteriori; nelle specie
adattate al salto, come i gerbilli, la lunghezza degli arti
posteriori è molto maggiore degli anteriori. Molte specie sono in
grado di sedersi sui posteriori, in modo da lasciare gli arti
anteriori liberi di afferrare il cibo e portarlo alla bocca. La mano
presenta di solito 5 dita; il primo dito può essere di dimensioni
molto ridotte, come nei criceti. Nel piede sono presenti da 3 a 5
dita. Le dita sono dotate di unghie, adattate a scavare o
arrampicarsi. In alcuni caviomorfi, come il capibara, le unghie sono
modificate a formare strutture simili a zoccoli.
La coda ha una
lunghezza molto variabile; può essere presente solo in forma
vestigiale, e mancare esternamente (come nella cavia) o essere più
lunga del resto del corpo. La coda è ben sviluppata nelle specie
saltatrici e arboricole, per la sua funzione di aiutare
l’equilibrio, mentre è ridotta o assente in molte specie terricole o
sotterranee.
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Scheletro di ratto |
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