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L’allevamento artificiale dei pappagalli Che cos’è e quali sono le conseguenze Pierluca Costa, etologo – fotografie Valentina Ballabio – disegni dell’autore
Cos’è l’allevamento artificiale dei pappagalli? Quali conseguenze porta questa
tecnica d’allevamento nei pappagalli che acquistiamo come pet? Gli
stessi animali con cui condivideremo spazio e tempo? Esistono diverse metodologie per nutrire artificialmente i neonati pappagalli. Alcuni allevatori utilizzano il metodo del cucchiaio, che prevede l’ausilio di un cucchiaino con i bordi ricurvi che consente di far scivolare l’alimento liquido nella bocca dei pulcini; alcuni adoperano una siringa con annesso un piccolo catetere in morbida gomma, da inserire direttamente nell’esofago per far defluire manualmente il cibo all’interno dell’ingluvie.
Animali di questo tipo alimentano molto il mercato, perché consentono agli acquirenti di possedere un pappagallo docile, affettuoso e talvolta parlante, ad un costo molto inferiore rispetto ai comuni grandi pappagalli. Immaginiamo ad esempio gli Inseparabili (genus Agapornis), i Parrocchetti dal collare (genus Psittacula), oppure le comuni Calopsitte (genus Nimphycus). Grazie all’allevamento artificiale
abbiamo avuto modo di conoscere le potenzialità di numerose specie
di pappagalli, riuscendo ad apprezzarne le peculiarità
comportamentali e le perfomance cognitive, che ci hanno consentito,
quindi, di attribuirle non soltanto ai grandi pappagalli, come le
Ara o le Amazzoni, ma a tutti gli psittacidi, concludendo che la
spiccata intelligenza è propria di tutto l’ordine degli
Psittaciformes e non soltanto di alcune specie. Tuttavia l’allevamento artificiale dei pullus di pappagalli è un’operazione molto delicata, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, quest’ultimo particolarmente importante poiché le ripercussioni non sono immediatamente riscontrabili. Le varie tecniche utilizzate per portare allo svezzamento uccelli nidicoli (questo è il termine utilizzato per quegli uccelli che non abbandonano il nido subito dopo la nascita dimostrandosi autosufficienti nell’ingerire il cibo, ma necessitano di importanti assistenze da parte dei genitori) come i pappagalli non sono prive di rischi, ed ogni errore può portare a gravissime ripercussioni psicofisiche o addirittura alla morte. Quando si intende acquistare un
pappagallo allevato artificialmente, occorre innanzi tutto
raccogliere alcune informazioni importanti dall’allevatore, per
capire in che modo è stato allevato e prevedere quindi possibili
problemi in età adulta. Il primo quesito è quello legato ai prodotti
utilizzati per alimentare i piccoli. L’allevatore da cui acquisteremo il pappagallo deve essere in grado di dimostrarci di aver utilizzato soltanto prodotti appositamente studiati per lo scopo, di tipo commerciale, caratterizzati per essere bilanciati e con un alto tasso proteico. Quindi formulazioni casalinghe, per miracolose che ci vengano presentate, non vanno assolutamente accettate. Una scorretta alimentazione durante
il delicato periodo dell’accrescimento causa non soltanto un errato
sviluppo dell’animale, ma lo rende decisamente più vulnerabile alle
comuni patologie che talvolta colpiscono i pappagalli. Per quanto invece concerne l’aspetto psicologico di questi animali, occorre non farsi trarre in inganno dalla spiccata socievolezza e disponibilità al contatto che essi dimostrano in età giovanile. Essi possono comunque aver subito traumi di natura psicologica che, però, manifesteranno generalmente soltanto dopo la maturità sessuale. Uno degli aspetti psicopatologici più conosciuti di questo tipo di animali è sicuramente la Sindrome da Autodeplumazione, cioè quello stato psicopatologico in cui il pappagallo, a causa probabilmente dell’ansia e della depressione che si sviluppa in cattività, giunge a strapparsi volontariamente penne e piume, per arrivare nei casi più avanzati a ledere l’epidermide sottostante. Alcune delle cause responsabili di questa patologia sono senz’altro da attribuire all’allevamento artificiale, interpretato quindi come trauma psicologico a cui i giovani pullus vanno incontro, se non praticato nel modo più rispettoso possibile. Il consiglio è quello di verificare che il giovane pappagallo sia stato innanzi tutto allevato insieme a dei conspecifici, cioè altri soggetti della stessa specie come lo possono essere i fratelli, in modo tale che possa aver avuto modo di sviluppare la propria identificazione sistematica, allontanando il rischio che esso possa aver sviluppato un’identificazione totalmente verso la specie umana. Infatti in età adulta, molti pappagalli dimostrano una scarsissima disponibilità a socializzare con altri soggetti della stessa specie, cosa che causa diversi problemi nell’affrontare eventuali psicopatologie utilizzando la terapia della "socialità" con altri soggetti. Un’identificazione totale verso la specie umana porta il pappagallo a preferire l’uomo anziché i propri simili anche durante la maturità sessuale, con la conseguenza di un’alta vulnerabilità a fenomeni di autolesionismo, a causa evidentemente della frustrazione sessuale maturata.
Un altro aspetto fondamentale da verificare è che il giovane pappagallo sia stato svezzato abituandolo ad alimentarsi di diverse essenze alimentari, soprattutto vegetali, in modo tale da non dover ricorrere ad impegnative prassi per riportarlo in età già adulta a doversi abituare ad alimenti diversi dal comune misto di sementi, causa spesso di importanti scompensi nutrizionali e fisiologici, se componente esclusivo della dieta. Questa breve scheda sull’allevamento artificiale, concludendo, ha come scopo finale quello di allertare le persone sull’acquisto di pappagalli addomesticati, aiutandole ad analizzare prima dell’acquisto tutte le potenziali situazioni che possono contribuire all’insorgere di turbe comportamentali e psicologiche di difficile risoluzione in età adulta, cercando quindi di garantire agli animali posseduti una vita degna e soprattutto condotta nel pieno rispetto del loro benessere psicofisico. |
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Marta Avanzi |