Habitat naturale e
comportamento allo stato selvatico
Il petauro dello zucchero proviene dalle
foreste pluviali e costiere di Nuova Guinea e Australia del nord-est, est e sud-est, una
zona prossima allequatore dove vi sono pochissime variazioni stagionali e della
durata delle ore di luce nel corso dellanno. I petauri formano gruppi di 7-12
individui, in cui maschi e femmine convivono pacificamente e tutte le femmine si
riproducono, ma in cui in genere solo un maschio (quello dominante) si accoppia. Gli
individui del gruppo si riconoscono tra loro grazie allodore emesso da ghiandole
odorose presenti sulla pelle; i membri che non appartengono al gruppo sono scacciati dal
territorio. Una colonia occupa un territorio di circa 2,5 acri.
I petauri passano il giorno in tane
ricavate da cavità degli alberi, foderate di foglie, dormendo insieme in piccoli gruppi.
Quando scende la notte escono in cerca di cibo, percorrendo distanze anche notevoli. Il
loro alimento preferito è rappresentato dalla linfa di acacia e di eucalipto, soprattutto
durante lautunno e linverno e da insetti in primavera e in estate. Una parte
della dieta è rappresentata da uova di uccelli e piccoli vertebrati quali lucertole ed
uccellini. Si nutrono anche di nettare, polline, manna (la linfa indurita che emettono gli
alberi a causa della puntura di insetti), e della sostanza zuccherina prodotta dagli
insetti che succhiano la linfa.
I petauri si spostano saltando da un ramo
allaltro, e in caso di distanze maggiori planano da un ramo allaltro
utilizzando il patagio, arrivando a coprire 45 metri con il volo planato.
La stagione riproduttiva coincide con il
periodo di maggiore presenza di insetti, probabilmente per la maggior disponibilità di
proteine che questi forniscono ai petauri.
In natura se la temperatura scende troppo o
se il cibo è scarso i petauri cadono in uno stato di letargo per un breve periodo.
Caratteristiche
anatomiche e fisiologiche
In cattività il petauro può arrivare a
vivere 12-15 anni, mentre in natura la vita media è di soli 5-7 anni.
Un adulto misura circa 13-15 cm, e ha una
coda altrettanto lunga, che serve come bilanciere per stabilizzare lanimale,
soprattutto durante il volo planato. Il peso medio è di 140 g per i maschi e di 115 g per
le femmine. La temperatura corporea è relativamente bassa se paragonata a quella dei
mammiferi: 35°C.
Il petauro è ricoperto da una morbida
pelliccia grigia, con una striscia nera che parte dalla testa e corre lungo tutta la
schiena, mentre il ventre è chiaro; i soggetti di cattura hanno il pelo marroncino,
probabilmente a causa della linfa di eucalipto che imbratta la pelliccia. Le orecchie sono
grandi e senza peli, e si muovono in modo indipendente una dallaltra. Gli occhi sono
molto grandi (caratteristica tipica degli animali notturni) e scuri.
Sia le zampe posteriori che quelle
anteriori presentano cinque dita dotate di unghie (tranne che per il quinto dito
dellarto posteriore, che è opponibile e non ha unghia). Larto posteriore
presenta una particolarità: il secondo e terzo dito sono parzialmente fusi, e solo le
estremità e le unghie sono libere. Ne risulta una sorta di piccolo pettine utilizzato per
mantenere in ordine la pelliccia. Dal polso alla caviglia, da ciascun lato, si estende una
plica di pelle detta patagio, che permette al petauro di effettuare il suo tipico volo
planato. La potete osservare in questa foto
tratta da un sito Internet.
Nei petauri non esiste una struttura
identificabile come ano (come nei mammiferi), bensì una cloaca (come negli uccelli e nei
rettili), vale a dire unapertura comune per lapparato digerente, urinario e
riproduttivo. Nei mammiferi invece lapertura anale è distinta da quella
urogenitale. Il pene del maschio di petauro, che è biforcato, viene quindi estroflesso
dallapertura cloacale.
I petauri comunicano tra loro con una
varietà di suoni, da una specie di cinguettio a un latrato soffocato, ma per la maggior
parte del tempo sono silenziosi.
Distinzione
dei sessi
Lo scroto si trova nella parte bassa
delladdome, anteriormente allapertura cloacale (foto).
Nei soggetti giovani è privo di peli, mentre nelladulto è completamente ricoperto
di pelliccia, delle dimensioni di un pisello. Nella femmina a livello dellombelico
si trova unapertura longitudinale, il marsupio, che è assente nel maschio.
Il maschio adulto può essere distinto
senza difficoltà dalla femmina per la presenza di una zona priva di peli, a forma di
rombo, localizzata sulla sommità della testa, che compare dopo i 7 mesi di età. Si
tratta di una ghiandola odorosa, utilizzata per marcare il territorio e anche la femmina.
Il maschio presenta anche delle ghiandole odorose sul petto, e sia maschi che femmine
hanno ghiandole odorose sulla regione perianale (le sacche anali), sempre utilizzate per
marcare il territorio. Le sacche anali sono piuttosto sviluppate e nelle femmine possono
essere scambiate per testicoli, per la posizione alla base della coda, portando ad una
errata identificazione del sesso
Lacquisto
La scelta del sesso, volendo tenere un solo
esemplare, non ha molta importanza: il carattere si differenzia più su base individuale
che di genere. Il maschio ha un odore dolciastro un po più marcato rispetto alla
femmina, dovuto alle ghiandole cutanee, che alcune persone trovano sgradevole. Letà
del soggetto che si intende acquistare ha invece molta importanza, perché è molto più
facile che leghi con il proprietario un petauro giovane, mentre uno già adulto è molto
più difficile da addomesticare. Tuttavia il piccolo petauro deve essere del tutto
svezzato e in grado di mangiare da solo. Un modo per stabilire se il giovane petauro è
troppo piccolo consiste nel controllare la coda, che deve essere vaporosa come quella
degli adulti. Se è ricoperta di pelliccia corta significa che lanimale è uscito
dalla tasca materna da meno di tre settimane e quindi non è adeguatamente svezzato.
Letà ideale per lacquisto è
di 12-13 settimane di vita, quando il piccolo ha aperto gli occhi da circa un mese ed è
uscito dal marsupio da 4-5 settimane.
Un soggetto sano deve essere vivace, attivo
e curioso. Gli occhi devono essere aperti e puliti, senza scoli e croste. La pelliccia
deve essere morbida e pulita, senza aree spelacchiate o crostose; la zona sotto la coda
deve essere pulita, senza tracce di feci.
Chiedete al venditore di prendere in mano
il petauro che intendete comprare, per verificare se è docile, e chiedete di poterlo
tenere in mano voi stessi. Lanimale deve dimostrarsi docile e curioso, anche se il
vostro odore non familiare lo può mettere a disagio. Se cerca di scappare e di lanciarsi,
significa che è un soggetto poco addomesticato, che potrebbe non accettare mai il
contatto con le mani del proprietario.
I petauri sono animali sociali, che hanno
bisogno di compagnia: se non potete dedicare al petauro molto tempo e molte attenzioni (e
ricordate che è notturno!), è preferibile acquistare almeno due soggetti, perché si
facciano compagnia reciprocamente. Se non volete che si riproducano, potete tenere due
maschi o due femmine, che andranno daccordo senza difficoltà, oppure si deve
sterilizzare il maschio.
Non acquistate animali di cattura: sono
selvatici, spesso hanno problemi di salute o di adattamento alla cattività, e non è
possibile determinare quanti anni possano avere. Il commercio degli animali di cattura
andrebbe sempre scoraggiato, anche per motivi etici.
Una volta effettuato lacquisto, il
piccolo petauro deve essere sistemato in un contenitore a prova di fuga fino al momento di
arrivare a casa, evitando di aprirlo durante il tragitto. Giunti a casa, lasciate
lanimaletto libero dentro la sua nuova gabbia, e non disturbatelo in alcun modo per
almeno un giorno, per dargli tempo di ambientarsi.
E ovvio che prima dellacquisto
dovete avere già pronta e arredata la gabbia (o meglio la voliera) in cui libererete
lanimaletto appena acquistato.

Alloggio
Le gabbie per criceti non sono minimamente
adatte a questi animali: i petauri in natura amano arrampicarsi e lanciarsi tra i rami
degli alberi, e rinchiusi dentro una gabbietta sono destinati ad una vita sacrificata. Se
non siete in grado di fornire una sistemazione adeguata, è quindi preferibile non
acquistare dei petauri, ma rivolgersi verso animali meno impegnativi come cavie o criceti.
La gabbia deve essere più spaziosa
possibile, per quanto ve lo permettano considerazione di spazio e di spesa, e svilupparsi
maggiormente in senso verticale, per sistemare dei rami su cui gli animali possano
arrampicarsi. Uno o due petauri richiedono una gabbia di almeno 50 x 50 x 80 cm, se
gli animali sono in numero superiore anche le dimensioni devono essere maggiori. Le
dimensioni ideali minime sono di 200 cm di larghezza e di 180 cm di altezza; in
questo modo i rami possono essere abbastanza spaziati da permettere il volo planato.
Dal momento che in commercio non esistono
gabbie per petauri, si può ripiegare su una voliera o una grossa gabbia per uccellini,
oppure si può costruire una gabbia fatta in casa. La rete metallica utilizzata per le
pareti deve avere le sbarre alla distanza massima di 6 mm. La parete di fondo e le due
pareti laterali possono essere fatte di compensato, eventualmente rivestito di vernice
lavabile; se si utilizza una vernice, deve essere di tipo non tossico, e lasciata
asciugare perfettamente prima di collocarvi i petauri. La base della gabbia deve essere
staccabile, per permettere una comoda pulizia. Sul fondo si possono collocare fogli di
carta o segatura per facilitare la pulizia. Alcuni ripiani posti a diverse altezze
permetteranno di ampliare la superficie utile e di collocare rifugi e recipienti del cibo.
La gabbia deve essere dotata di
unapertura sufficientemente ampia da permettere il passaggio degli elementi di
arredo (rami, casetta, ecc.).
La gabbia deve essere collocata in una zona
tranquilla, dove non ci sia costante passaggio di persone, rumore (televisione, radio,
lavatrice) o altre cose che possano disturbare il sonno dei petauri. Scegliete una zona
luminosa, ma non esposta alla luce diretta del sole, che può surriscaldare linterno
della gabbia e causare grave disagio agli animali.
La temperatura ideale dellambiente in
cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C. Le temperature basse sono mal
sopportate dai petauri.
Allinterno della gabbia si devono
collocare diversi rifugi. Sono adatti allo scopo le casette per criceti, i nidi chiusi in
vimini e le casette per uccellini, scatole di plastica con un foro, e simili.
Lingresso deve avere un diametro di almeno 4 cm. Se sono presenti delle femmine con
dei piccoli è opportuno che lapertura sia in alto o che comunque abbia il bordo
rialzato, in modo che i piccoli non cadano allesterno. Dentro la casetta-nido si
può collocare della stoffa (attenzione ai fili, che possono arrotolarsi intorno alle
zampe e bloccarne la circolazione) o dei fazzolettini di carta, anche se non sono
indispensabili. I rifugi vanno collocati in alto, per dare al petauro un maggior senso di
sicurezza.
I petauri non possono essere addestrati ad
utilizzare la cassetta per i bisogni, che non è quindi necessario collocare nella gabbia.
I recipienti dellacqua e del cibo
devono essere posti nella parte alta della gabbia, e non collocati sotto i rami, perché
non si sporchino con le deiezioni che cadono dallalto. Si possono utilizzare
contenitori di ceramica (troppo pesanti per essere rovesciati) o mangiatoie da fissare
alle pareti, del tipo utilizzate per gli uccelli. Per lacqua è consigliabile usare
i beverini a goccia, che permettono di mantenere lacqua sempre pulita. Finché non
siete sicuri che tutti i petauri sappiano localizzare e utilizzare il beverino a goccia,
sistemate nella gabbia anche una ciotolina dacqua.
Laggiunta di alcuni rami
allinterno della gabbia è molto importante per ricreare un ambiente naturale e
permettere al petauro di fare attività. I rami devono essere fissati bene, per evitare
che cadano ferendo il piccolo marsupiale; quando sono sporchi vanno cambiati con altri
rami freschi. Non utilizzate rami di piante resinose (tutte le conifere, come il pino e
abete) o tossiche (oleandro, alloro), o trattate con sostanze nocive. Le foglie possono
essere lasciate attaccate, perché forniranno ulteriori stimoli. Non mettete nella voliera
piante ornamentali che volete conservare, perché sarebbero inesorabilmente distrutte
dallattività dei piccoli marsupiali. Le seguenti piante possono essere lasciate a
disposizione, come rami e fiori, per essere consumate come alimenti: Eucalyptus, Banksia,
Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemum,
Hakea
Oltre ai rami si possono attaccare alla
gabbia tubi di cartone o in PVC, corde e scalette, che saranno
sicuramente graditi ai
piccoli petauri come attrezzi ginnici.
I petauri gradiscono anche le ruote, come i
criceti, tuttavia quelle con le sbarre aperte sono molto pericolose perché possono
causare fratture agli arti, soprattutto se un petauro cerca di salire su una ruota in
movimento utilizzata da un compagno di gabbia. Le ruote devono quindi avere il pavimento
pieno, ed essere di taglia proporzionale al piccolo marsupiale.
Periodicamente si deve effettuare una
pulizia approfondita non solo del fondo, ma anche delle pareti (i petauri, infatti,
tendono ad urinare mentre sono appesi). Acqua calda e sapone sono sufficienti per
rimuovere ogni traccia di sporcizia; il risciacquo deve essere abbondante, per eliminare
ogni residuo di sapone.
Non è consigliabile tenere nella stessa
voliera altre specie di animali oltre ai petauri, ma soprattutto uccellini, che verrebbero
divorati.
Come si
maneggia
Se il petauro è stato maneggiato fin da
piccolo non darà grossi problemi. Subito dopo lacquisto deve essere lasciato
tranquillo per una giornata intera, dopo di che potete iniziare a prenderlo in mano
perché si abitui a voi e al vostro odore. Allinizio prendetelo di giorno, mentre è
nel suo rifugio che dorme, in modo che sia insonnolito e di riflessi più lenti.
Afferratelo con una mano intorno al corpo e poi tenetelo tra le mani a coppa. Se
lanimaletto si afferra con le unghie contro qualche oggetto perché non vuole essere
sollevato non tiratelo, ma liberate delicatamente le unghie con un dito. Non tiratelo mai
con la coda, perché la potreste danneggiare.
Quando fate uscire dalla gabbia i petauri
assicuratevi di chiudere fuori dalla stanza cani, gatti e furetti, e di chiudere le
finestre!
I petauri sono abituati ad afferrarsi agli
oggetti con le unghie, pertanto possono risultare piuttosto fastidiosi per la pelle del
proprietario, che si ricopre di graffi. Lunico modo per ovviare a questo problema
consiste nellaccorciare periodicamente le punte con un piccolo tronchese da unghie,
tagliando via la puntina. Non accorciatele troppo, altrimenti possono sanguinare.
In libertà
Ogni giorno si dovrebbe permettere al
petauro di fare un po di esercizio fuori della gabbia (a meno che non sia alloggiato
in una voliera particolarmente ampia). Questo deve avvenire di sera o di notte, tenendo le
luci basse, e sempre sotto costante supervisione, per impedire che lanimale vada
incontro a qualche pericolo. Se non siete sempre al corrente della posizione del piccolo
marsupiale, potreste facilmente pestarlo o schiacciarlo (soprattutto in penombra!). Alcuni
dei pericoli da cui devono essere tenuti alla larga sono fuochi, pentole in ebollizione,
ferri da stiro caldi, recipienti pieni dacqua, piante tossiche, finestre aperte e
ogni piccola via di fuga potenziale. Tenete presente che questi animali sporcano dove
capita, e quindi possono rovinare il mobilio e larredamento.
I petauri amano arrampicarsi in alto, ad
esempio sulle tende, per lanciarsi poi in voli planati. Spesso i petauri tornano
spontaneamente nella loro gabbia quando sono stanchi.
Potete svegliare e far uscire dalla gabbia
il petauro anche di giorno, ma per periodi brevi, non più di unora, perché poi ha
bisogno di dormire.
Non portate allaperto il petauro, a
meno che non abbia con voi un forte legame, per il rischio che scappi e si perda, e
comunque non fatelo mai in piena luce, cosa che gli darebbe molto fastidio. Tenete
presente che in caso di fuga è piuttosto improbabile riuscire a recuperarlo.
Alimentazione
I petauri sono onnivori; in natura la dieta
si basa soprattutto su sostanze zuccherine (la linfa di acacia ed eucalipto) e insetti
(ricchi di proteine). Dal momento che in cattività non è possibile replicare con
esattezza la dieta naturale della foresta pluviale australiana ci si deve basare su dei
sostituiti, principalmente su frutta fresca dolce e verdure (che tuttavia in natura sono
alimenti marginali), con una integrazione di proteine che devono rappresentare circa un
quarto della dieta. Le varie fonti bibliografiche riportano molte variazioni su questa
composizione di base, ed è difficile indicare qual è la dieta migliore. Tenete presente
che una dieta corretta è di importanza fondamentale per la salute del petauro, dal
momento che la maggior parte delle patologie riscontrate in cattività sono proprio
causate da unalimentazione errata.
I vegetali devono rappresentare il grosso
della razione alimentare, e vanno preparati freschi ogni sera. La varietà è importante:
ogni giorno devono essere presenti almeno quattro o cinque tipi diversi. I petauri hanno
in generale una forte preferenza per la frutta dolce e matura; tutti i vegetali adatti
allalimentazione umana possono essere somministrati ai petauri, anche se poi i gusti
individuali possono essere molto variabili; evitate con cura le parti verdi e le foglie di
patate e pomodori, che sono tossici.
Tipi di frutta che in genere i petauri
gradiscono sono ad esempio: fichi, mele, pere, banane, uva, papaia, mango, meloni, arance,
kiwi, prugne. Come verdure si possono dare piselli dolci, patate americane, carote, mais
dolce. Non è necessario ridurre frutta e verdura in minuscoli pezzetti, basta farne dei
grossi pezzi. Se tuttavia il petauro tende a selezionare solo determinati bocconi, tutti
gli alimenti possono essere frullati e ridotti in purea.
Frutta e verdura devono essere
accuratamente lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi; lideale è utilizzare
prodotti che derivano da coltivazioni biologiche. Al mattino gli alimenti che non sono
stati consumati devono essere eliminati, prima che vadano a male.
Come fonte di proteine si somministrano
carne, uova, tofu ed invertebrati. La carne deve essere magra, cotta e completamente
scondita; va fornita tagliata in pezzettini minuscoli. Evitate gli insaccati e ogni tipo
di carne salata o speziata. Utilizzate solo pezzetti senza pelle, ritagli di grasso od
ossa (le ossa sono pericolose perché le loro schegge possono causare lesioni alla bocca e
allapparato digerente). Le uova vanno somministrate bollite e sminuzzate. Il tofu
(formaggio di soia) come fonte proteica è superiore a carne e uova, perché contiene una
quota di calcio molto maggiore. Non tutti i petauri lo accettano, e per favorirne il
consumo lo si può spezzettare e mischiare alla frutta, o a miele o yougurt.
Gli invertebrati (grilli, cavallette,
lombrichi, camole del miele, tarme della farina, farfalle) sono molto graditi ai petauri.
Molti invertebrati possono essere acquistati nei negozi che vendono rettili o in quelli di
caccia e pesca. Gli insetti catturati allaperto (o in casa) potrebbero essere
contaminati da pesticidi, e rappresentare quindi un pericolo.
Grilli, cavallette e lombrichi sono
superiori da punto di vista del contenuto in calcio; le tarme della farina e soprattutto
le camole del miele sono invece molto povere di calcio e troppo ricche di grassi, e quindi
vanno somministrate solo saltuariamente ed in quantità moderata. Prima di essere
somministrati, gli invertebrati devono essere alimentati per un paio di giorni con un
alimento molto ricco di vitamine e di calcio, oppure spolverati con lintegratore
prima di essere offerti.
I petauri gradiscono anche consumare
roditori morti, dai topini neonati ("pinkie") ad animali più grandi; anche
questi si possono acquistare nei negozi di rettili, e vanno comprati preferibilmente
surgelati. Molti riportano che i petauri in cattività se ne hanno la possibilità
cacciano e uccidono i topi, di cui poi si nutrono. In alcuni zoo una volta alla settimana
viene offerto loro un pulcino morto. Per quanto possa sembrare ripugnante, topi e pulcini
costituiscono in effetti unottima fonte di calcio a causa del loro scheletro.
Lo yogurt e i fiocchi di latte sono una
buona fonte di calcio e proteine, ma è preferibile evitare il latte e tutti i formaggi
grassi e speziati.
Alcuni autori consigliano di somministrare
pellet per pappagalli (da non confondere con le miscele di semi e frutta secca), oppure
diete per animali insettivori, che però non sono facili da reperire in Italia.
Sporadicamente si può offrire
dellomogeneizzato di frutta o dei prodotti per linfanzia a base di farine di
cereali, del pastoncino per canarini o del miele.
I petauri hanno una netta preferenza per
certi tipi di alimenti (frutta secca, semi, insetti) che, avendone la possibilità,
consumano a discapito di altri tipi di cibo. E quindi importate sia evitare di dare
alimenti inadatti (frutta secca e semi), sia fornire ogni sera una dieta bilanciata,
lasciando a disposizione solo in quantità moderata gli alimenti preferiti, in modo che
nellarco della notte il petauro per sfamarsi consumi tutto il cibo lasciato a
disposizione.
La dieta ideale non deve essere troppo
grassa, e soprattutto deve contenere un adeguato rapporto calcio-fosforo, che è di 2:1.
Ciò significa che nella razione quotidiana il cibo deve contenere calcio in quantità
doppia rispetto al fosforo. È un risultato non facile da ottenere con i petauri, perché
frutta, uova, carne e larve di insetto sono, in generale, povere di calcio e ricche di
fosforo. Per ovviare a questo problema si deve ricorrere allutilizzo di un buon
integratore di calcio. Gli integratori comunemente in commercio sono inutili, perché
contengo calcio e fosforo in rapporto di 2:1, e non possono quindi bilanciare una dieta
povera di calcio e ricca di fosforo. Si devono utilizzare delle fonti di calcio senza
fosforo: osso di seppia, carbonato di calcio (in vendita in farmacia), o il prodotto
commerciale "Calcium with Vit. D3" della ditta Rep-Cal. Il dosaggio
approssimativo di calcio è di mezzo cucchiaio da tavola per mezzo chilo di alimento.
Ovviamente la quantità di alimento che prepareremo fresco ogni sera è molto meno, quindi
la quantità sarà proporzionalmente più ridotta. Empiricamente si può utilizzare un
pizzico di calcio da spolverizzare sulla razione quotidiana.
Se la dieta è varia e bilanciata, di norma
non è necessario aggiungere vitamine. Unintegrazione vitaminica può essere
consigliata nei soggetti gravidi e in allattamento, in quelli anziani e in quelli malati.
In tal caso fatevi consigliare da un veterinario sul prodotto più indicato, e attenetevi
strettamente alle dosi consigliate: anche un eccesso di vitamine è dannoso.
Se avete una voliera con più soggetti,
può essere una buona idea distribuire il cibo in più punti, per evitare dispute.

Alimenti
da evitare
Non somministrate mai zucchero,
dolcificanti, cioccolata, frutta candita, frutta disidratata (che oltretutto contiene
conservanti pericolosi per i petauri).
Le miscele di semi e di frutta secca (noci,
arachidi, nocciole, ecc.) NON sono un alimento adatto ai petauri; contengono troppi grassi
e troppo poco calcio, e con il tempo causano obesità e gravi problemi allo scheletro.
Questi alimenti possono semmai essere utilizzati come bocconcini occasionali; evitate
però la frutta secca salata e tostata.
Non utilizzate frutta sciroppata in
barattolo se è zuccherata, e comunque anche di quella non zuccherata non abusatene
perché dal punto di vista nutritivo è nettamente inferiore a quella fresca.
Le crocchette per cani e gatti sono troppo
ricche di grassi, vitamina A e D, e in quantità eccessiva possono danneggiare la salute
del petauro. Sporadicamente si può tuttavia offrire una crocchetta del tipo
"light" (magro) delle marche di qualità superiore.
Riproduzione
Prima di lasciare che i petauri si
riproducano occorre considerare in anticipo cosa fare dei piccoli. Se li volete tenere, o
li dovete sterilizzare per evitare accoppiamenti tra consanguinei (cosa poco salutare) o
dovete procurarvi gabbie in quantità e di dimensioni sufficienti. Se li volete cedere,
assicuratevi in anticipo di sapere a chi affidarli.
La riproduzione in cattività è piuttosto
facile. La maturità sessuale è raggiunta a 10-14 mesi dai maschi e a 8-12 mesi dalle
femmine. In cattività la riproduzione può avvenire tutto lanno, per la maggiore
disponibilità di cibo proteico. Il ciclo estrale delle femmine dura 29 giorni (significa
che vanno in calore e quindi si possono accoppiare ogni 29 giorni). In numero di nati per
parto è di media di due, e la femmina può avere due-tre gravidanze allanno.
La gravidanza dura appena 16 giorni, e il
piccolo alla nascita è in sostanza un feto: pesa 0,19 grammi e misura appena 5 millimetri
di lunghezza. Appena nato il minuscolo esserino deve trascinarsi nel marsupio della madre,
dove proseguirà il suo sviluppo. Il viaggio verso il marsupio deve avvenire con le sue
sole forze, senza alcun aiuto da parte della madre. Se il piccolo cadesse, non verrebbe
recuperato e non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere. Nel marsupio il piccolo si
attacca ad uno dei capezzoli presenti ed inizia a succhiare il latte. Mano a mano che il
suo sviluppo procede, il marsupio si distende progressivamente, fino al punto di non
riuscire più a contenere il piccolo petauro del quale infine si vedranno scorgere la coda
e le zampe. Non cercate mai di guardare dentro la tasca per vedere il piccolo, e non
cercate mai di tirarlo fuori.
Dopo 70 giorni dal suo ingresso nel
marsupio materno il piccolo non riesce più a starci dentro ed è costretto a fare la sua
prima uscita; a questo stadio è completamente ricoperto di pelliccia, anche se più corta
di quella dei genitori (foto). Gli occhi sono ancora
chiusi, e si apriranno solo 7-10 giorni più tardi. Il piccolo continua a succhiare il
latte materno introducendo la testa nel marsupio, ma rimane attaccato alla pancia o alla
schiena dei genitori. Anche il padre, infatti, si prende amorevolmente cura del giovane
petauro.
Lo svezzamento avviene circa a quattro mesi
dalla nascita. A cinque mesi i giovani sono del tutto indipendenti e sanno procurarsi il
cibo da soli.
Appena i piccoli aprono gli occhi è bene
iniziare a prenderli in mano e coccolarli, perché si abituino al contatto umano e
diventino docili ed affettuosi. Se intendete cedere i piccoli ad un nuovo proprietario, il
momento ideale è a 4-6 settimane dallapertura degli occhi, quando i piccoli sono
ormai svezzati ma sono ancora abbastanza giovani da formare un forte legame affettivo con
il nuovo padrone.

Introduzione
di un nuovo soggetto
Se volete introdurre un nuovo petauro in
una colonia già stabilita, oppure trovare un nuovo compagno ad un petauro che ha perso il
partner, occorre agire con una certa prudenza per evitare lotte e ferimenti. Per prima
cosa il nuovo soggetto non va messo subito insieme agli altri, ma deve subire un periodo
di quarantena di almeno tre settimane, per controllare il suo stato di salute. In questo
modo si eviterà che il nuovo soggetto possa trasmettere agli altri animali qualche agente
infettivo.
Se al termine del periodo di quarantena il
nuovo petauro non avrà mostrato alcun sintomo di malattia lo si potrà collocare nella
voliera o nella gabbia dei vecchi soggetti. Questa operazione va fatta di giorno, mentre
tutti dormono. Solitamente si osserverà un po di trambusto e di strilli, ma poi il
nuovo arrivato verrà accettato e andrà a dormire con il resto della colonia. Se invece
viene rifiutato (lo si osserverà dormire da solo in qualche punto della gabbia) o se le
lotte sono particolarmente violente, va rimosso e collocato di nuovo in gabbia da solo. La
sua gabbia va posta accanto a quella degli altri animali, e ogni giorno si deve scambiare
la casetta nido tra le due gabbie, in modo da effettuare uno scambio reciproco
dellodore degli animali. Dopo una settimana si reintroduce il nuovo petauro, e si
osserva la situazione. Se ancora non viene accettato si ripete loperazione
finché
lanimale non viene accolto dal resto della colonia.
Prima di introdurre un piccolo con degli
adulti dovete aspettare che abbia raggiunto una certa taglia, in modo che non cerchi di
arrampicarsi sugli altri animali, che infastiditi lo potrebbero attaccare.
Cure
I petauri non richiedono vaccinazioni,
tuttavia è bene far fare periodicamente una visita di controllo, in particolare subito
dopo lacquisto. Un esame delle feci permette di verificare la presenza di eventuali
parassiti intestinali.
I petauri si tengono puliti da soli, e non
è necessario lavarli. Se ce nè bisogno, si possono accorciare le unghie, tagliando
la puntina, per evitare che feriscano la pelle quando si arrampicano sul proprietario.
Bibliografia
- Johnson-Delaney Cathy, Exotic Companion Medicine Handbook,
Winger Publishing, CD-ROM
- Johnson-Delaney Cathy, Feeding Sugar Gliders, Exotic
DVM 1[1]:4 Jan. '99
MacPherson Caroline, Sugar Gliders, Barrons Educational Series, Inc., Hong Kong,
1997
- Pasatta J., Petaurus breviceps - Animal Diversity
Web, http://www.oit.itd.umich.edu/projects/ADW/