Marta Avanzi, Med Vet
Il topo (Mus musculus) è un piccolo roditore allevato da secoli
come animale da compagnia. E’ di piccole dimensioni, del peso di 20-40
g, timido ma ben addomesticabile, facile da allevare e di modeste
richieste. La vita media è di 2-3 anni. Ne sono state selezionate
moltissime varietà di colori e di tipo di pelo.
A causa della taglia minuta e della loro delicatezza, i topi non sono
adatti ad essere maneggiati dai bambini piccoli, per i quali sono più
indicati come animali dei quali osservare l’attività nella loro gabbia.
Come tutti i roditori, i topi possiedono denti incisivi a crescita
continua, mantenuti di lunghezza costante dal consumo.
La differenziazione dei sessi è facile, perché nel maschio la distanza
ano-genitale (tra l’ano e gli organi genitali esterni) è maggiore. Nella
femmina le mammelle sono già visibili a 9 giorni di vita.
Mentre la
femmina non emana quasi nessun odore, il maschio ha un caratteristico
odore pungente, muschiato, causato dall’urina con cui marca il
territorio, che si elimina solo con la sterilizzazione. L’olfatto è ben
sviluppato, la vista al contrario è molto scarsa. In condizioni naturali
i topi sono prevalentemente notturni, ma quando sono allevati come
animali da compagnia hanno dei periodi di attività frequenti anche di
giorno.
Alloggio
I topi sono animali sociali; in condizioni naturali
vivono in piccoli gruppi con un maschio dominante. Volendo allevarli
come animali da compagnia è preferibile tenere insieme almeno due
individui, che giocano, si fanno compagnia e si puliscono a vicenda. Un
topo alloggiato da solo è un animale triste ed è più probabile che
diventi aggressivo. Più maschi possono andare d’accordo se messi insieme
da piccoli, ma se sono messi insieme da adulti possono lottare e
ferirsi. Le femmine raramente lottano, salvo che per difendere i
piccoli. E’ possibile tenere insieme più maschi, se sono della stessa
cucciolata e non sono mai stati separati (una separazione di anche solo
poche ore porta a lotte), purché vi sia spazio a sufficienza. Se si
tengono insieme animali di sesso opposto vi sono poi problemi di
sovrappopolazione, perché questi roditori sono molto prolifici e
precoci. Volendo, è possibile sterilizzare i maschi, in modo da ridurre
i problemi di aggressività e prevenire le gravidanze.
Il contenitore in cui alloggiare i topi deve essere più spazioso
possibile e assolutamente a prova di fuga. Si possono utilizzare vasche
di vetro con un coperchio grigliato, per assicurare una buona aerazione,
oppure gabbie a pareti di lisce, di plastica o plexiglas. Il legno è un
materiale inadatto, perché si impregna di urina e non è facilmente
lavabile e disinfettabile. Le comuni gabbie da criceti, con le sbarre,
non sono adatte perché questi piccoli roditori potrebbero passarvi
attraverso e fuggire. Le gabbie di rete devono avere le sbarre molto
ravvicinate, viste le ridotte dimensioni di questi roditori, che sono
abilissimi nel fuggire attraverso spazi angusti.
La gabbia deve essere fornita di giochi quali una ruota
(indispensabile), dei tubi di plastica o cartone, dei rami per
rosicchiare e su cui arrampicarsi (fissati saldamente), scatoline con
delle aperture, casette di vario tipo. Il materiale del fondo può essere
costituito da segatura, trucioli, pellet di carta riciclata o di
segatura. Per il nido si può utilizzare carta da cucina o carta
igienica.
L’igiene della gabbia va curata con molta attenzione. Il materiale del
fondo va completamente sostituito almeno una volta alla settimana,
perché l’ammoniaca presente nell’urina irrita le vie respiratorie e
predispone alle infezioni respiratorie. L’urina dei maschi ha un odore
più intenso e quindi la pulizia della loro gabbia va effettuata più di
frequente. Il cibo fresco (frutta e verdura) va sostituito ogni giorno.
Il contenitore dell’acqua va cambiato tutti i giorni e disinfettato con
cura almeno una volta alla settimana.
Riproduzione
È utile conoscere la fisiologia
riproduttiva del topo per evitare di riprodurre inavvertitamente questi
animali, che sono molto precoci e molto prolifici. I topi da compagnia
non vanno assolutamente riprodotti, per tanti motivi. In poco tempo ci
si troverebbe con una quantità notevole di animali a cui accudire. Se si
decidesse di cederli a terzi, si dovrebbe verificare che la famiglia
affidataria sia assolutamente fidata e sia in grado di tenere i piccoli
roditori in modo adeguato. Per quanto riguarda i negozi, si corre il
rischio che i poveri animali finiscano come pasto per rettili. Le
seguenti informazioni possono anche essere utili nel caso si adottino
topoline gravide.
I topi raggiungono la maturità sessuale
in media a 50 giorni di vita, ma nelle femmine può verificarsi anche a
28 giorni. Il ciclo estrale è di 4-5 giorni, e il calore dura
approssimativamente 12 ore. La femmina ha un calore subito dopo il
parto, ma non ha calori durante l’allattamento.
Una femmina gravida va alloggiata da
sola prima del parto. Il maschio in teoria non deve essere separato
dalla compagna perché non è aggressivo con i piccoli, anzi aiuta a
prendersene cura. Tuttavia se si lasciano insieme i genitori, si avranno
sicuramente due gravidanze consecutive. Quando i piccoli hanno un mese,
si possono separare i maschi, lasciandoli insieme, e tenere la madre con
le figlie.
Un fatto dell’attività riproduttiva dei
topi da tener ben presente per evitare incidenti è che il maschio uccide
i piccoli che non sono figli suoi, o per meglio dire, che non ritiene
figli suoi. Infatti, se un maschio è rimasto con una femmina gravida per
almeno due settimane, accetta i piccoli nati come se fosse lui il vero
padre. Se invece verso la fine della gravidanza viene separato dalla
femmina con cui si è accoppiato, anche solo per un breve periodo, può
attaccare e uccidere i piccoli, anche se in realtà ne è il padre.
La durata della gravidanza è di 19-21
giorni nella femmina che non allatta, ma nella femmina che sta
allattando si verifica un ritardo nell’impianto degli ovuli che va dai 3
ai 10 giorni, il che estende la durata della gravidanza stessa. Prima
del parto la femmina prepara un nido. Nel caso siano presenti più
femmine, queste si prendono cura insieme dei piccoli, che possono essere
allattati a turno da tutte le madri. Nei topi il cannibalismo dei
piccoli è un fenomeno raro, ma è opportuno evitare di disturbare la
madre per almeno i due giorni successivi al parto. Il numero medio di
piccoli è di 10-12 per parto, ma al primo parto il numero dei piccoli è
inferiore. I piccoli alla nascita sono molto immaturi, nudi e con occhi
e orecchie chiusi, con un peso che va da 0,5 a 2 grammi. I topolini
aprono gli occhi a 10 giorni, e iniziano a mangiare cibo solido a due
settimane. Lo svezzamento avviene a circa 21 giorni, quando il peso
degli animali è di 10-12 grammi. A partire dai 10 giorni d’età i piccoli
dovrebbero essere maneggiati regolarmente, per mantenerli docili e
abituarli al contatto umano.
In teoria è possibile sterilizzare il
maschio, con un intervento chirurgico analogo a quanto si esegue su cani
e gatti. Il maschio sterilizzato può ovviamente restare con la femmina
senza pericolo di gravidanze. La fattibilità pratica è da verificare,
anche per la necessità di rivolgersi a un veterinario esperto in
roditori.

Alimentazione
I topi sono onnivori e possono nutrirsi di qualunque
cosa. L’alimentazione ideale consiste nello specifico pellet per
roditori, con un contenuto di proteine del 20-24%, di fibra del 18% e di
grassi non superiore al 4%. Le classiche miscele di semi sono invece
carenti e sbilanciate; inoltre, se lasciate a disposizione a volontà,
portano facilmente all’obesità e abbreviano l’aspettativa di vita del
roditore.
Se non si reperisce il pellet si può fornire un’alimentazione casalinga
basata su riso integrale cotto, fiocchi d’avena al naturale, una piccola
parte di semi di piccole dimensioni (come miglio e panico), pane secco
integrale, verdure fresche come carote e broccoli o cotte come fagioli e
piselli, frutta. I piccoli in crescita e le femmine in lattazione e
gravidanza devono ricevere una porzione aggiuntiva di proteine: carne
cotta, crocchette per cani, larve di insetti. In caso di obesità si
devono eliminare i semi ed evitare altri alimenti grassi, aumentando la
quota di vegetali. Si deve lasciare a disposizione ogni giorno la
quantità di cibo che viene completamente consumata; i resti del cibo
fresco (frutta e verdura) vanno eliminati ogni giorno.
L’acqua va sempre lasciata a disposizione, preferibilmente con un
beverino a goccia.
Alimenti controindicati
-
Miscele di semi (troppo grassi e carenti di
proteine) come alimento unico o principale
-
Semi di girasole (i più grassi e carenti)
-
Frutta secca
-
Cibi zuccherati (dolci, biscotti, cioccolata,
creme, dolciumi in generale)
-
Cibi ricchi di grassi (fritti, panna, burro,
merendine)
-
Insaccati
-
Vegetali avariati, o non adatti al consumo umano
-
Cipolle, parti verdi e le foglie di patata,
pomodoro e melanzana, fagioli crudi
-
Il latte e gli alimenti contenti latte
-
I cosiddetti "snack per roditori", come
caramelline, bastoncini di semi e melassa, ecc.

Come si maneggia
Per afferrare un topo, se è abituato al contatto
umano lo si può raccogliere con le mani a coppa; alcuni soggetti salgono
spontaneamente sulla mano, quando gliela si offre. Un altro sistema
consiste nell’afferrarlo per la base della coda, sollevandolo
leggermente, e facendo scivolare l’altra mano al di sotto del roditore.
Continuando a mantenere la presa alla base della coda, si evita che
l’animale scappi o salti al di sotto.

Cure
I topi non devono essere vaccinati, ma è bene far
fare una visita subito dopo l’acquisto e delle visite di controllo
periodiche 2-3 volte l’anno. Ovviamente, il topo va fatto visitare
subito se presenta segni di malessere come ad esempio anoressia, respiro
difficoltoso, abbattimento.